ManFont

Grant Morrison’s 18 Days

Tutto si può dire di Grant Morrison tranne che si adagi sugli allori. Autore eccentrico e discontinuo, sceneggiatore di molti capolavori ma anche di cose trascurabili, Morrison ha sempre cercato di esplorare nuove possibilità, sconfinando spesso oltre l’abusato pantheon occidentale delle “divinità” superoistiche dei comics anglosassoni.

Già nel 2005, in fase di distacco dal successo di New X-Men, e prima di pensare, e partecipare, alle rivoluzioni all’interno della DC, aveva pubblicato Vimanarama, una storia di mostri e famiglie problematiche che gravitano intorno a un ragazzo Indù. Una miniserie di tre numeri che lasciava intendere come quel pantheon induista avesse affascinato l’autore tanto da poter essere potenzialmente un’ottima fonte di ispirazione per scrivere cose nuove.

Ci ha provato, in maniera non troppo convinta, prima nel 2010 con una graphic novel in forma mista con un titolo simile a quello usato successivamente. Poi, riesce a entrare a far parte del mega-progetto multimediale della Graphic India, un editore che vuole sviluppare prodotti di vario tipo (fumetti ma anche games e serie tv) su tematiche strettamente legate all’India e alla sua cultura millenaria.

In questa sede rielabora tutto il progetto che consta di una serie di (teorici) 18 volumi dove racconta buona parte della storia presente all’interno di uno dei testi più importanti della religione induista, il Mahabharata, coi disegni di Jeevan J. Kang e dell’italiano Francesco Biagini (oltre al supporto, ai testi, dei fondatori stessi della casa editrice, Sharad Devarajan e Deepak Chopra).

Di cosa parla questo enorme poema (e quindi questo fumetto a esso strettamente collegato)? Dell’eterna lotta tra i due clan Kaurava e Pāṇḍava, cugini tra di loro e tutti figli di divinità induiste, lungo il ciclo delle quattro ere (Oro, Argento, Rame e Ferro, in ordine decrescente per purezza e prosperità) che segnano la vita degli esseri viventi, in cui il bene e il male sono in perenne lotta, sempre secondo il credo induista.

I primi cinque numeri della serie, raccolti in questo volume, sono ambientati verso la fine della terza era, nella regione di Doab, dove sono già schierati i due eserciti nemici, in attesa di sferrare il primo attacco.

Da un lato Duryodhana che guida i suoi cento fratelli, tutti figli di Dhṛtarāṣṭra e dall’altro Yudiṣṭhira (detto Yudish), uno dei cinque figli di Pāṇḍu. I primi simboleggiano il male e la sete di potere, i secondi il bene e il rispetto delle tradizioni.

18Days_Morrison

In termini di pura trama, non succede praticamente nulla poiché molto del tempo viene dedicato a illustrare tutto il pantheon induista che a noi occidentali risulta praticamente sconosciuto. Ci sono lunghi passaggi con soli campi e controcampi dove i personaggi o sembrano urlarsi l’uno contro l’altro accuse varie di cose successe in precedenza o organizzano incontri semi-clandestini tra i guerrieri di opposte fazioni.

La tematica presente in queste storie è una di quelle più care a Morrison: l’epica del mito che si nasconde dietro ai personaggi che scrive. Si veda per esempio All Star Superman, su tutti, ma anche nella stessa JLA era possibile trovare gli dei che si mascheravano da umani, alle prese con situazioni grandiose e stupefacenti. Qui Morrison è andato molto semplicemente oltre le radici greche o norrene, ma ha investigato sull’origine della cultura indoeuropea. Il poema di riferimento è infatti scritto in sanscrito e narra fatti avvenuti prima di tutte le civiltà note (3000 a.C. e oltre) ed è evidente come molte dinamiche possono essere riscontrate nei miti occidentali successivi, quasi a chiudere un cerchio su come l’oriente e l’occidente siano legati molto di più di quanto si pensi. Morrison non ha mai negato la sua necessità a fondere in maniera sincretica tutte le sue idee, utilizzando la psichedelia come mezzo eccentrico ma decisamente attinente a questi temi.

Un paradosso nel quale si può intercorrere, a una prima lettura, è quello dove tutto sembra dare un senso di deja-vu, storie già lette mille volte, di personaggi talmente schiacciati sulla loro caratteristica principale tanto da diventare stereotipi bidimensionali di aspetti caratteriali dell’umanità. Un po’ come spesso accade quando si pensa agli dei norreni o a quelli greci.

A Morrison non interessa imbastire una trama originale ma soltanto usare questo materiale per trattarne l’epicità e la grandezza che si richiede a un testo così basilare.

Peccato che la narrazione risulta troppo statica e, a tratti, lenta. Troppi spiegoni e poca dinamicità. Mancano i guizzi creativi che ci si aspetterebbe dall’autore scozzese.

