Kodomo no omocha

Rossana, un anime che non invecchia mai

Sono passati quasi quindici anni da quando ho visto per la prima volta su Italia1 l’anime di Rossana. Nei primi anni 2000 la tivù era dominata dai Pokémon e i Digimòn, per questo motivo sembravano davvero pochi gli spazi riservati agli anime per ragazze.

Rossana arrivò come un ciclone durante un’estate torrida diventando subito un cult tra i telespettatori.

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La storia di Rossana

Forse la conoscete già ma ricapitoliamo: Rossana (Sana Kurata) è una giovanissima Idol, è una attrice di teatro, recita in spot televisivi ed è la protagonista del programma “Evviva l’allegria!”. Sua madre è una famosa scrittrice di romanzi e la sua sembra essere una vita perfetta. A turbare la sua serenità c’è però un compagno di classe, Heric, il classico bullo che ricatta i maestri con delle foto compromettenti. Rossana cerca di sfidarlo ma non riesce a spuntarla, anzi, Heric sembra vincere, fino a quando Rossana scopre il vero motivo della sua aggressività e la verità sulla sua famiglia: la ragazzina allora decide di aiutarlo e diventeranno grandi amici.

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Oltre a Rossana ed Heric ci sono altri personaggi le cui storie si intrecciano con quelle dei protagonisti: Robbie il manager di Sana, Terence il migliore amico di Heric e Sana, e Charles un giovane attore. Sana e Charles hanno un vissuto molto simile, e questo li porta ad avvicinarsi parecchio durante la storia.

L’anime di Rossana è un adattamento dal manga di Miho Obana, Kodomo no-omocha (Il giocattolo dei bambini) che in Italia è stato edito da Dynit.

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Molti appassionati hanno avuto da ridire sull’adattamento, specie sui tagli che sono stati operati da Mediaset. Alcuni punti più violenti sono stati eliminati, e secondo i detrattori queste censure hanno portato una perdita di pathos e di intensità della narrazione. Alcune censure erano infatti evitabili, in quanto non sono state censurate scene cruente ma semplici scaramucce da ragazzini.

Il punto di forza dell’anime di Rossana è la quantità incredibile di gag, situazioni comiche e strampalate che costellano ogni episodio. Lo spettatore durante tutto il tempo non può fare a meno di ridere con Rossana della sua vita e delle sue canzoncine motivazionali. Grattando sotto le gag però la storia è davvero complessa, ogni personaggio porta il suo carico di difficoltà e di problemi, ma tutto viene sopportato con un sorriso, e se non ci si riesce ci sarà sempre un amico a darti una mano nei momenti di difficoltà.

Una differenza con il manga che porta ancora più freschezza alla narrazione è Babbit, un pipistrello bianco parlante che interagisce con i personaggi e fa da spalla alle loro battute.

Nonostante molti personaggi siano a volte rappresentate come delle macchiette, non possiamo fare a meno di provare empatia, hanno tutti un loro spessore e sono ben caratterizzati. Unica pecca forse l’animazione non perfetta e un po’ piatta. Tuttavia nonostante gli anni la forza di Rossana rimane invariata e continua a travolgerci con la sua simpatia.
Dopo aver visto l’anime, molti fan hanno cominciato a leggere il manga. Sebbene indirizzato a un pubblico giovane, questo ha delle immagini molto forti che sono state edulcorate nella versione animata. Per questo motivo in molti preferiscono il manga che ha un carattere più adulto e che svela una realtà “scomoda”: i bambini non sono ignari della realtà che li circonda, sono sensibili e percepiscono tutto ciò che accade nel mondo adulto e questo li influenza sia positivamente sia negativamente. Personalmente ritengo che l’anime sia particolarmente adatto a chi vuole passare delle ore spensierate e allegre e che il manga sia preferibile a chi vuole un approccio più adulto alla storia.