jim ottaviani

Dopo Feynman, Hawking

Avevano cominciato a pensarci nel 2012, un anno dopo aver pubblicato la biografia di Richard Feynman, e parlandone proprio con il fisico inglese scomparso esattamente sei mesi fa, il 14 marzo scorso.

Ottaviani ha raccontato che erano andati (lui, con il disegnatore Leland Myrick) nello studio di Hawking a Cambridge e avevano parlato della cosa, trovando pieno appoggio.

Era poi stato annunciato nel 2013 e avrebbe dovuto vedere la luce nel 2016, tanto che erano pronte anche alcune tavole di presentazione, ma evidentemente è servito qualche tempo in più per rifinire il tutto.

Jim Ottaviani lo ha comunque confermato sulla sua pagina Facebook e LiveScience ha riportato la notizia.

Il lavoro uscirà in inglese il 2 luglio 2019, pubblicato da First Second.

In Italia la biografia di Feynman è stata pubblicata da BAO, e poi riproposta nella serie I grandi della scienza a fumetti nel 2017  da Le Scienze.

 

100 anni di Feynman: un elogio a fumetti

L’11 maggio del 1918 nasceva Richard Phillips Feynman.

Cento anni esatti dalla nascita di uno dei più grandi fisici del secolo scorso. E dire che ce ne sono stati tanti: da Einstein a Bohr.

E di molti di questi abbiamo una biografia a fumetti, ancora una volta grazie a Jim Ottaviani che più volte ha trovato posto su queste pagine, anche con una straordinaria intervista.

Questa biografia non è di nuova uscita, ha già avuto più edizioni, ma mi pare indicato parlarne in questi giorni. Perché preferisco sempre ricordare le persone scomparse in occasione della loro nascita. Soprattutto i grandissimi, che meritano di essere ricordati per la loro vita, non per la loro morte.

Ottaviani, come nel suo stile, si documenta moltissimo (alla fine del fumetto c’è una bibliografia quasi completa). Sia dal punto di vista biografico che scientifico. E nonostante la lunghezza dell’opera (oltre 250 pagine densissime) fa delle scelte obbligate, sottolineando tutti gli aspetti belli della vita di Feynman.

Utilizza inoltre per la maggior parte le parole dello scienziato nella sceneggiatura, partendo dalla trascrizione del Discorso al liceo di Far Rockaway.

E così scrive una sceneggiatura spumeggiante, ricca di sfaccettature e battute, quasi irregolare.

Irregolare nei tempi, con salti temporali continui che danno un’idea anche dell’eclettismo di Feynman, che in ogni periodo della sua vita è stato un grande visionario della scienza. E un uomo di grande cultura e di grandi e molteplici passioni.

Irregolare nel modo di mescolare i tanti e affascinanti aspetti scientifici della vita del fisico statunitense. Dall’invenzione dell’elettrodinamica quantistica che lo ha portato al Nobel in comproprietà, ai numerosi interventi divulgativi dal grande impatto sull’opinione pubblica. Basti pensare alla partecipazione alla commissione d’inchiesta sull’incidente dello Shuttle del 1986. Fino ai momenti cruciali della sua formazione, a partire dagli stimoli che ebbe in famiglia fin dalla più tenera età.

Irregolare nel sottolineare l’estro e l’istrionismo, la totale e piena umanità, accanto al genio.

È bravo a inserire pillole di scienza, integrandole perfettamente tra la biografia e la filosofia più o meno spicciola. A far ciò lo aiuta molto la scelta del punto di vista in soggettiva. In ogni vignetta, o compare il protagonista, o sembra di vedere il mondo attraverso i suoi occhi, o si materializzano i suoi pensieri.

Allo stesso modo Leland Myrick evidenzia i medesimi aspetti con un tratto pulito, il suo stile a linea chiara, ma con un che di irregolare. Non cerca l’iperrealismo. Il disegno è semplice, e consente di concentrarsi sulla ricerca delle caratteristiche del personaggio. Non soffoca, ma accompagna, una storia impegnativa ma, alla fine, molto soddisfacente.

Ed è irregolare e parimenti pulito nel continuo movimento della gabbia e nell’uso cinematografico delle inquadrature. E nell’alternarsi dei registri cromatici, che, mantenendo coerentemente uno stile molto soft e pastello, sottolineano i continui cambi di scena.