Non aiutano i disegni di Kang, dal tratto e dal character design sicuramente buono, ma troppo imbrigliato nei molteplici primi piani con campi e controcampi, non aprendosi, se non verso la fine, a più larghe vignette dal tono epico.

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Da segnalare come il terzo episodio, disegnato da Biagini, risulta essere il più narrativo e drammatico di tutti: il migliore tra i cinque. Questo anche grazie al fatto che vi è narrato un flashback che spiega cosa ci sia dietro alle motivazioni dei personaggi più di tanti dialoghi logorroici.

È difficile dare un giudizio complessivo e definitivo su questo volume poiché è tremendamente evidente come sia legato a quelli che verranno. In sostanza “le danze” si aprono nel cliffhanger finale, lasciando il lettore un po’ a bocca asciutta e in attesa del prossimo episodio. Resisterà visto che il tutto è risultato meno appagante delle sue premesse?

L’edizione di ManFont, qui con l’etichetta MF Project, è ben curata dal punto di vista grafico ma risulta carente in quello redazionale. Vista la materia ostica (i miti induisti) sarebbe stato utile avere una qualche informazione in più, anche per destare curiosità per una religione molto spesso conosciuta da pochi ma di una vastità paragonabile, se non maggiore, a quella giudaico-cristiana.

La virgola e il punto – Una piccola avventura letteraria

Nel 2018 festeggia i cinque anni di attività la ManFont, nata come collettivo di autori, cresciuta come associazione culturale e ora casa editrice di titoli importanti come Kimera Mendax. Si tratta di una piccola, ma preziosa realtà editoriale interamente torinese che dà spazio a praticamente qualunque tipo di storia e soprattutto ha un atteggiamento profondamente etico nei confronti dei propri autori, detentori al 100% dei diritti sulle proprie opere e persino dei guadagni quando avvengono dal vivo (per esempio alle fiere del fumetto) senza dover nulla alla casa editrice. È palese che si tratta di un’attività fatta per passione e non per il vile denaro, e questo non può che essere apprezzato, al di là della qualità delle singole opere, a volte non eccezionale come nel caso de La virgola e il punto.

Copertina de "La virgola e il punto" di Giovanni Federico, Erika Bertoli e Federica Zancato.Nato da un lavoro a sei mani fra scrittore, disegnatrice e colorista, La virgola e il punto non è un fumetto bensì un libro illustrato per l’infanzia, il primo della nuova collana per bambini Mini ManFont che si propone come storia edificante, ma svolge il suo ruolo solo parzialmente.

Probabilmente il problema principale del volume è che le sei mani non hanno lavorato insieme, o quantomeno questo è quello che appare dal punto di vista del lettore: la storia e le immagini infatti non sembrano camminare sempre di pari passo, con le seconde che interpretano il testo più che illustrarlo.

La sceneggiatura di Giovanni Federico racconta la storia dei caratteri di stampa di un libro come personaggi fisici reali che si animano quando nessuno li vede, un po’ come i giocattoli di Toy Story. La protagonista è una virgola di nome Virginia che, sentendosi nient’altro che un’insignificante virgola circondata da caratteri di stampa più importanti, decide di diventare famosa e va a esplorare il mondo alla ricerca del Grande Punto, ovvero il punto finale del testo. Quando lo trova, costui le dice che gli dispiace, deve andare, il suo posto è là da dove è venuta. Virginia esegue.

Testi

Il problema della trama non è la sua deliziosa semplicità: è la mancanza di un qualunque sviluppo narrativo. La protagonista Virginia non vuole essere importante, o utile, o trovare una sua identità, o capire il suo posto nel mondo, o altro: no, lei vuole «diventare una celebrità». Ma perché? Per quasi metà volume ci sono solo testi e dialoghi descrittivi, e quando finalmente inizia l’azione nulla di quel che accade ha conseguenze pratiche ai fini della trama. Nel clou della storia, ovvero quando Virginia incontra il millantato saggio Grande Punto, si scopre che costui è un «vecchietto triste che vive solo e lontano da tutti» e il suo ruolo non sembra aver alcuna funzione costruttiva per Virginia, la quale se ne torna lì da dov’è venuta, attratta dal caro vecchio stile di vita.

È giusto e morale insegnare ai bambini che «tutti, anche la più piccola delle virgole, hanno il loro scopo all’interno della storia», ma non se questo avviene perché non ci sono assolutamente altre possibilità di vita. Virginia non affronta nessun reale pericolo, nessuna reale perdita, nessuna reale crescita: il massimo dell’azione che compie è nascondersi, e anche questo non è esattamente il migliore degli insegnamenti. Non è in nessuna maniera favorito lo sviluppo della personalità, la conoscenza del sé, l’esplorazione di un mondo nuovo: se passando attraverso un’avventura Virginia avesse scelto consapevolmente di tornarsene da dov’era venuta questo sarebbe andato benissimo, ma non c’è avventura ne La virgola e il punto: qui si specifica chiaramente che siccome una qualche entità superiore (in questo caso lo Scrittore) l’ha piazzata lì, allora lì deve rimanere, punto (anzi, virgola).

