Il ritratto di Dorian Gray

Era una notte buia e tempestosa – Il ritratto di Dorian Gray

Introduzione

Il ritratto di Dorian Gray è un libro scritto da Oscar Wilde, pubblicato a puntate nel 1890 e in forma di romanzo nel 1891. Il fulcro della storia è il culto smodato della bellezza che diventa un’ossessione per il protagonista, il quale ne fa la sua unica ragione di vita. In realtà il vero personaggio chiave della storia è Lord Henry Wotton, che attraverso i suoi discorsi votati all’estetismo strega il giovane Gray plagiandolo a suo piacimento. Dall’inizio fino alla conclusione del romanzo abbiamo un’evoluzione continua di Dorian, che passa dall’essere un giovane ingenuo alla condizione di un uomo che ricerca il piacere in ogni sua forma.

La vita di Oscar Wilde

Oscar Fingal O’ Flahertie Wills Wilde nasce a Dublino il 16 ottobre 1854. Frequenta il Trinity College, dove inizia a farsi conoscere per i suoi modi stravaganti e le sue azioni sconsiderate, e successivamente l’università di Oxford, dove conosce Pater e Ruskin, che lo fanno avvicinare alla corrente dell’Estetismo. Wilde inizia a scrivere nel 1879 e nel 1884 sposa Constance Lloyd, ma i due si lasciano dopo la nascita dei loro due figli a causa dell’omosessualità di Oscar, che inizia una relazione con un uomo. Dopo la pubblicazione del suo capolavoro, Il ritratto di Dorian Gray, fino al 1895 lo scrittore compone molte altre opere, tra cui Un marito ideale, Il ventaglio di Lady Windermere e L’importanza di chiamarsi Ernesto. Nel 1895 viene accusato di sodomia, viene processato e per due anni è costretto a svolgere i lavori forzati; dopo la scarcerazione si trasferisce in Francia e lì scrive La ballata del carcere di Reading, ispirata alla sua esperienza di prigionia. Viene stroncato da una meningite a Parigi il 30 novembre del 1900.

Il ritratto di Dorian Gray

La storia si svolge nella Londra vittoriana del XIX secolo e all’inizio del romanzo ci troviamo nello studio del pittore Basil Hallward, che ha appena terminato il ritratto di un giovane meraviglioso, il quale suscita l’interesse dell’altro personaggio presente nella stanza, Lord Henry Wotton, un suo vecchio amico del college. Proprio in quel momento entra il giovane raffigurato nel dipinto; Hallward chiede a Henry di andarsene, perché secondo lui influenza negativamente gli altri, ma Dorian Gray, questo è il nome di quell’essere bellissimo, lo prega di rimanere.

I due conoscenti conversano nel giardino di Basil e da qui in poi Lord Wotton plagerà Dorian come vorrà, impressionandolo con i suoi discorsi sull’Estetismo e sulla bellezza come unica cosa che valga la pena di possedere. Allora il giovane, rattristato, esprime il desiderio che sia il suo ritratto a portare il peso degli anni e dei peccati e che lui invece possa rimanere per sempre giovane, stipulando così una specie di patto col diavolo.

In seguito il protagonista si innamora di una giovane attrice, Sybil Vane, che secondo lui recita divinamente; una sera assiste con gli amici Basil e Henry a uno spettacolo in cui la donna interpreta molto male la sua parte, ma quest’ultima spiega a Dorian che è l’amore che l’ha privata della capacità di recitare. Il giovane rimane molto turbato e, tornato a casa, nota che qualcosa nel suo ritratto è cambiato: ora sulle sue labbra sembra esservi un accenno di crudeltà; inizia così a intuire cosa sta succedendo e decide di coprire il ritratto con un paravento e in seguito di spostarlo in uno studio abbandonato nell’ultimo piano della sua villa per non farlo vedere a nessuno. Nel frattempo Gray scopre da Lord Henry che Sybil si è suicidata. Poco dopo Henry regala a Dorian un libro sulla vita sregolata di un giovane parigino che lo affascina moltissimo e da lì in poi il protagonista vorrà seguire alla lettera tutto ciò che avviene in quel volume.

Dopo un salto temporale di ben 18 anni, ritroviamo Dorian alla vigilia del suo trentottesimo compleanno. Quella sera incontra Basil Hallward, che lo sta cercando prima di partire per Parigi per farsi confermare dall’amico che tutto ciò che si dice sulla sua vita sregolata è falso. Dorian risponde che vuole mostrare a Basil la sua anima, quindi lo porta nello studio all’ultimo piano e, liberandosi finalmente del suo segreto, fa vedere al pittore quel che resta del ritratto. È sicuramente il medesimo dipinto, ma allo stesso tempo è profondamente diverso, riportando sulla tela un essere spregevole e per nulla affascinante. Preso da un improvviso scatto d’ira, Dorian afferra un coltello e uccide l’amico, rimanendo tuttavia impassibile…

Il fumetto

Il fumetto fa parte della collana delle Le grandi opere a fumetti della Marvel ed è stato disegnato da Sebastian Fiumara. Le poche informazioni sull’opera le troviamo nell’introduzione scritta dallo sceneggiatore Roy Thomas, da cui sappiamo che i due lavoravano entrambi già per la Marvel, però non avevano mai collaborato insieme, quindi erano molto esaltati all’idea di dover trasporre il capolavoro di Oscar Wilde. Ma la cosa più importante che viene sottolineata è che sia Thomas sia Fiumara hanno messo anima e corpo nella realizzazione del fumetto.

