Jérémie Moreau

Ecco i nuovi quattro Tipitondi Tunué

– Comunicato stampa –

C’è profumo di novità in casa Tunué, con l’arrivo di ben quattro volumi della collana Tipitondi, fra cui spiccano tre novità assolute, Claire e MalùI ricordi di Mamette. La buona stella Corri Tempesta!, più la ristampa di un volume di successo: La principessa che amava i film horror.

Claire&Malù
Buone nuove quindi per tutti i nostri lettori, che possono godere di opere che mantengono un target molto largo e fanno dell’ironia, la fluidità dei racconti e la trattazione di temi a forte impatto la loro vera forza. Esattamente come Claire e Malù, targato Tauro Karicola, già in preordine sul nostro store e a brevissimo in libreria, che racconta l’amicizia tra una bambina e la sua cagnolina, e lo fa tramite strisce che vanno a mille all’ora, e seguono le due protagoniste nella vita di tutti i giorni, esemplificando bene cosa vuol dire, per una ragazzina di 10 anni, avere un legame così forte con un animale.
Mentre, pur andando indietro di molti anni con i racconti d’infanzia della dolce nonnina Marinette, resta invariata la frenesia e la vivacità delle storie in I ricordi di Mamette. La buona stella, di Nob, che si concentra sul natale della piccola ed esuberante bambina; un natale vissuto però con la paura di non poter passare gli attimi incantati della vigilia con il padre, e intenta nel mentre a giostrarsi tra le dure vicissitudini della quotidianità, con l’inaspettato manifestarsi di due spasimanti. Come se la caverà la piccola Mamette?

CorriTempesta
Mentre in Corri, Tempesta! di Jérémie Moreau e Chris Donner, si racconta l’incredibile storia del piccolo Jean-Philippe, destinato a diventare un fantino ma costretto su una sedia a rotelle a seguito di un incidente. Servirà una forza di volontà incredibile, e una sfida aperta a tutti gli ostacoli apparentemente insormontabili che la sua condizione sembra riservargli, per riuscire a rimettersi in sella e stupire tutti. Ma riuscirà davvero a farlo?
In ultimo, c’è la ristampa del fortunato La principessa che amava i film horror, di Alessio De SantaDaniele Mocci ed Elena Grigoli; un’opera che viaggia sul filo dell’ironia, giocando su tutti quei cliché che governano l’immaginario favolistico, e in parte smontandoli. Racconta 8 storie di principesse del tutto fuori dal comune: i loro dubbi, i loro vizi e i loro capricci che le rendono sempre più lontane dall’immagine fatata a cui solitamente le si relega.
Quattro volumi che coprono uno spettro larghissimo di sentimenti, in grado di farci sorridere, piangere ed emozionare, e accompagnati da tavole che sono un trionfo di colori.

Angoulême 2016 – parla Tunué

Comunicato Stampa

Ogni anno è sempre una grande emozione, si parte con molte aspettative, desideri, proposte e progetti. Il Festival Internazionale di Angoulême 2016, la più importante manifestazione d’Europa dedicata al mondo del fumetto, è ricco di soddisfazioni per la Tunué. I motivi sono diversi, primo fra tutti la candidatura del graphic novel Viola giramondo di Stefano Turconi e Teresa Radice alla Sélection Jeunesse, a cui corrisponde il Premio come Miglior fumetto per ragazzi! Il graphic novel è stato tradotto in Francia dalla Dargaud con il titolo di Violette autour du monde, in tre volumi cartonati.


Candidato anch’esso alla Sélection Jeunesse Jeremie Moreau, disegnatore del graphic novel La scimmia di Hartlepool (premio  speciale della Giuria ai Gran Guinigi 2015 di Lucca Comics), con il nuovo Tempête au haras, scritto da Chris Donnerper. Per la manifestazione francese, l’enfant prodige del fumetto ha realizzato addirittura la clip animata, trasmessa da tutti i canali televisivi transalpini.

Anche Nob con Dad #1 è in lizza ad Angoulême nella medesima categoria. Avete imparato a conoscere l’autore francese grazie ai graphic novel Tipitondi che narrano le agresti vicissitudini di Mamette ( volume 1 Vita di campagna; volume 2 La strada più lunga).

 

La Tunué sarà presente al festival ospite della Regione Lazio, all’interno di uno spazio espositivo istituzionale presente nell’area “diritti internazionali”. Con una produzione ormai attestata  oltre la soglia dei 30 titoli l’anno, e potete scommetterci che il nostro obiettivo sarà far conoscere le Storie di Tunué agli editori europei, soprattutto quelle firmate da autori italiani!

Sembra ieri quando nel lontano gennaio 2005, zaino in spalla, Emanuele Di Giorgi, Concetta Pianura e Massimiliano Clemente partirono da Latina alla volta della Francia, novelli editori  a caccia di autori internazionali da pubblicare. Ma è proprio ad Angoulême che scoprirono Paco Roca e ne rimasero folgorati. Tutto  iniziò da lì.

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A distanza di undici anni Tunué è diventata una casa editrice con un catalogo straordinariamente variegato, una scuola di fumetto, un enorme contenitore di eventi e iniziative culturali, collane eccellenti quali Tipitondi, Romanzi, Mirari.

Per tutti coloro che avranno il piacere di visitare la manifestazione ecco dove trovarci: dal 28 al 31 gennaio, Area diritti internazionali, stand RL05, 71 Rue Hergé 16000 Angoulême – Francia

La scimmia di Hartlepool: premio meritato?


