Luca Blengino

Sandokan: Salgari a fumetti

Sandokan versione Star Comics. Tre volumi, tre storie principali: Le tigri di Mompracem, I misteri della Giungla Nera e I pirati della Malesia, accompagnate da una serie di side stories del tutto inedite.

Il progetto parte da Davide G.G. Caci che, nella prefazione al primo volume, intitolata Genesi di un pirata, spiega bene la situazione.

Non solo è un nuovo progetto, ma riguarda un personaggio dei più sfaccettati, complessi e interessanti del mondo dell’intrattenimento su cui autori di altissimo livello (su tutti Hugo Pratt e Mino Milani) hanno già “messo mano”.

In effetti per quelli della mia generazione Sandokan è stato il personaggio che ha aperto una parte di mondo che quasi non si studiava neanche in geografia a scuola. Quello dei mari del sud. Che il suo inventore Emilio Salgari immaginò senza mai averli visti. E che ha fatto immaginare anche a noi, aiutandoci a capire dove fossero l’India, la Malesia e l’Indonesia, quando ancora non era possibile trovarle su Google Earth. E gli atlanti riportavano nomi poco evocativi.

Fino dalle generazioni precedenti alla mia Sandokan è stato un riferimento, anche fumettistico. Infatti i fumetti d’avventura fin dagli anni ’40 del secolo scorso furono di grande diffusione (in questa pagina web un po’ di storia, qui un articolo di qualche anno fa di due dei più grandi esperti salgariani, Claudio Gallo e Giuseppe Bonomi, che hanno anche collaborato alla parte saggistica di questa trilogia).

Poi negli anni ’70 e ’80 i libri, i film a puntate con Kabir Bedi, i fumetti, non solo quelli di Pratt, ma anche di altre edizioni. Fino a quella di Claudio Nizzi e Sergio Toppi su Il Giornalino nel 2008. Quest’ultimo ha anche ridisegnato l’iconografia del personaggio, con la sua personalissima interpretazione grafica, uscendo dall’immagine data dalla televisione e proponendo un principe realmente malese.

Altrimenti Sandokan ha sempre avuto lineamenti indiani, molto più facili da masticare per noi occidentali. E questa edizione non si allontana dall’iconografia più classica…

In questa nuova rielaborazione, le libere riduzioni dei romanzi sono a opera di Luca Blengino di Gero e dello stesso Caci (con lo pseudonimo David Goy). Il contributo grafico (sempre per il main course di ciascun volume) è di Paolo Antiga, Francesca Follini e Michael Malatini, in ordine cronologico di volume.

Innanzitutto è interessante che la scelta sia stata quella di una omogeneità grafica per i personaggi, per cui, con le inevitabili differenze stilistiche dei singoli autori, i protagonisti sono immediatamente riconoscibili nell’intera opera.

Un po’ come succede nelle opere della Bonelli. Probabilmente lasciare libera interpretazione sui personaggi da parte di ciascuno dei disegnatori intervenuti avrebbe generato una certa confusione… Il progetto (concluso?) vuole essere una sorta di inizio di Universo Salgariano, nel quale però ci sia un minimo comune denominatore, anche grafico.

Questo lavoro raccoglie a modo suo una serie di caratteristiche del fumetto “tradizionale” italiano. L’aspetto comune dei personaggi, appena citato; il bianco e nero (le sole illustrazioni a colori sono le copertine di Pasquale Frisenda); la riduzione grafica di opere della nostra letteratura; l’utilizzo, anche se non eccessivamente rigoroso, di una gabbia ben definita. Dei tre è il volume centrale che un po’ si discosta, adottando una grafica con richiami orientaleggianti.

L’opera unisce la riduzione dei romanzi a una serie di storie inedite brevi, ispirate dal mondo e dai romanzi salgariani, che hanno coinvolto tanti scrittori e disegnatori. Con esperienze diverse, dai fumetti pubblicati ne Il Giornalino a storie decisamente più adulte.

