Fabrizio De Tommaso

Morgan Lost – Per morte e per amore. Una seconda chance

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Morgan Lost 8: Per morte e per amore

Mi sono detto, riprovaci, corri il rischio, dai una seconda chance al novellino in bicromia! (Semicit.)

Sto parlando, ovviamente, di Morgan Lost: la nuova serie di Claudio Chiaverotti pubblicata da Sergio Bonelli Editore. Quella che ha per protagonista un cacciatore di taglie daltonico che vede il mondo in bianco, nero e sprazzi di rosso.
Allo stato attuale sono usciti 8 volumi e, nonostante sia rimasto annoiato dal primo, mi sono lasciato convincere a leggere l’ultimo uscito: Per morte e per amore. Anche questa volta non è andata benissimo, certo, sono riuscito a finire la lettura del volumetto e non posso manco dire che sia brutto, ma da qui a definirla una lettura avvincente ne passa abbastanza.
Il protagonista è scarsamente caratterizzato, banale nelle sue battute e poco carismatico, il classico belloccio che “era meglio se stava zitto”, una copia di Dylan Dog che non combatte mostri ma cattura malviventi (che poi, volendo, sono una sottocategoria)… I disegni sono molto buoni quindi un applauso a Vincenzo Bufi, ma la storia proprio non è il massimo, una scopiazzatura di una puntata tipo di CSI senza Grissom, non aggiunge nulla al genere e risulta per alcuni passaggi prevedibile e scontata.
A New Heliopolis sta per avere luogo una doppia esecuzione sulla sedia elettrica, non sappiamo chi siano i condannati ma un lungo flashback ce ne farà fare la conoscenza.
Todd Almaric è un assassino seriale, trucida sadicamente innocenti che hanno come unica colpa quella di recitare il ruolo della classica famiglia americana, quelle tutte sorrisi e abbracci che poi magari sotto sotto nascondono tradimenti e abusi; Almaric non ci sta e la sua protesta procede a suon di coltellate e sventramenti, questo fino a quando Morgan non ha un’intuizione e riesce a catturarlo sventando l’ennesima tragedia.
L’assassino viene dunque condannato a morte ma la serie di omicidi non accenna a placarsi, chi sta portando avanti la vendetta del neo Saw? (scusate ma mi pareva palese…).

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Morgan Lost 8: Per morte e per amore

Questa serializzazione ha ancora tantissima strada da fare.
L’idea della bicromia (Nero+Rosso) all’inizio l’ho trovata interessante, purtroppo è stato usata a sproposito e senza una reale cognizione di causa, se ne sarebbe apprezzato un uso ragionato e funzionale alla storia e non una semplice colorazione delle vignette, andrebbe dosata per sottolineare dei particolari, per enfatizzare delle scene, ma questo avviene in poche vignette, si sminuisce a semplice caratteristica di stampa quando invece potrebbe essere un’arma emozionale se usata con criterio.
Come dicevo prima, il disegno è l’unica cosa che mi ha davvero colpito in quanto ho trovato la mano di Bufi molto sciolta ed esperta, i personaggi acquistano plasticità e dinamismo e anche le vicende risultano chiare e immediate.
In conclusione che dire? Magari riproverò a leggere un altro volume tra qualche mese, qualcosa che mi attira questa serie ce l’ha, forse le stupende copertine a opera di Fabrizio De Tommaso? O forse proprio l’idea della bicromia, chissà; per ora mi sento di dire che è un fumetto carino, ma carino come tanti che non spicca ancora per originalità, aspetto dunque fiducioso la crescita di questa creatura.

LE VIE DEI PENSIERI – Il terzo volume UT al festival di Sarzana

Comunicato Stampa

SERGIO BONELLI EDITORE PRESENTA

 LE VIE DEI PENSIERI

IL TERZO VOLUME DI UT

 

di CORRADO ROI E PAOLA BARBATO

Arriva in edicola il 25 maggio e in fumetteria l’1 giugno, nella versione con variant cover di Fabrizio De Tommaso, la terza puntata della saga di UT che racconta incontri inquietanti e introduce nuovi misteriosi compagni di viaggio per i nostri protagonisti

 

Venerdì 3 giugno alle h 18 presentazione a Sarzana nell’ambito del festival “I Libri per Strada”

Giunge al terzo capitolo la saga di UT, il capolavoro nato dalla mente di Corrado Roi, maestro delle ombre che dalle pagine di Dylan Dog passa a creare, assieme a Paola Barbato, la serie a cui sta lavorando da tutta la vita.