Anche lui integra in modo molto efficace i disegni a sfondo scientifico nel racconto grafico, evidenziando anche un grande lavoro di informazione scientifica, anche attraverso il supporto di Ottaviani, che ha un forte background nel campo.

Così, ancora una volta, il fumetto si dimostra un linguaggio efficacissimo per raccontare la scienza, e non solo le storie degli scienziati. Perché anche le formule possono essere disegnate e integrarsi nell’opera. Perché con il disegno si perde quell’alone noioso che circonda la cultura in generale, e quella scientifica in particolare. Soprattutto nel nostro paese.

Se poi il fumetto è anche scritto e disegnato ottimamente, diventa un efficace trampolino di lancio per approfondire.

Ci permettiamo infine di citare la digressione scientifica sulla stessa opera pubblicata su Lo Spazio Bianco da Gianluigi Filippelli, anche lui fisico, come il sottoscritto. Anche lui, come il sottoscritto, affascinato da Feynman. Ed è riuscito a fare un riassunto efficace del percorso scientifico di Feynman e di come Ottaviani e Myrick lo hanno reso nell’opera.

Feynman
di Jim Ottaviani e Leland Myrick

BAO Publishing, 2012
266 pagg., cartonato, colore, € 19

I grandi della scienza a fumetti 1, 2017
266 pagg., brossurato, colore, € 9.90

Jim Ottaviani: an italoamerican science comic writer

Those who follow our site know that our association is always interested in how comics can interact with other cultural worlds, as history, or science.

Jim Ottaviani, writer of some of the most interesting biographies of modern scientists, produced by his own publishing house, has issued us this interview.

I read your Wikipedia biography. Why, and how, a former golf caddie and nuclear engineer becomes a librarian and a science biography writer?
Well, the path from caddy to engineer was straightforward: I worked at a golf club to pay for college, and I think my getting to know a lot of members helped me get a scholarship that also helped pay for school. To get from nuclear engineer to writer, with librarian along the way, I simply had to become interested in the lives of people whose equations I was learning. And I did!

Would you be interested in writing science related books and biographies even if they were’t drawn by so good artists?
Probably not. If I knew readers would have to experience the books as drawn by me, for instance, I’d stick with prose since I’m not a good enough (much less fast enough) artist.

Illustrations and drawings give much more “concreteness” to your biographies. Do you somehow interfere with graphical aspects of the work or you let your co-authors completely free?
I do give clear and detailed directions to the artists, but they’re always free to draw or stage a scene differently if they have a better idea. As long as the story gets told well, I defer to the artist’s vision.

Do you think that a “static” medium like comics could help worldwide to raise the interest for scientific culture and improve it? Do you think that younger people could be attracted to science and culture by your works (and similar ones)?
I certainly hope so. There are advantages to static media, the main one being it presents a small technological barrier (paper and ink is almost always going to work, at least during daylight hours!) and the ability for readers to control the pace of their own journey through a story.

In Italy, there is a growing interest in biographies of our important artists and scientist. A small Publishing House (Kleiner Flug) is now working on the biographies of some famous Italian people (mostly artists, but also some scientist, one for all, Galileo). But there is some part of fiction. Are your works completely documented, and didactic, or do you have sometimes to fill in with some fantasy? Do you think it is important to use a certain quantity of fiction to amalgamate, or to make things more suitable for modern readers?
There are fictionalized elements in my books; there have to be given the constraints of book length, reader attention, and interest. A simple example is that I (and others who do similar work) will often create composite characters, and have, let’s say, one or two people represent a scientist’s laboratory assistants rather than showing all the dozens who worked on a series of experiments. It’s unfair to the dozens, of course, but there’s no way to keep things comprehensible and include every person who might have made a contribution, or said an interesting thing.

Most scientists have quite interesting biographies, or, at least, some parts of their lives are strange or can be told as a novel. I am thinking about Einstein, Newton, the Bernoulli Family. How and why do you choose the persons you write about? Do you have fixed criteria?
No fixed criteria. It’s mostly about who interests me most at a given time. There are many people worthy of books about them, but sometimes I’m not the best person to write that book either because I wouldn’t do a good job, or I can’t find the right angle from which to tell their story.