Eppure sarebbe stato così facile movimentare la storia: Virginia viene scoperta dal lettore, oppure la O e la P le dimostrano che cambiando posto cambierebbe la storia, oppure lo Scrittore prova a cancellarla… ma nulla di tutto ciò accade. Virginia deve restare lì non per scelta, ma per forza. Il fatto che l’autore Giovanni Federico sia giovane, nato nel 1986, rende questo immobilismo ancora più perplimente. La scrittura prolissa e le presenza di pagine con veri e propri wall of text (fra l’altro in un carattere gioviale, ma alla lunga poco piacevole e stancante per la lettura) sono solo dettagli rispetto alla gravità del difetto principale: la (non) lezione morale.

Al contempo, però, proprio il fatto che l’autore Giovanni Federico sia giovane rende questo libro un buon punto di partenza: è fresco, inventivo e a tratti molto divertente. La carne c’è, manca il fuoco.

Disegni

Se la trama de La virgola e il punto appare migliorabile, l’aspetto grafico invece è di livello decisamente superiore. I disegni sono affidati all’unica persona coinvolta in questo libro non di origine torinese, la bolognese Erika Bertoli (che comunque torinese c’è diventata d’adozione). Ipotizzando che l’acerba qualità della scrittura di Federico dipenda dal fatto che questo è il suo primo libro per bambini, allora la buona qualità dei disegni della Bertoli dipendono proprio dal fatto che questo non è affatto il suo primo libro.

Copertine di "Oggi tocca a me" e "Dark Phantasy" illustrate da Erika Bertoli.

Due precedenti lavori di Erika Bertoli, in entrambi i casi illustrazioni per testi in prosa: a sinistra il volume Oggi tocca a me del 2013 e a destra Dark Phantasy del 2016. Già dalle copertine è evidente l’evoluzione grafica e personale dell’autrice.

Erika Bertoli si è trasferita a Torino per frequentare la locale Accademia di Belle Arti e poi è rimasta in città. Prima di ManFont aveva pubblicato con varie altre case editrici all’ombra della Mole, come Eris edizioni e Pathos Edizioni, e il passaggio di stili e temi da illustrare le ha giovato molto. Il suo tratto, benché rientri perfettamente all’interno della produzione tipica degli ex studenti di accademia, possiede una certa qual grazia probabilmente figlia di un felice incontro fra lo stile super deformed giapponese e la rotondità disneyana. Il risultato è un disegno che non presenta nulla di nuovo o eccezionale, ma che accarezza dolcemente gli occhi del lettore e in alcuni momenti raggiunge esiti molto felici, resi ancora più evidenti dalla colorazione molto sobria e tutta giocata sulle variazioni di colori primari di Federica Zancato.

Tavole de "La virgola e il punto" di Giovanni Federico, Erika Bertoli e Federica Zancato.

Le letterine escono letteralmente fuori dalla macchina da scrivere e vanno a giocare sui fogli di carta. Erika Bertoli ha disegnato un intero alfabeto con 33 personaggi a rappresentare le lettere e i segni di punteggiatura.

La virgola e il punto è un esperimento non riuscitissimo, o meglio sbilanciato fra la parte testuale e quella grafica. Essendo un bel libro colorato può comunque funzionare per i bambini come regalo (magari come strenna natalizia), ma soprattutto deve servire agli autori come pietra di paragone per migliorare: Bertoli e Zancato sono già a buon punto, Federico è un po’ indietro, ma ha buone idee e gli basta solo metterle in pratica. Quest’esperienza è andata com’è andata, adesso è ora di pensare alla prossima: il mondo e i bambini hanno sempre bisogno di belle storie!

Le due nuove proposte per la collana MiniManFont

Saranno disponibili, al prossimo Lucca Comics and Games, due nuove proposte legate al mondo dei più piccoli: Dinky in Appland 2 e Veggy Robot, entrambe realizzate da “La Casa di Dinky” realtà che da anni si occupa della produzione e Della promozione di contenuti didatticiculturaliartistici e ricreativi per bambini nella fascia d’età dai 6 agli 11 anni, contribuendo alla loro completa formazione umana e sociale, con particolare riguardo al campo dell’informatica e della tecnologia, dell’arte e della musica, della comunicazione e della socializzazione.


