Leiji Matsumoto

Anime Factory e Capitan Harlock… per le future generazioni!

Cofanetto Anime Factory, Capitan Harlock, serie classica

L’Anime Factory continua a riproporre le serie più amate da noi nerd leggermente stagionati, quelle serie che le nuove generazioni hanno l’assoluto bisogno di conoscere: come la mia preferita, la serie classica di Capitan Harlock!

Dopo il già disponibile film L’Arcadia della mia giovinezza e il cofanetto della serie Capitan Harlock – SSX, in perfetta storyline arriva anche il cofanetto della serie classica, quella della Mazoniane, la prima in realtà che vede il nostro Capitano apparire per la prima volta sugli schermi.

Trama: Siamo in un indecifrato futuro passato, anno 2977, una voce racconta di come la popolazione terrestre sia vittima della manipolazione mentale dei governi che trasmettono via tv messaggi subliminali che rendono le persone tranquille, serene e soddisfatte, annullando le proteste, le contestazioni, e di fatto, il pensiero libero. Poche sono le voci fuori dal coro, di coloro che, passando la vita a studiare e impegnarsi, sono ancora in grado di leggere gli eventi del presente e cercano attivamente di cambiare il destino dell’umanità.

Capitan Harlock, anime, serie classica

Tra loro Capitan Harlock, il pirata spaziale che si oppone al monopolio totale del governo mondiale, l’unico che ama incondizionatamente la Terra e farà di tutto per salvarla dal suo destino. E il destino si manifesta in una gigantesca sfera che precipita su Tokyo, un monito, l’avvertimento che un popolo extraterrestre sta arrivando per reclamare il pianeta, che per gli umani non ci sarà un futuro. Eccole, le donne che bruciano come carta, le Mazoniane sono già in mezzo a noi. Ma perché vogliono proprio la Terra?

Matsumoto's Universe - Capitan Harlock
Una carrellata degli iconici personaggi nati dalla fantasia di Leiji Matsumoto e che animano un universo senza relazioni di spazio-tempo. Che fascino…

Il cofanetto con i suoi sette DVD arriva a raccontare la parabola di questa saga appassionante, che vedrà scontrarsi Harlock e la Regina Raflesia in una lotta senza quartiere, e regala agli appassionati il finale di una storia che nella sua versione cartacea non c’è. Il fumetto di Leiji Matsumoto, papà e creatore di tutto l’universo che ruota intorno ad Harlock e agli altri iconici personaggi, da cui è tratta questa versione anime, come in molti sanno, non porta a conclusione lo scontro tra il pirata e la Mazoniana, che da acerrimi nemici si trasformano nel corso degli episodi in qualcosa di diverso. Invece la serie animata ci mostra come si concluderà lo scontro, e stringerà i nodi delle tante affascinanti tematiche che costituiscono questo capolavoro nipponico.

L’edizione Anime Factory vanta un impianto grafico di altissima qualità, che mantiene il font originale e presenta tutti i personaggi sulle copertine dei diversi disc. All’interno un elegante booklet riassume e presenta tutti gli episodi con i rispettivi titoli, e include gli studi preparatori in bianco e nero su personaggi e attrezzature tecnologiche, come l’Arcadia stessa e i vari velivoli, utilizzati da Harlock e dalle Mazoniane, per concludere con la riproduzione di alcuni fondali a colori. Particolarmente belli questi ultimi, tanto quanto i disegni delle strumentazioni interne alle sale di pilotaggio, elemento fondante e caratterizzante di tutta l’arte di Matsumoto, il simbolo del suo anelito allo spazio, al futuro, alla libertà.


Capitan Harlock – Serie Classica
Produttore: Toei Animation – Soggetto: Leiji Matsumoto – Regia: Rintaro, 1978
Edizione Anime Factory e Yamato Video (Rimasterizzata)
Serie completa in sette DVD, 42 episodi
Durata: 1050 minuti
Formato a doppio strato
Audio: Dolby Digital
Lingue: italiano 1.0 e giapponese 1.0
Sottotitoli: italiano (fedeli all’originale) Extra: sigle originali senza crediti e Booklet

I mille volti di Mi-kun – l’universo di Matsumoto

Le mille vite di Mi-kun Hikari

Le mille vite di Mi-Kun, storie di gatti giapponesi, edito da Hikari, non è semplicemente la storia di un gatto, ma è una vera dichiarazione d’amore dell’autore, Leiji Matsumoto, verso il suo gatto, quel Mi-kun protagonista di diverse incarnazioni (per ora quattro, a meno che non sia già arrivato Mi-kun V) che appare alla fine del volume. Quando parliamo di incarnazioni lo facciamo nel modo più giroscopico possibile, perché il felide in questione non è solo un gatto in baffi e artigli, appartenente alla famiglia Matsumoto in diverse personificazioni (ma sempre tigrato), ma è anche uno dei personaggi del multi fantasioso universo dell’autore. Impossibile dimenticarlo come compagno di bevute del dottor Zero e allo stesso tempo nemico giurato della cuoca e ladro di pesce, sull’Arcadia.

Questo volume è dedicato tutto a lui, o meglio a lei, perché questa Mi-kun, (o anche Mime, e spero di non dover sottolineare l’uso di questo nome), che si potrebbe tradurre in “baffetto”, è una femminuccia, solo che il pelo tigrato sul musetto la fa sembrare un maschio. Ma Matsumoto oltre a parlare delle sue avventure fa una rappresentazione sentita e coinvolta della vita dei gatti giapponesi, sia randagi che “di famiglia”.

