Editoriale

ARF! 2018 e l’elogio del lettore non-consumatore

Attenzione: questo editoriale sull’ARF! Festival del Fumetto di Roma 2018 conterrà un alto tasso di aneddotica in stile Abraham Simpson. Giovinastri, siete avvisati.

Dei consumatori

Qualche tempo fa giravo tra gli scaffali della fumetteria Matrix di Ascoli Piceno quando un ragazzino, avrà avuto sì e no 16 anni, si avvicina a Peppe (il gestore) dicendogli: «Ho venti euro, che ci posso comprare?»
Molto gentilmente, e con un tono tra lo scherzoso e il paterno Peppe rispose «Niente. Noi qui vendiamo solo ai clienti, non ai consumatori».

Ecco, Peppe non sarà mai un uomo ricco, ma ha capito una cosa: che il mercato del fumetto non si può reggere sulle tendenze, ma deve avere dietro di sé una cultura che gli permetta di sostenersi anche al mutamento delle mode.

(Per la cronaca: il ragazzino ha poi chiesto consigli specificando quali altri fumetti già leggeva. Gli abbiamo appioppato Berserk perché essere lettori di fumetti vuol dire anche soffrire).

Del confronto

Nel 1990 leggevo fumetti già da un po’ e avevo un vicino di casa, Francesco, col quale ci scambiavamo gli albi dei supereroi Star Comics e Play Press, ma aldilà di questo le occasioni di confronto erano davvero poche: si scriveva alla pagina della posta e se andava bene Marco M. Lupoi ti rispondeva, altrimenti leggevi le risposte che si davano ad altri. Con l’inizio dell’università però cambiò tutto: conobbi altri ragazzi appassionati di fumetti, si parlava di autori, scrittori, disegnatori, pubblicazioni e quant’altro e, per la prima volta nella mia vita, riuscii ad andare a Lucca Comics.
Una svolta epocale nella mia vita: nel palazzetto, spalla a spalla con altri appassionati si conoscevano gli autori e gli editori dei fumetti che leggevi avidamente, chiedevi loro novità, suggerimenti, informazioni; si davano giudizi e si parlava con gli altri lettori e si scoprivano cose nuove.

Ritorno al futuro

Arriviamo ai giorni nostri: Lucca Comics & Games è una fiera gigantesca e bellissima, un coacervo di esperienze e linguaggi diversi che si parlano, si scontrano si confrontano. Centinaia di migliaia di persone che si stipano dentro le mura della città toscana a caccia delle proprie passioni. Il confronto si è allargato sul web dalle prime mailing-list fino ai social. La comunità dell’intrattenimento, che parte dal fumetto, passa per i giochi e arriva al cinema, TV e cosplay è vasta e attiva come non mai. Abbiamo una mezza dozzina di fiere “generaliste” di grosso spessore (tipo il Comicon, Cartoomics o Etna Comics) centinaia di manifestazioni medio-piccole e una manciata di fiere specializzate come il Ratatà, il TCBF, il Crack e così via.
Tra queste ultime c’è, appunto l’ARF! (gioite, Nonno Simpson è finalmente arrivato al dunque).

Obiettivi e risultati

L’ARF!, a quanto mi è sembrato di capire, nasce dall’esigenza di alcuni autori romani (Mauro Uzzeo,  Stefano Piccoli, Fabrizio Verrocchi, Daniele Bonomo e Paolo Campana) di rimettere al centro di una manifestazione sui fumetti chi i fumetti li fa: ovvero gli autori.
Ce l’ha fatta? Se volessimo farla breve diremmo di sì, ma, in realtà, giunto alla sua quarta edizione, l‘ARFestival ha ottenuto un risultato ben diverso e forse molto più importante di quello prefisso.

L’ARF! rimette al centro il Fumetto.