Ne La via dei pensieri -che mostra in copertina un UT in versione “uomo vitruviano”– nuovi compagni di viaggio si uniscono ad Ut e Iranon mentre percorrono la via di accesso al Periekon. I due fanno infatti la conoscenza di Iv, Hor e Tommasa, che salvano da un’imboscata. Le tre li conducono così nelle Vie dei Pensieri, consentendo loro di accedere al Periekon, il luogo nel quale vivono reclusi quindici filosofi che condividono un unico pensiero. Lì Iranon viene condotto da Gau, colei che li comanda e che custodisce alcune reliquie che riguardano Hog, l’architetto genetico. Iranon crede di aver ricevuto informazioni preziose, ma ben presto gli diventa chiaro che qualcuno sta cercando di manipolarlo, poiché in quel luogo viene nascosto un segreto…

Le vie dei pensieriIl nuovo albo di UT verrà presentato presso il Palazzo Comunale di Sarzana venerdì 3 giugno alle ore 18, quando Paola Barbato e Corrado Roi incontreranno tutti i lettori della libreria del Fumetto Comic House nell’ambito della XXV edizione del festival “I Libri per Strada” di Sarzana. Per l’occasione, coloro che parteciperanno all’evento riceveranno in omaggio la stampa di Sergio Bonelli Editore, realizzata in esclusiva per il Tour di UT in fumetteria.

 Anche per questo terzo volume, la nuova saga conterà due edizioni in contemporanea, una da edicola (disponibile dal 25 maggio) e una da fumetteria (disponibile dall’1 giugno). Come sempre l’obiettivo è infatti quello di offrire esperienze di lettura diverse, dove la versione fumetteria si differenzierà da quella destinata all’edicola per le variant cover realizzate di volta in volta da un disegnatore ospite d’eccezione e per l’aggiunta in ogni numero di un esclusivo apparato redazionale, creato appositamente dal team Bonelli. In questo caso la copertina del terzo numero di UT nella sua versione variant da fumetteria sarà opera di Fabrizio De Tommaso.

 

UT N. 3

Le vie dei pensieri

Uscita:

edizione edicola: 25 maggio
edizione fumetteria: 1 giugno

UT è creato da Corrado Roi e Paola Barbato

Soggetti, disegni e copertine (per la serie regolare): Corrado Roi
Sceneggiature: Paola Barbato

Prezzo: Euro 4,00
96 pagine

Copertina edizione Fumetteria: Fabrizio De Tommaso
Prezzo: Euro 5,50
112 pagine

 

Dylan Dog 356 “La macchina umana” – Una recensione eclissata

Il piccolo Max si accorse che essere il rampollo di una ricca famiglia borghese ebraica non era soltanto rose e fiori. A Max piacevano cose un po’ hippie come passeggiare, leggere libri, e stare seduti sotto gli alberi a riflettere sulla natura del mondo. Ma il padre, quando finalmente si diplomò, decise che la vera vita di Max sarebbe cominciata. C’era un’azienda tessile da portare avanti.

Diversi anni dopo Max si iscrisse all’Università. Non sappiamo molto dei suoi anni passati a vendere tessuti; ma possiamo immaginarci come siano andate le cose, visto che Max, assieme al suo amico Theo, diventerà uno dei più importanti critici del Capitalismo, della civiltà tecnica e dell’Illuminismo che la storia della filosofia ricordi.

Basta dare un’occhiata veloce alla sua Eclisse della Ragione, a firma, appunto, di Max Horkheimer, per rendersi conto che Max non fu felice negli anni di lavoro nella fabbrica tessile di papà.

Certo, prof, diranno i miei annoiati lettori, ma questo che c’azzecca co’ Dylan Dogghe?

Direi che c’azzecca eccome.

pagina 40 © Sergio Bonelli Editore

pagina 40 © Sergio Bonelli Editore

Che cosa ci fanno le parole di Horkheimer sulla bocca di Groucho? Ce le hanno messe Alessandro Bilotta e Fabrizio De Tommaso, creando uno di quei cortocircuiti artistici che capita raramente di incontrare. L’effetto è umoristico in senso profondamente filosofico: la spalla comica che enuncia la tragedia umana, la spalla comica che usa le parole del critico dell’Illuminismo e che porta il cognome di uno dei suoi più grandi incensatori, Marx. Se il comico è ribaltamento delle aspettative, questa è comicità pura. Ma lo scambio non è finito, perché Dylan ha ancora qualcosa da dire. Non deve essere un caso che queste due vignette siano al termine di una pagina, perché creano una tensione che si deve sciogliere solo nella pagina successiva.