Leiji Matsumoto

L’autore con uno dei cinque sketch donati all’Associazione Leiji Matsumoto per l’asta di beneficenza e la mostra al Lama Comics&Games

Dichiarazione d’amore dicevamo, e lo è, indiscutibilmente, verso questa particolare micetta e il mondo felino tutto: i primi cinque capitoli raccontano dell’arrivo della piccola Mi-kun nella famiglia, poco dopo la nascita della secondogenita, Atsuko, e di come le due crescano insieme. E se la bimba non è poi tanto bella, la gatta lo è tantissimo e tutti la amano. Umani e animali. Ma il tempo di esistenza delle due non è lo stesso, e dopo tredici anni la gattina deve abbandonare la famiglia e iniziare un altro viaggio. Dalla sua tomba partono così i ricordi e le riflessioni di coloro che restano, che raccontano di come Mi-kun fosse la regina del territorio vicino la casa e di come interagisse con gli altri gatti.

I racconti che hanno un’impostazione sempre buffa e umoristica nascondono, neanche troppo a fondo, una profonda malinconia, tipica di chi ha dovuto dire addio al proprio amico a quattro zampe, ma esaltano allo stesso tempo le caratteristiche tipiche dei gatti, che diventano, come nelle favole, i catalizzatori di un messaggio universale da cui trarre insegnamento.

«I gatti hanno una loro tristezza. I gatti hanno una loro gioia». Questo motto torna nei diversi capitoli, pubblicati negli anni ’70 (dal 1975 al ’77) sulla rivista Princess, e basta questo a creare un’atmosfera di fratellanza che avvicina immediatamente il lettore al loro mondo. Oltre a soffrire, esattamente come gli umani, i gatti sanno perfettamente cosa sono la lealtà, il coraggio, il senso di libertà, l’affetto fraterno. Sentimenti di cui invece a volte gli uomini difettano: infatti sono loro che cercano di snaturare la loro forza istintuale e pura, e che poi li abbandonano, senza rimorsi.

shikiji di Mi-kun

Tra i disegni donati e messi all’asta, l’immancabile Mi-kun; una riproduzione di questo cartoncino è allegata a ogni volume dell’edizione speciale.

Dopo aver letto questi racconti non stupisce più pensare che lo stesso autore abbia creato le saghe meravigliose di Capitan Harlock e la Corazzata spaziale Yamato: tutti gli elementi lì presenti sono già sviluppati qui, in questo apparente micro universo, verosimile, quotidiano, quasi banale, ma che contiene tutta la poetica che ha dato la vita e lo spirito eroistico agli altri, più celebri, personaggi. Solo perché Mi-kun è una gattina, non pensate di sottovalutare le sue storie, dunque. Parlano molto saggiamente.

A completare il volume appaiono anche le prime tavole, create nel 1968, disegnate da Matsumoto, molto simili tra loro, ma variate, dell’arrivo di Mi-kun. Se nelle avventure degli anni ’70 il disegno è ancora grezzo, ma già ben caratterizzato, con tutti i tipi caratteristici della produzione matsumotiana (donne bellissime, uomini bassi e brutti, fisicità e prospettiva in secondo piano rispetto alla necessità narrativa della vignetta, ma sempre e comunque dinamismo e narrazione chiara), in queste del ’68 possiamo leggere tutta la genuinità degli esordi, con corpi ancora sgraziati e qualità poco continuativa, con un tratto che è ancora molto vicino allo stile di Tezuka. Ma il senso della narrazione era già innato, e questi “ritornelli a fumetti” (mi viene da chiamarli così, vista la ripetitività, eppure costante qualità) ne sono la prova.

Copertina originale di Princess, dove furono pubblicati i primi cinque racconti. Da questa immagine la Hikari ha creato la cover variant in edizione limitata.

Copertina originale di Princess, dove furono pubblicati i primi cinque racconti. Da questa immagine la Hikari ha creato la cover variant in edizione limitata.

Ultima curiosità: questo volume io lo possedevo già, trovato in un mandarake a Nakano, di seconda mano e tutto scritto in giapponese, naturalmente, ma lo comprai perché era di Matsumoto e inedito in Italia. Ora, ho una copia in tiratura limitata, in 99 volumi, con copertina variant rispetto a quella normale edita a gennaio, acquistata in occasione della Mostra organizzata dal Lama Comics&Games di settembre.

Grazie all’Associazione culturale Leiji Matsumoto, alla Hikari, alla Mostra e alle aste di beneficenza, sono stati raccolti più di 7.000 euro da donare in favore delle zone del centro Italia vittime del sisma di agosto.

Un sentito grazie, anche, per aver portato un po’ più vicino il meraviglioso mondo del maestro Matsumoto.

 

Un film tra Italia e Hollywood per Capitan Harlock?

Il rivenditore giapponese Manga Zenkan ha messo in vendita sul suo sito il primo volume della “complete edition” del manga di Capitan Harlock, popolare personaggio creato da Leiji Matsumoto. L’albo uscito giovedì ha una descrizione nella quale si legge: “I progetti per un adattamento cinematografico live-action Italo-Hollywoodiano stanno procedendo”.

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Non c’è nessun annuncio ufficiale di un adattamento cinematografico e nessun altro distributore Giapponese oltre Manga Zenkan fa menzione di questa co-produzione. Quale sarà la verità?

Parte oggi l’asta benefica dei disegni di Leiji Matsumoto

Come già detto nei giorni scorsi, Leiji Matsumoto, creatore di Capitan Harlock, Star Blazers, Galaxy Express 999 e molti altri personaggi della storia dell’animazione giapponese, ha deciso di mettere all’asta in Italia 5 disegni il cui ricavato andrà ad aiutare le popolazioni colpite dal sisma del centro italia del 24 Agosto 2016.

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QUI potrete leggere la storia di come è nato questa iniziativa.