Dinky in Appland 2

Webby è un ragazzo come tutti gli altri, ma con una caratteristica particolare: è un Appwalker, e… oh, ma non voglio rovinarti la sorpresa! Questo è il tuo viaggio, e presto scoprirai tutto!
E, proprio come Dinky guida Webby, anche tu avrai una squadra speciale a guidarti: Massimiliano, Sandro e Arianna formano un team imbattibile… vedrai!

Ora tocca a te. Sei pronto? Allora scegli bene il tuo avatar e preparati a seguire l’unica, grande indicazione per questo viaggio: non rinunciare mai alla tua fantasia.

Veggy Robot

Tutti sanno cos’è un robot. Una macchina costruita per svolgere lavori specializzati, a volte faticosi. E tutti sanno che i robot sono fatti di metallo, plastica e circuiti elettronici. Giusto? Beh, forse non proprio tutti… Se vi dicessi che, in qualche parte del mondo, un piccolo robot sta muovendo i suoi primi passi, e quel robot è fatto di foglie e legno, erba e radici? Un piccolo, meraviglioso, robot vegetale.

AUTORI: Massimiliano Filadoro, Arianna Florean, Sandro Pizziolo
COLLANA: MiniManFont
PREZZO DI COPERTINA: 12€

Le novità ManFont a Lucca C&G

IN VIAGGIO CON LA MITOLOGIA DOLOMITICA CON “IL REGNO DI FANES”

I Fanes sono una popolazione leggendaria, che ha abitato fino alla tarda epoca del Bronzo l’Alpe di Fanes. La loro storia è conosciuta attraverso l’epopea nota come Il Regno di Fanes (Rëgn de Fanes, in ladino)… il ciclo epico che compone il nucleo della Mitologia Dolomitica. La storia dei Fanes è conosciuta come una leggenda, è riportata come un racconto orale che patisce le sovrapposizioni storiche di almeno due millenni. Oggi è conosciuto principalmente nella versione romanzata di Karl Felix Wolff , edita nel 1932. L’archeologia ha però dimostrato che i Fanes sono esistiti veramente… questa è la loro storia…

SCHEDA TECNICA
Autori: Federico Memola, Federico Vicentini, Teresa Marzia
16,8×24 132 p. A colori
Prezzo di copertina: 14€

AVATAREX: DESTROYER OF DARKNESS: IL NUOVO SUPEREROE DI GRANT MORRISON

“Cosa succede quando un essere superpotente riemerge dal sonno per combattere l’ultima guerra della nostra era, solo per scoprire che il suo risveglio è avvenuto in anticipo sulla fine del mondo?
Deve, in qualche modo, imparare a condurre la propria esistenza in un pianeta troppo piccolo e troppo fragile per sopravvivergli.”
SCHEDA TECNICA
Autori: GRANT MORRISON, EDISON “MANU” GEORGE, JEEVAN J. KANG
Cover Artist: CARMINE DI GIANDOMENICO
16,8×24 128 p. A colori
Prezzo di copertina: 14,50€

Kimera Mendax – Rivoluzione analogica

Nel gennaio del 1971 Rodolfo Cimino e Giorgio Cavazzano pubblicano su Topolino la storia Paperino e la pentola genuina, nella quale gli incassi delle imponenti e modernissime mense PdP vengono messi in crisi da una semplice quanto gustosa zuppa di erbe campagnole cucinata da Paperino. Si tratta di uno dei capisaldi della produzione disneyana “made in Italy”. Curiosamente, durante la lettura di Kimera Mendax, questa è la prima storia che mi è venuta in mente. Probabilmente perché si è trattato del mio primo contatto con un racconto sull’eterno conflitto tra un modo alienante di vivere il progresso e l’autenticità ontologica dell’essere umano (o papero, fate voi).

In Kimera Mendax, racconto dai toni cyberpunk realizzato dai talentuosi ragazzi del collettivo Kuro Jam, l’alienante mensa meccanizzata di Zio Paperone si traduce nel sistema bio-operativo “KX”: complesso di protesi robotiche integrato con le tecnologie dell’intrattenimento e della comunicazione. Da questo punto di vista si potrebbe dire che Kimera Mendax rilegge William Gibson alla luce del web 2.0. L’attesa mondiale per l’uscita dell’ultimissima versione del software del KX è difatti una metafora non troppo nascosta dell’attuale dipendenza da web di cui più o meno tutti soffriamo.

Contro questa integrazione globale (bello il titolo del primo capitolo Disconnessi e integrati che richiama il testo più celebre di Umberto Eco), contro questo nichilismo digitale, si batte un manipolo di rivoluzionari analogici.


«E niente di noi sarebbe rimasto. Niente… se non la speranza di un imprevisto.»

E ora che ne sarà
del mio viaggio?
Troppo accuratamente l’ho studiato
senza saperne nulla. Un imprevisto
è la sola speranza. Ma mi dicono
che è una stoltezza dirselo.

