Frank Miller

Quel gran pezzo dell’Ubalda – Il Daredevil di Miller

In occasione del Retromania80 del prossimo 19 Agosto, Dimensione Fumetto allestirà una mostra dedicata alle tavole della Marvel anni ’80. Dimensione Fumetto dedica una serie di approfondimenti speciali al fumetto statunitense post-pop art degli anni ’80, con particolare riferimento alla Marvel Comics che in quel periodo portò avanti una forte politica di rinnovamento. Il fumetto è sempre stato arte pop, poi è diventato pop art, e infine è tornato a essere arte pop: in fondo, come dicono gli americani, what goes around comes around.

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Nei fumetti non puoi sprecare il tempo. I fumetti esistono nel tempo. Il lettore si sposta nel tempo. Non è un lavoro da galleria, quindi devi sapere produrlo splendidamente perché è lì che i fumetti traggono la propria energia. Questo li rende sexy. Questo li rende divertenti. Che non rallentano, nel senso artistico. Tutto è narrativa. Quello che è fatto a mano nei fumetti è una cosa che i film non toccano. Per tanto tempo abbiamo pensato di essere il nipote bastardo e minorato dei media, ci eravamo scordati che in alcune cose siamo meglio di loro. E poi, sì, certo, i film sono meglio per un sacco di cose. I film sono molto più potenti. I film controllano il ritmo. Un fumettista deve essere molto furbo per rallentarli. Un regista deve solo lasciare la cinepresa dov’è per molto tempo. Sono degli insiemi diversi di virtù e debolezze. Quindi, sì, prima volevo fare i fumetti più come il cinema, adesso vorrei farli meno come il cinema.
(Frank Miller)

Il tempo e la capacità del lettore di colmare lo spazio bianco tra vignetta e vignetta sono l’aspetto più importante del medium fumetto: il fumetto, non disponendo di un discorso che si dipana nel tempo, lo fa dipanare nello spazio, inquadratura dopo inquadratura, ma chiede al lettore di far passare il tempo mentre passa da un’inquadratura a un’altra. Frank Miller, in questo senso, negli anni ’80 è stato un innovatore, divertendosi ad accelerare e dilatare il tempo a piacimento attraverso la composizione della tavola o elementi cari allo scrittore, come la ripetizione martellante di uno stesso disegno in più tavole per rappresentare lo scorrere del tempo.

Il Pezzo dell’Ubalda di cui ho scelto di parlarvi è tratto da L’ultima mano, Daredevil #181, dell’Aprile del 1982, culmine del ciclo milleriano che farà la fortuna di autore e personaggio e in cui Miller prende un personaggio carino, che i più generosi avrebbero definito di serie B, che lui stesso chiama lo «Spiderman dei poveri», e lo innalza nell’Olimpo del fumetto mondiale.

Miller introduce Elektra nel primo numero della sua gestione di Daredevil. Il tutto partiva da un’analisi dell’autore statunitense il quale intendeva sdoganare il cliché del supereroe che si lega sentimentalmente a ragazze “normali”. Miller si chiede: come mai i supereroi non sono teatrali nell’amore, tanto quanto lo sono nelle loro lotte? Pertanto Daredevil aveva bisogno di un amore degno di lui, della sua passione e della sua fisicità. Miller rapisce Elektra dal mito greco e dalla psicanalisi di Freud e la inserisce tra le pieghe del fumetto. Si tratta di analizzare la sessualità tra supereroi.

Per creare la ninja amata da Matt Murdock, Miller mischia la modella Lisa Lyon, una bodybuilder professionista già musa del fotografo Robert Mapplethorpe, e Katherine Hepburne, i cui zigomi alti ispirarono l’inchiostratore Klaus Janson. Elektra incarnava un primo tentativo di slegarsi e sdoganarsi dai cliché delle donne di Stan Lee, biondine accondiscendenti e subordinate spesso alla figura maschile, proponendo prima con Elektra e successivamente con la Carrie Kelly o la Wonder Woman del mondo de Il ritorno del Cavaliere Oscuro, la Marta Washington di Give My Liberty o la Nancy Callahan di Sin City, una rappresentazione della figura femminile forte, molto importante in un periodo storico in cui le donne avevano ruoli minori nel fumetto.