Finalmente l’Associazione Culturale Leiji Matsumoto ha reso pubblici i metodi di svolgimento dell’asta che comincerà oggi Domenica 18 Settembre.

Piattaforma utilizzata: EBAY
Account: blacklagoon84
Inizio delle aste:
1/5 domenica 18 settembre ore 15,00

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2/5 domenica 18 settembre ore 15,15

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3/5 domenica 18 settembre ore 15,30
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4/5 domenica 18 settembre ore 15,45
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5/5 domenica 18 settembre ore 16,00
matsumoto-5-di-5Termine aste
Domenica 25 settembre, stesso orario di inizio

Leiji Matsumoto e il terremoto in Italia: com’è andata

La notizia dell’asta di beneficenza dei disegni di Leiji Matsumoto a favore delle popolazioni vittime del sisma dello scorso 24 Agosto è rimbalzata freneticamente per il web e tutti (o quasi) siamo venuti a conoscenza del gesto del papà di Capitan Harlock. Ma come è nata quest’idea? Chi ha di fatto lavorato alla realizzazione di questa iniziativa?

Abbiamo intervistato Claudio Gusman, il vicepresidente dell’Associazione Culturale Leiji Matsumoto che ci ha raccontato come sono andate le cose.

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Innanzitutto grazie per la disponibilità. Ti faccio un paio di domande rapidissime: cominciamo col presentare te e l’Associazione Culturale Leiji Matsumoto ai nostri lettori. Chi siete, quali sono le vostre finalità e cosa avete già fatto.

Per prima cosa desidero ringraziare Dimensione Fumetto per l’opportunità di far maggiormente conoscere la nostra Associazione ed auguro al vostro giornale un grande in bocca al lupo.
L’Associazione Culturale Leiji Matsumoto è nata a Torino poco più di un anno fa, con lo scopo di promuovere, sviluppare e perseguire finalità culturali inerenti la divulgazione delle opere, del valore artistico e letterario del Maestro, mangaka giapponese di fama internazionale molto conosciuto in Italia grazie a uno dei suoi personaggi principali, Capitan Harlock.
Abbiamo già organizzato alcune mostre, esponendo fino a 70 opere originali del Sensei, acquerelli, bokusaiga, shikishi, rodovetri, ma anche modellini (spostiamo due navi spaziali lunghe 1,80 m) action figures, materiale vintage italiano e giapponese, purché riguardi il mondo di Capitan Harlock, Galaxy Express 999, La corazzata spaziale Yamato e il Leijiverse in generale; siamo stati a Torino, Lucca, Palermo, Cagliari ed anche a Finalborgo, un meraviglioso borgo medioevale in provincia di Savona.
L’Associazione è ufficialmente riconosciuta dal Maestro che ne è Presidente Onorario: in occasione degli eventi che organizziamo, spesso è nostro ospite in collegamento via Skype da Tokyo per partecipare a dibattiti e tavole rotonde. Significativa la sua presenza a Torino dove il Maestro ha piacevolmente dibattuto di “spazio” con un trainer degli astronauti italiani; incontro organizzato in collaborazione con Altec, partecipata dell’Agenzia Spaziale Italiana.
Oltre a questo è nostro piacere che tutte le opere di Matsumoto siano fruibili in Italia per cui facilitiamo l’importazione dei diritti dei suoi manga ancora inediti nel nostro paese, come accaduto per la pubblicazione di Le mille vite di Mi-kun di cui abbiamo prodotto un’edizione speciale a tiratura limitata (99 copie) riservata ai nostri soci (ed. Hikari).

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Come è nata l’idea dell’asta benefica per le vittime del terremoto nel centro Italia? Si è trattata di un’idea del Maestro Matsumoto oppure ha risposto a una vostra proposta?
Matsumoto ha telefonato a Francesco (presidente dell’Associazione) per informarsi della nostra salute e della situazione nel Centro Italia in seguito al sisma della notte del 24 agosto. La sua voce era spezzata dal dolore e dalla commozione; sembra incredibile come un uomo di 78 anni, così lontano, sia tanto sensibile a quanto accade in Italia, un paese che ama. Per crederci bisognerebbe conoscerlo! Il giorno seguente Toshiro Fukuoka, manager della Art Space e collaboratore del Maestro ci ha detto che avrebbe spedito cinque shikishi appositamente preparati e dedicati, in segno di amicizia per chi sta soffrendo. Saranno messi all’asta e l’intero ricavato sarà devoluto.

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Quale ruolo ha ricoperto il Leiji Matsumoto Official Fan Club in tutto questo?

Importantissimo! Non per questi cinque disegni ma per altro. Il Sig. Taira, presidente del club di Tokyo si è recato dal Maestro e insieme hanno preparato e inviato un comunicato congiunto di solidarietà alle vittime del terremoto. Ma per loro non bastava, allora il Maestro ha disegnato un sesto shikishi che sarà messo all’asta in Giappone. Il Sig. Taira ha anche inviato il video messaggio di solidarietà del Maestro che è pubblicato sulla nostra pagina Facebook. Parole che vanno dritte al cuore.

