Edizioni Star Comics

Dimensione Fumetto presenta: FREE COMIC BOOK DAY

Amiche e Amici! Il giorno 23 aprile si celebrerà la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’autore. Questa giornata è dedicata al libro e alla lettura e ci sono moltissime iniziative dedicate a questo evento in tutto il mondo.

Dimensione Fumetto non è da meno e festeggia la Giornata Mondiale del Libro a modo suo: con un Free Comic Book Day!

Il giorno 23 aprile presso la biblioteca comunale Giulio Gabrielli di Ascoli Piceno, Dimensione Fumetto regalerà dei fumetti nuovi belli e adatti a tutte le età. Non c’è bisogno di pagare nulla, non bisogna iscriversi, basta venire in biblioteca e scegliere due fumetti tra quelli proposti, portarli a casa e leggerli!

Molte importanti case editrici ci hanno supportato e potrete trovare volumi offerti dalla Star Comics, Panini Comics e Nicola Pesce Editore. Ci sarà inoltre una selezione di titoli proposta dai soci di Dimensione Fumetto, e altri selezionati dalla Biblioteca Gabrielli.

L’evento non ha orario, durerà tutta la giornata: inizierà alle 9.30 e terminerà alle 19 in concomitanza con la chiusura della biblioteca. Quindi segnate la data sul calendario mettete la sveglia e preparatevi al Free Comic Book Day 2018!!

 

Devilman Grimoire: tremate, tremate, le streghe son tornate!

Una rivisitazione pop e aggiornata del grande classico di Go Nagai, ricca di citazioni nerd, tutto questo è Devilman G, nuova opera dedicata al demone Amon.

Il 2018 in Italia sembra essere l’anno di Devilman, forte del successo della serie Crybaby (di cui Dimensione Fumetto ha parlato qui e qui), prodotta da Netflix, arriva, grazie a Star Comics, un’altra serie prodotta nel 2012 in occasione del quarantennale della serie classica, così come Devilman vs Hades.

Il plot iniziale prende spunto dal manga classico, ma se ne discosta subito, la protagonista dell’opera è infatti Miki Makimura che si fregia del ruolo di strega grazie all’anello di Salomone. Regalatole dai suoi genitori, questo pare essere l’anello che l’Arcangelo Gabriele donò all’omonimo re e che ha il potere di soggiogare i demoni; è proprio questa nuova caratterizzazione del personaggio di Miki a dare il nome all’opera. Grimoire infatti sta per Grimorio, che altro non è se non un libro di magia che racchiude in sé corrispondenze astrologiche, liste di angeli e demoni, incantesimi, pozioni e tutto ciò che può essere utile a una strega, una sorta di diario/manuale che nel Medioevo le maliarde erano solite scrivere.

A sinistra tavola del Devilman classico di Nagai, a destra tavola di Devilman G di Rui Takato.

Mentre nella serie classica troviamo un forte rapporto, direi morboso, tra Akira Fudo e Ryo Asuka, uno scontro tra luce e ombra, uno scambio di ruoli (Devilman è un demone ma difende gli uomini, Ryo è l’incarnazione di Lucifero, un angelo decaduto che invece vuole annientarli), in questa l’attenzione è posta sul rapporto tra il timido Akira e la giovane e prorompente Miki. Se nella storia classica Amon si fonde con un umano grazie a un’evocazione a opera di Asuka, qui il ruolo di evocatore è dato alla giovane Makimura che improvvisa un incantesimo di salvataggio e ottiene lo stesso effetto, la creazione di un Devilman.

Tavola di Devilman G

I toni questa volta sono smorzati, il target viene abbassato, e le vicende modernizzate, ma pur se cambia la formula il risultato non cambia e l’antica lotta tra bene e male ne esce comunque vincitrice. Le atmosfere più scanzonate vengono spesso interrotte bruscamente da eventi tragici che rimandano subito allo spirito che da sempre caratterizza il titolo, ritroviamo molti dei personaggi storici in vesti diverse, prima tra tutte l’arpia Silen, e il manga è infarcito fin da subito di rimandi all’opera originale e di un grande numero di citazioni a opere note.

La storia sempre in mano a Go Nagai, viene affiancata dal disegno di Rui Takato che ha un tratto meno stilizzato e iconico di quello del Sensei, ma che risulta comunque funzionale e accattivante, un buon uso del pennino e dei chiaroscuri rendono la narrazione molto piacevole e coinvolgente.

Che dire, l’opera sarà composta da cinque volumi bimestrali e io fossi in voi un occhio ce lo butterei, lo svago sarà assicurato!

 

Book of Death – L’evento che ha scosso l’Universo Valiant

Book of Death – La caduta dell’ Universo Valiant

Un personaggio sovrumano, colpito da morte violenta, giace a terra senza vita, avvolto da una bellezza sacrale. Il sangue copioso, intorno al capo, si è esteso in modo perfettamente circolare, dando forma ad un’aureola di sangue. Segno di glorificazione di un eroe sacrificatosi per una nobile causa. Un martire il cui nome era Bloodshot. Questa è la copertina, una versione tra tante realizzate per l’occasione, firmata da Cary Nord, con la quale il 19 aprile 2017, Edizioni Star Comics ha pubblicato il primo volume della mini serie Book of Death.