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pagina 41 © Sergio Bonelli Editore

No, non fanno affatto ridere. In effetti, fanno orrore.

La macchina umana

I passaggi degni di una riflessione, in questo Dylan Dog 356, sono tantissimi. Ci preme sottolineare il ritorno all’orrore in senso sclaviano che si respira in ognuna delle pagine dell’albo, ma recuperato ad una purezza espressiva che emerge con prepotenza. Gli orrori di Sclavi nascevano sempre dalla normalità, trasfigurandosi nell’horror: e il ruolo di Dylan era quello di risalire lungo questo processo per capire da cosa nascessero i mostri, quale fosse l’orrore che li aveva generati.

Ne La macchina umana troviamo Dylan che ha già intrapreso quel percorso, ma si è trovato invischiato in esso. Non è riuscito a distaccarsene, a provare la pietas cui ci ha abituati; perché stavolta l’orrore è troppo grande.

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pagina 68 © Sergio Bonelli Editore

Non ci sono elementi horror, in questo numero di Dylan Dog. Gli intestini restano ben chiusi nel ventre, eppure si aggrovigliano; gli occhi non vengono cavati, ma hanno voglia di distogliersi dalla visione di tanta miseria. È tutto normale, vissuto in ogni luogo del nostro adorato occidente, attaccato alla nostra pelle al punto che non ce ne accorgiamo più.

Ma Dylan se ne accorge eccome, nella sua natura di creatura dell’immaginazione. Dylan che si portava a letto una donna al mese, che ha viaggiato nei mondi, che ha fronteggiato assassini, folletti, fate, uomini invisibili, maghi… Dylan che ha fronteggiato tutto questo e ne è uscito sempre indenne. Contro questo orrore Dylan Dog non ha armi; contro questo orrore Dylan Dog non può che soccombere. Non che non ci provi: nella sequenza in cui prova a fare il Dylan Dog, viene sconfitto dal suono di una sveglia.

Bilotta gioca col lettore, mostrando senza alcuna pietà la peggiore sconfitta di Dylan Dog per mano di un cattivo che nemmeno compare mai, quel John Ghost che finalmente emerge come una forza del male pura, potente, intoccabile. De Tommaso graffia le tavole con un tratto asciutto ed espressionista, senza fronzoli e profondamente maturo.

pagina 58

pagina 58 © Sergio Bonelli Editore

La storia è perfettamente funzionale al progetto personale di Recchioni sul personaggio; a tratti è illuminante. Alla luce di questo albo si comprendono vari albi precedenti. Alla fine ci restano quelle ultime tavole che, se prese sul serio, fanno tabula rasa delle aspettative del lettore. Cosa accadrà nel prossimo numero? Non lo sappiamo. Per la prima volta da un paio di centinaia di mesi a questa parte, non lo sappiamo.

La macchina umana è un albo cruciale per comprendere la direzione della serie, “finché c’è benzina nel motore”. Per quanto mi riguarda, spero che il buon vecchio maggiolone abbia il pieno, perché ho voglia di fare molta strada con Dylan, Groucho, Recchioni e il gran team di artisti che si è raccolto intorno.

Una primavera di novità per Morgan Lost

Comunicato Stampa

Arriva in edicola I Coniugi Rabbit, il nuovo albo di Claudio Chiaverotti.

Ad aprile al via il primo contest cosplay dedicato a Morgan Lost e a maggio debutto in libreria del cartonato L’Uomo dell’ultima notte con contenuti inediti sulla genesi della serie

 

In attesa del crossover tra Brendon e Morgan Lost

Morgan lostNumero dopo numero il nuovo personaggio di Claudio Chiaverotti sta conquistando un pubblico sempre più vasto. E la primavera si presenta carica di novità: in edicola, alle fiere e in libreria!

Il sesto atteso volume di Morgan Lost, del resto, è proprio una riflessione sul mondo del fumetto, un albo che porta sulle scene in tricomia della serie nuove e letali creature della notte. Dalle inquietanti pagine di un fumetto cult prendono infatti vita i coniugi Rabbit, due romantici e perversi assassini.