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Quali saranno le modalità con cui si svolgerà l’asta? Sappiamo che sarà su eBay, puoi già darci un link all’asta?
Al momento è certo che useremo il canale eBay, le aste si apriranno il 18 e chiuderanno il 25 settembre. Proprio mentre staremo dibattendo a Castel di Lama dell’argomento; sì, perché il 24 e 25 portiamo la mostra a pochi chilometri dall’epicentro del sisma, invitati da persone speciali: mi riferisco agli organizzatori del Lama Comics & Games di Castel di Lama. L’evento sarà gratuito e ulteriore occasione per raccogliere fondi. Questo è il nostro modo per stare vicino alle persone, speriamo di vivere una giornata di festa e poter dare una possibilità di svago a grandi e piccini, guidati dalla passione per i nostri eroi, da Capitan Harlock a Maetel.
I link e tutti gli altri dettagli saranno presto disponibili sulla nostra pagina Facebook che vi chiediamo di continuare a seguire perché le novità sono tante! Potete anche contattarci usando la nostra mail info@leijimatsumoto.it

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Ancora Grazie mille Claudio. Ci risentiremo per le vostre prossime attività. 

Grazie a voi, vi aspetto a Castel di Lama il 24/25 settembre numerosi.

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Abbiamo inoltre contattato Roberto Fontana dell’Associazione Next e organizzatore del Lama Comics & Games.

R – Oltre ai famosi cinque shikishi nella mostra, che si terrà presso i locali del Bocciodromo Comunale in Piazza della Libertà, verranno esposti più di cinquanta lavori del Maestro Matsumoto. L’ingresso sarà libero e chiunque potrà offrire una quota volontaria che verrà poi destinata alle vittime del sisma.

Yamato 2202 arriva a Febbraio 2017

Lo staff di Uchū Senkan Yamato 2202: Ai no Senshi-tachi (Corazzata Spaziale Yamato 2202: Guerrieri dell’amore), durante un live streaming tenuto lo scorso lunedì, ha rivelato i dettagli riguardanti il progetto annunciato qualche mese fa.

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Si tratterà di un progetto animato per il cinema diviso in sette parti. Il primo film verrà proiettato per due settimane a partire dal 25 Febbraio 2017 in 15 sale cinematografiche giapponesi. Negli stessi giorni verranno messi in vendita i Blu Ray dello stesso anime in edizione limitata.

Lo staff ha anche diffuso il primo teaser trailer del progetto:

Nobuyoshi Habara (Fafner and Fafner EXODUS, Star Blazers 2199) è alla regia della serie mentre Harutoshi Fukui (Mobile Suit Gundam UC, Harlock) si occupa delle sceneggiature.

Yamato 2202 sarà il sequel di Space Battleship Yamato 2199, remake della popolare serie TV creata nel 1974 da Leiji MatsumotoYoshinobu Nishizaki.

Il papà di Capitan Harlock in aiuto alle vittime del terremoto

Gli appassionati di fumetti sicuramente conoscono il nome di Leiji Matsumoto ma sicuramente anche chi è meno addentro al mondo dei manga e degli anime conosce molte delle sue opere: Capitan Harlock, Star Blazers, Galaxy Express 999 e molti altri. Grazie all’Associazione Culturale Leiji Matsumoto (di cui il Maestro è presidente onorario) il papà di Capitan Harlock è riuscito a essere vicino alle vittime del terremoto dello scorso 24 Agosto in maniera concreta realizzando 5 sketch da mettere all’asta il cui ricavato andrà a beneficio delle vittime del terremoto.

 

A questa news ha poi fatto seguito questo breve videomessaggio di Matsumoto-sensei alle popolazioni colpite dal sisma.

Il messaggio è stato raccolto grazie alla collaborazione del Leiji Matsumoto Official Fan Club di Tokyo che a sua volta metterà all’asta un altro shikishi come quelli giá inviati in Italia in Giappone e l’intero ricavato sará devoluto in beneficenza. Le parole dello shikishi recitano “A tutti gli italiani che soffrono. Il mio cuore è addolorato per le persone decedute. Vi prego di tenere duro”.
Nel cerchio l’ideogramma “vita”.

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Di seguito il comunicato congiunto del Fan Club e del Maestro.

“Porgiamo sentite condoglianze alle vittime del sisma e alle loro famiglie, ed esprimiamo dal profondo del cuore la nostra solidarietà a tutte le persone ancora attualmente costrette a una vita difficile. Preghiamo di cuore affinché tutti possano recuperare una tranquilla e sicura quotidianità nel più breve tempo possibile”.

Riportiamo il comunicato stampa dell’Associazione Culturale Leiji Matsumoto:

“Raggiunto dalle terribili notizie del recente sisma che ha colpito il Centro Italia il Maestro Matsumoto ha espresso telefonicamente al nostro presidente Francesco tutta la sua solidarietà per il popolo italiano con non poca commozione. Ci ha dunque inviato tramite Toshiro Fukuoka manager della Art Space di Tokyo 5 shikishi dedicati “VICINO AGLI AMICI ITALIANI” che saranno esposti il 24/25 settembre in occasione del Lama Comics & Games a Castel di Lama (AP) all’interno di una mostra a lui dedicata. Gli shikishi saranno a breve messi all’asta e l’intero ricavato devoluto alla popolazione terremotata.”

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NipPop 2016 – Intervista a Paola Scrolavezza

La conquista del mondo richiede tanta pazienza, piani per il futuro ben studiati, e la ricerca di alleati preziosi: ecco quindi che Dimensione Fumetto ha incontrato Paola Scrolavezza, presidentessa nottambula dell’Associazione Culturale NipPop con sede a Bologna e organizzatrice dell’evento NipPop 2016.

Paola è una docente universitaria, una traduttrice di letteratura giapponese femminile contemporanea, una saggista, una esperta di cultura orientale, una curiosa e un’entusiasta della gioventù, con cui collabora per organizzare da sei anni uno degli eventi più interessanti in Italia legati alla cultura popolare nipponica contemporanea, ovvero il NipPop che si tiene ogni anno a fine primavera nella dotta Bologna. Siamo andati a disturbare lei e i suoi due gattini fratelli, Gin & Tonic, a casa sua, alla vigilia dell’evento e alle 3 di notte per scoprire qualcosa di più su di lei, sulla sua associazione e su questa sesta edizione di NipPop che si svolgerà dal 20 al 22 maggio: ecco cosa ci ha raccontato.

