Makoto Shinkai

Pioggia di premi per Shin Godzilla e your name.

A nove mesi dall’uscita nei cinema giapponesi di Shin Godzilla e otto di your name., i due film continuano a mietere successi in parallelo sia dal pubblico sia dalla critica. È di pochi giorni fa la notizia di un premio conferito a Hideaki Anno da parte del Governo giapponese, e non è robetta da poco: il Premio per il sostegno alle Arti è la massima onoreficenza consegnabile dal MEXT (Ministero per l’educazione, la cultura, lo sport, la scienza e la tecnologia giapponese) e non celebra un’opera in particolare, ma la crème de la crème della cultura nipponica nel momento in cui ha raggiunto il suo vertice; in Shin Godzilla la commissione ha riconosciuto il raggiungimento di una qualità tale da far meritare il Premio al suo regista. Anche your name. non è meno popolare, e se gli incassi, i pellegrinaggi, il rimanere in sala per otto mesi consecutivi, le mostre e le versioni inglesi non fossero sufficienti a dimostrarlo, il recente passaggio cinematografico in Italia ha felicemente costretto il distributore Nexo Digital a triplicare le date di proiezione per venire incontro all’enorme successo di pubblico.

I quattro vincitori del XX Festival delle arti multimediali 2017.

I quattro vincitori delle quattro categorie del XX Festival delle arti multimediali 2017: in alto a sinistra la composizione mobile visivo-uditiva Interface I di Ralf Baecker, a destra Shin Godzilla di Hideaki Anno, in basso a sinistra your name. di Makoto Shinkai, a destra BLUE GIANT di Shin’ichi Ishizuka.

Il giorno 16 marzo, inoltre, si è tenuta la XX edizione del Festival per le arti multimediali organizzato dall’Agezia per gli Affari culturali del MEXT, la quale si occupa della gestione e promozione dei beni culturali giapponesi del passato e del presente. Anche in questo caso a trionfare sono stati i due film di Anno e Shinkai: il primo premio per la categoria Intrattenimento è stato conferito a Shin Godzilla, mentre il primo premio per la categoria Animazione a your name., così da accontentare critica e pubblico. Sempre per la categoria Animazione, premi d’eccellenza sono stati consegnati ad altri quattro film: il giapponese Koe no katachi tratto dal manga A Silent Voice che racconta la toccante storia sentimentale di un ragazzo con una ragazza sorda, il brasiliano Il bambino che scoprì il mondo su una storia di formazione giovanile, il film sperimentale britannico A Love Story realizzato fili di lana in stop motion, e infine il russo Among the Black Waves dipinto in bianco su nero. Per l’Intrattenimento, in cui si premiano le arti popolari, uno dei premi d’eccellenza è andato al videogioco Pokémon GO, che in Giappone continua a spopolare ancora dopo mesi dal lancio.

Vincitori del premio d'eccellenza per l'Animazione al XX Festival delle arti multimediali 2017.

I quattro vincitori del premio d’eccellenza per l’Animazione al XX Festival delle arti multimediali 2017: in alto a sinistra Koe no katachi di Naoko Yamada, a destra Il bambino che scoprì il mondo di Alê Abreu, in basso a sinistra A Love Story di Anushka Kishani Naanayakkara, a destra Among the Black Waves di Anna Budanova. A esclusione del film brasiliano, gli altri tre sono diretti da registe donne.

Oltre alle categorie Animazione e Intrattenimento, il Festival premia anche le categorie Arte (dedicato all’Arte contemporanea) e Fumetto: per l’Arte ha vinto l’inquietante installazione Interface I del tedesco Ralf Baecker, mentre il Fumetto ha visto trionfare quest’anno il giapponese BLUE GIANT di Shin’ichi Ishizuka, un manga fortemente autobiografico ambientato nel mondo del jazz che segue la storia del protagonista Dai Miyamoto, un ragazzo che alle superiori abbandona il club di basket appena scopre una passione incontenibile per il sax tenore e lascerà la sua periferica città natale di Sendai per tentare la via del professionismo a Tokyo. Fra i premi d’eccellenza spicca Sunny di Taiyo Matsumoto, di cui si dice un gran bene persino sulle testate non specialistiche. Tutti i vincitori e i premi sono consultabili sul sito dell’Agenzia.

Immagine di "Sunny" di Taiyo Matsumoto.

Sunny di Taiyo Matsumoto, che di nome fa appunto “Sole” e che ambienta la sua storia intorno a una vecchia Nissan Sunny gialla.

In pratica Shin Godzilla e your name. si stanno combattendo una sorta di guerra fredda a colpi di premi e di incassi in cui ci guadagnano sono gli spettatori. Resta solo da aspettare quali saranno i prossimi passi di Hideaki Anno e Makoto Shinkai: il primo ha dichiarato che è tornato all’opera su Evangelion 3.0+1.0 e al contempo che chiuderà lo Studio Khara una volta conclusa la produzione (sarà vero?), mentre il secondo è scombussolato dal suo stesso successo e ora si trova nella scomoda posizione di essere obbligato a superare se stesso. In ogni caso e di nuovo, comunque, ci guadagnano gli spettatori.


Leggi le guide alla visione a Shin Godzilla e a your name. di Dimensione Fumetto!

“OLTRE LE NUVOLE, IL LUOGO PROMESSOCI” – 11 e 12 aprile al cinema

Dopo lo straordinario successo di Your Name.

che ha raccolto nelle sale italiane 70 mila spettatori

 

Arriva al cinema

un altro leggendario capolavoro

del Maestro Makoto Shinkai


OLTRE LE NUVOLE,

IL LUOGO PROMESSOCI.

Kumo no mukō, yakusoku no basho.

 

 

 

Sarà nelle sale italiane solo l’11 e 12 aprile, nell’ambito della stagione degli anime al cinema, l’inedita versione doppiata in italiano dello struggente lungometraggio d’esordio del maestro giapponese

 

 

Cosa si staglia oltre le nuvole?

Si tratta di un’enorme torre bianca: fonte di mille dibattiti e ispirazione per innumerevoli fantasie. La torre ha segnato un punto di svolta nel paese e simboleggia un Giappone alternativo che, dopo la seconda guerra mondiale, è diviso in due parti: una occupata dall’Unione e l’altra sotto il controllo di un’alleanza tra Giappone e Stati Uniti.

 

È da qui che prende il via Oltre le nuvole. Il luogo promessoci, il primo poetico lungometraggio di Makoto Shinkai, che all’epoca aveva già conquistato il suo pubblico con i corti “She and Her Cat” e “The Voices of a Distant Star” e che ormai è l’unico a poter competere con Hayao Miyazaki grazie alla sua padronanza delle arti visive e all’incredibile abilità narrativa che lo contraddistingue.

Così, a pochi mesi di distanza dal successo mondiale di Your name., oltre 300 milioni di euro al botteghino internazionale, solo l’11 e 12 aprile arriva finalmente su grande schermo doppiato in italiano Oltre le nuvole. Il luogo promessoci, il nuovo atteso appuntamento della stagione degli anime al cinema di Nexo Digital e Dynit (elenco delle sale a breve su www.nexodigital.it).