How you develop your work, which are your main sources? Do you also collaborate with some expert in scientist’s biographies? For example in Italy, often, in the universities where there is a faculty of Physics or Maths, there is also some expert about History of these disciplines, and mostly about the people who worked or lived in that faculty. It is the same in the US? And did this help you? What helped you in your research and writing?
I do a lot of reading, and where possible, talk to experts (or even some of the main characters themselves). There are indeed people like you describe in the U.S., but I’ve never collaborated with a professional historian, though. That would be interesting to do someday!

Unfortunately, not all you books have been translated in Italian (some of them have been just translated for the series I cited before). I also read about your italian origin (we are in the same region of Sassoferrato, a little more southward). Never thought about Italian Scientists? I imagine some of them, like Galileo Galilei, or Enrico Fermi, are really famous even in the US…
I agree about both Galileo and Fermi. There are already books about Galileo Galilei, including one in the series from Le Scienze we’re talking about. As for Fermi, I’d like to do a book about him. I’ve read a few volumes myself, and he’d be great for comics. (He does appear in my book Fallout.)

In an interview published in Italy I read some days ago, you said that you began writing these biographies because you “met” these people in the books you were studying and cannot find a “drawn biography”. Why do you think that it is not enough to have a “usual” biography, written, with photos and, eventually, some formula? Don’t you think that, if you have two aspects you have to work on, that is the “story” and the “graphics” you have to be, let’s say, twice as careful to give a “good photo” of the scientist you are talking about? Are you always trying to be precise in describing scientific, historical and graphical sides of the personalities you talk about?
Many people find comics more accessible and easier to approach (and read) than long, non-fiction prose works. For example, I own probably a dozen books about Niels Bohr, some with lots of equations, some that are hundreds of pages long. I like that kind of book myself, but not everybody does! So, my books are intended to reach an audience that would never dream of picking up a 500 page, equation-filled book on a scientist. I do try give an accurate “photo” of every character. As we talked about above, you have to leave things out in the comic book telling of a story, but even all those long books I like leave things out…that’s why I have so many of them: to get a more complete picture.

I also try to connect people, science and comics with my (not professional) reviews of scientific comics, and in a small web-radio, with some pills of scientific profanation. Can you explain why it should be so important to know science and scientists in your opinion? And do you think that these comics can help in this? And how?
To quote Mustafa Kemal Ataturk: Science is the most reliable guide for civilization, for life, for success in the world. I really believe that’s true. Mostly, anyway; there are things where science doesn’t always help (dealing with emotional issues, especially tragedies), but even in those situations it can provide a guide and a good way to approach difficult things. And the world is full of difficult things.

In Italy (but as far as I can see even in the US) there are some anti-scientific movements. Perhaps the most famous nowadays is the anti-vaxxer, but even about climate change, and it looks like this effect is widening (earthquake predictions, lunar landing, etc). Comics can surely help: do you think that it is necessary even to write and draw technical and scientific comics, or fiction stories based on real sciences, or scientists’ biographies are enough?
It’s not enough, but it’s a piece of the puzzle. Anything that helps people better appreciate what science can tell us about the world we live in helps us to live better.

On a comics technical level: how do you begin writing comics? Do you have some writer you have been inspired by? Do you base your writing on a personal style or have some models, both as a biographer and a scriptwriter?
I took inspiration from many writers of comics and fiction and non-fiction. Far too many to list, even! I don’t know whether I have a personal style that shines through my work, but here again there are no specific people I can list as models. I read and enjoy too many authors, I suppose!

If you want to read this interview in our italian translation, you can find it here!

Jim Ottaviani: un italoamericano tra scienza e fumetto

Dopo Eric Shanower, abbiamo fatto qualche domanda a un altro scrittore e sceneggiatore americano, in un settore di nicchia come le biografie di scienziati.

Come ormai avranno capito gli affezionati di Dimensione Fumetto, è un settore del quale siamo grandi appassionati.

Così prendendo spunto dalla recente collana sugli scienziati pubblicata in edicola dal Gruppo Editoriale Repubblica L’Espresso, in cui ben sei delle dieci opere pubblicate sono opera di Jim Ottaviani, abbiamo realizzato questa intervista, di cui, come per quella a Shanower, qui trovate la versione originale. Jim Ottaviani è uno sceneggiatore di chiare origini italiane (anzi marchigiane), le cui storie hanno dato un grosso impulso ai fumetti di stampo storico-scientifico.