La locandina dell'edizione 2016 del festival "NipPop".

La locandina dell’edizione 2016 del festival NipPop – Parole e forme da Tokyo a Bologna: è tutto carinissimo, QR code e iconcine personalizzate in primis.

NipPop è un nome famoso nel giro della cultura otaku in Italia: come è nato il vostro lavoro e di cosa vi occupate?

NipPop è un progetto con sede a Bologna che ha iniziato le attività dedicate alla cultura pop del Giappone contemporaneo nel 2011. Io ho studiato e iniziato a lavorare a Venezia, e dal 2009 insegno Cultura e letteratura giapponese al Dipartimento di Lingue dell’Università di Bologna. Nel 2011, in seguito al terremoto e maremoto del Touhoku, volevamo fare qualcosa che desse un segno di solidarietà e della nostra attenzione per il Giappone, e parlandone con gli studenti ne è nata una giornata dedicata alle culture pop nipponiche contemporanee. L’idea ci ha dato modo di coinvolgere anche delle persone sul territorio, perché a Bologna ci sono tante case editrici che si occupano di fumetto, anche manga: il progetto è piaciuto e quindi l’abbiamo continuato crescendo anno dopo anno.

Quindi il progetto nasce come una collaborazione fra la docente e i suoi allievi?

Sì, e tuttora io continuo a lavorare con i miei studenti: con loro l’evento è cresciuto passando da una giornata a tre, e poi organizziamo anche durante l’anno incontri, proiezioni, collaborazioni con altre realtà, e dall’autunno 2013 siamo diventati un’associazione culturale con un sito che, oltre a farci da vetrina, si pone l’obiettivo di costruire un database sulle culture pop del Giappone contemporaneo. Abbiamo diverse sezioni, molti collaboratori che scrivono per noi, e tanti volontari che contribuiscono gratuitamente con il loro grande lavoro.

È in qualche maniera la stessa storia di Dimensione Fumetto: anche noi siamo nati come un gruppo (ma di amici, non di studenti), ci siamo costituiti associazione culturale ad Ascoli Piceno nel 1994, ci occupiamo di diffusione della cultura del fumetto fin dall’inizio con fanzine ed eventi, lavoriamo e collaboriamo in tutta l’area locale e oltre, abbiamo varato delle attività in seguito allo tsunami del 2011 (ancora in corso in Giappone), e dall’anno scorso abbiamo rinnovato il nostro sito trasformandolo da vetrina degli eventi in spazio di argomentazione e critica. Al contrario di noi, però, la vostra storia è compattata in uno spazio di pochi anni.

Sì, rispetto alla vostra Ascoli Piceno la nostra realtà di Bologna è diversa: c’è stato Umberto Eco, c’è la Scuola di fumetto e ci sono tante manifestazioni legate al mondo del fumetto e dell’animazione anche non giapponesi, quindi diciamo che le culture pop sono state sdoganate. Per contro, Bologna è una città dove ci sono tantissime attività culturali, per cui trovare lo spazio è sempre difficile, sia in senso di spazio fisico sia come fondi economici, che rappresentano il nostro problema principale; tuttora il nostro maggiore sponsor è l’Università, e anche cercare altri contributi è molto difficile, poiché essendoci così tante attività si crea molta concorrenza. In realtà questa è anche la cosa bella di Bologna, che da questo punto di vista è molto migliore di altre realtà culturali come quella di Venezia che, al confronto, è stagnante, dato che propone solo poche grandi cose meravigliose, mentre invece a Bologna c’è una grande vivacità culturale e molte cose nascono dal basso, come NipPop stesso: un progetto creato e portato avanti da ragazzi, studenti ed ex-studenti che restano a collaborare.

Anche nella zona umbra-marchigiana-abruzzese, pur mancando grandi poli culturali frizzanti come Bologna, ci sono una miriade di piccole realtà (come Dimensione Fumetto stessa) che messe tutte insieme propongono un cartellone di eventi distribuito per tutto l’anno. Nel grande gomitolo di Bologna, invece, che tipo di proposta offrite per emergere?

La nostra attività principale è l’evento NipPop. L’idea è nata da un mio sogno, ovvero mettere in contatto persone diverse che in qualche modo però ruotano intorno alle culture pop e alla loro diffusione, quindi gli artisti, i critici, gli studiosi e gli esperti, insieme con il pubblico e con chi lavora per far conoscere la cultura popolare e quindi i distributori, le case editrici, eccetera. Lo scopo dunque è creare uno spazio in cui tutti questi soggetti possano interloquire, dialogare e incontrarsi. Quando l’abbiamo creata, infatti, il nome completo della manifestazione era NipPop – Parole e forme da Tokyo a Bologna perché un altro degli obiettivi è quello di creare dei legami, o meglio di mettere in luce i legami fra l’Italia e il Giappone e fra Bologna e Tokyo.

E a proposito di legami, credo che fra le nostre rispettive associazioni ci siano solo due gradi di separazione perché conosciamo dei comuni amici, che sono Keiko Ichiguchi e Andrea Venturi, che abbiamo avuto il piacere di avere ospiti ad Ascoli Piceno più volte, e in particolare nel 2011 in occasione della mostra Così lontani così vicini in cui abbiamo esposto fianco a fianco le loro rispettive tavole.

Locandina della mostra "Così lontani così vicini" organizzata da DF nel 2011 negli spazi della libreria Rinascita di Ascoli Piceno.