La storia, poetica e fantastica come da tradizione di Shinkai, è ambientata negli anni ’90, quando il paese si riunisce e soltanto Hokkaido rimane occupata dall’Unione, che costruisce una torre smisurata: si tratta di un’arma in grado di trasformare il mondo in un universo completamente differente. Intanto due amici, Hiroki e Takuya, lavorano da tempo ad un aereo; il loro sogno è quello di avvicinarsi alla Torre per vedere finalmente cosa si nasconde oltre di essa. A poco a poco una ragazza di nome Sayuri si unisce a loro ed insieme diventano un trio inseparabile. I due adolescenti promettono di portare la ragazza con loro per scoprire cosa ci sia al di là della Torre, ma un giorno Sayuri scompare senza lasciare traccia. La promessa appare dunque infranta: Hiroki e Takuya abbandonano il loro sogno e le loro strade si dividono. Il destino però li riunirà anni più tardi, ma ora sono adulti e le cose sono cambiate. La promessa che li legava un tempo può essere considerata ancora valida?

La Stagione degli Anime al Cinema, distribuita da Nexo Digital in collaborazione con Dynit e col sostegno dei media partner Radio DEEJAY, MYmovies.it, Lucca Comics & Games e VVVVID, propone un calendario ricco di appuntamenti: Yu-Gi-Oh! Il Lato Oscuro Delle Dimensioni. Il Film (10, 11 e 12 marzo); il primo capolavoro di Shinkai, Oltre le nuvole, il luogo promessoci (11 e 12 aprile); Mobile Suite Gundam. Thunderbolt –December Sky, ispirato a una delle saghe più famose di sempre (16 e 17 maggio) e Sword Art Online. Ordinal Scale –The Movie, il film tratto dal  racconto che ha venduto 19 milioni di copie nel mondo (13 e 14 giugno). Cartoons on the bay, il festival dell’animazione della Rai, è inoltre partner della stagione per i film di Makoto Shinkai e proporrà nella sua edizione del 2017 l’anteprima di Oltre le nuvole. Il luogo promessoci.

 

Tutti i dettagli sulla programmazione e l’elenco delle sale che aderiscono all’iniziativa saranno a breve disponibili su www.nexodigital.it.

 

 

Oltre le nuvole. Il luogo promessoci

Staff

Regia, Soggetto & Sceneggiatura: Makoto Shinkai

Design Personaggi: Ushio Tazawa

Direttore del Suono: Makoto Shinkai

Produttore: Makoto Shinkai

Una produzione: CoMix Wave Inc.

Arriva al cinema un altro film del maestro Makoto Shinkai

Dopo lo straordinario successo di Your Name. che ha raccolto nelle sale italiane 70 mila spettatori, arriva al cinema un altro leggendario capolavoro del Maestro Makoto Shinkai OLTRE LE NUVOLE, IL LUOGO PROMESSOCI. (Kumo no mukō, yakusoku no basho.).

Sarà nelle sale italiane solo l’11 e 12 aprile, nell’ambito della stagione degli anime al cinema, l’inedita versione doppiata in italiano dello struggente lungometraggio d’esordio del maestro giapponese.

 TRAILER QUI: https://www.youtube.com/watch?v=bFGljiai2n0&feature=youtu.be

Cosa si staglia oltre le nuvole?

Si tratta di un’enorme torre bianca: fonte di mille dibattiti e ispirazione per innumerevoli fantasie. La torre ha segnato un punto di svolta nel paese e simboleggia un Giappone alternativo che, dopo la seconda guerra mondiale, è diviso in due parti: una occupata dall’Unione e l’altra sotto il controllo di un’alleanza tra Giappone e Stati Uniti.

È da qui che prende il via Oltre le nuvole. Il luogo promessoci, il primo poetico lungometraggio di Makoto Shinkai, che all’epoca aveva già conquistato il suo pubblico con i corti “She and Her Cat” e “The Voices of a Distant Star” e che ormai è l’unico a poter competere con Hayao Miyazaki grazie alla sua padronanza delle arti visive e all’incredibile abilità narrativa che lo contraddistingue.

Così, a pochi mesi di distanza dal successo mondiale di Your name., oltre 300 milioni di euro al botteghino internazionale, solo l’11 e 12 aprile arriva finalmente su grande schermo doppiato in italiano Oltre le nuvole. Il luogo promessoci, il nuovo atteso appuntamento della stagione degli anime al cinema di Nexo Digital e Dynit (elenco delle sale a breve su www.nexodigital.it).

La storia, poetica e fantastica come da tradizione di Shinkai, è ambientata negli anni ’90, quando il paese si riunisce e soltanto Hokkaido rimane occupata dall’Unione, che costruisce una torre smisurata: si tratta di un’arma in grado di trasformare il mondo in un universo completamente differente. Intanto due amici, Hiroki e Takuya, lavorano da tempo ad un aereo; il loro sogno è quello di avvicinarsi alla Torre per vedere finalmente cosa si nasconde oltre di essa. A poco a poco una ragazza di nome Sayuri si unisce a loro ed insieme diventano un trio inseparabile. I due adolescenti promettono di portare la ragazza con loro per scoprire cosa ci sia al di là della Torre, ma un giorno Sayuri scompare senza lasciare traccia. La promessa appare dunque infranta: Hiroki e Takuya abbandonano il loro sogno e le loro strade si dividono. Il destino però li riunirà anni più tardi, ma ora sono adulti e le cose sono cambiate. La promessa che li legava un tempo può essere considerata ancora valida?

La Stagione degli Anime al Cinema, distribuita da Nexo Digital in collaborazione con Dynit e col sostegno dei media partner Radio DEEJAY, MYmovies.it, Lucca Comics & Games e VVVVID, propone un calendario ricco di appuntamenti: Yu-Gi-Oh! Il Lato Oscuro Delle Dimensioni. Il Film (10, 11 e 12 marzo); il primo capolavoro di Shinkai, Oltre le nuvole, il luogo promessoci (11 e 12 aprile); Mobile Suite Gundam. Thunderbolt –December Sky, ispirato a una delle saghe più famose di sempre (16 e 17 maggio) e Sword Art Online. Ordinal Scale –The Movie, il film tratto dal  racconto che ha venduto 19 milioni di copie nel mondo (13 e 14 giugno). Cartoons on the bay, il festival dell’animazione della Rai, è inoltre partner della stagione per i film di Makoto Shinkai e proporrà nella sua edizione del 2017 l’anteprima di Oltre le nuvole. Il luogo promessoci.

Tutti i dettagli sulla programmazione e l’elenco delle sale che aderiscono all’iniziativa saranno a breve disponibili su www.nexodigital.it.

 

Oltre le nuvole. Il luogo promessoci

Staff

Regia, Soggetto & Sceneggiatura: Makoto Shinkai

Design Personaggi: Ushio Tazawa

Direttore del Suono: Makoto Shinkai

Produttore: Makoto Shinkai

Una produzione: CoMix Wave Inc.

 

© Makoto Shinkai/Comix Wave Films

Alla mostra di your name., a casa di Makoto Shinkai

Poster della mostra "'Kimi no na wa.' ten".

