Flash

Universo DC di Seth Fisher

Il mondo di Seth è uguale e diverso dal nostro. O meglio lo era, fino al 2006, anno in cui ha raggiunto con molta probabilità le sue creazioni fuori di testa, i suoi personaggi perennemente dall’aria assonnata e malinconica, le creature da trip sotto acidi e gli ambienti alieni anche se così familiari.

Seth Fisher infatti era un disegnatore (o sognatore) statunitense, con uno stile peculiare, se non abbastanza unico, che lo rendeva riconoscibilissimo in mezzo a decine di altri.

Nella sua breve carriera ha disegnato degli autentici gioiellini che sono raccolti in Universo DC di Seth Fisher, appunto, edito da Lion e uscito da un paio di mesi in fumetteria.
C’è però da segnalare la mancanza dei suoi lavori in Vertigo e i numeri di Legends of the Dark Knight da lui disegnati.

Il volume contiene due storie della Doom Patrol (13 e 14), Green Lantern: WillWorld e Flash: Time Flies.

Cosa salta subito all’occhio? Che gli sceneggiatori, rispettivamente Arcudi, De Matteis e Rozum, sembrano fare di tutto per esaltare le doti del nostro Seth (in particolare Rozum e De Matteis, mentre Arcudi si tiene sul modo più classico di narrare).

Soprattutto in Willworld, una storia incentrata su Hal Jordan più che Lanterna Verde, De Matteis spinge sul surrealismo, mescolando teste volanti, alieni, soprannaturale, fantasia, west, mistero e perfino un pizzico di metanarrazione, sul finale. Come detto però, ciò che fa fare il salto di qualità è Fisher.

I suoi mondi sono colorati e al limite del cartoonesco, ma in un certo senso tremendamente seri. I personaggi interagiscono in modo realistico, corrono pericoli, si feriscono e muoiono.

Per loro, che vivono in quei posti assurdi è tutto normale. Non c’è nulla di cui stupirsi. Siamo noi lettori che, disabituati al fantastico e al Sense of Wonder, non facciamo che vedere buchi di sceneggiatura e ricercare seriosità ovunque. Ma gli autori lo sanno! In almeno un punto e abbastanza esplicitamente ce lo fanno notare, prendendosi gioco di questa “pretenziosità”.

La storia su Flash, tra le tre presentate è certamente la più debole. Interessante è tutta la “lore” di questo mondo futuristico in cui Flash si trova costretto ad agire, ma per il resto è tutto fuorché memorabile dal punto di vista della semplice scrittura.

A rendere il tutto più prezioso o quantomeno godibile è ancora una volta il nostro Seth, che tratteggia un futuro molto più vicino ad un Fantasy che a ciò cui di solito siamo abituati.

I colori super accesi e i design incredibili danno l’idea di un mondo alieno ed estraneo, come in effetti potrebbe risultare agli occhi di una persona che vive ai giorni nostri la tecnologia di un immensamente lontano futuro.

Infine, la Doom Patrol di Arcudi: questa è la parte che più è valida e meglio ha resistito al passare del tempo.

Arcudi, mai troppo celebrato, tesse una trama dallo stile retrò in cui, per una volta, è Fisher che si deve adattare ai toni da “serie regolare”.  E nemmeno qui sfigura, anzi. Benché non ci siano proprio tutti i personaggi che hanno contribuito a rendere questa squadra grande, Robot Man e soci non sfigurano.

Non mancano i momenti divertenti, riflessivi e di azione. Con un pizzico di malinconia che da sempre accompagna Cliff Steele.
Anche qui trama semplice, ma con un bel twist che la fa risollevare quando si potrebbe finire nel già visto.

Come detto, i disegni non seguono il canovaccio delle due precedenti avventure, presentate in questo volume, anzi.

Però Fisher ci mette del suo. Soprattutto sul vero protagonista di questa storia: Robot Man. Il volto meccanico diventa quasi di plastica mentre le rughe compaiono e scompaiono sul metallo arancione, a mostrare ogni possibile emozione umana.

In sintesi, questo è un volume che chiunque sia appassionato non solo di fumetto, ma anche di illustrazione dovrebbe avere. Riunisce il talento di quello che sarebbe potuto diventare davvero un maestro nel mainstream supereroistico col suo tratto inconfondibile e alcune storie di buon livello.

