Gerard Way

Le variant cover di Paul Rentler per Young Animal

Paul Rentler è un artista, musicista, fotografo di Columbus (Ohio) noto per il suo stile “collage” che mescola tecniche e stili diversi. L’artista ha già collaborato con l’etichetta Young Animal di Gerard Way occupandosi della grafica delle pagine editoriali e dell’audiocassetta di Cave Carson.

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Stavolta Rentler ha disegnato le variant cover degli albi DC/Young Animal di Dicembre: Cave Carson Has a Cybernetic Eye #3, Doom Patrol #4, Mother Panic #2 e Shade the Changing Girl #3.

La Dc e i suoi “Young Animals”- Doom Patrol

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Compertina di “The Umbrella Academy”

Quando qualche tempo fa fu annunciato il Rebirth: in pochi si sarebbero aspettati che sarebbe successo anche molto altro, oltre al mero rilancio degli eroi classici. Il nuovo universo DC di cui (poco per volta), vi sto parlando nei miei articoli, ha fatto infatti spazio anche a un cantante.
Gerard Way è il primo dei Giovani Animali e si è fatto conoscere (oltre che come frontman dei My Chemical Romance) come sceneggiatore di quel gioiellino che è The Umbrella Academy, in coppia con Gabriel Bá.

A lui è stato affidato quello che potremmo definire una “Vertigo 2.0”. Temi più adulti ma comunque legati all’ambito supereroistico (la Vertigo, infatti, è ancora attiva nonostante abbia perso negli ultimi anni un po’ di smalto).
Questa nuova etichetta dunque si occuperà di eroi che sono ai margini della continuity e che si trovano ad affrontare situazioni lontane anni luce dal classico villain che vuole conquistare il mondo.
Altro aspetto importante della nuova etichetta è la presenza appunto di promesse del comicdom e non autori affermati, per portare nuova linfa vitale a questi personaggi del DCU.
Oggi ho deciso di parlare un poco della serie di punta di Young Animal e cioè Doom Patrol.
Prima di partire occorre fare una premessa: Gerard Way è morrisoniano. Nel senso che oltre ad essere un grande amico del suo collega Grant Morrison, sul fumetto ha idee molto simili.
Nei primi due numeri della sua Doom Patrol si riprendono infatti atmosfere care a chi ha letto la meravigliosa run a cavallo tra gli ’80 e i ’90, ma che siano passati quasi trent’anni si nota fin da subito.
A partire dai disegni dell’ottimo Nick Derington, dal tratto delicato e preciso, passando per i colori di Tamra Bonvillain, accesi e frizzanti.

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La copertina del primo numero della serie.

Way ci mette del suo, ovviamente. Buttandoci letteralmente in un mondo folle, in cui tutto potrebbe accadere (il finale del #1 ne è la prova lampante). In questi primi due capitoli viene infatti introdotta parte dei protagonisti della nostra storia e vengono poste molte, moltissime domande.
E questo è forse l’unico limite di questa serie. Il voler eccedere, se mi passate il gioco di parole, “eccessivamente”.
Non ho dubbi comunque che Way abbia in mente la sua storia e sono altrettanto sicuro che riuscirà a raccontare tutto ciò che ritiene necessario. La DC ha investito tanto su questo progetto e si ha come l’impressione che sia stato lanciato per farlo durare. Quasi sicuramente col passare del tempo ci saranno delle modifiche nel parco testate, però. Difficilmente infatti fumetti come Cave Carson Has a Cybernetic Eye e Mother Panic resisteranno nel mercato attuale, a meno di inaspettati picchi di vendite, ovviamente.
Tornando a Doom Patrol, sulla trama in realtà c’è poco da dire. Come detto poco sopra, in questi due numeri si sono viste molte cose, troppe per far capire dove lo scrittore voglia andare a parare. Questo però non deve spaventare il lettore a digiuno del lato “weird” del DC Universe, perché il buon Way si sta premurando di presentarci i protagonisti di questa nuova testata come se non li avessimo mai visti e tra questi c’è almeno una vecchia conoscenza, che rimanda anch’essa al periodo Morrison, che è impossibile non amare.
In definitiva, questa Doom Patrol è qualcosa da leggere. Sia per staccare dalle solite botte supereroistiche, sia per provare qualcosa di concettualmente diverso che non si pone frontiere.
Tutto è possibile per la Doom Patrol. Finire in un quadro, aiutare la Justice League, o semplicemente…esplorare Dannyland.

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Benvenuti a bordo…

Anteprima di Doom Patrol #1 (Way, Derington)

Dopo l’annuncio dello scorso Aprile arrivano le prime immagini della Doom Patrol di Gerard Way che usciranno sotto l’etichetta Young Animal gestita dal frontman dei My Chemical Romance.

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Doom Patrol #1 uscirà il 14 Settembre negli USA vedrà Gerard Way ai testi e Nick Derrington ai disegni. L’albo avrà anche cinque variant cover ad opera di Brian Bolland, Sanford Greene, Jaime Hernandez, Brian Chippendale e Babs Tarr.

 

Gerard Way sbarca alla DC Comics con quattro nuove serie

Ieri, 7 Aprile, durante l’Emerald City Comic Con di Seattle, Gerard Way ha annunciato che curerà una propria etichetta all’interno della DC Comics chiamata Young Animal.