Il poster della mostra ‘Kimi no na wa.’ ten, ovvero molto didascalicamente “Esposizione di ‘your name.'”. Il pragmatismo nipponico.

Sono andato alla mostra dedicata al film your name. al Museo d’arte Kougen di Koumi, una cittadina turistica situata in un altopiano ai piedi del Monte Yatsugatake, nella prefettura di Nagano, che è anche la città dove è nato e cresciuto il regista Makoto Shinkai. Il museo è stato progettato dall’architetto di fama mondiale Tadao Andou, e costruito dall’azienda edile locale Niitsu Gumi: all’interno è possibile godersi la mostra in un’atmosfera rilassata, e in particolare la rampa dritta che conduce dall’ingresso alla zona espositiva è uno spazio meraviglioso e ricco di luce.

Esterno ed interno del museo d'arte Kougen di Koumi, prefettura di Nagano.

A sinistra: l’ingresso del museo con il poster della mostra. A destra: la rampa che connette l’ingresso del museo al piano terra con la zona espositiva al primo piano; è esageratamente stretta e lunga per staccare il visitatore dal mondo terreno e sollevarlo (anche fisicamente) verso la dimensione dell’arte.

L’esposizione rende nient’altro che felice il fan di your name., perché consente di entrare in contatto con i materiali di pre-produzione e di sviluppo creativo realizzati dallo staff del film.

Su uno schermo scorre uno spezzone dello storyboard animato originale, realizzato completamente da solo dal regista lavorandoci 15 ore al giorno per sei mesi: si tratta di un materiale preziosissimo per il fan, una sorta di bibbia per la comprensione del film, dato che in questo storyboard è possibile osservare non solo le illustrazioni originali di Shinkai, ma anche lo stile narrativo personale che il regista vi ha infuso. Spero fortemente che il video storyboard venga incluso fra gli extra del futuro Blu-ray di questo straordinario film.

Fra i vari materiali esposti vi sono anche dei disegni originali del direttore delle animazioni Masashi Andou selezionati da lui stesso. Per il fan che ha visto il film, sarà sorprendente trovare dei settei che ritraggono i protagonisti Taki e Mitsuha insieme e circondati da familiari e amici, dato che nel film invece viene mostrato che vivono separati l’uno a Tokyo e l’altra a Itomori: sono disegni che donano gioia al solo vederli. ❤️

Immagini della mostra "'Kimi no na wa.' ten".

Esposizione all’interno della mostra. In alto, storyboard cartacei realizzati interamente da Shinkai: in piena continuità con il suo celebre metodo lavorativo in solitaria, il regista si riserva interamente la parte creativa e si avvale di uno staff solo per la mera messa in opera del suo film già concluso e definito nel dettaglio. Al centro, settei (disegni preparatori) di oggetti e personaggi. In basso, un muro del museo è ricoperto di “foto” dei panorami del film esattamente come nella scena di your name. in cui Taki visita la mostra fotografica.

Nella sezione video, sono proiettati su grande schermo degli spot televisivi realizzati nel 2007 da Makoto Shinkai per lo Shinano Mainichi Shinbun, un quotidiano locale di Nagano. Sono davvero molto emozionanti❗️ Credo assolutamente debbano venire visti lì sul posto. ?

L’esposizione di your name. si svolgerà fino al 25 dicembre 2016.

Sulla strada del ritorno verso casa, istintivamente mi sono fermato a Yamanashi e ho scattato una foto all’ufficio locale dell’azienda edile Niitsu Gumi: il riflesso delle foglie di acero rosso sui vetri comunicava un’immagine di modernità e stile. ✨ Sembrava una elegante caffetteria più che la sede di un’azienda. ☕️

Sede dell'azienda edile Niitsu Gumi a Koumi.

L’esterno dell’ufficio della Niitsu Gumi a Yamanashi, progettato da Yoshihiko Iida.

D’altronde il presidente della Niitsu Gumi, che ha appunto costruito il Museo d’arte Kougen di Koumi, è anche il padre di Makoto Shinkai, il regista di your name..

I genitori di Makoto Shinkai alla mostra "'Kimi no na wa.' ten".

I genitori di Makoto Shinkai, il signor Masakatsu e la signora Hiromi, ammirano orgogliosi il lavoro del figlio apprezzandone la somiglianza coi paesaggi tipici di Nagano.

 

(Articolo originale: Harinezumi; Traduzione e adattamento: Mario Pasqualini)

Kimi no na wa. (e molti altri film) al cinema con Dynit

Durante la conferenza stampa tenutasi a Lucca Comics & Games, la mostra-mercato del fumetto più grande del mondo (considerando che il Comiket di Tokyo, benché accolga oltre il doppio dei visitatori, è in realtà dedicato quasi esclusivamente alle doujinshi), lo scorso 29 ottobre la casa editrice Dynit ha tenuto fede al suo nome mostrandosi particolarmente dinamica e annunciando una gran quantità di titoli, ben nove, che verranno distribuiti lungo tutto il 2017, sia al cinema tramite i distributori Nexo Digital e Minerva Pictures, sia on-line sulla piattaforma VVVVID.

Ecco una carrellata dei titoli presentati, nell’ordine cronologico con cui verranno distribuiti.

Annunci Dynit per il 2017: "your name.".

your name. / Al cinema con Nexo Digital il 23, 24 e 25 gennaio.

Si tratta nientepopodimeno che del celeberrimo Kimi no na wa., l’ultimo film di Makoto Shinkai che ha sbancato i botteghini giapponesi arrivando a lambire gli incassi di Hayao Miyazaki e superando anche Godzilla Resurgence di Hideaki Anno. Il film ormai è uscito da quasi due mesi e ancora continuano a fioccare hashtag su Twitter per segnalare di essere andati in uno dei luoghi reali del film, o chi si è stati nella propria vita precedente, o qual è la propria scena preferita, o altro ancora: un vero e forte impatto sociale. your name. (titolo internazionale scelto anche da Dynit e quindi da ora in poi anche titolo italiano) è la storia di Taki e Mitsuha che si scambiano i sogni, i corpi e le vite per salvarsele a vicenda, in un film che parte come una commedia degli equivoci e diventa pian piano un’avventura sentimentale. Nonostante la trama non particolarmente originale, i temi già molto sfruttati dall’animazione giapponese, e la preoccupante ripetitività stilistica e narrativa del regista, il film rifulge di una straordinaria qualità visiva nella ricchissima tavolozza dei colori e nei meravigliosi paesaggi che faranno felici i nippofili. Da vedere su grande schermo.

Per maggiori dettagli, leggi la recensione completa di your name. (senza spoiler!) QUI.

Annunci Dynit per il 2017: "Yu-Gi-Oh! - Il lato oscuro delle dimensioni".

Yu-Gi-Oh! Il lato oscuro delle dimensioni / Al cinema con Nexo Digital il 10, 11 e 12 marzo.

Uscito in Giappone lo scorso aprile, Yu-Gi-Oh! Il lato oscuro delle dimensioni è il terzo film cinematografico del franchise tratto dal fumetto di Kazuki Takahashi ed è stato realizzato per festeggiare il ventennale della serie. Dato il suo scopo celebrativo, il film è stato scritto da Takahashi stesso realizzando un sequel del fumetto, ma con i personaggi della sua prima parte, ovvero Yugi Muto e Seto Kaiba, per mettere d’accordo vecchi e nuovi fan.