 

Universo DC di Seth Fisher

Editore: RW LION
Collana: UNIVERSO DC DI SETH FISHER
Serie: DC UNIVERSE LIBRARY
Prezzo: € 17,50

La rinascita del Fulmine e delle Lanterne

Eccoci di nuovo con la rubrica che vi parla del Rebirth in modo poco convenzionale.
Come promesso la volta scorsa, ecco che oggi si parla di due letture che mi hanno stupito e una che ha avuto il meritato riscatto.
Partiamo dallo stupore. Cioè da Hal Jordan and the Green Lantern Corps, per prima cosa.Hal jordan Rebirth

Lo scetticismo era tanto. Venditti, titolare della testata dal post-Johns, non è mai stato infatti nelle mie corde.
E invece…
Invece le cose sono andate meglio di quello che avrei mai sperato. Ovviamente non si tratta di un capolavoro. Ma si lascia leggere, e allo stato attuale, per Hal e compagnia è già tanto.
Quello che però credo sia il vero problema, soprattutto per chi NON si affaccia a questi personaggi per la prima volta, è il confronto. Il confronto con un pezzo di storia dei comics del 2000 che ha infatti fornito così tanti spunti e idee che da sole potrebbero mandare avanti queste testate per altri dieci anni.
Il comparto artistico invece è promosso senza esitazione, almeno per i miei gusti. In particolare Rafa Sandoval (con Tarragona) credo sia un disegnatore molto indicato per questo tipo di serie, oltre ad essere capace di base. Poi c’è Ethan Van Sciver, guest artist del numero introduttivo e del #4. Leggo in giro di molti detrattori, ma personalmente a me piace molto. E mi ricorda sempre dell’epoca Johns; dettaglio non trascurabile con un fumetto come questo.
La storia, senza entrare troppo nel dettaglio e incappare dunque in spoiler vari, restituisce il nemico per eccellenza di Jordan, Sinestro, nella veste di “Signore dell’Universo”. Il personaggio è caratterizzato decentemente, anche se con alcune ingenuità da, appunto, villain da fumetto.
Per il resto, sarà interessante vedere cosa succederà quando Hal incontrerà i suoi (ex) colleghi, di fresco tornati da un giretto… altrove. Per mio gusto personale, se Venditti si mantenesse su questi livelli la serie potrebbe anche reggere nella mia scaletta di letture settimanale.

green lanternsDiscorso analogo per la nuovissima serie Green Lanterns, che narra le avventure di Simon Baz e Jessica Cruz, le due nuove lanterne della Terra. Tutto è giocato sul nascente rapporto di amicizia e fiducia tra i due (che potrebbe portare anche ad altro?) che, ovviamente, non potrebbero avere caratteri più diversi.
Da un lato l’irruento Simon, riuscito, grazie al suo anello verde, ad elevarsi al di sopra dell’odio razziale (o così sembra), dall’altro c’è Jessica, la persona meno portata a essere una Lanterna Verde: piena di paure e complessi. Eppure insieme, in qualche modo, funzionano.
Per il primo arco narrativo si scomoda anche qui un peso massimo degli ultimi anni: Atrocitus. La cosa “diversa”  però, rispetto alle tante saghe supereroistiche contemporanee, è il come. Le due Lanterne Verdi sono agli inizi della loro carriera. E si vede. Atrocitus  infatti è nettamente superiore, tanto da non considerarli nemmeno una minaccia.
Alla fine di questo primo arco, cominciano le premesse per il secondo, che in verità parte in modo poco originale, se gli elementi presentati dovessero rimanere gli unici nel proseguimento dei numeri.
Ultimo, ma non ultimo, tocca a The Flash.the-flash-rebirth
Anche Barry aveva subito la “cura Venditti”. In questo caso però, complice anche un Breth Booth ai minimi storici, Rob è durato poco. Per fortuna.
Il Flash di Williamson è ciò che serviva per la rinascita del personaggio. E nel fare ciò che fa, Joshua si riallaccia anche alla vecchia continuity. Perché questa, se non si fosse capito, è una rinascita. Ciò significa che prima c’è stata una vita.
La trama è lineare, forse un tantinello scontata sul villain, anche lui velocista.
Ciò che però in questo fumetto è incredibile sono i disegni. Lo dico: Carmine Di Giandomenico sembra nato per disegnare Flash, non che le altre cose gli riescano male eh, però per la prima volta da molto tempo  vedo un personaggio che mi dà davvero l’idea di essere “the fastest man alive”. Sembrerà una sciocchezza, ma amo il modo in cui disegna la Speed Force. È viva. È la vera protagonista. I lampi gialli sembra vogliano uscire dalla pagina e colpirti.
Spero resti più tempo possibile perché se lo merita, non perché italiano (anche se un pizzico d’orgoglio c’è sempre).
Ad alternarsi con Di Giandomenico troviamo Neil Googe, che io scopro solo con The Flash, appunto. Anche lui molto bravo, anche se più misurato e classico, se vogliamo.
The Flash è sicuramente un must se volete approcciarvi al personaggio e non lo avete mai fatto. E lo è anche se seguite le fatiche di Barry Allen da molto tempo. Una serie che lascia sempre con la voglia di sapere come andrà a finire.