E con esso rimette al centro tutti gli “attori” di questo fenomeno, non solo gli autori, ma anche chi vuole diventarlo: ho visto amici uscire commossi ed entusiasti dalle sessioni del JobARF! e davvero una grandissima soddisfazione da parte di tutti i partecipanti alla Self Area. Cito un mio amico: «Abbiamo venduto più qui nel primo giorno e mezzo di quanto abbiamo fatto durante tutto [nome di grossa fiera generalista che stacca centinaia di migliaia di biglietti]».
Ma non solo loro: mette al centro anche noi lettori. E uso questa parola pesandola attentamente: non si parla di mercato, di pubblico, di consumatori o quello che volete, ma proprio di chi effettivamente legge il fumetto e ha voglia e bisogno di confrontarsi. E, guarda un po’ tu la sorpresa, anche gli autori sono felici (stanchi, ma felici) di parlare con chi apprezza e stima il loro lavoro.
Durante i due giorni mi sono trovato a fare lunghe, spero non vessatorie, chiacchierate con Mauro Uzzeo, Giovanni Masi, Giorgio Salati, Antonio Silvestri e tanti altri. Per tacere delle conferenze, o Lectio Magistralis se preferite, di Jordi Bernet, Enrique Breccia, Altan e via dicendo.

“Non consumatori, ma clienti” diventa “non consumatori, ma lettori”.

Ci si confronta su tematiche, disegni, progetti, possibilità in una maniera che è diventata impossibile alla Lucca C&G odierna, troppo vasta per dimensioni e contenuti per potersi permettere venti minuti di chiacchiere su fumetti e trapizzini con un lettore.

Serve ai lettori? Per esperienza personale dico assolutamente di sì.
Serve agli autori e agli editori? Non ne ho un riscontro diretto, ma da quel che vedo mi sembra che il confronto arricchisca loro tanto quanto i lettori.

Quando i conti tornano

È la fine dell’anno e in genere questo è il momento in cui si tirano le somme. Non l’abbiamo mai fatto prima e non lo faremo in futuro, ma in questo caso mi permetto di appropriarmi di questo spazio per una riflessione personale in occasione della fine del mio “mandato” da presidente dell’Associazione Culturale Dimensione Fumetto iniziato quattro anni fa.

L’associazione è nata come club di appassionati circa 24 anni fa (ci sono delle divergenze sulla datazione esatta, ma tra qualche anno saremo pronti per essere sottoposti alla prova del carbonio 14) allo scopo di promuovere questo medium che amiamo. Da quel primo giorno davanti all’allora gelateria Marranghì di Ascoli Piceno questa nostra missione ha assunto diverse interpretazioni e sfumature: fanzine, partecipazioni a fiere del fumetto, incontri, proiezioni, mostre, conferenze, concorsi cosplay, ecc…

A un certo punto però, a mio modestissimo parere, abbiamo perso un po’ la bussola e del Fumetto ce ne siamo fregati per motivi che ancora mi sfuggono. Due anni fa avevo espresso con una boria carica di tutta la mia stronzaggine il “piano di guerra” di Dimensione Fumetto, per cui è il momento di rendere conto di quanto fatto.

Abbiamo messo su uno dei concorsi di illustrazione più interessanti e seguiti dell’ambiente riuscendo a migliorarlo un po’ a ogni edizione (di questo ringraziamo Silvia e Maurizio che l’hanno avviato e Veronica che l’ha portato avanti con tenacia), abbiamo portato ad Ascoli Piceno artisti e autori del calibro di Carmine Di Giandomenico, Sara Pichelli, David Messina, Luca Genovese, Luca Vanzella, Daw, Andrea Accardi, LRNZ e Maicol&Mirco e ne abbiamo scoperti alcuni che siamo sicuri diventeranno i vostri preferiti tra qualche anno (Mattia De Iulis, Claudia Cocci, Claudia Plescia, Toni Cittadini, Leonardo Carboni, Giulia Canala e Giulia Clerici parlo di voi).
Abbiamo portato il fumetto fuori dalla ristretta cerchia dei nerd e tra uno ZapFest e un Retromania80 abbiamo avuto modo di conoscere tante nuove persone che adesso ci fregiamo di chiamare amici. Siamo entrati nelle scuole, nelle biblioteche e nei pub e puntiamo a fare ancora di più nei prossimi anni.
Abbiamo creato la prima Cartoon Cover Band ufficiale/ufficiosa dell’Associazione.
Abbiamo trasformato questo sito (e grazie mille Riccardo) da “vetrina statica” dell’Associazione in uno spazio dove soci e non hanno la possibilità di esprimersi, e anche questa è stata l’occasione di conoscere tante nuove persone (come Valerio, Lorenzo, Fabrizio, Vincenzo, Ferdinando, Enrico, Daniele…) e ritrovare vecchi amici.
Ma soprattutto abbiamo avvicinato e ri-avvicinato tante persone al fumetto: tipo Amanda che «non sono nerd», ma adesso è amica di metà dei fumettisti italiani, o Chiara che è passata da «smetto di disegnare» a «tengo un corso di fumetto con DF», e Maura che in un anno è passata da «non ho mai letto un fumetto» a «sottraggo i soldi dal budget familiare del vestiario per andare all’ARF!».