Annunci Dynit per il 2017: "Oltre le nuvole, il luogo promessoci".

Oltre le nuvole, il luogo promessoci / Al cinema con Nexo Digital il 17, 18 e 19 aprile.

Quarta opera di Makoto Shinkai e suo primo lungometraggio dopo due corti e un medio, Oltre le nuvole, il luogo promessoci è uscito in Giappone a fine 2004 e arriverà per la prima volta in Italia l’anno prossimo. Come in tutti i film di Shinkai, anche qui abbiamo la storia di un lui e una lei che si amano senza saperlo e sono divisi dal tempo, dallo spazio e da un terzo elemento che varia da film a film: in Voices of a Distant Star era lo spazio siderale, in 5 cm al secondo gli orari dei treni, ne Il giardino delle parole la posizione sociale dei personaggi, in your name. le stelle cadenti, e in questo caso la Guerra fredda. Come al solito, però, la fantasia coloristica di Shinkai non solo aiuta a salvare le sue sceneggiature ripetitive, ma eleva i suoi film a veri inni d’amore per il paesaggio giapponese.

Annunci Dynit per il 2017: "Mobile Suit Gundam Thunderbolt - December Sky".

Mobile Suit Gundam Thunderbolt – December Sky / Al cinema con Nexo Digital il 16 e 17 maggio.

Non c’è scusa che regga: non ci si può definire dei veri otaku se non si conosce Mobile Suit Gundam, perché del grande mondo degli anime questa saga di fantascienza rappresenta la parte in assoluto più ricca, complessa, stratificata, significativa, influente e amata dal pubblico, nonché uno dei suoi zenith anche in termini economici. Thunderbolt è una nuova saga nel grande affresco UC, iniziata come fumetto nel 2012 e interquel alla serie originale del 1979: questo film December Sky è quindi assolutamente un must per tutti i fan del guerriero corazzato mobile, soprattutto per quelli d’annata.

Annunci Dynit per il 2017: film di "Death Note".

Film dal vivo di Death Note / Media e data di uscita non specificati.

Probabilmente l’opera più significativa degli anni 2000, Death Note è iniziato come fumetto nel 2003 ed è poi diventato un cartone animato, ma la vera svolta che ha portato a questo titolo la grande celebrità popolare in Giappone sono stati i film cinematografici dal vivo. Le prime due pellicole gemelle Death Note e Death Note: The Last Name sono uscite nel 2006 dirette da Shusuke Kaneko (uno specialista di adattamenti da manga fin da inizio carriera con 1999 nen no natsu yasumi) e ripercorrono abbastanza fedelmente i primi sei volumi del fumetto, ma soprattutto hanno trasformato Ken’ichi Matsuyama, l’attore che interpreta L, da strambo caratterista di personaggi freak a stella di prima grandezza del cinema giapponese; la sostituzione di Matsuyama con Keith Stanfield nell’imminente remake americano di Death Note ha generato una sollevazione popolare all’interno del fandom in patria e nel mondo. Nel 2017 usciranno quindi in Italia ben quattro film di questo franchise: i primi due giapponesi, il recente quarto giapponese (il terzo L change the WorLd era uno spin off slegato dalla serie) e infine quello americano. Brace yourself.

Annunci Dynit per il 2017: "Shin Godzilla".

Shin Godzilla / Al cinema con Minerva Pictures in data non specificata.

Benché superato al botteghino (solo da) your name., il film giapponese più atteso, discusso, studiato, analizzato, amato e forse anche odiato del 2016 è senza dubbio Godzilla Resurgence di Hideaki Anno. È anche il film più complesso dell’anno, già a partire dai titoli che si prestano a numerose interpretazioni metaforiche e soprattutto usi: all’annuncio del film il regista dichiarò che il titolo giapponese era Shin Godzilla e quello internazionale Godzilla Resurgence, poi però per la versione americana è stato specificatamente richiesto di mantenere il titolo originale (benché contenga dei giochi di parole incomprensibili in inglese) e ora anche la Dynit lo ha annunciato con il titolo Shin Godzilla, che quindi da questo momento in poi diventa il titolo ufficiale italiano. Quindi Godzilla Resurgence cos’era, solo un sottotitolo in inglese perché cool? Comunque lo si chiami, questo è il film dell’anno insieme a your name.: sono entrambi film di registi d’animazione, otaku, discepoli di Miyazaki, con uno stile riconoscibile e influente, e amatissimi. La differenza sta nel fatto che your name. è stato visto dal pubblico generalista, mentre Shin Godzilla dal pubblico otaku che lo ha subito riconosciuto come cult (è ancora in protezione in alcuni cinema dopo oltre tre mesi dall’uscita). Da vedere, e da discutere dopo la visione.

Per maggiori dettagli, leggi la recensione completa di Shin Godzilla (senza spoiler!) QUI.

Annunci Dynit per il 2017: "Vicky il vichingo e il tesoro degli dei".

Vicky il vichingo e il tesoro degli dei / Media e data di uscita non specificati.

È il secondo dei due film dal vivo dedicati al piccolo vichingo uscito dalla penna dello svedese Runer Jonsson, la cui serie animata del 1974 è moderatamente nota in Italia, ma estremamente celebre in Spagna e ancor di più in Germania, tant’è vero che in quest’ultimo paese nel 2009 ne fu realizzato il primo film dal vivo e nel 2011 questo secondo Vicky il vichingo e il tesoro degli dei. Per chi non ne ha visto il cartone animato sulla Rai negli anni ’70 e ’80, la storia ruota intorno a un villaggio vichingo il cui capo Halvar ha un figlioletto brillante e solare, ma timidino e pauroso di tutto: Vicky, ovvero esattamente il contrario di un tipico vichingo. Con lui ci sono la sua amica Ylvi e tutto il cast del villaggio paragonabile a quello gallo di Astérix, solo che come nemici non hanno i romani bensì i pirati. Il film ha connotati comici slapstick e un protagonista positivo: perfetto per essere visto dai genitori con i bambini.

Annunci Dynit per il 2017: "Kiseiju - L'ospite indesiderato".

Kiseiju – L’ospite indesiderato / In streaming su VVVVID in data non specificata.

Kiseiju è stato uno dei maggiori successi fra le opere off del fumetto giapponese anni ’90. Hitoshi Iwaaki ha scritto l’opera fra il 1988 e il 1995 e per lungo tempo non si è nemmeno pensato a trasporla in altri media dato il suo contenuto disturbante, finché la scarsità di idee degli anni ’10 non ha costretto i produttori a recuperare le migliori opere del passato non ancora convertite in animazione. Ecco quindi che fra il 2014 e il 2015 sono usciti ben due film e una serie anime di Kiseiju, tutte opere a metà fra fedeltà estrema e il tradimento della serie originale: nella serie animata, ad esempio, il design dei personaggi è totalmente diverso da quello di Iwaaki, al punto da essere irriconoscibile se non fosse per la presenza dell’ospite indesiderato del titolo, Migi. Il protagonista Shinichi indossa gli occhiali perché ora sono un accessorio di gran moda? Possibile. Detto questo, Kiseiju è riconosciuto come un’opera di grandissimo valore e si aspettava da anni che avesse un anime che lo celebrasse adeguatamente.