Abbiamo letto la tua biografia su Wikipedia (pubblicizzata anche sul sito ufficiale www.gt-labs-com, ndr): perché, e come, un ex caddie di golf e ingegnere nucleare diventa prima un bibliotecario e poi uno scrittore di fumetti sulla scienza?
Bè, il passo da caddie a ingegnere è stato piuttosto diretto: facevo il caddie per pagarmi gli studi di ingegneria. E credo che l’aver conosciuto un sacco di membri del club del golf mi abbia anche aiutato a ottenere una borsa di studio, che ha a sua volta aiutato a pagarmi la scuola. Per il passaggio da ingegnere nucleare a scrittore, passando per l’esperienza da bibliotecario, ho dovuto semplicemente interessarmi alle vite delle persone di cui stavo studiando le equazioni. E l’ho fatto!

Sarebbe ugualmente interessante scrivere fumetti sulla scienza e gli scienziati anche se non fossero disegnati da artisti così validi?
Probabilmente no. Se sapessi che i lettori dovessero sorbirsi dei libri disegnati da me, per esempio, lascerei perdere immediatamente la scrittura, dato che non sono un artista abbastanza bravo (e molto meno veloce).

Disegni e illustrazioni danno grande concretezza alle biografie da te scritte. In qualche modo interferisci con gli aspetti grafici del lavoro o lasci completa libertà ai tuoi co-autori?
In realtà do istruzioni chiare e dettagliate agli artisti con cui lavoro, ma sono sempre liberi di disegnare o rappresentare le scene in modo diverso, se hanno idee migliori. Fino a che la storia viene raccontata efficacemente, mi rifaccio completamente all’interpretazione dell’artista.

Pensi che un medium comunque statico come il fumetto possa aiutare a far crescere l’interesse per la cultura scientifica nel mondo? Pensi che i giovani possano essere attratti dalla scienza e dalla cultura attraverso le tue opere e quelle dello stesso tipo?
Certamente lo spero. Ci sono alcuni vantaggi nell’utilizzare un medium statico. Quello principale è che presenta poche barriere legate alla tecnologia (carta e inchiostro continuano a funzionare sempre, per lo meno durante il giorno!) e la possibilità per il lettore di controllare il ritmo del loro viaggio attraverso la storia che stanno leggendo.

In Italia c’è un interesse crescente nelle biografie dei nostri scienziati e artisti. Una casa editrice in crescita (Kleiner Flug) lavora da qualche tempo sulle biografie di italiani famosi (per lo più artisti, ma anche alcuni scienziati, uno per tutti, Galileo). Ma c’è una parte di fantasia. I tuoi lavori sono completamente documentati e didascalici, o a volte devi utilizzare scene di fantasia? Pensi sia importante usare una certa dose di fiction per amalgamare le storie, o per renderle più adatte ai lettori odierni?
Ci sono elementi romanzati nei miei libri. Sono necessari alcuni vincoli: la lunghezza del libro, la capacità di attirare l’attenzione e l’interesse del lettore. Un esempio banale è che io (e altri colleghi che producono opere simili) creo spesso dei caratteri compositi, e ho, diciamo così, una o due persone che rappresentano gli assistenti di laboratorio di uno scienziato, piuttosto che mostrare tutte le dozzine di persone che hanno lavorato su una serie di esperimenti. Non è molto carino nei confronti di quelle dozzine di persone, naturalmente, ma non c’è modo di mantenere una sorta di comprensibilità della storia e mantenere ogni singola persona che in qualche modo ha contribuito, o ha detto una cosa interessante.

Diversi scienziati hanno biografie interessanti, o, per lo meno, hanno avuto delle parti delle loro vite così particolari da poter essere benissimo argomento di un romanzo. Penso ad esempio a Einstein, Newton, la famiglia Bernoulli. Come scegli di quali scienziati parlare? Hai dei criteri standard?
In realtà no. Penso più a chi mi interessa di più in un dato momento. Ci sono molte persone sulle quali varrebbe la pena scrivere un libro, ma a volte non sono la persona giusta per scrivere quel libro, o perché non farei un buon lavoro, o perché non riuscirei a trovare il punto di vista giusto da quale raccontare la loro storia.