La locandina della mostra Così lontani così vicini organizzata da DF nel 2011 negli spazi della libreria Rinascita di Ascoli Piceno.

Loro sono persone gentilissime, ed è stata un’esperienza davvero molto bella e davvero molto istruttiva.

Keiko collabora con NipPop! È nel comitato scientifico, cura i workshop di fumetto e ci ha dato un grosso aiuto per trovare degli sponsor in Giappone: economicamente sono piccole cose, ma utili per partire.

Saranno pure piccole cose, ma l’anno scorso avete avuto come ospiti le BABYMETAL, sono sconvolto!

Devo dire che le BABYMETAL sono state una cosa casuale. Loro erano in tour in Europa e avevano in programma una tappa all’Estragon, che è un locale di Bologna che però non sapeva bene come gestire il gruppo e la promozione, quindi ci ha chiesto se eravamo disponibili a inserire il concerto nella nostra manifestazione, dato che la data della performance era concomitante con la data di NipPop 2015: in pratica, in realtà abbiamo avuto le BABYMETAL senza spendere una lira. È stata una coincidenza perché avevamo già fissato le date e ci è arrivato questo regalo dall’Estragon, che ha organizzato il concerto arrivando non so come alle BABYMETAL, ma senza sapere come gestire la pubblicità e senza sapere che tipo di pubblico potesse esserci, ed è per questo che si sono rivolti a noi.

Il gran finale del concerto di Bologna delle BABYMETAL: l’accostamento del metal con delle bambine era, è e sarà sempre totalmente straniante, ed è esattamente questo il loro fascino.

Non so come sono percepite in Italia, ma in Giappone le BABYMETAL sono estremamente popolari nel giro delle cosiddette sottoculture, e molto famose anche fra il grande pubblico, arrivando a dei livelli di vendita che non si vedevano dagli anni ’90, gloriosi per la musica j-pop che attualmente si basa più su streaming, YouTube e concerti live che non sulla vendita del supporto fisico, esattamente come nel resto del mondo.

Io ho scoperto che in Italia c’è un fandom delle BABYMETAL che è notevole, con gente che si sposta ed è venuta da tutta Italia per assistere al concerto.

Kimi wa subculture (“Sei parte di una sottocultura”) degli R-shitei è una canzone che la band dedica alle loro fan, che come recita il testo hanno «lo specchietto di My Melody» eppure sono le adoratrici di una «sottocultura del male e della notte», ovvero il tipo di glam rock noto come visual kei in cui uno dei gruppi di punta è, attualmente, proprio quello degli R-shitei.

Questo concerto a sorpresa c’è stato l’anno scorso, ma veniamo all’evento del 2016: cos’è, com’è strutturato e cosa propone stavolta il festival NipPop?

Ogni anno cerchiamo un tema, e quest’anno è la science fiction. Abbiamo una serie di incontri, come sempre, con talk, tavole rotonde e workshop, a cui si aggiungono una serie di proiezioni sui due focus principali che sono Leiji Matsumoto e Neon Genesis Evangelion.

Per quanto riguarda la serie di Hideaki Anno, abbiamo collaborato con i gruppi Evangelion Italian Fan e Distopia Evangelion, che ci hanno proposto una serie di incontri, attività e una mostra in uno spazio bolognese recentemente aperto, che a me piace molto essendo parte di un progetto di recupero di spazi urbani inutilizzati: era il bunker durante la Seconda guerra mondiale, quindi ha tutta una serie di gallerie che lo rendono un ambiente molto particolare, dove abbiamo allestito un’esposizione di artisti italiani che hanno dedicato una tavola a testa al mondo di Neon Genesis Evangelion. Inoltre, abbiamo la proiezione dei film in collaborazione con Dynit che ci ha generosamente concesso i diritti d’uso a titolo gratuito, essendo l’intero NipPop un evento completamente gratuito, dove non c’è biglietto e l’accesso è aperto a tutti.

Locandina della mostra "The Legacy of Evangelion".

Locandina della mostra The Legacy of Evangelion. Come al solito, Shinji è bravo solo a far danni.

Quanto a Leiji Matsumoto, inauguriamo la sera del 18 una mostra di alcune tavole originali del Maestro che abbiamo avuto grazie alla collaborazione con l’Associazione Culturale Leiji Masumoto di Torino. Abbiamo poi una serie di giocattoli, action figure e modellini, sempre a tema Matsumoto, che ci ha dato un famoso collezionista italiano che è Fabrizio Modina e con cui abbiamo ricostruito le scene e gli ambienti delle sue opere più famose: ne è risultata una mostra proprio bella di cui siamo molto orgogliosi! Ovviamente non mancheranno anche proiezioni di film di Leiji Matsumoto.

Modellino de "La corazzata spaziale Yamato".

Me – ra – vi – glio – so!

Infine, c’è un terzo focus su un’ospite specifica che ci raggiungerà a Bologna: Atsuko Asano. È una scrittrice di Okayama che ho fortemente voluto io perché mi sono innamorata di un suo light novel intolato No. 6, che è sì fantascienza distopica, in un mondo post-apocalittico post-conflitto devastante eccetera, ma molto bello nella scrittura, nelle descrizioni e nella capacità di declinare un tema non nuovo in modo assolutamente originale. Ne è stata tratta una serie tv d’animazione che secondo me è meno interessante, ma che ho scoperto essere conosciuta in Italia nonostante il romanzo non sia stato tradotto. Spero di convincere qualche editore a importarlo!

Le versioni animate di Nezumi il misterioso e di Shion dai capelli sbiancati di colpo come Maria Antonietta, si aggirano per le strade tentacolari della città No. 6, che dà il nome all'opera di Asano e che nella sua divisione in caste pare tanto Metropolis di Lang.

