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Fumetti dalla Dimensione X: Batman Mondadori n. 11

Non tutti i lettori di fumetti sono maniaci dell’ordine che imbustano ogni albo e lo ripongono in ordine cronologico. No, tra di loro si celano coloro che, letto un fumetto, lo buttano nel mucchio, a casaccio.

E quando questi mucchi crescono, e inglobano armadi, stanze, librerie… quando la massa critica di fumetti sparpagliati viene superata, allora si apre una porta….

La porta verso la Dimensione X.

A volte dalla Dimensione X saltano fuori albi che pregano di essere riletti. In questa rubrica, noi ridaremo vita a quegli albi, gli daremo pace, così da rimandarli di nuovo nella…..

Dimensione X!

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Il 16 Luglio 1967, nel bellissimo Hyde Park di Londra, circa 5000 hippie si riunirono per un concerto che aveva lo scopo di portare all’opinione pubblica un semplicissimo concetto:

C'è da dire che le locandine all'epoca le sapevano fare

C’è da dire che le locandine all’epoca le sapevano fare

La cannabis fa bene. Ora, guardando queste foto, ognuno potrà farsi la propria idea al riguardo:

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Io probabilmente avrei dato un braccio per esserci, ma allo stesso tempo non vorrei mai che mia figlia partecipi ad una cosa del genere. E' proprio vero che si nasce incendiari e si muore pompieri...

Io probabilmente avrei dato un braccio per esserci, ma allo stesso tempo non vorrei mai che mia figlia partecipi a una cosa del genere: è proprio vero che si nasce incendiari e si muore pompieri…

 

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Due cose sono chiarissime: primo, che questi si divertivano, e secondo, che non si lavavano i piedi.

Ma una cosa è certa: quelli erano anni interessanti per essere un giovane, a Londra, nel 1967.

Io quegli anni lì non li ho visti, ma una piccola idea di cosa possa aver significato essere adolescente in quel mese me la sono fatta diversi anni fa, quando a un mercatino delle pulci mi capitarono in mano una mezza dozzina di albi della Mondadori. Li pagai manco il prezzo della carta e mi immersi nella lettura, aspettandomi una cosa del genere:

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Ce l’ho trovato? Più o meno.

La prima sorpresa, aprendo l’albo, è stata questa:

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La pubblicità del Movifon! E che cos’è il Movifon? Boh, non sono riuscito a capirlo. Ho anche provato a chiamare i numeri di telefono riportati, ma mi ha risposto la voce di Vincent Price (questa chi la capisce vince un NoPrize). Probabilmente, essendo il 1967, questi dischi di Topolino hanno qualcosa a che fare con l’acido lisergico. Ma passiamo ai fumetti:

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L’albo, in un caleidoscopico bianco, nero e scala di grigi, inizia con una storia scritta e disegnata da Paul e Peter Montague – al secolo Pietro e Paolo Montecchi, prolifici autori di quegli anni, che i nostri genitori avranno letto su serie storiche come l’Intrepido. Ebbene sì, secoli prima di quella schifezza di Europa (oh, se solo la Dimensione X me ne restituisse un albo!), i supereroi americani erano già passati attraverso italiche mani. I fratelli Montague realizzarono per la Mondadori diverse storie, sia di Batman che di Superman.

La storia parte in medias res, con l’intrepido duo appeso a un palazzo all’inseguimento di Catwoman. Notare lo strano taglio dei baloon, tipico delle redazioni strafatte di mescalina di quegli anni.

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Ma Catwoman viene salvata da misteriosi complici. I Montague scelgono di rappresentare tutti i personaggi ricalcandoli dagli attori del telefilm camp del ’67.

Tranne forse Batman, che assomiglia più alla sua controparte fumettistica levando via la panza di Adam West.

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Il commissario Gordon chiede a Batman di raggiungerlo, per fargli conoscere un personaggio che potrà aiutarli a mettere in scacco Catwoman. Batman e Robin si precipitano, solo per scoprire con sconcerto che questo personaggio è…

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Una donna! Tutti la deridono: come osa abbandonare i fornelli e uscire di casa? Siamo negli anni ’60, cavolo! Correte a metterla incinta, così chiuderà quella bocca rossettata!

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Ma quella sa il fatto suo, così, abbattuto il patriarcato con una mossa di Judo, possiamo passare alle cose serie. Peccato però che abbia le sue cose e si rifiuti di collaborare.

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Povero Batman, che s’è fatto due ore sul raccordo di Gotham solo per venire sbeffeggiato! Ma l’eroe non se la prende e se ne va. Come mai è così disposto ad assecondare le fregole di una femmina?

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Ma certo! Quando una donna smette di stirare le camicie per occuparsi delle cose maschie, deve esserci qualcosa di losco sotto. E poi, guida pure! Cosa dirà l’Arabia Saudita?