Come sviluppi il tuo lavoro? Quali sono i punti di partenza? Collabori di solito con esperti nella vita degli scienziati? Ad esempio in Italia spesso, nelle università in cui c’è una facoltà scientifica, c’è anche qualche esperto di storia della scienza, e che conosce benissimo o studia gli scienziati che hanno lavorato in quell’università. È lo stesso negli USA? E questo ti aiuta? Altrimenti, cosa ti aiuta nelle tue ricerche e nella scrittura?
Leggo moltissimo circa le persone di cui scrivo e, quando possibile, parlo direttamente con gli esperti (o a volte direttamente con i protagonisti delle mie storie). Ci sono anche qui degli studiosi come quelli che descrivi nella domanda, tuttavia io non ho mai collaborato con degli storici della scienza professionisti. Però sarebbe una esperienza interessante da fare, prima o poi!

Sfortunatamente non tutti i tuoi libri sono tradotti in Italiano (alcuni di loro lo sono stati molto recentemente per la collana appena uscita). Ho letto anche delle tue origini italiane (viviamo nella regione di cui sei originario, le Marche, solo un po’ più a sud di Sassoferrato): hai mai pensato a scrivere la vita di scienziati italiani? Immagino che alcuni di loro, penso a Galilei, o Enrico Fermi, siano estremamente famosi anche oltreoceano!
Ovviamente sono assolutamente d’accordo su Galileo e Fermi. Ci sono moltissimi libri a fumetti su Galileo, compreso quello nella collana che abbiamo citato. Per quanto riguarda Fermi, mi piacerebbe scrivere un libro su di lui. Ho letto finora pochi libri su di lui, e la sua vita sarebbe perfetta per un fumetto. Comunque lui compare nel mio libro Fallout!

In una intervista pubblicata in Italia che ho letto qualche tempo fa, hai detto che hai cominciato a scrivere queste biografie perché hai incontrato queste persone sui libri che stavi studiando e non ne trovavi delle biografie disegnate. Perché pensi non sia abbastanza avere biografie tradizionali, scritte, magari con foto e formule? Non credi che, dovendo avere due aspetti su cui lavorare, in un fumetto, cioè la storia e la parte grafica, devi essere il doppio più attento nel fare un ritratto fedele dello scienziato di cui stai parlando? Cerchi di essere sempre preciso nel descrivere le caratteristiche storiche, scientifiche e grafiche dei protagonisti delle tue opere?
Molte persone trovano i fumetti più accessibili e di più facile approccio (e lettura) di lavori scritti lunghi e privi di parti romanzate. Per esempio, ho probabilmente una dozzina di libri su Niels Bohr, alcuni pieni di equazioni, altri lunghi centinaia di pagine. A me piace quel tipo di libri, ma non tutti la pensano così! Così, le mie opere vogliono raggiungere un pubblico fatto di persone che non si sognano neanche di prendere un libro di 500 pagine, pieno di formule che parla di uno scienziato. Provo a fare una foto accurata dei personaggi di cui parlo. Come abbiamo detto sopra, devi necessariamente lasciare delle cose fuori da un libro che racconta una storia, ma anche quelle lunghe biografie che a me piacciono tanto devono per forza lasciar fuori qualche dettaglio. Ecco perché ne ho così tanti: per avere un quadro più completo.

Anche io cerco di collegare tra loro le persone, la scienza e i fumetti con le mie (assolutamente non professionali) recensioni e alcune pillole di divulgazione scientifica che autoproduco per una piccola webradio (Radio Incredibile). Perché secondo te è così importante conoscere la scienza e gli scienziati? E pensi che i tuoi fumetti possano aiutare? Come?
Cito Mustafa Kemal Ataturk (il padre della Turchia moderna, ndr): la scienza è la guida più affidabile per la civiltà, per la vita, per il successo nel mondo. Credo nel profondo che questo sia vero. Comunque, ci sono cose con cui la scienza non può aiutare (aver a che fare con problemi emozionali, specie le tragedie) ma anche in quelle situazioni può essere una guida e un buon modo per affrontare le cose difficili. E il mondo è pieno di cose difficili.