 L’ evento più drammatico in assoluto scritto, sceneggiato e disegnato dall’ intero cast di casa Valiant. 

Una resa dei conti, un’apocalisse, una fine.

Così si presenta il primo volume Book of Death – La caduta dell’ Universo Valiant. Volume che contiene Book of Death: The fall of Bloodshot, Book of Death: The fall of Ninjak, Book of Death: The fall of Harbinger, Book of Death: The fall of X-O Manowar. Pubblicati singolarmente in America da luglio a ottobre 2015. Quattro storie profetiche con tragici epiloghi, tratte dal Libro del Geomante, custodito da Tama, una ragazzina venuta dal futuro.

Book of Death – Il libro della morte (Valiant 45)

 

La prima storia è firmata da Jeff Lemire e ha come protagonista Bloodshot, la macchina assassina perfetta. In lui sono stati infusi miliardi di naniti che gli conferiscono una vasta gamma di capacità sovrumane. Sottoposto a lavaggio del cervello per essere il soldato ideale di una multinazionale paramilitare privata, si libera e diventa un eroe. Lemire e Dough Braithwaite (disegni) ci presentano un Bloodshot nostalgico che non ha più voglia di combattere. Solo e rassegnato, il nostro eroe vaga da un luogo all’altro fuggendo dai suoi ricordi e anelando la pace. La sua fine è commovente.

Andando in ordine, è la volta di Ninjak, spia e mercenario al saldo del miglior offerente. Matt Kindt (storia) e Trevor Hairsine (disegni) immaginano un Ninjak invecchiato ma ancora tenace e forte che ha messo le sue abilità letali al servizio di una giusta causa, salvare l’umanità da una grande minaccia.

La terza parte riguarda gli Harbinger, Toyo Harada e Peter Stanchek. La storia è realizzata da Kano e scritta da Joshua Dysart che immagina l’esito catastrofico di un ultimo scontro tra i due Omega e la loro trascendenza, a riprova che nessuna fine è veramente tale.

Ninjak si batte con i positroni di Livewire

Si conclude con la storia di Robert Venditti (storia) e Clayton Henry (disegni) che segue la vicenda di X-O Manowar, il guerriero visigoto rapito da un popolo alieno nel quinto secolo e tornato sulla Terra dei giorni nostri. Gli autori ci illustrano la sua morte e il passaggio di proprietà della sua forza. La sua armatura senziente Shanhara viene ereditata da sua figlia.

Quattro storie visionarie, cariche di emozioni intense che riescono a catturare l’attenzione, anche da parte dei nuovi lettori che si avvicinano per la prima volta all’Universo Valiant.

Gilad ha un diverbio con X-O Manowar

Il secondo e ultimo volume della mini serie, Book of Death – Il libro della Morte è focalizzato sulla vicenda di Tama, la Geomante venuta dal futuro, e del suo protettore Gilad Anni-Padda, il Guerriero Eterno. Maestro nell’arte del combattimento antico e moderno, Gilad vaga per la Terra da migliaia di anni al servizio dei Geomanti, i Guardiani della Terra. 

Fin dall’alba dei tempi, il bene lotta contro il male in una guerra che attraverso millenni è giunta ai giorni nostri. Al centro della contesa c’è il Geomante, in grado di controllare la Terra e gli elementi, che ogni qualvolta viene ucciso dal Nemico Immortale si reincarna in un individuo diverso. Lo scopo di questi mistici è quello di guidare e salvaguardare la Terra e questa volta tocca adempiere a un così gravoso compito a un ragazzino di nome David, cresciuto a Concord nel North Carolina. Sulla scena però, si è presentata anche Tama, che vuole scongiurare l’arrivo di un epoca buia. Sfortunatamente alla sua comparsa coincide l’inizio di una serie di eventi naturali drammatici, nei quali perdono la vita centinaia di persone. La super squadra speciale Unity, a difesa del mondo, ne attribuisce la responsabilità a Tama. Gilad, membro della Unity, è certo dell’ innocenza della ragazzina e contravvenendo agli ordini dei suoi superiori decide di proteggerla dagli attacchi da parte dei suoi ex compagni di squadra. Il vero responsabile dei massacri è Master Darque, il Nemico Immortale che intende devastare la vita dell’intero pianeta.

La minaccia di Master Darque

Robert Venditti ha sceneggiato una bella storia dalla trama semplice ma con elementi originali, forse leggermente sbrigativa. Restano sconosciuti i fatti antecedenti l’incontro tra Tama e Gilad, ad esempio il modo con cui la Geomante è arrivata dal futuro.

La lettura è scorrevole e travolgente. I disegni sono di Robert Gill e Dough Braithwaite che si dividono le tavole secondo lo sviluppo della trama. Il primo si è dedicato alle tavole ambientate nel presente, distinte da un tratto sintetico e dinamico. Braithwaite invece ha curato le scene futuribili delineando forme sinuose e curate nei dettagli. Ma la vera differenza è data dai colori di David Baron e Brian Reber che passano dalle tonalità luminose e vivaci a quelle più scure e profonde che donano più enfasi alla narrazione.