Nezumi il misterioso e Shion, dai capelli sbiancati di colpo come Maria Antonietta, si aggirano per le strade tentacolari di No. 6, la città che dà il nome all’opera di Asano e che nella sua divisione in caste ricorda molto Metropolis di Lang.

Oltre ai tre focus avremo le nostre consuete sezioni arte, cinema e letteratura, e quest’anno c’è anche un’area games dedicata ai retrogames di science fiction giapponese… non chiedermi quali perché io sono di un’altra generazione e non ho mai giocato ai videogame.

È un programma molto ricco e molto bello! Ma Hideaki Anno lo sa?

Non lo so! Devo dire che abbiamo cercato di contattarlo, ma per il momento non ci siamo riusciti perché lui è blindatissimo. Comunque io non dispero: prima o poi ci arriveremo.

Scendendo nel dettaglio, quanto a Neon Genesis Evangelion, avete deciso di proporlo perché ne siete voi stessi fan?

In realtà personalmente ho scoperto il mondo dei manga e degli anime attraverso i miei studenti, quando ho cominciato a insegnare. Avendo appena compiuto cinquanta anni, non sono cresciuta con i manga, ma da bambina ho visto UFO Robot Goldrake e Lady Oscar che ho amato tantissimo; ho riscoperto questo mondo recentemente ed essendo molto curiosa sono andata a indagare. Io non sono una particolare fan di Neon Genesis Evangelion perché per il mio gusto è un po’ troppo macchinoso, però proprio per questo è anche affascinante, e in particolare è affascinante perché riesce ancora oggi, dopo decenni, a smuovere un fandom trasversale. Quest’anno ho tenuto un corso di letteratura incentrato sulla science fiction in cui i ragazzi hanno poi portato delle presentazioni, e diversi di loro hanno lavorato su vari aspetti della serie, e sono ragazzi di venti anni, il che ci ha fatto riflettere insieme sul fatto che Neon Genesis Evangelion continua a destare interesse e affascinare le generazioni: trovo sia questo il vero aspetto interessante della serie di Anno. Quando abbiamo iniziato a pensare di dedicare l’edizione 2016 di NipPop alla science fiction, quindi, è stato naturale concentrarsi su Neon Genesis Evangelion, perché credo che in Italia non puoi parlare di fantascienza giapponese senza citare la serie di Anno. Da quel che vedo, è ancora oggi uno dei titoli manga e anime che attira maggiore attenzione.

Concordo, e confermo che in Giappone qualunque persona sotto i cinquanta anni conosce Neon Genesis Evangelion perché l’ha visto, l’ha letto e ha avuto esperienza personale sulla serie. Se si vuole vivere in Giappone bisogna conoscerne la lingua, la cultura e Neon Genesis Evangelion. Ogni tanto, quando saluti con un «Grazie!», ti rispondono «La parola della gratitudine!», che è una celeberrima battuta di Rei Ayanami. Anche per la conversazione quotidiana, quindi, si è in qualche modo “costretti” a vedere la serie. Fra l’altro, tornando alla trasversalità generazionale, il suo ideatore e regista Hideaki Anno ha dichiarato esplicitamente che lui è un fan sfegatato de La corazzata spaziale Yamato di Leiji Matsumoto del 1974, dichiarazione facilmente verificabile dal confronto fra le due serie, che mostra come l’anime anni ’90 presenta una quantità enorme di riferimenti a quello anni ’70.

Confronto fra "La corazzata spaziale Yamato" e "Neon Genesis Evangelion".

Il cimitero su Iscandar e quello sulla Terra: solo uno dei mille e mille confronti possibili fra La corazzata spaziale Yamato di Leiji Matsumoto e Neon Genesis Evangelion di Hideaki Anno.

Era volontariamente ricercata la continuità nel vostro programma fra Matsumoto, Anno e la più recente fantascienza di Asano?

Sì, abbiamo cercato degli elementi che potessero ricollegarsi fra di loro, e fra questi tre autori c’è un legame generazionale. In questa maniera, quest’anno abbiamo un’edizione di NipPop che è particolarmente bella, ben costruita e armonizzata. Poi, oltre agli eventi e agli ospiti già citati ci sarà un’altra scrittrice di science fiction giapponese che è Fumio Takano, anche lei purtroppo non ancora tradotta in italiano: oltre a portare nomi conosciuti, a noi piace anche portare delle cose nuove, visto che non siamo una fiera, ma bensì una manifestazione culturale, e quindi possiamo anche permetterci di puntare su figure, artisti e forme di culture pop meno conosciuti. Lo stesso light novel in Italia è poco conosciuto e guardato con sospetto. Ci sarà inoltre Shin’ya Ogura, che è un machine designer che lavora nell’animazione, negli effetti speciali e soprattutto nelle navi spaziali, e ha partecipato a moltissime produzioni fra cui Capitan Harlock e Code Geass; oltre a incontrare il pubblico, Ogura terrà un workshop di CG in cui mostrerà come funziona nella pratica il suo lavoro, e penso che sia una bella occasione, molto interessante. Inoltre avremo una serie di artisti italiani che si ispirano alla fantascienza giapponese, come Davide Tarò e Dario Tonani. Proietteremo molti film, fra cui il cortometraggio di Michele Senesi intitolato Ricordi che è tratto da un racconto di Kaoru Kurimoto, un’altra scrittrice di science fiction giapponese nota per Guin Saga. Infine, tante altre cose, come workshop di scrittura creativa e di disegno per robot e mecha, eccetera eccetera… sul sito ufficiale è possibile trovare il programma dettagliato giorno per giorno.

Grazie mille davvero e buon lavoro!

Grazie a voi!