Prima di cominciare l’analisi di questo Pezzo dell’Ubalda, è necessario sapere che nei numeri precedenti Kingpin ha deciso di affidarsi a un nuovo killer nel mentre Bullseye è in prigione a causa di Devil, ovvero la mortale ex ninja Elektra. Bullseye riuscirà a sfuggire di prigione sfruttando la mancata attenzione delle guardie durante un’intervista televisiva nel penitenziario di Rykers Island, quindi sfruttando l’interesse morboso dei media verso la spettacolarizzazione per assassini e criminali (elemento che Miller riuserà nell’evasione del Joker ne Il ritorno del Cavaliere Oscuro), e disonorato per l’essere stato rimpiazzato da Kingpin, punterà a eliminare la rivale, la quale ha il compito di ammazzare Foggy Nelson. Durante il tentativo di omicidio da parte dell’ex ninja greca, Foggy riconosce nell’assassina il volto dell’amore giovanile al college dell’amico Matt e questo fa rinsavire la donna, rappresentando il momento di pentimento per Elektra e un punto di non ritorno per il personaggio.

Tavola di "Daredevil" di Frank Miller.

La composizione della tavola è costituita da una vignetta incastonata in uno sfondo bianco a sinistra, caratterizzata da un’enorme verticalità e un insieme di 8 vignette più piccole collocate sulla destra, di grandezza variabile. Grazie a questa successione in principio il lettore viene spinto a focalizzarsi sul colpo mortale di Bullseye a Elektra, in quanto la scena viene isolata e caricata di tensione.

L’ultimo atto della saga di Elektra doveva coinvolgere Bullseye, doveva essere uccisa crudelmente e freddamente dal peggior nemico di Daredevil, perché come ci insegnano capisaldi del fumetto come La notte in cui morì Gwen Stacy, questo è il massimo dell’umiliazione per l’eroe. Oltre l’iconica immagine del sai che trafigge il torace di Elektra, Miller inserisce un simbolismo ben preciso: è uno stupro e un omicidio in un giornalino dei supereroi.

L’occhio segue il tragico tentativo di una Elektra ferita di sfuggire alla morte, con Miller che gioca a dilatare e accelerare a piacimento il tempo. Elektra affronta una sorta di trasfigurazione cristologica (trasfigurazione che rivedremo, sempre con Miller, con il personaggio di Matt Murdock in Born Again), in cui la bella greca si trova a percorrere una personale salita al Calvario, derisa e sanguinante, che incespica, cade e si rialza nel totale disinteresse di tutti i cittadini di New York. Il mutismo dell’intera scena accresce il patos e isola Elektra dal mondo intero.

Elektra, come una preda ferita, prosegue verso il suo amore, cercando di completare il connubio tra Eros e Thanatos.

Tavola di "Daredevil" di Frank Miller.

Nella pagina successiva, la tavola è composta da un’alternanza di due vignette orizzontali, cinque vignette verticali e infine l’ultima ancora orizzontale. La composizione della tavola guida il lettore negli ultimi attimi di vita di Elektra, che, con le ultime forze, arriva alla porta del suo amore, l’avvocato cieco Matt Murdock. La gente assiste alla scena, indica, ma ancora rimane distante e disinteressata. Nella vignetta successiva Matt apre la porta e trova la donna che ama ai suoi piedi mentre Elektra ha la forza di sussurrare un ultimo «Matt…», unico baloon di dialogo in queste due pagine pregne di storytelling.

Miller allora sfrutta la verticalità delle 5 vignette centrali per imprimere una improvvisa dilatazione all’azione: Matt si rende ora conto, grazie ai sensi, del triste incubo che sta vivendo, il suo sguardo è fisso e una bocca sibillinamente aperta quasi lo tradisce. Egli è un semplice avvocato e deve mantenere le apparenze, ma il dolore travalica qualsiasi resistenza e lo spinge ad abbracciare il corpo immobile dell’amata. Il connubio tra Eros e Thanatos si è compiuto. I due amanti che non sono riusciti a essere uniti nella vita, si riuniscono in  un abbraccio quasi eterno e reso tale dalla ripetizione del gesto da punti di vista differenti.

Il dolore non traspare mai dal volto di pietra di Matt Murdock, ma diventa visibilmente esplicito su quello dei passanti, coloro che possono vedere realmente la scena, a differenza dell’eroe, tutti in penombra, tranne uno. Miller gli fa accendere una sigaretta, come nel primissimo esordio di Kingpin tra le pagine della sua gestione di Devil: la fiamma illumina il volto di quello che riconosciamo essere Bullseye.

L’ultima vignetta è estremamente carica di forza e patos. La tragedia si è compiuta e il triangolo tra Bullseye-Elektra-Daredevil, fatto di vita e morte si chiude, con Bullseye che ora è più che certo che l’avvocato cieco di Hell’s Kitchen sia proprio Daredevil. C’è un solo epilogo possibile ed è lo scontro tra le due forze di Bene e Male, in un eterno valzer che non avrà mai fine (come vedremo nella storia del ciclo chiamata Roulette).