Book of Death è un opera pregevole che fa riflettere.


Book of Death – La caduta dell’universo Valiant
Edizioni Star Comics – Valiant 44, aprile 2017
17×26 cm, brossurato, 116 pp. a colori
8,90 €
ISBN 978-88-2260-422-4

Book of Death – Il libro della morte
Eedizioni Star Comics – Valiant 45, aprile 2017
17×26 cm, brossurato, 144 pp. a colori
8,90 €
ISBN 978-88-2260-420-0

Dragon Ball Star Comics celebration book

La Star Comics è in una fase importante della sua vita editoriale. O meglio, sarebbe più opportuno dire che in realtà la Star Comics ha raggiunto un grande traguardo ed è pronta a spegnere un bel numero di candeline… Ben 30 per l’esattezza! (Come il sottoscritto… mah…) La stellare casa editrice non ha mancato occasione per celebrare la ricorrenza e ne abbiamo avuto un esempio palmare con il trentennale di Spider-Man, circostanza  in cui l’albo del nostro amichevole tessiragnatele si è presentato in un’edizione di tutto rispetto e pronta a soddisfare i palati dei collezionisti agguerriti (e che magari avevano già una teca pronta per l’occasione, con tanto di lampada e spazio celebrativo).

La Star Comics non si è sottratta però nemmanco alla celebrazione della ricorrenza anche per altre testate e, ovviamente, ha deciso di levare in alto i cuori per il manga più conosciuto: Dragon Ball. Se anche voi siete estasiati per l’uscita di Dragon Ball Full Color (e chi vi scrive sta ancora festeggiando) potreste aggiungere alla vostra biblioteca questo volume, un celebration book che la Star Comics ha dedicato a Goku e al suo entourage.

Dragon-Ball-Star-Comics-Celebration-Book

Dopo un capitolo (anche piuttosto corposo) sul percorso editoriale che ha condotto la Star Comics dov’è oggi, ovvero nell’Olimpo degli editori, questo celebration book riserva tante piccole curiosità per il lettore e per gli appassionati: un’ampia sezione è riservata alle cover ma, quella che indubbiamente attirerà l’attenzione dei fedelissimi, è quella dedicata al parere reso da alcuni dei più importanti fumettisti del panorama italiano (del calibro di Recchioni, Zerocalcare, Milo Manara, Bevilacqua, Sio e anche molti altri) sul manga che ha poi ispirato uno degli anime più conosciuti della storia.

E il maestro in tutto questo? Ma no, non mi riferisco al Maestro Muten e alla sua fedele tartaruga, ma ad Akira Toriyama, il padre dell’epopea dei Saiyan (senza la “i” nella versione italiana, Sayan). Il creatore della saga, ancora oggi ovviamente compiaciuto della sua creatura, ha rilasciato una lunga intervista al team della Star Comics per festeggiare in Italia la ricorrenza, ma anche e soprattutto l’affetto e l’entusiasmo con il quale il pubblico italiano ha accolto (e continua ad amare) tutti e sei i cicli narrativi dell’opera.

Dragon-Ball-Star-Comics-Celebration-Book

Non ho potuto non menzionare Dragon Ball Full Color (del quale abbiamo anche parlato in altro articolo), immagino che i più attenti con il dito indice in segno d’accusa siano pronti a dire: «Cosa c’entra?» Ebbene, questo celebration book riserva una cospicua sezione all’anteprima del nuovo prodotto editoriale che, come saprete se avete letto la recensione che gli abbiamo riservato, ci ha entusiasmato molto superando le aspettative di chi credeva fosse solo un esperimento cromatico. Poteva mancare una sezione riservata a qualche quiz? Certo che no e, sebbene nelle fumetterie sia già disponibile il Dragon Ball Quiz Book, qualche pagina la si dedica anche ai domandoni per testare la conoscenza dei seguaci della serie del loro manga preferito.

Insomma, la Star Comics per i suoi trent’anni ha voluto festeggiare per bene. Non ha trascurato le singole testate del brand e ha riservato a Dragon Ball un trattamento d’onore, con un volume celebrativo degno del nome che porta la casa editrice. Per gli appassionati sfogliare il volume è come scoprire sul proprio volto una nuova ruga, si pensa con nostalgia al passato e si rimembrano i momenti in cui, chi come me è quasi prossimo al raggiungimento degli “enta”, Goku salvava il pianeta con una Kamehameha (“Onda energetica”, nell’anime italiano). Per le nuovissime generazioni è sicuramente una valida occasione per approcciare uno shounen comic old style, per chi anni fa “c’era”… ci si può anche commuovere un po’… Come diceva Giovanni in Tre uomini e una gamba: «Non ce la faccio, troppi ricordi!»

Il giro di vite – Un grande classico a fumetti

Il Giro Di Vite è un romanzo di Henry James diventato un classico della letteratura inglese e punto fermo per gli studi di letteratura sulla teoria del punto di vista. Scrivere di quest’opera scomoderebbe manuali e saggi di critica letteraria, Henry James ha costruito un romanzo perfetto, che coinvolge dalla prima all’ultima pagina, di una intensità senza pari che lascia sulle spine il lettore fino alla fine.