[Eugenio Montale, Satura]

L’imprevisto analogico è indubbiamente il punto più interessante di tutto il volume:

«Dopo decenni di fruizione passiva, ci siamo adattati a costruzioni sonore tagliate sulle nostre capacità d’ascolto. E sulle nostre aspettative.
“Rassicuranti.”
“Logiche”
“Economiche”
“Digitali”
Cosa succederebbe oggi a un uomo implementato di protesi tecnologiche, immerso in profondi stimoli sensoriali analogici?»

Questo il perno della rivoluzione: in un mondo dominato dalla precisione finita del digitale inserire l’imprecisione infinita dell’analogico tramite l’uso di tecnologie (che non farò finta di aver capito) basate sull’uso dei dischi in vinile.

Gianluca Pernafelli tesse un racconto pregno di contenuti utilizzando una prosa che a volte risulta un po’ ostica, che rifiuta ogni tipo di ridondanza o spiegazioni e imbastisce una sceneggiatura ricca di sottintesi che richiede un lettore attento e disposto a tornare più volte sulle stesse vignette per capire il tutto.

Ai disegni si alternano Mattia De Iulis e Giulia D’Ottavi, quest’ultima coadiuvata da Francesco Segala ai colori. Mattia, nei primi due capitoli, approfitta della sua esperienza da colorista per adottare un tratto sintetico e affidare gran parte del compito narrativo alle varie palette grafiche e texture, l’effetto finale risulta molto elegante ed efficace, ma in alcuni passaggi forse un po’ troppo “finto”. Nei capitoli 3 e 4 Francesco Segala mantiene, coerentemente con il progetto, le stesse scelte di colore fatte nei primi capitoli (dando forse una sterzata un po’ più “acida” in certi contrasti) al servizio dei disegni di una D’Ottavi che mostra un’interessante predisposizione alla composizione sulle due tavole affiancate arricchendo l’albo di spread-pages ricche di inserti. In generale l’artwork risulta piuttosto omogeneo e funzionale ai toni e alla storia narrata.

Ho cercato di essere il più severo possibile nei giudizi (perché così mi hanno richiesto gli autori stessi), ma in definitiva si tratta di un ottimo fumetto che affianca a delle professionalità “in divenire” una bella dose di ambizione che non deve mai mancare negli autori emergenti.
Impreziosisce il tutto la copertina della bravissima Elena Casagrande.
Attendo con curiosità il secondo volume.


KIMERA MENDAX Vol.1: SYSTEM
Editore: ManFont, collana ManFont Comics
Brossurato con alette, 80 pagine, colore, cm 16,8×24
€ 12,00

POErtraits – portraits of Edgar Allan Poe

Comunicato Stampa – POErtraits – portraits of Edgar Allan Poe

Edgar Allan POE

POErtraits!
Come trasformare il più cupo e triste scrittore della letteratura americana in un personaggio ironico e divertente?
Semplice, basta fargli un ritratto. Anzi, 100!
Una miscela originale e divertente tra caricature di Edgar Allan Poe, giochi di parole e cultura pop.

Da Lunedì 13 Giugno a Domenica 3 Luglio sarà attiva una campagna di crowdfunding sulla piattaforma online Kickstarter con lo scopo di raccogliere la cifra di 5500€ per poter stampare un volume contenente la raccolta di 100 illustrazioni (POErtraits) realizzate da Marco Rocchi e altre caricature di Edgar Allan Poe disegnate da altri artisti, realizzato in collaborazione con ManFont Comics.

somePOErtraits

Cos’è un POErtrait?
Si tratta della caricatura di Edgar Allan Poe disegnata da Marco Rocchi.
Ma non basta questo. Deve anche contenere un gioco di parole con il nome di Poe. Il titolo stesso ne è un esempio.

MarcoPOErtraits

Per portare avanti questo progetto l’autore, membro della ciurma dei Pirati fra le Nuvole, e la ManFont Comics hanno unito le loro forze: l’obiettivo è finanziare tramite un crowdfunding sulla piattaforma Kickstarter la pubblicazione di un volume che raccoglie 100 POErtraits e altri disegni, nello specifico gli aPOEcrypha, caricature di Edgar Allan Poe realizzate da altri artisti. Come rewards del crowdfunding è possibile inoltre trovare tanto altro materiale che mantiene vivo lo spirito di questo progetto, come ad esempio le POEstcards o il POEster, che raccolgono le illustrazioni presenti nel libro… e tanti altri gadget!

cover

Questi i dati tecnici del libro una volta stampato: formato 15x15cm, Cartonato, 112 pagine a colori

Link KickStarter
https://www.kickstarter.com/projects/piratescanfly/poertraits-portraits-of-edgar-allan-poe