Anche per oggi abbiamo finito. Però ci sentiremo presto, magari per parlare degli Young Animals.  Anche lì, c’è del potenziale.
A presto!

Joshua Williamson firma un contratto in esclusiva con la DC Comics

Facendo seguito alla nuova politica contrattuale nata con Rebirth anche lo scrittore Joshua Williamson ha firmato un contratto in esclusiva con la DC Comics. Già autore di GhostedNailbiter (Image) e di Illuminati (Marvel), Williamson è stato recentemente annunciato come scrittore di Flash che sarà disegnato da Carmine Di Giandomenico.

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lo scrittore ha anche annunciato una sua nuova serie per l’etichetta Vertigo: Frostbite sarà una miniserie di sei numeri in uscita a Settembre con Jason Shawn Alexander alle matite

Dawn of the Justice League Special TV: tutto sui prossimi film DC Comics

Stanotte negli USA, sul canale CW, la Warner Bros ha trasmesso un ampio special televisivo dedicato ai nascenti progetti cinematografici relativi ai supereroi DC Comics.

Dawn of the Justice League

In Dawn of the Justice League, oltre al trailer della Suicide Squad, si è parlato del prossimo film dedicato a Wonder Woman mandando in onda, per la prima volta, alcune clip tratte dallo stesso.

Durante il programma, condotto da Kevin Smith e Geoff Johns, ha anche mostrato le prime concept art dedicate al film su Flash con Ezra MIller

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è stato introdotto il film su Aquaman con Jason Momoa in uscita nel 2017

 

si è parlato di Cyborg il cui film è programmato per il 2020

un nuovo Spot TV per Batman vs Superman: Dawn of Justice

John ha inoltre confermato che il Corpo delle Lanterne Verdi comparirà nei film della Justice League. Non si parla di Hal Jordan, John Stewart o Kyle Rayner per cui è altamente probabile che il futuro film sarà incentrato sull’intero corpo più che su un singolo membro.

Green Lantern

 

 

 

 

Quando i supereroi invecchiano

Chi l’ha detto che i supereroi non possono invecchiare?

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Batman, Superman, The Flash and Wonder Woman hanno più di 70 anni e continuano a sfrecciare nei cieli dell’universo DC Comics come se fossero ancora dei giovinastri. Ma c’è chi ha pensato di dar loro l’aspetto di rispettabili senior citizens. L’artista Eddie Liu ha infatti immaginato queste icone del fumetto una volta arrivati alla pensione.

Non è il primo a farlo e non sarà l’ultimo ma queste opere sono piuttosto interessanti.

 

 

Intervista a Carmine Di Giandomenico

Carmine di Giandomenico, forse non ha bisogno di presentazioni, ma è uno dei disegnatori più in attività della scuderia Marvel e forse tra quelli italiani il più produttivo. Nonostante la mole di lavoro prodotta in questi anni, riesce sempre a creare opere di qualità con nuove soluzioni visive senza lasciare nulla al banale e allo scontato, creando un dinamismo e una originalità nella costruzione della tavola che davvero pochi riescono a realizzare, e non parlo solo di autori italiani!