Annunci Dynit per il 2017: "Death Parade".

Death Parade / In streaming su VVVVID in data non specificata.

Il fumetto e l’animazione giapponesi non sono mai stati lontani dalla narrativa di genere, soprattutto dall’horror morale e dall’horror fantastico, ma è da Death Note in poi che il concetto della morte è stato sdoganato e da momento tragico è diventato un elemento narrativo come tanti altri. Nel fumetto di Ohba & Obata la quantità di morti strumentali alla trama è incalcolabile, e da allora shinigami, angeli neri, scheletri, pompe funebri e parche varie sono all’ordine del giorno. Death Parade è l’ultimo di questa serie di titoli e presenta l’oltretomba come un bar dove si gioca d’azzardo… con la morte.

Insomma, dalle opere per gli hard otaku a quelle più leggere e romantiche fino all’intrattenimento per tutta la famiglia, quest’anno c’è solo l’imbarazzo della scelta in casa Dynit: non resta che prenotare il posto al cinema o piazzarsi davanti al proprio computer.

Kimi No Na Wa è il quinto anime più visto di sempre

Kimi no na wa (Il tuo nome) di Makoto Shinkai ha mantenuto il primo posto al botteghino giapponese per ben sei settimane incassando oltre 13 miliardi di yen (circa 112 milioni di euro) diventando così il quinto anime col maggiore incasso in Giappone di sempre.

kimi-no-na-wa.

Con oltre 10 milioni di biglietti venduti in 39 giorni Kimi no Na wa ha sorpassato Si alza il vento (Kaze Tachinu) l’ultima fatica animata di Hayao Miyazaki.

Lo Studio Ghibli mantiene però le prime quattro posizioni in classifica degli anime più visti di sempre:

1 – La Città Incantata

2 – Il Castello Errante di Howl

3 – La Principessa Mononoke

4 – Ponyo sulla scogliera

5 – Kimi no na wa

Qui potete leggere la recensione in anteprima fatta da noi di Dimensione Fumetto

Kimi no na wa. – Il nome di Makoto Shinkai è

Attenzione: escluso dove espressamente indicato, questo articolo è privo di spoiler. Le informazioni riportate sono già visibili nei trailer, dichiarate nei comunicati ufficiali o provenienti dalla primissima parte del film. Tutte le immagini sono prive di spoiler.


Il nome di Makoto Shinkai arrivò in Italia nel 2005, quando la D/Visual pubblicò un cofanetto comprendente un DVD con il suo cortometraggio d’animazione Voices of a Distant Star e il successivo adattamento a fumetti La voce delle stelle. Makoto Shinkai aveva al tempo 32 anni, ne aveva 29 quando l’opera è uscita per la prima volta in Giappone e solo 25 quando lasciò l’azienda di videogiochi dove lavorava per realizzare il suo folle progetto di creare cartoni animati completamente da solo, producendo il suo primo cortometraggio Tooi sekai (“Un mondo lontano”). Fin da allora il nome di Makoto Shinkai è sempre stato legato a un modo di fare animazione insieme analogico e digitale, vecchio e nuovo, personale e condiviso che è giunto fino al suo nuovo film Kimi no na wa..

Poster di "Kimi no na wa.".

Il poster di Kimi no na wa., che a osservarlo bene dopo la visione del film ci si rende conto che è spoiler oltre ogni dire. La scritta a destra in alto recita: «Non avendoti ancora incontrato, ti sto cercando».

Il nome di Kimi no na wa. è cominciato a circolare con forte preavviso ed è arrivato nelle sale atteso non solo dal pubblico otaku, ma anche da quello generalista in forza di una campagna pubblicitaria tesa a sottolineare l’aspetto commovente e romantico della vicenda, che ha portato al cinema frotte di coppiette e ragazzine. Il successo è arrivato come e più del previsto, e il film ha raggiunto il primo posto del box office giapponese nel primo fine settimana d’uscita scalzando il Godzilla Resurgence di Hideaki Anno che dominava la classifica da oltre due mesi. In effetti Kimi no na wa. è un film che merita sì di essere visto per la bellezza visiva e la cura ideativa, ma che presenta al contempo un carattere sfacciatamente commerciale ed episodi ben al di là del citazionismo.

Il primo trailer di Kimi no na wa., già da solo più che sufficiente per evincere la grande qualità tecnica del film.

La trama

Attenzione: contiene spoiler importanti.

Il nome del protagonista maschile del film è Taki, quello della protagonista femminile è Mitsuha. Taki e Mitsuha sono due studenti delle superiori, ma non si conoscono: lui abita in un appartamento moderno al centro della frenetica Tokyo, disegna benissimo i paesaggi, suo padre è un architetto e anche lui ambisce a diventarlo; lei abita in un noioso villaggio nella prefettura di Gifu, sperduta sulle Alpi settentrionali giapponesi, è la vestale di un tempio Shinto e il suo sogno è avere una vita diversa ed eccitante a Tokyo.

Un bel giorno Taki si sveglia ed è nel corpo di una ragazza. Un bel giorno Mitsuha si sveglia ed è nel corpo di un ragazzo. Di notte, in sogno, Taki e Mitsuha si scambiano i corpi e le vite. Eppure sono sogni reali: lui mentre è nel corpo di lei pian piano impara a conoscere la bellezza della campagna e della natura incontaminata; lei mentre è nel corpo di lui si comporta in modo amichevole con la senpai di Taki, la quale crede che il ragazzo le stia facendo la corte. Pian piano, leggendo i messaggi che “l’altro” scrive sul proprio cellulare, sui propri quaderni e sulla propria pelle i due ragazzi si rendono conto del misterioso scambio.

Fotogramma di "Kimi no na wa.".

«Chi sei tu?».

Una sera Mitsuha esegue un rito shintoista di musubi in cui mastica e poi risputa del riso, dalla cui fermentazione poi verrà ricavato del sake sacro da collocare in una grotta al centro del cratere di un vulcano spento.

Quando Taki è nel corpo di Mitsuha, lui si limita a portare avanti la sua vita, ma quando Mitsuha è nel corpo di Taki, lei gliela cambia influenzando i suoi rapporti con gli altri e portando infine il ragazzo all’esasperazione: Taki decide di andare da Mitsuha. Il ragazzo non sa esattamente dove abita lei, è certo solo che è vicina a un lago vulcanico sulle Alpi settentrionali. Quando arriva in zona mostra agli abitanti del posto i suoi disegni nella speranza di trovare il paesino giusto, ma quando lo trova, scopre che non esiste più da tre anni: un frammento di una cometa che transita intorno alla Terra ogni 1’200 anni era caduto esattamente sul tempio di Mitsuha distruggendo il paesino e uccidendone tutti i 500 abitanti, fra cui lei. Taki si reca alla grotta sul vulcano dove tre anni prima Mitsuha aveva depositato il sake sacro del musubi per entrare in contatto mistico con lei, lo beve e finalmente capisce: lui aveva già incontrato casualmente Mitsuha sulla metropolitana tre anni prima, lei gli aveva donato un laccio intrecciato con le sue mani per stabilire con lui un legame, e ora è entrata nella sua vita per spingerlo a venire a salvare lei e tutto il paesino cambiando il futuro.

