Giunti Editore

Era una notte buia e tempestosa – Le più belle storie Disney: Fantascienza

Con il termine fantascienza si indica un vasto ed eterogeneo genere che potremmo definire, come suggerisce il nome stesso, un interscambio tra le invenzioni della fantasia e i dati della scienza. La fantasia è un elemento fondamentale, indispensabile per passare da un mondo all’altro, da un’età storica all’altra, da una situazione all’altra. Il fantastico viene affrontato secondo modalità scientifiche e quindi la fantascienza diventa una forma di narrativa o cinema o fumetto in cui acquistano sembianze reali e possibili, in un futuro più o meno lontano, nuove invenzioni e scoperte.

La fantascienza si afferma anche nel variegato mondo Disney ed è così che nella collana di fumetti Le più belle storie Disney della casa editrice Giunti un volume è destinato a dodici storie fantascientifiche, realizzate tra il 1998 e il 2011, in cui vengono ripresi alcuni temi e caratteristiche del genere fantastico, mentre altri vengono ignorati o talvolta modificati per far sì che si riesca sempre a ottenere la comicità e un lieto fine. In questa raccolta si possono riscontrare analogie e differenze con la fantascienza, in particolare quella prodotta in ambito letterario.

Tra le analogie troviamo:

L’INIZIO IN MEDIAS RES

Il lettore si trova nel bel mezzo dei fatti e successivamente capirà bene la situazione, come accade quando i protagonisti fin quasi dall’inizio sono dentro delle astronavi oppure si preoccupano di ciò che stanno vivendo e di ciò che potrebbe accadere ma non viene spiegato come siano finiti in quella situazione e per quale motivo.

I COLPI DI SCENA

Ogni scusa è buona per stravolgere la quotidianità e le aspettative del lettore. A volte questo cambio di strada è volontario, come nella storia dal titolo Paperino e lo scambio casa-vacanziero, in cui Paperino e i suoi nipoti cercano il paranormale solo per trascorrere una vacanza diversa però, come si può immaginare, il gran finale non sarà tale a causa del tempo che nel pianeta dei marziani scorre molto più velocemente rispetto alla Terra. Altre volte i protagonisti non vorrebbero abbandonare l’ordinaria realtà neanche per miliardi di euro (fatta eccezione per Zio Paperone), come accade per Pippo che in molte delle storie della raccolta, come Topolino e il naufrago dell’abisso, dimostra di avere timore degli alieni ma si ritrova sempre a dover entrare a contatto con loro a causa dei suoi amici, facendo divertire i lettori con la sua momentanea antipatia.

Fa eccezione, però, la storia Topolino e la dieta urganiana, in cui è Pippo quello divertito dalla situazione insolita mentre Topolino non ne gradisce molto le circostanze, soprattutto la dieta che deve seguire per sopravvivere e i comportamenti di Pippo che, ad esempio, nell’astronave tiene sempre la musica ad alto volume.

IL LINGUAGGIO

Viene utilizzato un linguaggio pieno di riferimenti all’astronomia e alla scienza, spesso vengono anche inventati nuovi termini per indicare un popolo ancora sconosciuto come gli urganiani o i brull, o misure del tempo utilizzate da altri popoli, come gli zylton al posto dei secondi, o infine macchinari ancora sconosciuti come gli astrotraspi, ossia dei mezzi di trasporto. Può capitare anche che vengano modificate delle parole con lo scopo di fare satira su una determinata caratteristica di un oggetto o di una persona, ad esempio Pietro Skyrobber.

I PERSONAGGI

È presente in alcune storie il bizzarro Archimede Pitagorico, che venne creato nel 1952 da Carl Barks, probabilmente uno dei più grandi e geniali disegnatori delle storie Disney. Archimede è il classico studioso che ha sempre in mente un nuovo apparecchio da realizzare per colmare la sua grande curiosità sugli extraterrestri e addirittura arriva al punto di fare cerchi nel grano per invitarli a giocare a tris. A volte però si ritrova nei guai e si scontra con qualche mostriciattolo non umano che non riesce a capire quale sia lo scopo di quei macchinari, come si nota nelle quinta storia, Archimede e il piccolo problema galattico, in cui degli alieni, a causa delle sue invenzioni, pensano che Archimede sia alleato di un popolo loro nemico, i Vree, che secondo loro si sarebbe messo d’accordo con alcuni “alieni giganti” per catturare il loro ambasciatore.

Eta Beta è sicuramente il più stravagante e surreale degli amici di Topolino. Questo personaggio, creato da due autori americani, Bill Walsch e Floyd Gottfredson, nel 1947, probabilmente proviene da un mondo parallelo al nostro in cui il tempo scorre più velocemente, è in grado di prevedere il futuro, è allergico al denaro, ha un gonnellino da cui estrae qualsiasi tipo di oggetto, si nutre di naftalina (che in realtà sono kumquat, ovvero mandarinetti cinesi in salamoia) e ha il difetto di anteporre la ‘p’ davanti ad alcune parole (la pcosa può essere pcontagiosa ma pniente di prilevante…).