La scimmia di Hartlepool
, edito dalla Tunué, è un fumetto ottimamente sceneggiato da Wilfrid Lupano e disegnato con maestria da Jérémie Moreau: non per niente ha appena ricevuto il Premio speciale della Giuria all’opera del Gran Gunigi a Lucca 2015. hartlepool_DEF_aggiornato_sostituzioni.pdfLeggendolo si capisce benissimo perché ha vinto: i dialoghi (e soprattutto gli insulti creativi) sono spassosi, la storia è molto interessante, ironica e non scade mai nel melodramma: Lupano ha dato vita a una rappresentazione della stupidità umana con estrema semplicità ed efficienza; i disegni di Moreau sono originali, hanno carattere e costruiscono un panorama cinematografico di immagini che sembrano muoversi. Pur con tratti caricaturali, approssimati e da cartoon, le sue figure sono schiette, verosimili all’estremo, vivide, grazie anche ai colori effetto acquerello, penetrano attraverso gli occhi, come Amor per gli Stilnovisti, e rimangono impressi sulla retina in modo durevole. Il tutto crea un insieme di grande valore, che cattura primariamente lo sguardo e poi la mente, con il gusto della lettura.

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Tanto che, infatti, si legge in un attimo, e ti lascia un bel ricordo. Tanto che io ho cominciato a rifletterci seriamente su e mi è venuto in mente che fare una recensione all’opera che ha vinto un premio tanto prestigioso vuol dire metterla alla prova, misurare il suo effettivo valore, magari ripescando i quattro livelli di lettura di un testo medioevale. Sì dai, lo so, ma è una sfida, e vediamo se la vince e mostra di aver davvero meritato la vittoria.

Ci siamo passati tutti a scuola, e la maggior parte di noi lo ha rimosso: gli autori medioevali, in pole ci mettiamo Dante, costruivano un testo letterario badando che avesse ben quattro livelli di interpretazione, che vanno dal livello letterale (il racconto dei fatti come appaiono), al livello allegorico (il significato nascosto dei vari elementi), al livello morale (quello che la storia ci insegna),  fino al livello anagogico, che sarebbe il significato religioso, nel nostro caso però, quello antropologico, sociale, politico che dir si voglia.

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Al primo livello troviamo che il racconto ci illustra un fatto realmente accaduto (o forse una leggenda, non è sicuro) all’inizio dell’800, sul finire del periodo napoleonico, dopo la battaglia di Trafalgar: sulle coste inglesi, nel paesino di Hartlepool viene ritrovato un soldato francese, cioè un nemico mortale a quei tempi. Gli ignoranti abitanti lo imprigionano, lo processano e infine lo impiccano senza rendersi conto che è solo una scimmia. Attorno a questo evento ruotano personaggi ben delineati, graficamente e caratterialmente, che rendono l’opera corale, leggera e appassionante.

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Al livello allegorico ci accorgiamo che la scimmia Nelson, povera e innocente creatura, messa in rapporto con il mondo degli uomini, ne fa emergere l’inciviltà e l’ignoranza, dominato dal nazionalismo e dal razzismo più becero, che fa regredire il sapiens ad uno stato bestiale, meno evoluto di una bestia vera. A questo aspetto si ricollega anche l’interessante approfondimento a fine fumetto sulla catalogazione delle scimmie in rapporto all’uomo, i motivi della loro somiglianza fisiognomica e altro, redatto dallo studioso francese Conte di Buffon, evoluzionista operante prima delle ricerche di Charles Darwin… che rappresenta anche una sorpresa per i lettori.

Facile giungere così al livello morale: qui troviamo la condanna della guerra, del razzismo e dell’odio irrazionale dei popoli. Illuminante la battuta che ritorna, recitata da due diversi personaggi dell’opera: «Se indossassi un vestito da francese, questo farebbe di me un francese?», argomentazione disprezzata dal resto della popolazione a fronte di un più rivelatore “ha mangiato la rana e le lumache, quindi è un francese e merita di morire”. E così fanno, in nome di differenze culturali inesistenti, rese ridicole ancora di più dall’evidenza che stanno fingendo di trattare in modo “umano”, concedendo un processo ed anche un difensore, qualcuno che umano non è affatto: ma il loro odio e la loro arroganza vietano loro di accorgersene. E la consapevolezza che comunque non sarebbe cambiato nulla regala molto su cui riflettere.

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Ultimo livello, quello anagogico, che abbiamo detto cambieremo in un più laico livello sociologico/politico, ma che inevitabilmente mantiene elementi in comune col precedente: la povera scimmia Nelson, chiusa in prigione e impaurita, che ricorda la sua vita libera nella giungla e la sua “carriera” di animale di bordo su una nave negriera, con un capitano affezionato, ci fa pensare in modo inequivocabile all’ingiustizia che governa il mondo. Torturata e condannata per peccati che non ha commesso – come Gesù, se vogliamo cadere nel banale – come tutti gli innocenti ci fa invocare mentalmente giustizia per lei, libertà, redenzione, invece viene davvero impiccata e privata della sua dignità di bestia, rasata per sembrare più umana, lei che umana non è, eppure ne ha il cuore, più degli abitanti di Hartlepool.

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Alla luce di questo direi che l’opera ha superato la prova brillantemente, sia a livello meramente grafico ed esteriore, sia, e più importante, a livello di contenuto e di forma: ci è piaciuto, e molto. Premio meritato.