Una giovane istitutrice accetta di lavorare nella tenuta di Bly e badare a due bambini di otto e nove anni. Il suo datore di lavoro è un importante uomo di affari di Londra, che dal primo incontro affascina la ragazza che ha un solo obbligo morale verso di lui: qualsiasi cosa accada ai bambini, non vuole esserne informato. La giovane si affeziona subito ai ragazzi ma qualcosa comincia a insospettirla, i bambini si comportano in modo strano, diventano sfuggenti. Si viene a scoprire che l’istitutrice che l’ha preceduta è morta misteriosamente e con lei un altro ragazzo che lavorava alla tenuta di Bly.

L’istitutrice comincia a provare un vago senso di inquietudine, comincia a vedere spiriti all’interno della casa. Ma sono davvero spiriti, oppure la giovane ragazza è in preda a un delirio paranoide?

Da questo romanzo è stato tratto un film che possiamo definire un piccolo gioiello del genere Horror.

 

Il Giro di Vite edito da Star Comics fa parte della collana I maestri del mistero a cura di Roberto Recchioni. Sceneggiato da Dario Sicchio e disegnato da Elisa Di Virgilio, Letizia Cadonici e Sakka, cerca di raccontare la storia tramite il formato della graphic novel.  L’intento è lodevole, un libro come quello di Henry James non è spesso molto conosciuto al pubblico delle fumetterie, e certo il nome di Recchioni attira un vasto pubblico e stuzzica la curiosità dei lettori.

il giro di vite istritutrice

Dal punto di vista grafico, le tavole rendono perfettamente il clima di ansia e terrore che si respira a Bly, come il cambio di di espressione nel volto dell’istitutrice, prima solare e poi sempre più tetro, o gli spiriti e la tenuta che sono resi in maniera davvero superba. Il lettore tavola dopo tavola nota il cambiamento di atmosfera e la pressione psicologica dell’istitutrice che comincia a dubitare di se stessa e dei bambini.

il giro di vite arrivo del bambino

Tuttavia se il mezzo grafico è molto ben impostato la sceneggiatura non è riuscita a rendere tutto l’intricato meccanismo del cambio di punti di vista, che è proprio la forza del romanzo di Henry James, quello che induce il lettore a una seconda lettura una volta terminato per ripercorrere tutta la storia nella tenuta di Bly.

Altra pecca è che il fumetto, per essere compreso adeguatamente, ha avuto bisogno del prologo e degli approfondimenti forniti dallo sceneggiatore. Questo è un peccato in quanto, secondo l’opinione di chi scrive, una graphic novel dovrebbe essere conclusa e essere compresa senza bisogno di ulteriori spiegazioni.

Naturalmente sappiamo che ridurre un’opera di 300 pagine a un solo centinaio comporta dei tagli importanti e quindi non si può pretendere di ritrovare la trama integrale, tuttavia un piccolo sforzo per rendere più completa la storia poteva essere fatto.

Non è un lavoro da buttare, anzi, la consiglio a chiunque voglia avvicinarsi alla Letteratura con la L maiuscola e a chi voglia immergersi in un lettura da cui si riemerge shockati e tremanti.

Dragon Ball Full Color: può il colore fare la differenza?

Ammetto che il titolo che ho scelto non è dei migliori, sembra quasi uno spot di serie B per qualche smacchiatore per capi colorati… Ma rendeva adeguatamente l’idea, almeno nel mio immaginario e credo sia prettamente calzante dal momento che in tantissimi (rectius: tutti) si sono chiesti se davvero l’aggiunta del colore all’opera di Akira Toriyama fosse davvero necessaria. I giudizi prognostici lasciano sempre e comunque il tempo che trovano, ragion per cui con ogni probabilità è sempre meglio indagare su cosa ci si para innanzi.

A dir la verità non nascondo come fossi pervaso da sincera curiosità quando appresi che la casa editrice Shueisha, in Giappone, aveva lanciato il brand e che lo stesso sarebbe poi approdato in Italia. In tantissimi, quando informai coloro che condividono con me la passione per il fumetto, piuttosto prevenuti si chiedevano cosa cambiasse dall’edizione normale (perfect edition, evergreen edition ecc.) e io, dopo aver testato il primo tankobon, ho capito che le differenze ci sono. E non sono poche!

Partiamo dal presupposto che Dragon Ball è un’opera che tutti dovrebbero leggere, non limitandosi alla visione dell’anime. Il lavoro di Toriyama è mastodontico, una storia senza eguali, fatta di personaggi epici che si confrontano in combattimenti permeati da un campo valoriale che comprende lealtà, coraggio, orgoglio e chi più ne ha… Ogni shonen necessita tuttavia di un disegnatore che riesca a rendere adeguatamente il concetto di azione, e qui le splash page e le onomatopee hanno sempre fatto da padrone, ma cosa accadrebbe se a uno shonen (che vieppiù ha fatto la storia dei manga) aggiungessimo… I colori?

Al momento in cui scrivo sono disponibili i primi due tankobon e, inutile dirlo, entrambi sono due toccasana per la vista. La Star Comics ha portato dunque nel bel Paese il manga originale ripulito e adeguatamente cromato, per poi riproporlo in tutti e sei gli archi narrativi della storia. Si inizierà quindi con la saga di Goku bambino, per poi arrivare a Piccolo Daimao, ai Saiyan, la saga di Freezer, la saga di Cell e la saga di Majin Bu.