Sette storie di lunghezza fissata (8 tavole) del tutto inserite in modo perfettamente coerente nell’universo di Sandokan, pur muovendosi molto liberamente al suo interno.

Molto interessante è il fatto che per ciascuna storia agli scrittori/sceneggiatori è stato chiesto il perché della loro scelta, aprendo uno spiraglio su quello scrigno segreto che è l’intuizione, l’ispirazione di un racconto.

Ricchissimi i riferimenti bibliografici e storici e i legami con gli altri media, nonostante la parte saggistica sia molto snella e per niente pesante (non più di 6 pagine per volume).

L’omogeneità grafica e il background comune non hanno impedito ai singoli autori di esprimersi in modo del tutto personale. Nei romanzi, in cui ad esempio Paolo Antiga è molto più fisico, sottolineando i volumi e le situazioni con l’aiuto delle ombre e del tratto; Francesca Follini invece usa uno stile che a volte si avvicina al manga; Michael Malatini in alcuni passaggi mi ha ricordato le tavole di Stelio Fenzo, anche se con un tratto più minimalista. Lo stesso Malatini, in uno dei racconti brevi, dal titolo Gli occhi della tigre, mostra la sua capacità di utilizzare gli occhi per raccontare storie.

Sandokan disegnato da Paolo Antiga; Tremal Naik di Francesca Follini; i due insieme nella tavola finale dell’opera di Michael Malatini

Sarebbe veramente troppo lungo qui esaminare i tre volumi in dettaglio, considerando anche i ricchi contributi narrativi e grafici delle storie brevi. Che spaziano dai ricordi di Sandokan bambino a piccole storie che vedono protagonisti i  comprimari della saga.

Sicuramente un modo interessante di ripercorrere i primi tre romanzi del ciclo dei Pirati della Malesia. Si dà infatti una occasione ai lettori che non conoscono Salgari di avere un approccio grafico con pochi fronzoli.

Per chi invece ha già letto o ha avuto altre esperienze fumettistiche con La tigre di Mompracem, un versione lineare, che mette al centro l’avventura. Con la particolarità dei racconti brevi che allargano l’Universo Salgariano con una sorta di fan fiction disegnata.

Sicuramente un mix piuttosto azzeccato tra classico (i romanzi a fumetti), la sua estensione (i racconti brevi), la parte culturale (Gallo e Bonomi) e l’intervento degli sceneggiatori.

Un insieme di caratteristiche non particolarmente innovativo. Fornisce però una rilettura apprezzabile di storie che dovrebbero far parte della nostra cultura popolare. Sicuramente può essere un modo, per noi che quei romanzi li abbiamo letti, per proporli alle nuove generazioni, con un approccio più semplice di altre versioni a fumetti.

Sandokan
AA.VV.
3 voll. cartonati
144 pagg., 20 € cadauno
Edizioni Star Comics

I Sapienti, ovvero CSI stagione 0…

E se il primo scienziato a occuparsi di crimini non fosse stato l’entomologo Gil Grissom di CSI, ma un astronomo?

sapienti copertinaE non un astronomo qualsiasi, ma Copernico, quello del sistema eliocentrico, affiancato da un altro nome altisonante come Paracelso?

Il tutto sullo sfondo di una delle città più importanti del Rinascimento italiano, quella governata dai d’Este, nella cui università hanno conseguito entrambi la laurea.

Oppure se fosse stato quello che è universalmente riconosciuto come il primo scienziato della storia, Galileo Galilei, affiancato da due altre stelle di prima grandezza, come Keplero e Tycho Brahe, a indagare su degli omicidi avvenuti a Uraniborg?

Luca Blengino, autore quasi quarantenne con tanta esperienza sulle spalle, che è passato dal thriller, alla storia, alla scienza, editor della Inkiostro, con esperienza nella bande dessinée, scrittore per ragazzi e non solo, sta finalmente trovando lo spazio che merita in Italia, dove la Star Comics sta dando alle stampe le sue opere francesi. Così, dopo Le 7 meraviglie, la collana Star Comics Presenta porta in Italia Les savants, due storie interessanti e particolari.