POEstcards

L’autore racconta la genesi di POErtraits
“POErtraits è un progetto nato quasi per caso dall’adattamento a fumetti del racconto di Edgar Allan Poe La Maschera della Morte Rossa, sceneggiato da me per Giuseppe Dell’Olio, che ne ha realizzato i disegni: durante l’ARF festival 2015 eravamo in dedica presso lo stand dell’editore Kleiner Flug e proprio mentre stavo facendo una piccola caricatura di Poe ho sentito qualcuno dire “Topolino”; ho disegnato quindi un Edgar Allan Poe con le orecchie da topo, un toPOElino.
Era nato così il primo POErtrait.
Nell’arco di qualche mese avevo realizzato per gioco altre 100 di queste illustrazioni finché non ho deciso di tentare la via del crowdfunding, ma la mancanza di esperienza in materia ed un progetto che presentava delle pecche sotto alcuni punti di vista hanno portato al tempo al non raggiungimento della somma richiesta. Nell’arco di qualche altro mese ho rielaborato tutta la struttura del volume, sia in termini formali che contenutistici, fino al progetto attuale, che racchiuderà sempre 100 illustrazioni ma molte di esse saranno inedite e realizzate esplicitamente per questo libro pianificando una nuova strategia in stretta relazione con gli editor della ManFont Comics.”

LogoManFontManFont Comics, il partner editoriale
La ManFont come editore inizialmente digitale viene fondata nel 2010 da Manfredi Toraldo, ed è vera e propria pioniera del fumetto pubblicato su tablet, ma per Lucca Comics & Games 2013 evolve per entrare nel mondo del fumetto cartaceo indie, con le pubblicazioni dell’integrale della prima stagione di Arcana Mater e il primo volume della saga di Esso – L’ultimo Fumettista!
Successivamente, vengono pubblicate le storie feline di Norby, il letterario Agenzia Investigativa Carlo Lorenzini, il fantasy demenziale Sex and the Thrones e il fantascientifico Johnny Dynamic.
La piccola pallina di neve diventa a poco una valanga inarrestabile.
Viene creata ufficialmente l’Associazione Culturale ManFont, con sede in Piemonte e viene messo nero su bianco lo scopo dell’associazione: unire sotto un’unica bandiera molte delle migliori autoproduzioni italiane, con l’obiettivo di diventare un polo costante per tutti gli autori che credono a tal punto nella propria opera da volerla realizzare al di fuori del circuito editoriale tradizionale.
Lucca Comics & Games 2015 è stata una tappa di questa cavalcata, con la pubblicazione di ben 11 nuovi libri e l’avviamento di una proficua collaborazione con le sedi della Scuola Internazionale di Comics di Torino e Roma.
Ad oggi, e in soli tre anni dall’inizio di questa nuova grande avventura, il catalogo ManFont conta venti volumi, e oltre cinquanta autori diversi coinvolti, tra professionisti affermati e giovani fumettisti emergenti.
La ManFont è voler fare fumetti, mettendo gli Autori e le loro Storie al centro del progetto.
Perché una buona storia, vale sempre la pena di essere raccontata.

ManFont – Feed the Comics!

Una realtà editoriale torinese che punta sulla valorizzazione di nuovi autori e progetti innovativi, il cui catalogo è consultabile qui:

MarcoRocchiBNMarco Rocchi, l’autore
Quella di disegnare e fare fumetti è stata da sempre per Marco una fissazione sin dalla più tenera età, portandolo a compiere scuole specifiche del settore come liceo scientifico e ingegneria, prima informatica e poi edile. A pochi passi dalla laurea decide che è il tempo di iniziare a fare fumetti davvero. L’impatto è stato leggero, infatti decide di partecipare alla 24 Hours Italy Comics a Bologna nel 2009, riuscendo a portare a termine una storia di 24 pagine in 24 ore. Le sue tavole sono state selezionate ed esposte alla mostra dedicata all’evento in occasione del Future Film Festival edizione 2010. Gasato dal risultato si iscrive alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze potendo finalmente affermare di studiare ogni volta che legge un fumetto. Partecipa ad un concorso e le sue tavole vengono pubblicate nell’opera collettiva “Siamo lieti di averla tra noi” edito dalla fu Kappa Edizioni contenenlogo-piratiAte adattamenti dei racconti di Stefano Benni. Successivamente entra nella rosa dei quindici finalisti del Lucca Project Contest 2013 come disegnatore del progetto presentato. Durante gli anni della Comics, Marco conosce Giuseppe Dell’Olio, suo compagno di corso, e decide di occupargli casa per 2 anni. In quel periodo scrive per Giuseppe l’adattamento a fumetti tratto dall’omonimo racconto di Edgar Allan Poe “La Maschera della Morte Rossa” curando sceneggiatura e storyboard. La pubblicazione di questo volume, ad opera di Kleiner Flug, porterà involontariamente alla nascita di POErtraits. Ma questa è un’altra storia. Attualmente Marco sta scrivendo sceneggiature per tre fumetti di futura pubblicazione, tra i quali una storia originale con disegni di Francesca Carità che sarà pubblicato nel 2017 da Tunuè. Tuttora è fiero di dire, mentre legge un fumetto, “Sto lavorando”.