La Shuesha ha chiarito sin dall’inizio che non si tratterà di un anime-comic, ovvero un volume realizzato attraverso il montaggio in sincronia delle immagini provenienti dalla versione animata, quanto piuttosto di un’attenta ripulitura e colorazione delle tavole originali del manga per la stampa. Una differenza sostanziale rispetto ai volumi tradizionali (la serie di 42 tankobon) sta nello svolgersi degli eventi: il primo volume della serie tradizionale si concludeva con l’incontro tra Goku e lo Stregone del Toro (padre di Chichi, futura moglie del nostro eroe) mentre la Full Color si spinge un po’ più avanti, arrivando alle vicende prodromiche all’incontro con Pilaf, ovvero il primo villain della saga che ritroveremo anche in Dragon Ball GT (quando tenta di rubare le sfere con la stella nera, create dal Supremo prima che questi scindesse la sua persona liberandosi della componente malvagia) ma anche in Dragon Ball Super.

La storia ci viene riproposta e ormai la conosciamo in tutte le salse, anche se questa edizione qualcosina in più (oltre alla rinnovatissima veste grafica che determina un effetto davvero appagante) cerca di riproporre. Il viaggio avrà inizio nel momento in cui il giovane Goku incontra Bulma che lo convince a intraprendere il viaggio alla ricerca delle sfere del Drago (solo perché nota che Goku possedeva quella da quattro stelle lasciatagli in eredità dal nonno Son Gohan, primo allievo del Maestro Muten).

Rassegniamo quindi le conclusioni, per cercare di capire quanto Dragon Ball Full Color sia meritevole e se l’iniziativa sia degna di nota. Ritengo che gli appassionati della saga di Dragon Ball non possano farne a meno e questo per due ordini di ragioni: primo, l’edizione lanciata dalla Star Comics propone tankobon più estesi e con l’aggiunta di piccoli dettagli rispetto alle edizioni precedenti e, secondo motivo, vedere Dragon Ball a colori è estremamente gratificante, soprattutto alla luce del fatto che l’anime non è stato mai realizzato in HD (sebbene il manga non sia, come detto sopra, un action comic ma una storia autentica). Ovviamente il prezzo di ogni singolo volume sarà un po’ più elevato, ma comunque entro parametri accettabilissimi per dei volumi da circa 256 pagine interamente a colori.

Ottimo direi! (Sì sembra lo slogan di un prodotto per capi colorati, lo ammetto…).

Devilman G – Grimoire: la genesi del demone

Comunicato stampa – È in dirittura d’arrivo lo spin-off di DEVILMAN che ripercorre le origini del celeberrimo antieroe: il primo volume di DEVILMAN G – GRIMOIRE, di Go Nagai e Rui Takato, sarà disponibile in fumetteria, libreria e Amazon dal 14 Marzo.

Il grido di una ragazzina fa alzare il sipario su una nuova leggenda: la bestia infernale si risveglia e il suo nome è Amon! Quando risplendono le zanne e gli artigli dell’implacabile demone e si dispiegano le sue ali, il mondo viene avvolto nuovamente dalle fiamme e da fiumi di sangue fresco…

A metà fra la parodia del genere majokko e la classica, disturbante storia nagaiana a base di splatter, erotismo e lacerazione, il manca che approfondisce la storia di Akira.

Dal 14 Marzo DEVILMAN G – GRIMOIRE n. 1 sarà disponibile in fumetteria, libreria e Amazon!

Go Nagai non ha bisogno di presentazioni. Nato a Wajima, Giappone, nel 1945, è il creatore dei più famosi “mecha”, giganteschi robot guidati da piloti che li manovrano dall’interno, il cui capostipite è MAZINGA Z, e l’autore dell’uomo diavolo Devilman. Tra le sue opere Edizioni Star Comics ha pubblicato DEVILMAN VS HADES, GOMADEN SHUTENDOJI e SATANIKUS ENMA KERBEROS.

ACTION 293

DEVILMAN G – GRIMOIRE 1
Go Nagai, Rui Takato
13×18, B, col-b/n, pp. 208, con sovraccoperta, € 5,90

I Got Faith in You, Baby

Le Edizioni Star Comics sta pubblicando i titoli dell’interessante casa editrice statunitense Valiant, e tra questi Faith, eroina con il fisico non proprio da pin-up, che, pur essendo da 25 anni una colonna della serie Harbringer, solo un paio di anni fa ha trovato la fama come personaggio singolo.

Non sono un esperto dell’universo Valiant, però prima o poi dovevo cimentarmici, e sono stato molto incuriosito dalla psiota (umana con superpoteri) Faith.