Con la collaborazione di Stefano Carloni, originario delle campagne marchigiane, alle matite e chine, e di Franck Isambert ai colori, confeziona due godibilissimi intrecci tra scienza e thriller, conditi da una bella analisi dell’animo umano.

E risulta abbastanza evidente il contrasto tra una società, come quella odierna, in cui la sapienza perde sempre più terreno, e un momento storico, come quello del Rinascimento, in cui il sapere era motivo di vanto, e i sapienti erano tenuti in gran conto. Anche per questo fa bene respirare i personaggi plasmati da Blengino e Carloni.

Il libro è innanzitutto un bel thriller, con due indagini ben costruite, con colpi di scena e intrecci che non possiamo rivelare, per evitare ogni forma di spoiler. L’ambientazione è importante e la caratterizzazione dei personaggi e delle società in cui essi si muovono è ben fatta. Così Ferrara è diversa da Uraniborg, l’ambiente della corte estense è certamente meno isolato della comunità stabilita sull’isola fatta modificare da Brahe a spese del re di Danimarca.

sapienti copernicoNella prima storia emerge il legame tra Copernico e la città dove ha studiato. Si incrociano i sentimenti personali e i fatti storici, come la difficoltà per l’astronomo polacco di accettare la natura ellittica delle orbite, dopo che già l’eliocentrismo ha minato la visione aristotelica del mondo. Blengino mescola bene la fiction con i dati storici su Ferrara, Copernico e Paracelso. Intesse relazioni umane (alcune storicamente accertate) e una storia misteriosa “secondaria” sfruttando intelligentemente gli elementi forniti dall’ambientazione, ma mostrandoci dei personaggi nei quali possiamo riconoscere la nostra modernità. Perché l’animo umano in fondo è sempre lo stesso. Gli eventi delle storie personali tornano sempre: l’invidia, la vendetta, la volontà di emergere e primeggiare, l’opportunismo. E guidano gli uomini del 1500 come quelli odierni.

A distanza di 80 anni e 1250 km più a nord lo stile è lo stesso: l’ambientazione, la caratterizzazione dei personaggi. Anche se stavolta i personaggi sono ancora più di fantasia. Keplero è stato in effetti assistente di Brahe a Uraniborg, ma Galileo nel 1594 era tra Padova e Venezia (e per sua natura avrebbe difficilmente intrapreso un viaggio così lungo e complesso). È bravo Blengino a trovare dei trait d’union: il gioco di parole tra le isole di Ven-ezia e l’isola di Ven, su cui è costruito Uraniborg,  il fatto che Brahe avesse visitato Venezia. Anche qui non mancano gli elementi storici: dalla citazione della Quaranta Criminal, ai rapporti tra Galileo e Keplero. E su questi costruisce un intreccio tra politica e superstizione, tra scienza e rune, in un lungo flashback raccontato da Galileo, anche se in realtà il mistero lo risolve Keplero.

sapienti uraniborgEcco un’altra cosa che hanno in comune i due racconti, in ciascuno di essi i Sapienti a investigare sono (almeno) due, e quelli che invece compaiono nella storia sono molti di più, trovandosi entrambi in luoghi di scienza. Forse perché il lavoro di scienziato, fatto in squadra, funziona meglio, come quello di fumettista…

La grafica di Carloni ben si adatta alle storie, lo stile è molto bande dessinée. E si mette al servizio della storia, movimentando con il taglio delle vignette e la composizione delle pagine i momenti che lo consentono, ma senza appesantire quando il lettore deve concentrarsi sugli eventi. La gabbia irregolare, con pagine che si susseguono in modo sempre diverso, non disturba la lettura dando un senso di grande dinamicità, e sottolinea i diversi passaggi della storia…

… che scorre via, con l’intensità di un bel romanzo, con un disegno che è fluido ma dettagliato, per cui lo sguardo può anche soffermarsi e tardare, se non vuole sottostare al ritmo dettato dai dialoghi, a volte lunghi ma mai eccessivi. D’altra parte è culturalmente impegnativo: i riferimenti nel testo, ma anche nella parte grafica, sono molteplici, ad esempio nella riproduzione dei paesaggi storici, dal Castello Estense a Uraniborg.