«Sì, ma i risultati?»

Quando si fanno i conti bisogna comunque parlare di numeri: nel 2014 invitammo Carmine Di Giandomenico ad Ascoli Piceno e ottenemmo un “successo” modesto, la sala della libreria Rinascita in cui si teneva l’incontro era quasi vuota ed eravamo circa una trentina di persone. Tre anni dopo, nel gennaio del 2017 Carmine è tornato per il Flash Day e abbiamo riiempito il centro giovanile L’impronta. Circa 100/200 persone venute ad ammirare Carmine e una mezza dozzina di esordienti al lavoro. Immodestamente parlando questi sono i conti che tornano alla fine di un lavoro fatto per bene.

Ci sarebbero mille storie da raccontare, ma quello che mi preme di più oggi è ringraziare tutti quelli che hanno reso possibile la nascita di queste storie: Maurizio, Mario&Yuka&Yuria, Silvia, Peppe, Amanda, Veronica, Valerio, Mauro&Mara, Maura, Arianna, Luca, Sabrina, Riccardo, Andrea CB, Giarda, Giorgia, Pierpaolo, Alfredo e Stefano.

E Claudia, che senza il suo supporto sarei crollato quattro anni fa.

Sossoddisfazioni (con le unghie e con i denti)

A distanza di cinque mesi dall’ultimo editoriale torno a scrivere qualche riga sull’andamento dell’Associazione Culturale Dimensione Fumetto.

Andiamo con ordine:

Abbiamo fatto quanto ci eravamo prefissi a inizio anno?

Qualcosa sì, qualcosa lo stiamo preparando e qualcos’altro si è perso negli abissi delle cose che “vorremmo ma chi ce li passa i quattrini?” (E Renzi che fa?! ecc… ecc…).

In questi ultimi anni la nostra Associazione è cambiata parecchio, la crisi (che pare non ci sia più, ma noi continuiamo ancora a sentire i suoi morsi sulle nostre chiappe) ha portato altri soci lontano dalla nostra Ascoli: adesso ne abbiamo a Kansas City (Virio), Okayama (Mario), Manchester (Valerio e Veronica), Firenze (Sabrina e Giulia), Terni (Francesco), Roma (Mauro), Macerata (Maurizio) e Dio solo sa dove andrà a finire Riccardo. Stiamo diventando sempre più un gruppo virtuale e mai come oggi siamo contenti dell’esistenza di Internet che ci permette di rimanere comunque uniti, in qualche modo.

Abbiamo pure vissuto un periodo caratterizzato da forti divergenze interne, punteggiato da litigi e accese discussioni, sfociato nell’addio di alcuni dei nostri soci che hanno preferito organizzarsi autonomamente, in un’altra associazione, per seguire le proprie passioni: nello specifico Cosplay, Maid Café, Boardgames e Videogiochi. Fa brutto dirlo ma da questa scissione ne hanno giovato tutti, soprattutto quelli che adesso si trovano a godere di un panorama variegato di offerte culturali per tutti i gusti. E anche il mio fegato è molto più sano ora.

In tutto questo riuscire a organizzare le attività è sempre il solito sbattimento, in bilico tra “è una cosa fichissima!” e il “ma chi m’ha ciecato a fa’ sta cosa!”. Nonostante tutto, con le unghie e con i denti, si va avanti.

Il sito sta andando meglio di quanto avessimo pronosticato: sia da un punto di vista di accessi che da quello qualitativo e pare che lettori, editori e autori ci stiano considerando come seri interlocutori (poveri sprovveduti). Sì lo so, mi sto dicendo da solo che siamo bravi, che ci volete fa’? Già in passato l’avevo detto che sono uno stronzo borioso e ne sono ancora convinto.