Grazie al sake sacro Taki rientra di nuovo nel corpo della ragazza, ma stavolta sa che si trova tre anni nel passato e sa che deve salvare il paesino. Riesce a convincere i due migliori amici di scuola di Mitsuha che quelle sera moriranno tutti se non fanno qualcosa, e tentano un piano folle: provocare un’esplosione alla centrale elettrica del paesino per far evacuare gli abitanti prima della caduta del frammento di cometa. In un turbinio di biciclette, impiegati comunali e bancarelle del matsuri, il piano viene rocambolescamente messo in atto.

Sono passati cinque anni e ricorre l’ottavo anniversario del miracoloso salvataggio dei 500 abitanti di un paesino nelle Alpi settentrionali. Mentre gira da un’azienda all’altra per sostenere colloqui di lavoro, Taki incontra casualmente sulla metropolitana una ragazza che gli sembra di conoscere: è il musubi, e l’inizio di una storia d’amore.

Le parole

Attenzione: contiene spoiler leggeri o comunque non comprensibili fuori contesto.

Il nome che i personaggi ripetono all’infinito nel film è musubi. Si tratta di una parola intraducibile della lingua giapponese che teoricamente vuol dire “legame”, ma praticamente contiene un’ampia gamma di significati che vanno dall’allacciarsi le scarpe al legarsi i capelli, dallo stringere conoscenze all’annodare un laccio, dallo stipulare un patto all’organizzarsi per un evento: tutte cose che accadono nel film. Ecco quindi che in Kimi no na wa. torna uno dei grandi temi di Makoto Shinkai: il potere delle parole.

Tutto nel mondo di Shinkai rispetta le leggi lessicali del significato e del significante: lo stesso cognome del regista vuol dire letteralmente “Nuovo mare” (ma è un nome d’arte, in realtà è “Nuovo porto”), e proprio come lui tutti i personaggi hanno nomi di fantasia collegati alla natura. Taki (瀧) vuol dire “cascata” e l’ideogramma è composto dai due pezzi mizu 氵, cioè “acqua”, e tatsu 龍, cioè “drago”, quindi la cascata è un “drago d’acqua” che scorre, come “scorrere” è nella parola ryuusei 流星, cioè “stella cadente”. La cascata trasporta le foglie, come Mitsuha (三葉) che vuol dire “tre foglie” e si riferisce alla sua discendenza, dato che sua nonna si chiama “Una foglia”, sua sorella minore “Quattro foglie”, e la sua defunta madre, presumibilmente, si chiamava “Due foglie”, continuando quindi una stirpe matriarcale che è la base della civiltà giapponese, il cui primo sovrano fu la leggendaria regina Himiko e la cui prima divinità Shinto è una donna, la dea del sole Amaterasu, sovrana della natura. Il musubi, quindi, è proprio questo legame con la natura: lo stesso ideogramma della parola musubi, ovvero 結, è formato dai due pezzi ito 糸, cioè “filo”, e yoshi 吉, cioè “felicità”, e quindi il musubi è «quella “cosa” che lega due entità e, in questo modo, da loro la felicità».

Confronto fra fotogrammi di "Kimi no na wa." con Izumo Taisha e Meoto-iwa di Ise.

Il musubi non è il destino: è il riconoscimento di un legame fra l’essere umano e il sovrannaturale, o il naturale, o un altro essere umano. Non è trascendente, ma immanente, e si costruisce di propria volontà per legarsi a qualcuno o qualcosa. Il musubi è una corda. In alto: il momento topico del musubi in Kimi no na wa.. In basso, due delle più celebri fra le innumerevoli corde giapponesi: sopra, l’enorme corda appesa al Grande Santuario di Izumo (dedicato al principale dio maschile); sotto, una fra le numerose coppie di Meoto-iwa (“Rocce sposate”), in questo caso quelle di fronte al Grande Santuario di Ise (dedicato alla principale dea femminile).

L’onnipresenza del musubi nel film è ribadita in continuazione dalle metafore visive e tematiche di Shinkai: l’uomo e la donna, la città e la campagna, il lavoro e le tradizioni, la famiglia maschile e la famiglia femminile, il sole e la pioggia, le candele e l’elettricità, le auto e le biciclette… tutti elementi che convergono e si legano (quindi “fanno musubi“) nella scena clou del film, che si svolge al crepuscolo (punto di contatto fra il giorno e la notte) su un vulcano (punto di contatto fra il sopra-terra e il sotto-terra) a cui si arriva con il treno (mezzo di trasporto che lega i punti distanti). La quantità di metafore stratificate in Kimi no na wa. è praticamente infinita e diventa quasi un gioco per lo spettatore individuare tutti i dualismi.

La poetica

Il nome a cui sono legati dal musubi è quindi quel nome che i personaggi cercano disperatamente per tutto il film e che gli dà anche il titolo: letteralmente Kimi no na wa. non vuol dire “Il tuo nome.”, come recita il sottotitolo internazionale your name., ma bensì “Il tuo nome è.”, sottintendendo che la frase prosegue in qualche modo.

Ora, questa poetica continua, quasi martellante del musubi all’interno del film può apparire estremamente innovativa e affascinante agli spettatori stranieri, ma è in realtà la base della base della base della cultura giapponese. Il musubi rientra in una serie di concetti elaborati in Giappone durante il periodo Heian, ovvero quella fase della storia giapponese in cui colui che oggi chiameremmo Capo dello Stato (che in quel periodo coincideva con l’Imperatore) risiedeva a Heian (oggi Kyoto) e che è durato dal 794 al 1185. Quei quattro secoli rappresentarono per il Giappone quello che i quattro secoli del basso Medioevo hanno rappresentato per l’Italia: la base della cultura nazionale. Con le dovute proporzioni, La storia di Genji rappresenta per i giapponesi quello che la Divina commedia rappresenta per gli italiani, e il bungotai rappresenta per la lingua giapponese quello che il dolce stil novo rappresenta per la lingua italiana. Inserire in un film d’animazione per ragazzi concetti complessi di cultura alta come il musubi o il mono no aware potrebbe sembrare un’idea originale e meravigliosa, ma in realtà i giapponesi lo fanno sempre.

Fotogramma di "Kimi no na wa.".

Buona parte di Kimi no na wa. è composta da splendidi wallpaper pronti per essere usati come sfondino del desktop, come ad esempio le foglie di acero sull’acqua, una tipica immagine di mono no aware. Si tratta di un concetto sfuggente che secoli di letteratura hanno contribuito a sfumare ancor di più, e che riassume in sé il panta rei, il lacrimæ rerum e il memento mori. Tutto è perduto.