In queste pagine c’è l’essenza della potenza del fumetto: vi invito a procurarvi l’intero ciclo di Frank Miller sul personaggio del ’79, perché qui si è fatta la storia del medium. E il personaggio di Elektra?

Frank Miller ha deciso di ritornare sull’argomento nell’incontro presso il Teatro del Giglio, in relazione all’ultimo Lucca Comics & Games.

Quando ho creato Elektra, io volevo solo cavarmela e riuscire a fare un personaggio che fosse interessante e pensate che è il primo incarico che ho avuto come sceneggiatore di una serie e sono stato colpito dal fatto che quel personaggio fosse diventato addirittura più famoso del protagonista della serie, di Devil. La storia stessa che stavo raccontando chiedeva che questo personaggio venisse ucciso a un certo punto perché non c’era altro modo sincero e onesto per portare avanti la storia senza ucciderla; nonostante le resistenze e le opposizioni dell’editor sono però riuscito a fare la cosa che pensavo fosse più giusta. Poi c’è stato naturalmente questo clamore da parte dei lettori dove tutti chiedevano che lei fosse riportata in vita e allora l’ho fatta tornare in vita. Quando però ho lavorato su Elektra Vive Ancora ho fatto apposta quella storia perché lei morisse di nuovo, perché fosse uccisa di nuovo e rimanesse morta. E COSA FA LA MARVEL? LEI È ANCORA QUI!
Ma in realtà quella non è Elektra è semplicemente qualcuno che le ha rubato il costume! Dovete sapere assolutamente che quella non è lei, è un altro personaggio ma non è lei.

Qui vi lasciamo fino al prossimo Pezzo dell’Ubalda, cari lettori e lettrici.

Conversazione sul fumetto: Will Eisner e Frank Miller a confronto

Immaginate se Jimi Hendrix ed Eric Clapton si fossero incontrati in uno studio di registrazione per conversare amabilmente sulla loro musica. Due “big” a confronto, uno dinanzi all’altro, pronti a scambiarsi considerazioni, riflessioni su esperienze passate o, più in generale, sulla musica. Sarebbe stato bello, vero? Beh, per noi fan del fumetto questo sogno si è realizzato nel momento in cui Charles Brownstein ha deciso di trascrivere ore e ore di registrazione di una conversazione intercorsa tra Will Eisner e Frank Miller che la Kappa Edizioni ha pubblicato.

Conversazione Eisner Miller

Due guru della graphic novel: uno padre indiscusso del genere, l’altro autore di opere talmente influenti da essere approdate al cinema (guarda caso Frank Miller è anche regista). Gli stili dei due maestri sono indiscutibilmente diversi, sotto il profilo grafico e sotto la scelta dei soggetti, argomenti sui quali entrambi gli autori non disdegnano di lanciarsi frecciatine e pungolarsi amichevolmente. Non mancano evidenti punti di contatto, ma il vissuto dei due artisti, così come la loro arte, differisce sotto plurimi aspetti a tal punto che il lettore non attende altro che le deduzioni avverse di un autore rispetto a quanto asserito dal collega.

Conversazione Eisner Miller

Ma procediamo con ordine.

Quel che emerge, dapprima, dallo scambio di battute tra i due è che entrambi sono gelosi e legatissimi ai propri soggetti e tendono a rimarcare con consapevolezza la propria appartenenza. Will Eisner non manca di rammentare come egli prediliga la “gente comune”, ammonendo (scherzosamente, ci mancherebbe altro) Miller di tracciare storie in cui non si attende altro che l’ennesima rissa di Marv (Sin City, nda). Forse la conversazione, inconsapevolmente, troppo spesso si sposta sul “tecnico”, ma dopotutto è perfettamente normale se a confrontarsi sono due professionisti che devono parlare (tra loro, poi) del proprio lavoro.

Conversazione Eisner Miller

Il testo, per permettere anche ai neofiti di approcciare agevolmente la materia, è corredato da una serie di complete note didascaliche volte a permettere al lettore di conoscere il significato dei termini e delle espressioni più sofisticate, con un’esaustiva descrizione degli strumenti e delle tecniche di disegno alle quali i due “big” fanno sovente riferimento. Capita anche spesso che vengano citati autori che hanno fatto la storia del fumetto o che abbiano contribuito in modo significativo allo sviluppo di un genere (come l’underground) e anche in tal caso i curatori del volume dispensano a piè di pagina complete note biografiche che consentono di conoscere il contributo artistico dell’autore cui si fa riferimento. Come se non bastasse i curatori del volume arricchiscono l’opera con una serie di immagini tratte dai lavori dei due artisti.