Ho sempre pensato che le supereroine ipermaggiorate e in costumini succintissimi, per quanto divertenti da vedere per noi maschietti, non esplorassero tutte le possibilità dell’universo femminile nei fumetti supereroistici. Oltre a essere particolarmente scomode: ci pensate a come ballerebbe tutta quella roba, per quanto compressa dentro il latex colorato? Una buona idea per distrarre gli avversari (e i lettori) maschi, ma una supereroina senza misure da capogiro necessita sicuramente di maggior consistenza come personaggio. E direi che in questo caso la consistenza c’è, se è vero che la miniserie che Star Comics ha diviso in quattro volumi, dal novembre 2016 al novembre 2017, è stata la serie più ristampata nel minor tempo.

Così Faith, oltre ad avere un aspetto normale, tanto più in America, dove buona parte della popolazione oscilla tra il sovrappeso e l’obesità, fa anche un lavoro normale: redattrice in un blog, con tanto di capo che tiene conto delle condivisioni dei suoi articoli. Ha una vita normale ed è una nerd, al punto di partecipare alla West Coast Comicon, con tanto di costume da cosplayer.

In un mondo altrettanto normale, in cui si parla di serie TV (Night Shifters, che richiama nel titolo The Night Shift, che esiste davvero, anche se con tutt’altra ambientazione), reality show e attori palestrati.

E il titolo del fumetto non è il suo nome da eroina (eroina, da non confondere con una vigilante), che sarebbe Zephir, cioè il vento che soffia da ovest, di solito lieve e tiepido, ma il suo nome di battesimo. Perché in realtà che Faith sia Zephir è di dominio pubblico, quindi non occorre nascondere questo legame, inoltre, non avendo Zephir nessuna maschera sul viso, neppure togliere gli occhiali come succede a Clark Kent avrebbe nascosto la sua identità segreta.

Ma un alter ego c’è: Summer Smith, perché Faith, che di cognome fa Herbert, vuole tenersi lontana dalla popolarità e dai supernemici, adesso che è da sola e non più parte di un gruppo di supereroi certificati. E quindi nella vita normale, al lavoro, si nasconde dietro una parrucca rossa e un paio di occhiali.  E fa una vita normale, in un condominio, con dei colleghi di lavoro (che scopriranno la sua identità quando i cattivi andranno a cercare Zephir mitra in mano nella sede del blog, ma decideranno di non dire nulla) normalmente str…i, e normalmente simpatici.

Meno normali sono i cattivi, visto che Faith deve affrontare gli alieni che, come nei peggiori (o migliori) sogni di Fox Mulder e Dana Scully, vivono tra noi; un gatto nel quale è rimasta intrappolata una entità psiotica parassitica; un attore di film supereroistici che sognava di fare il cattivo, perché cattivo lo è; e infine un esperto in arti oscure che porta una maschera da topo con un occhio solo, e per questo viene chiamato (suo malgrado) Murder Mouse. L’ultima degli alieni, con gli altri tre, costituirà il gruppo dei supernemici che, dopo aver provato a sconfiggerla separatamente, con poca fortuna, si uniranno nei Faithless (dopo aver provato a chiamarsi i Faithless 4, fin troppo scontato).

Faith... less...

Faith in realtà non è del tutto sola, la appoggia @x, che è l’equivalente di quello che Oracolo è per Batman (continua a turbarmi e a restare misteriosa la lettura del nome: semplicemente axeethics?)

E non è l’unico richiamo ai comic delle major, o ai manga, anzi, Jody Houser riempie la storia e la sceneggiatura di piccole e grandi citazioni, divertenti da trovare, sulle quali anche i disegnatori si sono sbizzarriti.

La scrittura al femminile è corposa e divertente, ironica e ricca di cambi di registro, centrata con grande sensibilità sulle emozioni dei personaggi. Non riesce talora a dare completa consistenza ai cattivi, che hanno forse la pecca di non essere del tutto credibili, risultando a volte macchiette fin troppo ridicole.

L’ironia della giovane scrittrice, che sta lavorando anche sulla serie Rebirth di Supergirl per la DC, non fa perdere il senso dell’azione, ma sottolinea bene la distanza di Faith dai supereroi a cui siamo abituati. E nonostante i superpoteri, rende Zephir/Faith/Summer un personaggio godibilmente umano.

Che ha problemi personali, di lavoro, di cuore.

Allo stesso modo, pure l’ambientazione grafica rende il fumetto vicinissimo alla realtà. Al punto che nell’Artist Alley della convention a cui Faith prende parte troviamo diversi autori reali, a partire dall’autocitazione della Houser, fino a un bel numero di autori Valiant, da Jeff Lemire a Clayton Henry.

Graficamente ovviamente i diversi disegnatori danno dei cambi di registro, che però non fanno perdere il senso dell’opera. Nella parte in cui si racconta la storia, nonostante l’uso di una griglia molto dinamica, di molte splash page, il tratto è abbastanza “classico”. I disegnatori che si alternano interpretano con il loro stile. Francis Portela richiama a volte lo stile di Jacen Burrows. Pere Perez, Meghan Hetrick, Joe Eisma e Kate Niemczyk nonostante stili diversi e diverse storie artistiche seguono i dettami di Jody Houser con qualità più che adeguata, che evidenzia il fatto che non siamo davanti a un fumetto supereroistico usuale.

