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Joe Golem: Mignola colpisce ancora…

Dopo il romanzo scritto a quattro mani nel 2012, la (splendida) accoppiata Mignola-Golden porta nei comics il personaggio di Joe Golem.

golemGli stessi autori hanno sperimentato la stessa procedura con il personaggio di Lord Henry Baltimore, prima con dei romanzi scritti insieme e illustrati da Mignola, per poi passare alle storie a fumetti, in cui hanno coinvolto altri disegnatori.

Questa volta il lavoro grafico è di Patric Reynolds. E Magic Press, continua fortunatamente a proporre in Italia tutti i lavori del creatore di Hellboy.

E di Hellboy si respira l’atmosfera, già a partire dall’origine del nostro eroe, che nasce in casa di un investigatore che si occupa di magia (e di cognome fa Church, chiesa…), e che con essa ha ottenuto una longevità innaturale (facendo pensare un po’ a Rasputin, ma senza la sfrontata voglia di potere del monaco russo).

La sua origine è in un golem vero e proprio che viene colpito da un fulmine… Anche qui qualche somiglianza con l’arrivo sulla Terra del “ragazzo infernale” c’è.

Il mondo in cui finisce è una New York semisommersa dall’acqua negli anni ’50 del 1900, in cui si sono sviluppate per forza di cose strane forme di società e anche qualche essere soprannaturale.

Qui incontriamo due classici: prima l’uomo-pesce, e non potrebbe essere altrimenti in una laguna in cui sono sommersi tutti i primi piani dei grattacieli di New York, poi l’incantesimo di resurrezione del buon padre che non vuole accettare la morte della sua famiglia e così scatena un’orda di zombi.

joe_golem_4E come spesso accade con Hellboy, insieme alla storia in sé, che è comunque ben scritta, ci sono tanti richiami e sottintesi che preludono a nuove spiegazioni:

  • perché Church è vivo da così tanto tempo?
  • qual è in realtà il legame fra Church ed il golem?
  • come ha fatto il golem ad arrivare a New York?
  • perché si è trasformato da essere di fango in uomo?
  • chi è il losco figuro che abita sul fondo della laguna e recupera i libri di magia?
  • cosa ha a che fare con Church?

E potremmo proseguire ancora a lungo….

Dal passato dei due protagonisti per ora emergono solo dei flash, a volte scollegati, che però preludono a una sintesi.

Le linee narrative sono tante e aperte, la possibilità di mescolare i casi da indagare con le vicende personali di Church e Golem (ad esempio la storia d’amore con Lori), ma anche con il mistero delle loro origini, della loro vita e dei loro rapporti dà agli autori un ventaglio di possibilità che hanno appena cominciato a esplorare.

Lo sfondo di magia e potere parte dalla sostanzialmente inattesa trasformazione del protagonista, poi si delinea sempre di più, passando da una serie di situazioni scollegate a un quadro più delineato, nel quale le indagini sembrano sempre più solo la manifestazione contingente. Si ha la sensazione che quanto c’è di nascosto e non detto porterà a uno scontro finale tra potenze in grado di sconvolgere questo mondo semi-inabissato.

Però ci sono tutti gli elementi per un successo per gli amanti del genere. Perché, nonostante tutte le analogie (un altro legame, più tecnico, con Hellboy è ad esempio lo storico colorista Dave Stewart che ripropone le atmosfere fumose, fatte di colori pastello, che danno la sensazione quasi di un TV in bianco e nero che cambia viraggio a seconda delle scene, comunque sempre a bassa saturazione), le specificità e le idee che troviamo in quest’opera valgono indipendentemente dai legami con il più famoso predecessore.

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Nella storia si intrecciano vari aspetti, a partire dalla stessa ambientazione: chissà se la visione di New York come città lagunare è in qualche modo anche legata a New Amsterdam (antico e primo nome di New York nel 1600) e al fatto che Amsterdam viene spesso collegata con la più famosa città lagunare del mondo, la nostra Venezia? Non mi stupirebbe, perché Mignola da sempre tratteggia e nasconde nelle sue opere riferimenti culturali, storici e geografici che, dettagliati e ben studiati, insapidiscono la lettura.

Eppure questa città sembra un mondo a sé, non è la New York cosmopolita, poliglotta e piena di vita, sembra una Venezia post olocausto, con poca gente rintanata e sospettosa.

Reynolds ha sicuramente un tratto più realistico di Mignola, ma non per questo meno dinamico. Nonostante si parli di aspetti soprannaturali, la grafica è molto “fisica”, concentrandosi anche sulle espressioni dei volti, soprattutto degli occhi, per trasmettere il pathos. I corpi dei personaggi sono significativi, se Joe Golem è passato dalla terra alla carne (e mi ha ricordato Ez 36,26 o Ez 11,19), acquisendo anche una sensibilità, Church non è da meno. Vediamo le sue pratiche per la longevità, le ferite ricucite, le operazioni fatte da sé sulla sua parte biomeccanica.

Devo ammetterlo, sono un fan sfegatato di Mignola, e se volevano anche farmi venire voglia di leggere i libri, ci sono riusciti. Anche senza necessariamente aspettarne la versione a fumetti, che comunque ci auguriamo accanto ai prossimi volumi originali.

Joe Golem, detective dell’occulto
Volume 1
Christopher Golden, Mike Mignola
Patric Reynolds, Dave Stewart
Brossurato 17x26cm, 132 pagine
Magic Press Edizioni
€ 14