Un solo difetto, che rischia di limitare un poco la lettura: il formato. In Francia sono stati pubblicati in grand format, cioè cm 23×32, quel quasi 20% in meno nelle dimensioni (il formato italiano è cm 19,5×26) si nota. Si ha la sensazione di vedere le cose quasi fossero al limite della comprensibilità, come le scritte in sovrimpressione su una TV troppo piccola. Sicuramente ha consentito di ridurre i costi, di avere l’edizione brossurata, invece del più ingombrante e costoso cartonato, ottenendo un più che soddisfacente rapporto qualità prezzo, però a volte si perdono alcuni dettagli del disegno e la lettura dei balloon, specie quelli più lunghi, è un po’ difficoltosa.

Ma metteteci anche che sono un accanito e famelico lettore di fumetti, e quindi a volte un po’ stanco, e un po’ di presbiopia si fa sentire 🙂


Luca Blengino, Stefano Carloni
I Sapienti
Star Comics 2017
Brossurato con alette, 112 pag, cm 19,5×26

TRAINING CAMP – dalla passione alla professione

Comunicato Stampa

Per chi è appassionato di horror e vuole diventare il nuovo Robert Kirkman italiano, oppure per chi sogna di invadere gli scaffali di tutto il mondo con una nuova saga per bambini e ragazzi in stile Harry Potter, la Scuola Holden inaugura un nuovo percorso didattico: si tratta dei Training Camp, laboratori dedicati alla narrazione di settore, e daranno l’opportunità ai partecipanti di presentare la loro storia a un panel di professionisti alla fine del corso.

Logo

I primi Training Camp in partenza sono The Writing Dead: scrivere il fumetto horror e Kids: scrivere per ragazzi e bambini.

Detto in poche parole, si tratta di lavorare sulla propria storia per poi presentarla a un pubblico di editor delle maggiori case editrici italiane. Il laboratorio durerà sei mesi, da aprile a settembre, e i partecipanti lavoreranno in piccoli gruppi e a stretto contatto con un “trainer” (come d’abitudine alla Holden, si tratterà di uno scrittore o di un professionista del mestiere). Ci saranno tre weekend intensivi di lezioni a Torino, ma la scrittura vera e propria del progetto avverrà a distanza, durante le sessioni online con i trainer. Gli studenti del corso sul fumetto incontreranno sceneggiatori ed editor del team composto da Tito Faraci, Jacopo Masini, Andrea Cavaletto, Andrea Ciccarelli, Matteo Casali, Luca Blengino.

I docenti del Camp dedicato ai bambini saranno: Beatrice Masini, Giordano Aterini, Silvia Schiavo, Giuseppe Mazza, Anna Cairanti, Eleonora Sottili, Mariella Martucci e Carolina Capria, Fabio Geda e Marco Magnone.

Quando le storie saranno complete, ci sarà un pitch finale: è un’occasione da non perdere potersi trovare a tu per tu con un pubblico di editori di BAO Publishing; Sergio Bonelli Editore; Radium e Saldapress per “The Writing Dead” – Giunti Junior; Giunti Editore; Feltrinelli Kids; Mondadori Ragazzi; Il Battello a Vapore; Ape Junior (Salani Editore); Rizzoli Ragazzi e Topipittori per “Kids”.

Come ci si iscrive?

Entro il 20 marzo bisogna inviare curriculum e sinossi del progetto a trainingcamp@scuolaholden.it

E in cantiere ci sono già altri corsi: dopo l’estate partiranno Storytelling politico, Raccontare lo sport e Scrivere il noir. Per tenersi aggiornati: scuolaholden.it/training-camp.

 

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