Gli interventi di Marguerite Sauvage sottolineano in modo splendido i momenti in cui le tavole, prendendosi maggiore libertà nella gabbia, rappresentano direttamente i pensieri di Faith (e una volta anche del cattivo Chris Chriswell, che vuole esserne la nemesi), e danno ulteriore concretezza al personaggio. Infatti è lei in queste pagine a citare personaggi che fanno parte dell’immaginario del mondo del fumetto e non solo: da Batman e Robin a Sailor Moon, a Star Trek. Ma anche immaginandosi, in costume da supereroina, in situazioni assolutamente quotidiane.

Alla fine tutto concorre a rendere questa miniserie (che in realtà non si chiude, perché è Faith stessa a dire di «dover mostrare al mondo di essere una vera eroina») il fumetto supereroistico d’oltreoceano che maggiormente interseca lo straordinario con la realtà, fisica ed emotiva, delle persone comuni. L’umanità con cui i personaggi vivono le loro straordinarie avventure e loro ordinaria quotidianità è forse l’arma più vincente. Così le azioni straordinarie della psiota si sovrappongono semplicemente alle cose che accadono a tutti noi, e può accadere che Faith dica che «salvare il mondo è il miglior tipo di appuntamento in assoluto».

P.S.: il titolo dell’articolo viene dal testo della canzone Faith di Stevie Wonder, cantata con Ariana Grande, che fa da colonna sonora al film Sing e può essere adatto come sottofondo alla lettura.

Devilman Vs Hades: scontro tra titani

Cover primo volume italiano.

Devilman Crybaby, la nuova serie Netflix di cui abbiamo parlato qui e qui, ha portato di nuovo alla ribalta il nome del demone con il cuore umano, e spinto dalla rinnovata curiosità ho scoperto questa opera uscita qualche anno fa per la Star Comics.

Go Nagai è un nome che per tutti gli appassionati vuol dire molto, è grazie a lui se si è dato vita a un vero e proprio genere, quello dei robottoni, ma le sue opere non sono limitate solo a questo: innumerevoli i temi trattati, ma è il sovrannaturale a fare da filo conduttore tra tutte.

Il primo manga sul genere fu Mao Dante pubblicato nel 1971, ma lasciato incompiuto fino al 2002: in questa opera troviamo molte delle tematiche care al Maestro, temi che ritroveremo in Mazinga Z e, soprattuto, in Devilman.

La storia di Akira Fudo e della sua fusione con il demone Amon la conosciamo in tanti, soprattutto quelli come me della vecchia guardia: più nota è senza dubbio la trama della serie animata, che fu però molto edulcorata nei toni e nelle tematiche; il vero spirito dell’uomo diavolo lo ritroviamo infatti nel manga con tinte forti, a tratti splatter, e con temi molto più profondi legati all’esistenza dell’uomo, all’eterna lotta tra luce e ombra rappresentata dallo scontro con Satana, le cui vesti terrene sono impersonificate da Ryo Asuka, nonché una spiccata critica alla società moderna.

Quella che ci viene proposta in Devilman vs Hades, opera creata in collaborazione con il Team Moon in occasione del quarantennale di Devilman, è un ipotetico seguito ambientato dopo il finale del manga.

La storia prende il via senza troppi preliminari: troviamo Amon negli Inferi alla ricerca dell’anima della sua amata Miki, convinto che solo il sovrano di questo luogo possa riportarla in vita. Molte sono le divinità infernali a cadere sotto la sua mano e tra queste anche la regina Persefone, la leggendaria compagna di Hades.

Dopo un avvio un po’ incerto la storia esplode all’inizio del secondo volume dove entra in scena niente meno che il Great Mazinger. Il sapiente intreccio ci porta a conoscenza di come la vittoria di Tetsuya fu inconsapevolmente agevolata proprio da queste vicende. Nella serie animata di Great Mazinger l’Imperatore delle Tenebre si ritira e lascia il comando al Dottor Hell: la trama di Devilman vs Hades ci spiega che la causa della sua ritirata è proprio l’arrivo dell’uomo diavolo negli Inferi. Infatti il sovrano del mondo dei morti altri non è che l’Imperatore delle Tenebre, storico nemico del Great Mazinger, raffigurato da una massa informe avvolta nelle fiamme, che qui ha una figura meglio delineata e con sembianze umane.

Come abbiamo potuto apprendere in Shin Mazinger Zero (qui la nostra recensione del seguito Shin Mazinger Zero vs Il Generale Oscuro), le varie storie di Nagai con protagonista Mazinger Z sono ambientate in universi paralleli, e grazie a questa trovata ci sembra plausibile lo sviluppo della storia di Devilman vs Hades ambientata in un mondo parallelo a quello del Great Mazinger, e dove l’Imperatore delle Tenebre deve far ritorno proprio perché la comparsa di Devilman ha destabilizzato l’ordine e messo fine alla vita della sua consorte.

In questa versione ritroviamo molti dei personaggi cari a Nagai: Silen, Jinmen, ma anche tutti i personaggi dell’universo “robotico”, Koji, Boss, Tetsuya e tutti gli altri, che trovano la loro giusta collocazione in questa trama che cerca di dare una spiegazione a molte vicende lasciate in sospeso nelle vecchie storie, ma che, purtroppo, apre anche nuovi interrogativi ai quali, per il momento, non abbiamo avuto risposta. Certo è che i fan del Maestro sono abituati a questo suo modo di fare, ma in questo caso l’opera che aveva raggiunto un ottimo sviluppo di trama e che aveva gettato le basi per delle interessanti vicende, si interrompe nel punto di massima tensione lasciando aperti molti interrogativi.