Analogie e differenze tra fumetto e romanzo

a) in base alla storia

Le differenze tra romanzo e fumetto sono poche visto che quest’ultimo è curato anche nei minimi dettagli e le scene principali sono tutte riportate in modo molto fedele al romanzo. Ovviamente vi sono anche delle lievi differenze, ad esempio alcune sequenze sono state accorciate, come il discorso iniziale tra Dorian e Lord Henry, oppure il secondo dialogo tra Dorian e Basil, dopo il quale il protagonista fa nascondere il suo ritratto. Quindi non vi è nessun salto, nessuna scena viene tralasciata, ma vengono solo sintetizzate le vicende meno importanti.

b) in base ai personaggi

I personaggi nel fumetto sono ugualmente ben curati e “fanno ciò che devono”. Cosa intendo con ciò? Voglio dire che i personaggi sono fisicamente identici a come ci vengono descritti da Wilde. Prendiamo in esempio i due soggetti principali, Dorian e Lord Henry: quest’ultimo incarna tutte le caratteristiche del tipico dandy inglese, mentre Dorian è descritto come un giovane sulla ventina con la pelle candida e i capelli dorati e riccioluti, con volto angelico e una bocca dello stesso colore dei petali di rosa; ha una corporatura piuttosto esile e veste solo con abiti alla moda e molto eleganti. Durante la storia cambia irrimediabilmente, ma il suo aspetto rimane sempre lo stesso. Anche sul piano caratteriale sono simili al romanzo, ma non sono così approfonditi: ad esempio, vediamo la degenerazione di Dorian e del suo animo (ma non si entra mai nel merito, non si entra mai nei particolari) quando, ispirato da Henry Wotton, inizia una vita sregolata e attaccata ai piaceri materiali, perché capisce che la sua bellezza è il suo più grande dono e non perde l’occasione di sfruttarla per piegare il mondo al suo volere. Questo accade per i personaggi principali, mentre i personaggi secondari sono pressoché identici a quelli del romanzo, infatti agiscono e pensano meno dei protagonisti, come Sybil Vane.

c) in base agli ambienti

Gli ambienti in cui si svolgono i fatti nel romanzo non vengono quasi mai descritti, ma viene solo indicato il luogo in cui si trovano i personaggi. Una delle poche stanze che viene rappresentata accuratamente è il piccolo studio nel quale Dorian tiene al sicuro il suo ritratto; viene detto che è un luogo angusto e buio, con pochi mobili, una vecchia scrivania e una sedia in legno, una poltrona in pelle rossa ormai logora e un grosso baule. Così è come lo ritroviamo anche nel fumetto, mentre per le altre stanze dobbiamo affidarci quasi ciecamente alle scelte del disegnatore.

Lo stile del fumetto

Lo stile del fumetto, secondo il mio parere, è assolutamente perfetto per il tema trattato e per il tipo di romanzo essendo molto curato e preciso nel tratto. Il fumettista Fiumara ha svolto un eccellente lavoro nella realizzazione di persone e ambientazioni, e attraverso il suo disegno riesce a far intendere ai lettori anche gli stati d’animo dei personaggi. Le vignette non sono quasi mai regolari e vi sono molte pagine intere, come quella dell’omicidio di Basil Hallward che rende molto bene la crudeltà del gesto e la freddezza di Dorian nel compierlo. Abbiamo un numero abbastanza consistente di dialoghi, ma spesso si lasciano parlare solo i disegni. I colori principalmente usati all’inizio sono caldi e chiari, che fanno intendere la “leggerezza” delle scene introduttive, non molto significative ai fini della storia, mentre andando verso la fine i colori tendono più verso toni freddi e cupi, a indicare il mutamento nell’animo di Dorian, che diventa sempre più “scuro”. Il carattere delle lettere rimane uguale per tutto il fumetto e troviamo molte didascalie poste ai lati delle vignette simili a dei cartigli.

Conclusione

Il romanzo è abbastanza godibile e scorrevole, anche se i suoi temi non sono altrettanto facili da comprendere, il fumetto è molto ben curato e costruito, quindi posso assolutamente consigliarli a chi vuole scoprire i lati più controversi e malvagi della mente umana.


Andrea Cennerini ha presentato:

Le grandi opere a fumetti: Il ritratto di Dorian Gray

Autori: Roy Thomas, Sebastian Fiumara
Traduttore: E. Cecchini
Editore: Panini Comics
Collana: Marvel
Anno edizione: 2015
Pagine: 152 p., ill., rilegato
Euro 17,00