I due la inseguono, trovandola poi attaccata dai malvagi! Dopo averla aiutata, i tre si separano.

Poco dopo, uno scienziato arriva all’aereoporto con dei documenti importantissimi. Un’occasione troppo ghiotta per la Gatta!

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Con una tecnica di furto imparata da Arsenio O’ Lupèn, scippatore di piazza Garibaldi, la Gatta si prende i preziosi documenti. La ladra fugge sul suo motorino, ma non vi preoccupate. Era tutto un piano.

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Dentro c’è un Rivelatore automatico di cazzate! Ad averlo avuto negli anni ’90 ci saremmo risparmiati Berlusconi.

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I tre riescono a raggiungere il covo della Gatta, in tempo per fare un’altra battuta maschilista. La bionda e la mora si azzuffano nel fango, mentre gli uomini giocano a tresette.

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Alla fine la Gatta è sconfitta, ma a che prezzo? L’idiozia della bionda appare evidente a tutti quando decide di trasportare la ladra in treno, per paura degli attentati. Batman e Robin, se vorranno, potranno costeggiare la ferrovia con la macchina, e se vedono degli asparagi buon per loro.

E infatti…

14La gatta scappa e siamo puntaccapo. La storia inizia a tirare un tantino la corda quando la biondona propone un nuovo piano per acchiappare la criminale usando i documenti segretissimissimi come esca (Again?) e noi cominciamo inesorabilmente a saltare le pagine fino al plot twist finale!

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Ah no, scusate, non era questo.

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La bionda era in realtà la Gatta! E la Gatta soffre di emiparesi al viso!

Ma come, non si erano azzuffate nel fango? Da qualche parte c’è stato uno scambio, ma girare le pagine all’indietro per capire quando ci costa fatica, così proseguiamo.

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Eccola là, la fortissima biondona temeraria, legata in attesa di essere salvata dal maschio italico. Non ci dimostra forse tutto questo che le donne devono preoccuparsi solo di non far uscire troppo salato il ragù? Restaurato finalmente il buon vecchio patriarcato, Batman giura vendetta alla Gatta, che nel frattempo gli era sfuggita.

Dopo un paio di pagine di redazionali, nei quali scopriamo l’indicibile:

28Attenti, anche voi potreste essere iscritti a vostra insaputa al Super-Bat Club, come questo ambiguo francese qui!

E cosa me ne viene, direte voi?

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Ma il diritto di ricevere una batmaglietta, e di indossarla sopra dei comodi sandali!

E se la cosa non vi sta bene, potete vendicarvi con Batman…

30…scaraventandolo via con una fionda! (Dopo averlo lasciato all’addiaccio, a giudicare da come sembra intirizzito).

Se invece a Batman gli volete ancora bene, potete passare alla storia successiva, questa sì tradotta da Detective Comics. Storia di Bill Finger, disegni di Jim Mooney.

Il nemico è il terribile Uomo Pianeta.

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E quali saranno questi poteri ispirati a ogni pianeta solare?

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Qui probabilmente Finger confonde il pianeta con il termometro.

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Non prestate attenzione alle urla strazianti di Alberto Angela e continuiamo con la nostra rassegna astronomica! Il prossimo ha dei tratti di puro mistero:

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Vi giuro che sono due giorni che non dormo. Se doveste comprendere la connessione tra i canali di Marte e le pellicce, per favore mandatemi una mail.

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Con Giove gli è piaciuto vincere facile. E visto che Plutone, Urano e Nettuno sono troppo difficili, i crimini dell’uomo pianeta si interrompono qui. Bat e Robin scoprono infatti l’identità del criminale grazie a un vero colpo di genio.

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Lo scontrino del negozio! Ma sarà davvero Norbet l’uomo pianeta?

In realtà sì, ma non vi sveliamo il finale di questa storia, perché siamo veramente estenuati, ma non prima di aver scoperto il potere dell’Anello di Saturno.

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Che dire, infine, di questo salto negli anni ’60 del secolo scorso? È dunque questa la tanto osannata Silver Age of Comics, tanto celebrata e amata da artisti insospettabili come Grant Morrison, Mark Waid, Alex Ross?

Sì, è questa, e questo era il tenore delle storie di Batman. Un’epoca che ha avuto sicuramente i suoi picchi di qualità, e di cui non si può negare l’enorme carica inventiva. Un’inventività a dire il vero alquanto lisergica: in tema, insomma, con quegli anni lì. Un’epoca che possiamo anche imparare ad amare, ma che, per fortuna, è finita!

(Per altri viaggi nella Dimensione X, andate a dare un’occhiata qui )

Ma il passaggio verso la Dimensione X è sempre aperto… e, prima o poi, quando ormai ci sentiremo al sicuro, un nuovo albo ne uscirà fuori, anelante…

…e solo dopo che lo avremo riletto, egli potrà tornare in pace nella…

DIMENSIONE X!