Rimane un’affermazione, rilasciata da Will Eisner e trascritta nella prima parte del volume, da commentare perché particolarmente meritevole di attenzione: Eisner rivela, con ferma consapevolezza, che le sue opere sono «da teatro», mentre quelle di Miller«da cinema». Potremmo spendere delle ore a commentare il significato di quest’osservazione, quanto sia intrinsecamente vera e corretta. Se comparassimo New York (di Eisner) a 300 (di Miller) ci renderemmo conto di cosa si intenda.

Conversazione Eisner Miller

Ogni recensione normalmente si conclude con un giudizio che in questo caso ci conduce ad ammettere che…

Questa è una lettura obbligata per ogni appassionato di fumetti!

Frank Miller ospite a Lucca 2016

Pochi minuti fa la RW Edizioni, congiuntamente al Lucca Comics & Games, hanno annunciato la presenza di Frank Miller alla manifestazione Lucchese di quest’anno.

Questo il comunicato:

Batman: The Dark Knight #1 (The Dark Knight Returns) - Frank Miller (1986)

Batman: The Dark Knight #1 (The Dark Knight Returns) – Frank Miller (1986)

“In collaborazione con Lucca Comics And Games, l’artista Frank Miller sarà ospite di RW Edizioni durante la kermesse toscana che si terrà dal 28 ottobre al 1 novembre.

E’ uno dei più importanti fumettisti viventi.
Alla fine degli anni Ottanta ha rivoluzionato il mondo dei comics con Il Ritorno Del Cavaliere Oscuro, che a trent’anni dalla prima pubblicazione continua a essere considerato uno dei best-seller della nona arte!
Nei decenni successivi Il Cavaliere Oscuro Colpisce Ancora, Ronin, 300 sono stati solo alcuni dei fondamentali titoli che hanno contribuito ad accrescere il valore della sua arte e, di riflesso, della sua fama!
Nel 2015 viene insignito con un fondamentale riconoscimento alla carriera quando per i suoi meriti in ambito fumettistico il suo nome è aggiunto tra le stelle della Will Eisner Hall of Fame.
Nel 2016 è tornato a scuotere le fondamenta del mondo dei comics grazie a un prequel breve ma intenso e a un sequel di portata epica di The Dark Knight Returns.
Ovviamente stiamo parlando del maestro Frank Miller, tornato alla ribalta nell’ultimo anno per averci riportato nel futuro distopico di Batman grazie a Il Cavaliere Oscuro – Razza Suprema, miniserie in otto parti realizzata in collaborazione con Brian Azzarello, Andy Kubert e Klaus Janson, tuttora in corso di pubblicazione.
Insieme a questo gradito ritorno al fumetto, quest’anno l’artista darà ai lettori italiani il regalo più grande che potessero mai immaginare partecipando alla più importante fiera del fumetto d’Italia: Frank Miller sarà infatti ospite per Lucca Comics & Games 2016 e RW Edizioni!
Durante la fiera internazionale del fumetto, l’artista parteciperà a panel e incontri con il pubblico oltre a essere protagonista di signing session con i propri fan. Entro il 23 settembre divulgheremo le date e gli orari di queste attività.
Non vediamo l’ora di incontrare insieme a voi la leggenda del fumetto!”

Maggiori dettagli verranno diffusi dalla RW nella giornata del 23 Settembre

Anteprima Dark Knight III: Master Race #5

Mercoledì prossimo 29 Giugno 2016 la DC Comics pubblicherà il quinto albo di Dark Knight III: Master Race. Scritto da Frank Miller e Brian Azzarello e disegnato da Andy Kubert e Klaus Janson.

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L’albo uscirà con le variant cover disegnate da Andy Kubert, Karl Kerschl, Klaus Janson, Paul Pope, Jim Lee e Frank Miller.

Qui potete leggere qualche tavola in anteprima:

 

Frank Miller boccia l’Elektra nel Daredevil di Netflix

Dopo una prima fortunata stagione su Netflix nel 2016 vedremo il ritorno di Charlie Cox nei panni di Matt Murdock: meglio noto come il giustiziere mascherato di Hell’s Kitchen Daredevil.

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Per la prima volta sullo schermo vedremo anche il Punitore (Jon Bernthal) e Elektra (no, quei film a cui state pensando non sono mai esistiti!). Quest’ultima è stata al centro di uno scambio di battute tra Frank Miller, il creatore di Elektra, e i suoi fan durante il Comic Con Experience in Brasile.