 

Claudio Chiaverotti ha spiegato: “In quest’albo ho voluto rendere protagonisti coloro che i fumetti li leggono, li scrivono, li disegnano. Si tratta di una riflessione su questo mondo in tutte le sue forme, sui personaggi inventati che sanno conquistarci e prendere vita oltre le pagine che li contengono. E anche oltre il volere del loro creatore. Ma I coniugi Rabbit è anche un viaggio attraverso i segreti e le intimità della coppia. Probabilmente si spinge oltre il politicamente corretto e segna un giro di boa importante anche per lo stesso Morgan Lost”.

 

I disegni di questo quarto albo sono realizzati da Cristiano Spadavecchia mentre la copertina è di Fabrizio De Tommaso.

Intanto, in attesa del crossover tra Brendon e Morgan Lost da poco annunciato dal creatore dei due personaggi, procede anche il Morgan Lost in tour che vede Chiaverotti protagonista di tantissimi appuntamenti in tutta Italia. Il prossimo sarà quello a Torino Comics del 15, 16 e 17 aprile dove verrà lanciato il primo contest cosplay dedicato a Morgan Lost. In questa occasione tutti i visitatori saranno invitati a vestire i panni di uno dei tanti nemici del cacciatore di serial killer. Il cosplayer più efficace e sorprendente si aggiudicherà una sorpresa… direttamente in fiera! Il tour proseguirà dal 22 al 25 aprile quando sarà poi il momento del Comicon di Napoli che vedrà Claudio Chiaverotti tra i suoi protagonisti di spicco.

Ma le novità di questa primavera di Morgan Lost non sono finite perché a maggio arriverà in libreria il volume cartonato e a colori Morgan Lost. L’uomo dell’ultima notte che propone, in una veste arricchita di molti extra che raccontano la genesi della serie, i primi due numeri apparsi in edicola che costituiscono un’unica storia doppia disegnata da Michele Rubini e Giovanni Talami.

 

La nuova serie Sergio Bonelli Editore è un action-thriller visionario ricco di spunti cinematografici che vanno dai film di John Carpenter e Quentin Tarantino a pellicole come Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme, da Suspiria di Dario Argento a serie tv seguitissime come 24 e Breaking Bad. In controtendenza con le ultime scelte editoriali Bonelli, Morgan Lost non è stato pensato a stagioni, ma come serie mensile sulla lunga distanza. I disegni mostrano inoltre uno stile del tutto nuovo grazie alla presenza della tricromia nero/bianco/rosso e all’utilizzo di scale di grigio.

Il trailer ufficiale di Morgan Lost, realizzato da Marco Perugini

 

Tra i disegnatori che si alterneranno per i diversi albi di Morgan Lost ci saranno Val Romeo (Nathan Never, Dylan Dog), Giovanni Talami (Nick Raider, Magico Vento), Andrea Fattori (Brendon), Lola Airaghi (Brendon, Dylan Dog), Max Bertolini (Nathan Never) ed  Ennio Bufi.

Claudio Chiaverotti

Nato il 20 giugno 1965 a Torino, città dove vive e lavora, Chiaverotti approda al fumetto dopo un periodo piuttosto travagliato. Dapprima studia per diventare odontotecnico, quindi si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza. È nel 1986 che fa il suo ingresso nel mondo delle nuvole parlanti, scrivendo i testi per alcune strisce di “Sturmtruppen”, di Bonvi. Giunge alla Sergio Bonelli Editore nel 1989, esordendo con l’albo n. 34 di Dylan Dog, “Il buio”. Sostituisce per lungo tempo Tiziano Sclavi nella produzione delle storie dell’Indagatore dell’Incubo (per cui firma anche “Goblin”, “I delitti della mantide”, “Partita con la morte”, “Il confine”), collabora pure alle testate Martin Mystère e Zona X, per poi dar vita a un personaggio tutto suo, Brendon, un cavaliere di ventura che agisce sullo sfondo di un mondo devastato da una immane tragedia, avvenuta più di un secolo addietro, cui si allude con la definizione di “Grande Tenebra”.

 

 

MORGAN LOST

Una serie di Claudio Chiaverotti

 Pubblicata da:

SERGIO BONELLI EDITORE

Periodicità: mensile

CAST

MORGAN LOST N° 6

I CONIUGI RABBIT

Soggetto: Claudio Chiaverotti

Sceneggiatura: Claudio Chiaverotti

Disegni: Cristiano Spadavecchia

Copertina: Fabrizio De Tommaso

Colori: Arancia Studio

 

Online e sui social:

 

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