Sono praticamente dieci secoli ininterrotti che la narrativa giapponese esplora questi temi, lavorando sul modo in cui vengono elaborati e arrivando oggi ad autori come Hayao Miyazaki, in cui il musubi è sempre presente in maniera molto più sottile e ricercata rispetto a Shinkai: basti pensare ai rapporti metaforici fra le bambine e Totoro, o fra Ashitaka e San, o soprattutto fra Chihiro e Senza Volto che rappresentano il legame fra l’essere umano e il mistero del mondo che lo circonda (che sia la natura o la società).

Il punto è che Kimi no na wa. sembra un film da cartolina. È il perfetto prodotto d’animazione giapponese da esportazione, ha pure già pronto il sottotitolo internazionale per non far perdere nemmeno un secondo agli adattatori stranieri. È un film di propaganda che ha tutto quello che ai giapponesi piace far vedere di sé al resto del mondo, in particolare la celebre dicotomia antico/moderno: la grande città modernissima pulitissima efficientissima, la campagna dove ancora risiedono le antiche tradizioni, le architetture futuribili d’acciaio lucido, i torii consunti dal tempo, la scuola privata, la scuola pubblica, i colletti bianchi, le vestali, i treni, i vulcani, i pali della luce, i fiori… mancavano solo Akihabara e le geisha e il panorama dei luoghi comuni sarebbe stato completo. C’è nel film un evidente scopo promozionale, quasi turistico, segnalato dalla quantità enorme di sponsor e reso esplicito dai poster della campagna FUN! TOKYO! (che esiste davvero e che ha avviato una collaborazione commerciale con il film) in previsione dell’invasione di stranieri che arriveranno a Tokyo per le Olimpiadi del 2020. Ai giapponesi interessa molto poco sapere quanti soldi spendere per le Olimpiadi, piuttosto gli interessa molto più sapere quanti soldi ci incasseranno, e questo film mostra che stanno già ragionando in tal senso.

Poster pubblicitario della campagna "FUN! TOKYO" in collaborazione con "Kimi no na wa.".

Mitsuha siede in una stazione davanti ai poster FUN! TOKYO!… mentre è dentro un poster FUN! TOKYO!.

La musica

Il nome “radwimp” deriva dall’unione delle parole in slang americano “rad” e “wimp” che sono l’una l’opposto dell’altra e significano più o meno “fico” e “sfigato”: dato che la band giapponese pop-rock RADWIMPS ha quindi i contrasti tenuti insieme da un musubi già nel nome, Makoto Shinkai non poteva non sceglierli per musicare questo film. Il regista ha sempre usato in maniera pervasiva la musica, anche cantata (come per la splendida ballata One more time, One more chance di Masayoshi Yamazaki usata in 5 centimetri al secondo), e per Kimi no na wa. i RADWIMPS hanno realizzato una colonna sonora composta da 22 brani strumentali e quattro canzoni.

Il tema del film Zen-zen-zensei (“Vita pre-pre-precedente”), col suo videoclip in cui i musicisti tornano indietro fino all’alba dei tempi, è diventato subito un brano popolarissimo fra gli under 30 giapponesi e ampiamente coverizzato.

L’uso di brani cantati amplifica la sensazione di star guardando un videoclip che è tipica dei film di Shinkai. Il montaggio serrato, i ralenti e i fast forward, le scelte cromatiche, i flash di luce, i passaggi dal fuoco al fuori fuoco, i riverberi dei raggi solari, i simbolismi visivi sono elementi che il regista usa fin dal suo esordio e che in Kimi no na wa. raggiungono il massimo livello estetico rendendo il film un unico lungo videoclip, peraltro similissimo a quelli di Anton Corbijn per i Nirvana.

Conclusioni

Attenzione: contiene spoiler leggeri o comunque non comprensibili fuori contesto.

Il nome di Makoto Shinkai è già da tempo entrato nell’immaginario collettivo degli otaku. In 18 anni di carriera ha realizzato nove lavori in tutto: tre cortometraggi, tre mediometraggi e tre lungometraggi. Kimi no na wa. è il terzo lungometraggio di Shinkai ed è con ogni probabilità il suo lavoro definitivo, nel senso che pare molto improbabile che nei suoi prossimi film il regista possa dire allo spettatore qualcosa di nuovo che non abbia già detto finora.

L’impressione che si ricava dalla visione di Kimi no na wa. è doppia: da un lato si ammira una qualità tecnica e una bellezza dell’immagine veramente stupefacenti, soprattutto nella resa della natura, che elevano il film ai livelli sublimi di Ribelle, con la differenza che nel film Pixar si insegue un fotorealismo che invece Shinkai rifugge, preferendo una tavolozza psichedelica con alberi color mandarino e cieli di marmellata.

Dall’altro lato, però, si ha la forte impressione che la vena creativa di Shinkai si sia già esaurita. Tutto quello che c’è in Kimi no na wa. sa di déjà-vu: fin dai tempi di Tooi sekai c’erano treni e incomunicabilità, da Voices of a Distant Star in poi i protagonisti sono diventati sempre un lui e una lei, sempre uguali, sempre distanti e sempre di fronte ai tramonti, da Viaggio verso Agartha in poi non mancano mai i cassetti, il fantasy e il tema della morte… e tutto questo era a sua volta già stato visto altrove, rendendo di fatto l’intera opera di Shinkai una copia di sé stessa che è una copia del lavoro altrui.

Un breve riassunto della carriera di Shinkai realizzato in occasione dell’uscita di Kimi no na wa.; paradossalmente, però, potrebbe sembrarne un trailer, dato che tutto quello che vi si vede è poi presente nel film, compresi i tormentoni del regista come la pioggia, i treni, e soprattutto l’orribile grattacielo a forma di ziggurat dell’azienda telefonica Docomo.

Anche la fantascienza ha un sapore rimasticato: l’attesa della cometa fatale è identica a quella di Melancholia (ma senza la forza evocativa di Von Trier), e il tema della gestione del tempo, che ovviamente è uno dei pilastri della SF, è usato in modo similissimo a Ritorno al futuro o, per restare nell’ambito dell’animazione giapponese, a La ragazza che saltava nel tempo e soprattutto a Quando c’era Marnie. Quanto al tema dello scambio di corpi e/o di sesso, c’è tutta un’ampia letteratura fumettistica sul tema, che va da Cinderella Boy a Ranma ½ passando per la Le rose di Versailles e la fantascienza onirica di Moto Hagio fino a tutti quei fumetti anni ’70 che ispirarono Banana Yoshimoto per il personaggio del padre transessuale nel suo romanzo Kitchen. Sul tema dei sogni condivisi, poi, basterà citare X delle CLAMP per aprire un’infinità di collegamenti. Persino il titolo non è originale, dato che Kimi no na wa (senza punto finale) era il titolo di un celebre dramma radiofonico del 1952 poi trasformato in un film romantico l’anno dopo.

Confronto fra fotogrammi di "Neon Genesis Evangelion", "Utena la fillette révolutionnaire" e "Kimi no na wa.".