Sebbene Miller non abbia visto la prima stagione del Daredevil Marvel/Netflix, dichiara di non aver gradito l’adattamento del personaggio che ha curato per tanto tempo e che lo ha proiettato nell’olimpo dei Maestri del Fumetto mondiale.

Miller sembra essere stato particolarmente duro con Elodie Yung come interprete di Elektra Natchios dichiarando: “possono chiamarla come vogliono ma quella non sarà la vera Elektra” l’autore ha poi aggiunto: “sì, io sono suo padre”

 

Batman DKIII: “The Master Race” – Cosa abbiamo visto finora

Il New York Comic-Con quest’anno è stato piuttosto generoso di news su Frank Miller. L’avevamo visto poco tempo fa su una sedia a rotelle e on un aspetto decisamente poco rassicurante. Questo ottobre invece l’autore di 300, Sin City, Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, Born Again e mille altri capolavori torna più vispo che mai ad annunciare altri progetti.

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C’è chi dice che quest’anno il NYCC sia stato avaro di grandi notizie ma quando c’è di mezzo Frank Miller chi altri poteva sperare di ottenere un minimo d’attenzione? Un po’ come quando al cinema esce il blockbuster che tutti aspettavano e gli altri studios spostano le date dei loro film per non rimanere bruciati (cosa che Marvel e Image hanno fatto anticipando gli annunci relativi alle loro serie).

Miller ha annunciato che realizzerà un nuovo capitolo della saga di Sin City e che scriverà un prequel de “il Ritorno del Cavaliere Oscuro” con John Romita Jr. alle matite.

Occupiamoci però dell’uscita più imminente, ovvero Dark Knight III: “The Master Race” (dove si avvarrà della collaborazione di Brian Azzarello, Andy Kubert e Klaus Janson)

Abbiamo già visto una bella infornata di Variant Cover (che potete ammirare QUI, QUI, QUI e QUI) alle quali si aggiungono queste (ultime?):

 

qui invece possiamo ammirare alcune delle matite di Andy Kubert:

e qui abbiamo la preview di alcune tavole inchiostrate del rimo numero:

Qui invece possiamo ammirare un’anteprima delle prime tavole (compresa la copertina che tanto ha fatto discutere) complete di colori e lettering di “Dark Knight Presents: The Atom” che sarà anche disegnato da Miller:

 

Batman DKIII – Altre 5 Variant Cover

L’uscita del primo numero di DKIII “The Master Race” (di Frank Miller, Brian Azzarello, Andy Kubert e Klaus Janson) si avvicina e continuano a  fioccare nuove variant cover del numero uno dedicate ai singoli retailer.

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Stando agli annunci di qualche tempo fa le copertine avrebbero dovuto essere 30 ma noi (con queste 5) ne contiamo già 33

Queste le prime 14

Qui altre sette

…e altre sette

DKIII – Ancora variant cover (F.Miller in da house)

Continuano ad uscire le variant cover che la DC Comics ha dedicato al nuovo capitolo della saga del Cavaliere Oscuro.

Degna di menzione d’onore la wraparound cover disegnata da Frank Miller stesso:

 

Frank Miller

Frank Miller

 

DKIII “The Master Race” di Frank Miller, Brian Azzarello, Andy Kubert e Klaus Janson uscirà con 30 copertine differenti.

Queste cover vanno ad aggiungersi alle prime 14 che potete vedere -> QUI e alle successive 7 che invece potete vedere -> QUI

Da segnalare anche la bozza della variant disegnata da Jim Lee:

Jim Lee

Altre 7 Variant Cover per DKIII: The Master Race

Continuano ad uscire le variant cover che la DC Comics ha dedicato al nuovo capitolo della saga del Cavaliere Oscuro.

DKIII “The Master Race” di Frank Miller, Brian Azzarello, Andy Kubert e Klaus Janson uscirà con 30 copertine differenti.

Le prime 14 potete vederle qui mentre altre 7 sono state da poco rese note:

 

Batman DKIII – 14 Variant Cover (per ora)

Continuiamo i festeggiamenti per il Batman Day con questa news sul sequel del capolavoro di Frank Miller: DKIII “The Master Race”

Come è ormai d’uso in occasione del lancio di nuove testate da cui ci si aspetta un grande ritorno di pubblico le case editrici USA propongono diverse cover variant. Eclatante è stato il caso di Star Wars #1 con più di 100 variant cover.

Ovviamente anche la DC Comics si aspetta parecchio dal terzo capitolo de “Il Ritorno del Cavaliere Oscuro”. DKIII “The Master Race” di Frank Miller, Brian Azzarello, Andy Kubert e Klaus Janson avrà (per quel che ne sappiamo al momento) 14 variant cover.