***SPOILER***

In cosa si trasforma Great Mazinger dopo l’attivazione del motore a energia fotonica? Persefone e Miki sono sul punto di risvegliarsi, ma chi delle due si sveglierà? Lo faranno entrambe? Ritroveremo l’anima umana di Miki nel corpo divino di Persefone? E soprattutto chi avrà la meglio nello scontro tra Devilman e Hades?

***FINE SPOILER***

A sinistra il Devilman di Nagai, a destra l’Akira del Team Moon.

La controparte grafica è ottima e il lavoro svolto dal Team Moon è davvero eccellente, il disegno graffiante e molto dettagliato ben si sposa con le tematiche proposte e anche i pochi intermezzi comici non stonano e ci riportano alla mente quelli già proposti anche nelle serie storiche. Inevitabile il confronto con il tratto del maestro Nagai che aveva connotazioni più caricaturali e abbozzate, al contrario di questo nuovo stile molto più realistico che va a delineare delle figure plastiche e accattivanti. Evidente è anche la scelta di rappresentare i personaggi femminili con tratti più dolci e sinuosi, decisione che strizza fortemente l’occhio al genere hentai.

Benché l’opera sia un chiaro anello di giunzione tra la vecchia e la nuova guardia dei fan, la lettura è consigliata a entrambe le categorie in quanto gli uni ritroveranno dei personaggi molto amati e ben rappresentati, gli altri verranno a conoscenza di un universo fumettistico molto appassionante e si troveranno davanti un buon fumetto, coinvolgente e appassionante, che però lascerà la bocca amara, con un senso di incompiuto, un po’ come un coito interrotto.


Go Nagai, Team MOON
Devilman vs Hades
Serie completa in 3 volumi
Editore: Star Comics
Brossurato con sovraccoperta, cm 13×18, 224 pagg., b/n, € 5,90 a volume

Marie Antoinette – La giovane regina: una storia di vita

Il prossimo 16 maggio uscirà nelle fumetteria e nelle librerie reali e virtuali italiane il nuovo volume Marie Antoinette – La giovane regina, realizzato da Fuyumi Soryo e pubblicato dal suo editore italiano storico Star Comics.

Si tratta di un sontuoso volume unico di 208 pagine che verrà pubblicato con sovraccoperta in formato B6 giapponese (cm 13×18) al prezzo di € 7,00 all’interno della collana Must. Il titolo era già stato annunciato dalla casa editrice lo scorso 2 febbraio nella loro presentazione live su Facebook ed è stato realizato dalla Soryo sulla rivista Morning dopo aver messo temporaneamente in pausa la serie lunga Cesare – Il creatore che ha distrutto, non ancora conclusa e anch’essa pubblicata in Italia dalle Edizioni Star Comics.

Copertine dell'edizione giapponese e francese di "Marie Antoinette - La giovane regina" di Fuyumi Soryo.

A sinistra la copertina dell’edizione giapponese di Marie Antoinette – La giovane regina, a destra quella dell’edizione francese edita da Glénat. In entrambi i casi è ripertato ben visibile il loro dello Château de Versailles: le istituzioni francesi hanno capito molto meglio di quelle italiane che il fumetto, tanto più di autori stranieri, è un ottimo veicolo promozionale, come ha fatto anche il Museo del Louvre con Jiro Taniguchi e Hirohiko Araki.

Il volume ribadisce l’interesse che Fuyumi Soryo dimostra ormai da tempo verso la storia e la cultura europee, terra dove d’altronde è molto letta e amata. In Italia l’autrice ha sempre goduto di un vasto consenso che ha portato alla pubblicazione di praticamente tutte le sue opere, a partire dal celebre Mars che a fine anni ’90 rappresentò un piccolo caso editoriale per il suo essere uno shoujo così diverso rispetto ai suoi contemporanei sia come narrazione sia come grafica. La peculiarità della Soryo rispetto alle altre autrici continua con Marie Antoinette – La giovane regina, dato che questo volume a fumetti è uscito in Giappone abbinato con il romanzo Marie Antoinette no uso (“La bugia di Marie Antoinette”), scritto da Arina Tsukada con le illustrazioni della Soryo e inteso come volume complementare al fumetto.

Marie Antoinette – La giovane regina si concentra sulla vita della discendente d’Asburgo-Lorena prima del suo arrivo in Francia come consorte di Luigi XVI, in maniera simile a come aveva fatto Sofia Coppola col suo film del 2006. Al contrari per del film, però, il volume della Soryo è un lungo flashback di Maria Antonietta già adulta, ed evita la parte francese approfondendo l’esperienza umana della futura regina con estrema dovizia di dettagli sia storici sia grafici, grazie alla consulenza scientifica ricevuta direttamente dalla fonte primaria, grazie alla collaborazione con la Reggia di Versailles.

Un volume prestigioso immancabile nella collezione dei fan di Fuyumi Soryo!