In Italia, e a quanto posso vedere anche negli Stati Uniti, ci sono movimenti antiscientifici. Forse i più famosi sono gli antivaccinisti, ma anche sui cambiamenti climatici e altri aspetti, e sembra che questo atteggiamento si espanda (le predizioni dei terremoti, l’atterraggio sulla luna). I fumetti possono certamente aiutare: pensi sia necessario anche produrre fumetti più tecnici e con contenuto più scientifico, o storie di narrativa basate sulla scienza, o sono sufficienti le biografie degli scienziati?
Non sono certo sufficienti, ma sono un pezzo del puzzle. Qualunque cosa che aiuti le persone ad apprezzare maggiormente quanto la scienza può dirci sul mondo in cui viviamo ci aiuta a vivere meglio.

Da un punto di vista strettamente tecnico: come hai cominciato a scrivere fumetti? Hai qualche sceneggiatore a cui ti sei ispirato? Hai uno stile che reputi personale o hai dei modelli, sia come biografo che come sceneggiatore?
Mi sono ispirato a molti scrittori di fumetti, sia fiction che non-fiction. Inoltre, sono davvero troppi per citarli tutti! Non so se ho uno stile personale che si evidenzia dalle mie opere, ma neanche qui sono in grado di elencare delle persone specifiche a cui mi sono ispirato. Ho letto (e mi sono piaciuti) troppi autori, credo!

Ringraziamo di cuore Jim per averci concesso questa intervista. Per chi volesse maggiori informazioni sulle opere di Ottaviani, questo è il suo sito ufficiale.

Se invece volete leggere la versione inglese, la trovate qui!

Un pensiero abbagliante. Fisica e parole di Niels Bohr

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Un pensiero abbagliante. Niels Bohr e la fisica dei quanti

Jim Ottaviani ha fatto delle biografie di scienziati (Feynman, Turing,  Bohr) un vero e proprio filone del fumetto.

La Nona Arte può veicolare (e lo fa spesso) la cultura, ed essendo un’arte ritenuta minore ben veicola anche le culture ritenute minori (direi in entrambi i casi a torto) come quella scientifica. Così la bellezza dell’arte fumettistica può esprimere in modo efficace il pensiero e la storia scientifica, perché la bellezza e la scienza sono legate… diceva Marie Curie:

Sono fra coloro che pensano che la scienza abbia una grande bellezza. Uno studioso nel suo laboratorio non è solo un tecnico, è anche un bambino messo di fronte a fenomeni naturali che lo impressionano come una fiaba.

Quindi un bel fumetto scientifico può essere un bel libro di scienza e di storia della scienza… Infatti, cosa di meglio di un fumetto può raccontare una fiaba? A maggior ragione se (ri)proposto in occasione di un centenario importante come quello della pubblicazione del modello atomico di Bohr (1913), anche se è stato scritto un decennio prima.

Gli anni che stiamo vivendo sono ricchissimi di anniversari di questo tipo, perché nei primi venti anni del secolo scorso sono state poste le fondamenta del pensiero scientifico moderno: da Planck, ad Einstein, a Kock, ai fratelli Wright, a Bohr. Si legge nel risvolto di copertina: Tutti – chi più, chi meno – abbiamo sentito parlare «dell’atomo di Bohr». Forse è vero (ma forse è più probabile che abbiamo in testa, senza saperlo, quello di Rutherford), ma il contesto in cui queste scoperte e invenzioni sono maturate ci è meno noto.

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Ottaviani ci propone una dettagliata biografia del fisico danese, che ne descrive il carattere, costellata di aneddoti, episodi divertenti o imbarazzanti legati alla vita quotidiana, al lavoro, all’importante ruolo svolto anche a livello politico e sociale. Ma tiene rigorosamente conto anche della Storia, delle relazioni con gli affetti più stretti, ma anche con gli altri scienziati (spesso per via epistolare, e gli stralci sono riportati direttamente nel libro), con gli eventi bellici e politici di quegli anni.