Contatti
piratifralenuvole@gmail.com
bosco@manfont.com
facebook.com/poertraits
facebook.com/piratescanfly
facebook.com/ManFontComics

Dayjob Studio a Napoli Comicon 2016

Comunicato Stampa

Quest’anno il Dayjob Studio sarà presente per la prima volta al Comicon di Napoli, dove avrà il piacere di dividere uno stand con Manfont e ArtSteady.

Il Dayjob Studio è un gruppo di quattro fumettisti che vivono in Veneto: Federico Chemello, Maurizio Furini, Riccardo Gamba e Alberto Massaggia.

La loro produzione comprende lavori con editori come Bonelli (Nathan Never) in Italia, Clair de Lune (Rosa Viola, una miniserie per bambini) in Francia e collaborazioni più particolari come quella con Devolver Digital per i fumetti legati a videogiochi come Hotline Miami 2, Gods will be watching, Ronin ed Enter the Gungeon. A questo si aggiungono i titoli autoprodotti in Italia: I Am Spank, The Leaderboard vol.1 e Training Quest vol.1.

 

 

Gli autori del gruppo al Comicon sveleranno alcune novità durante l’incontro “Dayjob Studio: Tra fumetto e videogiochi”, che si terrà Venerdì 22 alle 13 nella sala Cartoni Magici.

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Durante questo incontro verrà annunciata una collaborazione con Shockdom/Fumetti Crudi e un nuovo progetto legato all’universo di Hotline Miami, che verrà pubblicato durante la seconda metà del 2016. Per l’occasione sono state realizzate delle stampe promozionali che verranno regalate alla presentazione.

VARCHI COMICS – Fiera del fumetto e del fantastico

Comunicato Stampa

Il 19 e 20 marzo a Montevarchi (AR) si terrà la settima edizione della manifestazione VARCHI COMICS dedicata al fumetto ed al mondo del fantastico.
All’interno della fiera ci sarà una mostra mercato di fumetto nuovo e di antiquariato, gadget e collezionismo. La domenica ci sarà un evento cosplay e saranno presenti nei due giorni molti ospiti.

L’INGRESSO E’ GRATUITO!

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Vi saranno anche eventi collaterali, quali il contest di disegno dedicato alla memoria di Claudio Bruschi, di cui si possono trovare il bando e la scheda di partecipazione sul sito www.varchicomics.com insieme ad altre informazioni. Sarà possibile acquistare in fiera anche il materiale autoprodotto (cartoline, annullo filatelico valido, portfolio), che quest’anno sarà dedicato a Martin Mystére, con i disegni di Giancarlo Alessandrini.

Gli ospiti presenti saranno:

– Giancarlo Alessandrini
– Tiziano Angri
– Francesco Biagini
– Sudario Brando
– Moreno Chiacchiera
– Dado
– Luca Decembri
– Giuseppe Di Bernardo
– Dr. Pira
– Daniele Fabbri
– Il Borg
– Valerio La Martire
– Davide La Rosa
– Arturo Lauria
– Mad Mitch
– Gli Scarabocchi di Maicol & Mirco
– Marcello Mangiantini
– Giovanni Marcora
– Paolo Massagli
– E. Mattioli
– Francesca Mengozzi
– David Messina
– Riccardo Nunziati
– Tuono Pettinato
– Sara Pichelli
– Ratigher
– Elisabetta Simonti
– Sara Spano
– Spectrum
– Spyro
– Manfredi Toraldo
– Sunita Zucca

con:

HOLLOW PRESS
MANFONT
I DONI DELLE MUSE
I LOVE ZOMBIE
KLEINER FLUGG

(stando a recenti rumor è altamente probabile la presenza di Alfredo Castelli, il papà di Martin Mystère)

ManFont a Lucca 2015: Esso #2 e Johnny Dynamic #2

Comunicato Stampa – 

 Le novità ManFont a Lucca 2015:

Esso 2 – Back to the Closure e Johnny Dynamic – L’amore uccide

 Ancora e ancora nuovi annunci per quel che riguarda la ManFont, e questa volta è tempo di parlare vi veri e propri… Numeri 2!

Esso2 cover

Si comincia con il seguito di Esso – L’ultimo Fumettista, fumetto che esordì nel lontano 2013 e che fu insieme ad Arcana Mater uno dei due titoli di lancio della neonata associazione culturale ManFont.

Ma ora Esso is back. Esso is “Back to the Closure”!

La sua missione non è cambiata, ovvero sconfiggere i capi della Piadini Publishing, la casa editrice che ormai domina incontrastata il pianeta editoriale grazie a legioni di editor zombie.