Il pubblico di "NipPop" delle scorse edizioni, anche questo trasversale come il pubblico della fantascienza. Davanti a tutti, in primo piano, una solare Paola Scrolavezza; dietro a tutti, nascosto agli sguardi, un timido Andrea Venturi.

Il pubblico di NipPop delle scorse edizioni, anche questo trasversale come il pubblico della fantascienza. Davanti a tutti, in primo piano, una solare Paola Scrolavezza; dietro a tutti, nascosto agli sguardi, un timido Andrea Venturi.

Confermata la nuova serie di Yamato 2202

Dopo diverse voci che si sono rincorse durante la settimana è stata confermata la produzione di una nuova serie animata dedicata alla Corazzata Spaziale Yamato. Conosciuta in Italia e nel resto dell’occidente come Star Blazers il popolare anime tratto dall’opera omonima di Leiji Matsumoto godrà di una nuova trasposizione animata dal titolo Uchū Senkan Yamato 2202: Ai no Senshi-tachi (Corazzata Spaziale Yamato 2202: Guerrieri dell’amore). Lo staff ha appena diffuso la prima illustrazione promozionale disegnata da Makoto Kobayashi:

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La produzione ha anche lanciato il sito web ufficiale dell’anime. Nobuyoshi Habara (Fafner and Fafner EXODUS, Star Blazers 2199) è alla regia della serie mentre Harutoshi Fukui (Mobile Suit Gundam UC, Harlock) si occupa delle sceneggiature.

Capitan Harlock – Dimension Voyage: sì, ancora lui

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Mi sembra già di sentire le risate sardoniche di chi mi conosce bene e sa che questo è il mio argomento preferito, almeno parlando di anime, ma che vi devo dire, mi stava quasi sfuggendo questa ennesima pubblicazione con protagonista il mio Capitano, uscita a gennaio per i tipi RW Goen, dal titolo Capitan Harlock: Dimension Voyage (titolo che, a me, sembra terribile) e ne devo parlare!

Gli autori sono il maestro Leiji Matsumoto che ha affidato i disegni al talento da lui scoperto (così ci dice la terza di copertina) Kouiti Shimaboshi. E i disegni sono infatti molto buoni, motivo per cui non ho resistito a comprare il volume, nonostante la copertina (non brutta, anzi) realizzata al computer: sono di un’altra generazione, a me vedere Matsumoto firmare qualcosa prodotto con tecniche così moderne stona un po’ (nella serie di Harlock si vede che Kirita manda un messaggio nello spazio scrivendolo su carta e spedendolo attraverso un tubo pneumatico luuuunghissimo! Posta iperspaziale. Ecco quello che Matsumoto immaginava come tecnologico nel 2979…).

Tornando al nostro fumetto: devo ammettere che alla fine ne sono rimasta piacevolmente sorpresa. Il progetto a grandi linee è questo: prendere tutto l’universo creato attorno ai character di Matsumoto, in tutte le loro diverse incarnazioni, e trasportarli insieme nella storia classica dell’invasione mazoniana. Abbiamo così la stessa impostazione delle opere di Leiji, gli incipit con panorami cosmici su cui veleggiano cartigli pirateschi con riflessioni filosofiche sull’uomo e sul mondo, la ripresa della trama e dei personaggi, con inquadrature simili e autocitazioni, con il pennant mazoniano già schiantato sulla città e il tentativo di sensibilizzare lo stolto Primo Ministro mondiale contro il pericolo.

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La storia è dunque esattamente la stessa, molto vicina alla sua rappresentazione animata, più che al manga originale, ma oltre ad Harlock si parla anche degli altri grandi personaggi che hanno combattuto per la Terra, come l’equipaggio della Yamato; Mime non è l’aliena che conosciamo ma la sua incarnazione “nibelunga”, più vicina all’iconografia dell’ultimo film CG; sulla scrivania del capitano c’è il mirino analogico protagonista de L’Arcadia della mia giovinezza. Il disegno è ispirato a quello del maestro ma molto modernizzato, riesce a rendere l’epicità e la “bellezza” dei personaggi come faceva Rintaro nella serie, e si concede anche del service che però risulta un vezzo, non fondamentale per la riuscita grafica. Altri cambiamenti più evidenti sono il segretario Kirita, l’antagonista di Harlock, che diventa giovane e virile, ma Raflesia è decisamente più tettona e “burina”, senza l’eleganza seducente dell’originale.

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Ancora una volta infatti si ribadisce che la forza del “personaggio Harlock”, oltre alla sua immagine iconica, è la storia: è questa che appassiona e che si fa rileggere a distanza di anni come una cosa fresca, attuale e originale. Sarebbe quindi tutto bellissimo, perché abbiamo un nuovo prodotto di qualità che non ci fa rimpiangere la vecchia serie (sperando anzi che questo abbia una conclusione, visto che Matsumoto ha “scordato” di disegnare la lotta finale tra Harlock e Raflesia, facendo finire il manga in modo fin troppo aperto), se non fosse che… devo esporre delle rimostranze sull’edizione della casa editrice. Lascia in bocca una sensazione di incuria: si inizia dopo poche pagine con errori grossolani come la presentazione della location – «Siamo a Megalopolis» – per voltare pagina e leggere sui manifesti da ricercato «ufficio di polizia stazione di Metropolis». Sullo stesso manifesto si legge il nome di Toshiro, ma poco dopo è riportato giusto, Tochiro. Poi perché Rafflesia con due F? Insomma sviste che fanno pensare a un lavoro eseguito con poca voglia, che dispiace molto visto che il contenuto sembra di alto livello.

Conto di trovare miglioramenti nei prossimi volumi… perché credo proprio che li acquisterò!

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