La soglia della porta è un’immagine metaforica estremamente forte usata da tutte le civiltà del mondo fin dalla notte dei tempi, e portata all’iconicità nel mondo degli anime nel 1995 da Hideaki Anno nella scena in cui Shinji entra a casa di Misato in Neon Genesis Evangelion (in alto). Kunihiko Ikuhara, grande amico e collaboratore di Anno, userà due anni dopo la stessa identica immagine con lo stesso identico significato nell’ultima scena dell’ultimo episodio di Utena la fillette révolutionnaire (al centro). Makoto Shinkai ha riusato questa soluzione 21 anni dopo Anno in Kimi no na wa. per almeno una ventina di volte, inquadrando porte scorrevoli di tutti i tipi da quella del treno a quella del bagno di casa, di metallo e di legno, di giorno e di notte, in città e in campagna e chi più ne ha più ne metta (in basso).

Fra tutti questi furti, in particolare Shinkai ha mangiato veramente a quattro palmenti da Hideaki Anno e Hayao Miyazaki: sono sue passioni dichiarate, certo, ma se a un esordiente si può perdonare di aver plagiato completamente Punta al Top! GunBuster, a un regista affermato e acclamato dalle folle come loro successore, beh, no.

Confronto fra fotogrammi di "Kimi no na wa." con "Evangelion 1.0" e "Il castello errante di Howl".

Due degli innumerevoli furti di Shinkai da altri film d’animazione. In alto: sopra, le luci di tutto il Giappone si spengono progressivamente per dare energia al fucile a positroni usato in Evangelion: 1.0; sotto, le luci della cittadina si spengono progressivamente per via dell’esplosione alla centrale elettrica (il puntino rosso in alto a destra) in Kimi no na wa.; in entrambi i casi c’è un lago al centro. In basso: sopra, Sophie osserva la pioggia di stelle cadenti ne Il castello errante di Howl; sotto, Mitsuha osserva il distacco di un frammento dalla stella cometa in Kimi no na wa.; in entrambi i casi l’inquadratura, la posizione del personaggio e persino il taglio di capelli sono uguali.

Persino tutta la questione dei nomi, certo molto affascinante, in realtà è più elementare di quel che sembra, perché la lingua giapponese funziona interamente per metafore. Ad esempio, il fatto che i protagonisti si chiamano “Cascata” e “Foglie” dava al pubblico giapponese fin dall’inizio un’indicazione su dove sarebbe andata a parare la trama, perché è la cascata che trasporta le foglie, e non viceversa: un dettaglio che evidentemente per gli stranieri è impossibile da comprendere se non rinominando i protagonisti con nomi tradotti alla lettera. Anche il paesino di Mitsuha (inventato, ma ispirato ai luoghi dell’infanzia del regista) ha un nome ad hoc: Itomori, che si scrive 糸守, cioè letteralmente “filo protettore”, come il musubi. E a proposito di parole, c’è addirittura chi ha avanzato un confronto con il testo della canzone Rusty Nail del gruppo rock X JAPAN, celeberrimo in patria e certamente noto anche a Shinkai.

Infine, alla stanchezza tematica, alla forte impronta commerciale e ai vistosi furti, si aggiunge un ennesimo difetto sempre più comune nella cinematografia contemporanea mondiale: i buchi di sceneggiatura. Fra tutti, il più enorme è l’inverosimile ignoranza di Taki: come può vivere la vita di Mitsuha per giorni e giorni senza sapere in che luogo, in che tempo e in che situazione si trovava? Si tratta evidentemente di un espediente narrativo di sospensione dell’incredulità necessario per mandare avanti la trama, ma rende ancor più improbabili le scene in cui il ragazzo si spreme le meningi per ridisegnare ogni minimo dettaglio del paesino per poterlo poi ritrovare, quando sarebbe bastato controllare la posta a casa della ragazza.

Segnalazioni di indirizzi stradali in Giappone.

Per via della particolare natura degli indirizzi in Giappone, l’arredo urbano locale si è dotato di specifiche segnaletiche. A sinistra, un qualunque palo della luce di una qualunque città ospita sempre, se non l’indirizzo completo, almeno le informazioni su quartiere e isolato: si sa sempre dove ci si trova. A destra, un qualunque isolato di un qualunque quartiere di una qualunque città giapponese ha sempre una mappa col posto esatto delle singole case, cognome degli inquilini incluso: non è possibile sbagliarsi.

Meno profondo di Miyazaki, meno concettuale di Anno, Shinkai si è guadagnato il titolo di loro erede solo in virtù del fatto che usa i loro stessi identici immaginari (ma non i loro temi) raccontati con gli stessi identici stili, a cui aggiunge di sua mano un uso integrato della musica e un affascinante tentativo di mimesi della natura filtrato però da una palette cromatica onirica (degna di un display Retina dei suoi amati iPhone, che nel film sono costantemente all’80% di carica). Certo, Kimi no na wa. è bellissimo da guardare, ma sembra un po’ poco per un regista che ambisce a salvare l’animazione giapponese dal declino pronosticato dall’abbandono di Miyazaki e dalle parole di Anno. Si spera che nelle sue prossime opere Makoto Shinkai possa finalmente regalare al pubblico qualcosa non solo di bello, ma anche di nuovo, lavorando con quella virtù che è dichiarata dal suo stesso nome: “onestà”.

Il terzo trailer di Kimi no Na Wa

Poche ore fa Yahoo! Movies ha messo on-line il terzo trailer di Kimi no Na Wa (Il tuo nome) il prossimo film di  Makoto Shinkai (La voce delle stelle, Il giardino delle parole, 5 cm al secondo).

Il film uscirà ad Agosto in Giappone e vede la partecipazione di Masashi Ando (La Città Incantata, Quando c’era Marnie) come direttore dell’animazione e Masayoshi Tanaka (Ano Hana, Kokosake) al character design.

Lo scorso Dicembre la CoMix Wave Inc. (Children Who Chase Lost Voices, Hana to Alice Satsujin Jiken) aveva pubblicato sul suo sito un poster e un teaser del film e ad aprile avevano messo on-line il trailer.

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Kimi no Na wa di Makoto Shinkai

Ieri lo staff of Kimi no Na wa (Il tuo nome) ha diffuso online una nuova immagine promozionale del nuovo film di Makoto Shinkai (La voce delle stelle, Il giardino delle parole, 5 cm al secondo).

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Il film uscirà ad Agosto in Giappone e vede la partecipazione di Masashi Ando (La Città Incantata, Quando c’era Marnie) come direttore dell’animazione e Masayoshi Tanaka (Ano Hana, Kokosake) al character design.

Lo scorso Dicembre la CoMix Wave Inc. (Children Who Chase Lost Voices, Hana to Alice Satsujin Jiken) aveva pubblicato sul suo sito un poster e un teaser del film e ad aprile avevano messo on-line il trailer.

Il trailer del nuovo film di Makoto Shinkai

La CoMix Wave Inc. (Children Who Chase Lost Voices, Hana to Alice Satsujin Jiken) ha messo online il trailer del prossimo film di Makoto Shinkai (La voce delle stelle, Il giardino delle parole, 5 cm al secondo) intitolato Kimi no Na wa (Il tuo Nome) che uscirà il prossimo Agosto.

Il film vede la partecipazione di Masashi Ando (La Città Incantata, Quando c’era Marnie) come direttore dell’animazione e Masayoshi Tanaka (Ano Hana, Kokosake) al character design.

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