Esso dovrà ricorrere al potere dello storytelling e sovvertire tutte le regole del fumetto per vincere.
Ce la farà?

Al team creativo originale (Manfredi Toraldo, Luca Baino, Luca Amerio e Camillo Bosco alla scrittura, Giorgio Abou Mrad e Alessandro Alessi Anghini sul lato grafico) si è aggiunto lo scrittore Marco Daeron Ventura per un tripudio di citazioni, comicità e azione.

Esso non farà prigionieri, prendendo di mira tutto quello che è il “fumettomondo” italiano e internazionale ad un ritmo forsennato!

Ma Esso non è l’unico a saper menare le mani. Anzi, c’è un altro personaggio piuttosto burbero e scontroso che non vede l’ora di prendere a pugni i suoi avversari.

Lui è un cacciatore di taglie spaziale, lui è il “Dito Galattico” per eccellenza… Lui è Johnny Dynamic!

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Nato dalla fantasia del geniale Andrea Dotta (qui talvolta aiutato da Simone Di Meo, Sara Antonellini e Giorgia Lanza), Johnny insieme alla sua amica Korova, una mucca sovietica, è di nuovo in pista nel nuovo libro intitolato “L’amore uccide”. Nuovi nemici sono pronti ad attenderlo come il perfido Bambocci, i giganteschi Meka Nazisti e un’oscura presenza del passato…

Riuscirà a vincere anche questa volta?

 

Chiunque fosse alla ricerca di altre news può consultare i canali web dell’associazione:

www.manfont.org

facebook.com/manfontcomics

twitter.com/manfontcomics

La ManFont e i suoi autori vi danno quindi appuntamento a Lucca Comics 2015, Padiglione Giglio, stand Crossover.

Non potete mancare.

 

ManFont a Lucca 2015: “Arcana Mater”

Comunicato Stampa

 Le novità ManFont a Lucca 2015:

Arcana Mater diventa open source con il volume Apocrypha, mentre viene ristampata la prima stagione.

Arcana Mater Apocrypha

Continuano a testa bassa gli annunci in casa ManFont e l’associazione torinese è ora orgogliosa di presentare un progetto davvero molto atteso che sarà disponibile a partire da Lucca Comics & Games 2015.

Parliamo del grande ritorno di Arcana Mater, storica saga fantasy creata da Manfredi Toraldo e che, dopo l’edizione integrale del 2013 dove veniva raccolta la prima stagione, si appresta a vivere un nuovo elettrizzante capitolo con il volume intitolato “Apocrypha”.

Il libro è realizzato dalla ManFont in collaborazione con la Scuola Internazionale di Comics di Roma, e realizzato graficamente dai talentuosi allievi del master del corso di fumetto alle cui redini troviamo David Messina e Sara Pichelli.

Ed è proprio David Messina, in collaborazione con Fabio Mantovani, ad aver realizzato la splendida copertina. Un segno di forte continuità con il passato ma anche una precisa svolta verso il futuro, che consente alla ManFont di mantenere fede al proprio credo lanciando nuovi giovani autori nel mercato del fumetto.

Ma non è l’unica particolarità perché nelle storie, scritte da Alessandro Alessi Anghini, Luca Baino, Gabriele Brean e Marco Daeron Ventura non compaiono i personaggi principali ad eccezione dell’overture scritta da Manfredi Toraldo.

Questo serve ad introdurre un’altra fondamentale novità che ora diventa ufficiale: il progetto Arcana Mater diventa open source o, per essere più precisi, copyleft.

Ciò significa che chiunque voglia realizzare fumetti, opere in prosa o in generale qualsiasi storia utilizzando l’ambientazione di Arcana Mater è libero di farlo, con un’unica eccezione: non possono esser utilizzati i quattro protagonisti e non si possono inventare nuovi protettorati in cui ambientare le vicende.

“Arcana Mater – Apocrypha” è il primo esempio tangibile di questo nuovo progetto e la ManFont invita e incoraggia tutti gli autori in ascolto a prendere per mano l’ambientazione, per trasformarla in un mondo pulsante di vita e di personaggi.

Tutti coloro che non conoscono l’universo di Arcana Mater possono rimediare con l’attesa ristampa della prima imperdibile stagione, in uscita anch’essa in occasione della kermesse lucchese.

Una nuova edizione di maggior pregio, riveduta, corretta e impreziosita da una nuova splendida cover realizzata da Elena Casagrande.

Chiunque fosse alla ricerca di altre news può consultare i canali web del collettivo:

www.manfont.org

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twitter.com/manfontcomics

La ManFont e i suoi autori vi danno quindi appuntamento a Lucca Comics 2015, Padiglione Giglio, stand Crossover.

Non potete mancare.