Nella storia Topolino e la Beta Betulla, l’ultima della raccolta, Eta Beta porta Topolino con sé nel più grande dei satelliti di Saturno a fare rifornimento di metano per la sua astronave. Lì conosceranno delle piante spaziali e faranno amicizia con Beta Betulla, che andrà con loro sulla Terra per soddisfare il suo desiderio di visitarla ma rimarrà molto delusa dal modo in cui vengono trattate le piante sul nostro pianeta.

LA CRITICA ALLA SOCIETÀ

La critica alla società non è esplicita ma traspare da alcuni inganni attuati dagli umani, come quello dell’uomo che truffa un gruppo di spazio-turisti per puro egoismo in una delle prime storie, e dalla loro mancanza di rispetto come si può notare, appunto, nel modo di trattare le piante.

Le differenze che si riscontrano sono:

L’AMBIENTAZIONE NEL FUTURO

Topolino e i suoi amici sono molto legati a Eta Beta, sì, ma nessuna delle storie è ambientata nel futuro.

In una delle vicende finiscono in un universo parallelo ma è comunque tutta svolta nel presente: è un racconto diviso in tre parti, intitolato Universi Pa(pe)ralleli, in cui Paperino, Paperina, Zio Paperone e Paperoga si ritrovano in un universo parallelo per aver schiacciato il pulsante di un ascensore e durante i vari tentativi di tornare a Paperopoli capitano in ambienti sconosciuti in cui conoscono i loro sosia. Si riprende qui la teoria scientifica del Multiverso secondo cui l’universo nel quale viviamo non è l’unico ma esistono altri universi.

I FLASHBACK

I flashback non sono quasi mai presenti. Ogni tanto si riassumono molto brevemente e con scarse informazioni alcuni fatti accaduti recentemente ma niente di più.

L’INCONTRO CON EXTRATERRESTRI MALVAGI

Infine, gli extraterrestri non sono mai malvagi, a volte possono risultare aggressivi perché spinti dal terrore di quegli esseri sconosciuti in cui si imbattono ma mai malintenzionati, anzi, sono sempre simpatici e disponibili e riescono a instaurare un buon rapporto di amicizia con la Banda Disney.

In conclusione, credo che la lettura di questo volume, come di qualunque fumetto di Topolino, sia uno dei migliori modi per rilassarsi e distrarsi con qualche risata, evadendo in un mondo fantastico e parallelo.

Angelica Ragonici


Le più belle storie Disney – Fantascienza

Ed. Giunti

Copertina: Cartonato, pp.368

Euro 7,90

ISBN – EAN: 9788852220852

TRAINING CAMP – dalla passione alla professione

Comunicato Stampa

Per chi è appassionato di horror e vuole diventare il nuovo Robert Kirkman italiano, oppure per chi sogna di invadere gli scaffali di tutto il mondo con una nuova saga per bambini e ragazzi in stile Harry Potter, la Scuola Holden inaugura un nuovo percorso didattico: si tratta dei Training Camp, laboratori dedicati alla narrazione di settore, e daranno l’opportunità ai partecipanti di presentare la loro storia a un panel di professionisti alla fine del corso.

Logo

I primi Training Camp in partenza sono The Writing Dead: scrivere il fumetto horror e Kids: scrivere per ragazzi e bambini.

Detto in poche parole, si tratta di lavorare sulla propria storia per poi presentarla a un pubblico di editor delle maggiori case editrici italiane. Il laboratorio durerà sei mesi, da aprile a settembre, e i partecipanti lavoreranno in piccoli gruppi e a stretto contatto con un “trainer” (come d’abitudine alla Holden, si tratterà di uno scrittore o di un professionista del mestiere). Ci saranno tre weekend intensivi di lezioni a Torino, ma la scrittura vera e propria del progetto avverrà a distanza, durante le sessioni online con i trainer. Gli studenti del corso sul fumetto incontreranno sceneggiatori ed editor del team composto da Tito Faraci, Jacopo Masini, Andrea Cavaletto, Andrea Ciccarelli, Matteo Casali, Luca Blengino.

I docenti del Camp dedicato ai bambini saranno: Beatrice Masini, Giordano Aterini, Silvia Schiavo, Giuseppe Mazza, Anna Cairanti, Eleonora Sottili, Mariella Martucci e Carolina Capria, Fabio Geda e Marco Magnone.

Quando le storie saranno complete, ci sarà un pitch finale: è un’occasione da non perdere potersi trovare a tu per tu con un pubblico di editori di BAO Publishing; Sergio Bonelli Editore; Radium e Saldapress per “The Writing Dead” – Giunti Junior; Giunti Editore; Feltrinelli Kids; Mondadori Ragazzi; Il Battello a Vapore; Ape Junior (Salani Editore); Rizzoli Ragazzi e Topipittori per “Kids”.

Come ci si iscrive?

Entro il 20 marzo bisogna inviare curriculum e sinossi del progetto a trainingcamp@scuolaholden.it

E in cantiere ci sono già altri corsi: dopo l’estate partiranno Storytelling politico, Raccontare lo sport e Scrivere il noir. Per tenersi aggiornati: scuolaholden.it/training-camp.

 

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