E la vita di Bohr diventa un po’ un (interessantissimo e ben scelto) pretesto per inquadrare almeno altre tre cose:

  • cosa sta succedendo in quegli anni, indagando le relazioni tra scienza, storia, società e pensiero, che possono forse essere di aiuto anche oggi;
  • le interazioni in una comunità come quella scientifica che già allora era globalizzata, mettendo in evidenza le caratteristiche umane dei singoli scienziati, in qualche modo archetipi dell’uomo in generale;
  • le reali idee scientifiche, dettagliate quanto basta, in modo da rendere l’opera interessante anche agli appassionati, dei grandi di quel tempo: Rutherford, Thompson, Eddington, deBroglie, Heinsenberg, Fermi, Einstein…

Il sottotitolo dell’edizione originale (purtroppo mancante in quella italiana), dice più o meno: la vita di Niels Bohr, le sue scoperte e il secolo a cui ha dato forma.

Lo scienziato danese ha percorso quasi due terzi del secolo scorso, disputando con Einstein sulla meccanica quantistica, raccogliendo e riuscendo a riunire in una visione di insieme i tanti risultati, teorici e sperimentali, che i fisici di quegli anni stavano producendo.

Nel libro le dispute, i risultati, le idee scientifiche sono dettagliatamente descritti (Ottaviani ha una solidissima formazione scientifica), con un linguaggio semplice e immediato, utilizzando la grande capacità evocativa di un disegnatore/illustratore come Leland Purvis.

Il disegno, in bianco e nero, pulito, a volte quasi schizzato, mette al centro il protagonista e i suoi pensieri, il suo carattere, la sua prosopopea, la grande attività scientifica. Elenca con dettaglio le tappe della sua vita, quello che ha costruito, i grandi personaggi con cui si incontra e condivide il cammino umano e scientifico.

È inoltre particolare come un libro a fumetti su uno scienziato sia invece tanto ricco di parole, tanto che la lettura a volte non è facile. Di certo è un’opera corposa (oltre 300 pagine divise in 14 capitoli), in alcuni punti molto impegnativa da leggere: Bohr, un po’ come tutti gli scienziati della sua epoca, aveva una forte propensione per la filosofia, perché  le ricerche di quegli anni stavano rovesciando la visione del mondo e l’impostazione del suo studio.

Il titolo inglese del fumetto è Suspended in language, proprio a sottolineare la difficoltà di esprimere in modo chiaro e netto i contenuti delle grandi scoperte di quegli anni.

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Il titolo italiano prova a esprimere lo stesso concetto con un’altra metafora (dell’idea scientifica che è così innovativa da abbagliare, o di un pensiero che è così abbagliante da non riuscire a essere espresso compiutamente), ma purtroppo non ha la stessa potenza evocativa.

Dal punto di vista della storia il racconto è bello, corposo, lungo. Potrebbe essere letto anche senza sapere nulla dell’importanza di Bohr per la storia della scienza, o delle sue teorie. Il carattere del protagonista è ben delineato, come quello di molti famosi comprimari. Gli aneddoti sono gustosi e danno un bel ritmo alla storia, i personaggi sono reali ma sottolineati nelle loro caratteristiche peculiari e opportune per dare dinamicità all’intero libro.

Il disegno aiuta, il bianco e nero dà la sensazione di una cronaca, forse qualche volta è sovrastato da dialoghi e didascalie. Però questo dimostra principalmente il certosino lavoro di ricerca e la voglia di fare un’opera che sia filologicamente corretta, storicamente e scientificamente significativa, con il supporto dei disegni, senza i quali avremmo avuto un tomo assai più complesso da approcciare.

E la ricchissima appendice sta lì a sottolinearlo.

I libri di questo tipo mi entusiasmano per il tentativo di rendere popolare, attraverso un’arte semplice come quella del fumetto, storie e personaggi reali che possono dare molto alla storia personale di tutti noi. Intanto perché ci arricchiscono culturalmente, poi perché ci mostrano, attraverso il disegno, l’umana semplicità di persone che pensiamo siano vissute in modo eccezionale.

E ce ne mostrano i difetti, dandoci la speranza di poter contribuire anche noi in modo diretto alla crescita di questa umanità.

Dati Editoriali:
Un pensiero abbagliante. Niels Bohr e la fisica dei quanti
di Jim Ottaviani, Leland Purvis
Copertina flessibile: 318 pagine
Editore: Sironi (19 marzo 2007)
18.00 €