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Ciao Carmine, sapresti definire la differenza sostanziale tra lavorare in un fumetto italiano ed uno  americano?

Sostanzialmente nessuno. Il procedimento è standard per ogni tipo di arte narrativa. Si parte dallo sviluppo di una trama, si costruisce una sceneggiatura e poi la si sviluppa disegnata o filmata. Non ci sono differenze, se non per il fatto che gli americani lasciano molta più libertà sulla regia delle inquadrature affidate al disegnatore che deve affrontare la struttura narrativa della pagina, che è cosa differente dalla struttura in Word.

Quando devi affrontare una tua interpretazione di un personaggio storico (ad esempio della Marvel), quali sono i riferimenti a cui ti appoggi? Rivedi come era disegnato dai precedenti autori principali?

Ovviamente per interpretare un personaggio devi conoscere i suoi caratteri principali, come il costume attuale e il suo modo di muoversi, il suo modo di gesticolare. Ovviamente ricerchi esempi di autori che stimi solo per capire meglio alcuni lati del personaggio e per poi rispettarli. Poi lascio andare l’idea che mi sono fatto per poi inserire qualcosa di mio dove mi interessa focalizzare molto la recitazione del volto del personaggio, che secondo me ha molto più valore di un corpo in volo.

Carmine2Come vedi i tuoi primi lavori con gli occhi di oggi? Personalmente ritengo ancora oggi Examen un lavoro eccellente.

Personalmente ho due reazioni suoi lavori del passato, uno affettivo e uno professionale. La prima è di nostalgia, ma solo per alcuni come Examen, e l’altra è professionale: rivedendoli li vorrei ridisegnare da capo, ma mi rendo conto anche che ogni pubblicazione appartiene ad un periodo e ad una storia, e quindi alla fine penso che è giusto che abbia i suoi difetti.

Se dovessi scegliere un fumetto da portare in un’isola deserta, cosa sceglieresti?

Ne sono tanti da scegliere… ed ognuno ha la propria affinità emotiva per varie tipologie di emozioni, e naufragando su un isola deserta di emozioni se ne vivono a milioni. Per non far torto a nessuno non porto niente. Prendo un legnetto e mi disegno storie sul bagnasciuga con le onde che cancellano le vignette fatte per realizzarne altre. :):)

Sei un romanticone! C’è qualche autore con cui vorresti lavorare assieme?

Mi piacerebbe poter collaborare con Morrison, oppure Gaiman, ma è un sogno. E in produttività con Marta Garcia e David Curiel ai colori. Mente per quanto riguarda l’Italia, mi astengo. Purtroppo se parli bene di uno, l’altro ti guarda male. Quindi lascio le mie porte aperte ai professionisti che rispetto e ammiro per la possibilità di poter collaborare con loro in futuro.

Tu e Alessandro Bilotta eravate coppia fissa tempo fa. Oggi per dinamiche assolutamente normali, le vostre strade si sono momentaneamente divise. Ti piacerebbe ritornare a lavorarci assieme?

No, il percorso con Alessandro si è esaurito. Non per la sua bravura, ma perché abbiamo visioni del media fumetto con dinamiche differenti. Come è giusto che sia. Forse un giorno si potrebbe tornare a collaborare ma attraverso un filtro, e per me sarà solo lavoro. Con questo non sto dicendo che rinnego il mio passato professionale con lui, abbiamo condiviso bellissimi momenti. Ma esiste una linea sottile che non deve essere superata in questo tipo di rapporti in team, ed è il senso di proprietà. Che a me mi sta stretta.

Ultima domanda: dopo tanto fumetto americano e italiano ci possiamo aspettare anche un volume che delizi gli occhi dei francesi?

La Francia è un mercato affascinante, l’ho assaporato per pochissimo. Ho ricordi bellissimi assieme a Bilotta, ma se oggi dovessi tornarci, vorrei tornarci come autore completo. Vedo la Francia come un traguardo di maturità artistica. E come tale mi piacerebbe poterci entrare con la giusta maturità artistica ed autoriale, con una mia storia da raccontare.