Way, cantante dei My Chemical Romance e vincitore del premio Eisner per il suo fumetto Umbrella Academy, ha dichiarato “La DC mi ha permesso di avere una mia etichetta chiamata Young Animal. Il primo albo sarà Doom Patrol.” Way  scriverà la serie che sarà disegnata da Nick Derington.

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Doom Patrol uscirà a Settembre e si ispirerà non solo alla storica run di Grant Morrison (che sembra comunque essere la reference principale) ma all’intera storia del gruppo.

Per la Young Animal usciranno anche:

Shade, The Changing Girl

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Scritta da Cecil Castellucci e disegnata da Marley Zarcone con Becky Cloonan alle copertine. Descrivendo l’albo Way ha detto “È un altro alieno, un alieno donna, che si nasconde nel corpo di una teenager che in passato era un ‘bullo’. Ha la Veste della Follia e questa sta prendendo il sopravvento”. La serie uscirà a Ottobre.

Cave Carson Has A Cybernetic Eye

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Uscirà anch’essa a Ottobre, scritta da Way e Jon Rivera con i disegni di Michael Avon Oeming. Il fumetto sarà incentrato sulle avventure di Calvin ‘Cave’ Carson (uno speleologo sci-fi della DC creato nel 1960 da France Herron e Bruno Premiani sull’onda del successo dei Challangers of Unknown) e della sua figlia teenager e spiegherà perché Cave ora ha un occhio cibernetico.

Mother Panic

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Scritta da Jody Houser e disegnata da John Paul Leon con le copertine di Tommy Lee Edwards. Questa serie sarà ambientata a Gotham e introdurrà un nuovo personaggio. Stando a quanto detto da Jim Lee sarà un titolo “for mature readers”. Violet Paige, celebre ereditiera di giorno e brutale vigilante di notte dichiara guarra alla criminalità dell’alta società di Gotham City. Uscirà a Novembre.

“Capiamo che il mercato sta mutando e vogliamo cogliere questa possibilità, vogliamo albi che catalizzino l’attenzione del nuovo pubblico, gente che non ha mai preso in mano un fumetto di supereroi e cerca qualcosa di differente” ha continuato Jim Lee “Siamo veramente contenti del ritorno di Gerard e del suo maggior coinvolgimento nel mondo dei fumetti.”

 

The Umbrella Academy – Apocalypse Suite

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Dalla inesplicabile e straordinaria nascita mondialmente simultanea di ben quarantatré bambini, si forma la famiglia adottiva dell’eccentrico milionario e genio Reginald Hargreeves, che se ne aggiudica sette –dai quali senza successo insiste a farsi chiamare “Il Monocolo”-.
A che scopo lo strano personaggio ha concepito questa bizzarria? Ma per salvare il mondo, ovviamente! Sin da piccoli, infatti, i bambini dimostrano di avere straordinari poteri.

Da un incontro a Glasgow nel 2006, nasce questa serie assolutamente deliziosa, uno strambo fumetto di supereroi edito a Milwaukie -in Oregon- (e stampato in Cina). L’autore è Gerard Way, cantante del gruppo statunitense My Chemical Romance, e i disegni sono affidati a Gabriel Bà. Questo primo albo, edizione americana del 2008 e pubblicata in Italia dalla Magic Press nel 2009, per la Dark Horse Comics, raccoglie sei capitoli della saga; tavole, bozzetti -risalenti anche al 2003- e storie brevi completano il volume.

 

L’edizione americana non ha numeri di pagina, ma già solo nella prima dozzina, approssimativamente, si offre una serie così delirante e varia di figure e situazioni, cheumbrella-academy-apocalypse-suite-20080709005906688-2462945 si rimane stupiti; avventure che implicano pericoli mondiali, morte e annichilimento, viaggio nel tempo e molto altro, oscillano tra cinico e ironico, arrivando fino allo splatter, in una serie di battute argute e umore, che però portano avanti litigi familiari, crisi personali, e propongono antagonisti assolutamente spietati.

I personaggi sono ben congegnati e con stranezze a volte esilaranti, nonostante magari anche certa (voluta) “protocollarietà generale”.
Come da canonica tradizione narrativa in alcuni passaggi, appunto, ci si diverte a usare la buona vecchia accumulazione, creando un efficace fuoco artificiale di ilare disorientamento, gradevolissimo, e non scontato; ecco di seguito: il Nobel, Stoccolma, Milano, Parigi e le sue attrazioni e tradizioni, la scherma, adozioni, il wrestling, calamari giganti, extraterrestri, zombie, il povero ingegner Eiffel, e così via.

Perverso e spesso crudele e disincantato, in stile emo, sono comunque innumerevoli le suggestioni (più che le citazioni dirette) rinvenibili, dal gota dei “supereroi veri” americani, al pianeta delle scimmie e sue parodie, magari perfino i clown dello spazio, fino al poliziesco noir, o il misterioso in stile lovecraftiano, e molto altro che ci si può divertire a rintracciare, se si ha qualche anno sulle spalle.

Il disegno è in classico stile supereroi, molto bello e ottimamente realizzato, si fa apprezzare il tratto piuttosto spigoloso, squadrato e impreciso, ovviamente caricaturale, con colori acidi, che riescono ciononostante molto gradevoli e si prestano in modo estremamente funzionale -per contrasto- a sottolineare la bizzarria dell’opera, contribuendo a farla oscillare tra serio e faceto. Griglia e narrazione anche sono “classiche”, l’uso delle tavole a pagina intera o doppia è ben calibrato e assolutamente piacevole.

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Una lettura senza dubbio consigliabile.