La scelta di incentrare maggiormente le nostre attività sul fumetto, in senso più stretto, ha generato un’inaspettata curiosità da parte di diverse realtà più o meno interessate alla Nona Arte: manifestazioni musicali (ZapFest), fiere del libro (tipo questa qui), altre associazioni culturali (come Das Andere e gli amici di lunga data di Radio Incredibile), altri siti/blog con i quali è nato un rapporto di collaborazione e amicizia (Lo Spazio Bianco, Gli Audaci) e addirittura le scuole.

Una vicenda in particolare merita di essere raccontata un po’ più nel dettaglio: abbiamo collaborato con un’insegnante del Liceo Classico di Montalto Marche alla realizzazione di un corso dedicato ai fumetti, e siamo stati presenti nella scuola stessa per una lezione sul linguaggio del fumetto. Perlopiù gli studenti erano ragazzi non interessati ai comics o lettori occasionali. Il corso però è andato talmente bene che gli alunni hanno chiesto, e ottenuto, di poter andare “in gita scolastica” (così si diceva ai miei tempi, però mi sa che adesso usano altri termini più ricercati) all’Arf Festival. Adesso sto cercando di convincere Maura, l’insegnante di cui sopra, di scriverci qualcosa su quest’esperienza (corso, gita ecc…) ma di base resta il fatto che queste, per la nostra Associazione, sono grandi soddisfazioni.

Sottolineo il dato: portare il fumetto nelle scuole (cosa impensabile fino a qualche anno fa) e far appassionare i ragazzi (e gli insegnanti) a tal punto di organizzare una trasferta romana per capirne di più. Grazie. Davvero.

Beta

Last but not the least: per il prossimo 4 Giugno, nell’ambito del Picchiòmics, siamo riusciti ad accalappiare altri due sprovveduti fumettisti, sventolando davanti i loro nasi abbondanti porzioni di olive all’ascolana, che saranno presenti alla conferenza Da Beta a Orfani – La Fantascienza nel Fumetto.

Luca Vanzella e Luca Genovese (di cui abbiamo parlato qui) saranno a disposizione degli appassionati di fumetto di Ascoli e dintorni per parlare delle loro esperienze con i più grandi editori nostrani (Bao Publishing, Bonelli, Cosmo…) e della loro passione per la fantascienza e i robottoni giganti. Gli aspiranti disegnatori potranno inoltre portare i loro portfolio per farsi dare un po’ di consigli da professionisti rodati.

Sì, è vero, spesso siamo in affanno e cercare di proporre attività culturali nella nostra città sembra più difficile di una scalata del K2 ma quando ce la facciamo, magari con le unghie e con i denti, ci godiamo il panorama e sussurriamo “queste sossodisfazioni”.

…vedere cammello

Ci siamo.

È di nuovo quel periodo in cui si fanno bilanci consuntivi e preventivi, quello in cui ci si guarda alle spalle e si fanno i buoni propositi. In questo momento quindi sarebbe il caso di fare un elenco di quello che abbiamo fatto nel 2015, dirci quanto siamo stati bravi e slogarci un braccio nel tentativo di darci le pacche sulle spalle da soli.

Per cui blah blah blah concorsi blah blah blah incontri con autori blah blah blah mostre blah blah blah ZapFest e blah blah blah… vabbè, fate voi, avete capito.

Diciamoci la verità: questi discorsi annoiano chi legge e servono solo a gonfiare l’ego di chi scrive. A meno di non possedere una DeLorean “modificata” il passato è passato e, indipendentemente da quello che potrei scrivere, non cambierà. È stato un anno bello e impegnativo, questo sì, e il prossimo lo sarà ancora di più.

Cosa vogliamo fare? Beh l’unica materia prima di cui non difettiamo sono le idee per cui SPOILER ALERT eccone alcune:

  • intensificare l’attività del sito (chiunque volesse collaborare ci scriva a info@dimensionefumetto.it)
  • riproporre un nuovo concorso di illustrazione (visto che pare i precedenti siano piaciuti)
  • portare il fumetto fuori dalla nostra nicchia di appassionati (come abbiamo fatto con lo ZapFest)
  • invitare altri autori di fumetti in quel di Ascoli Piceno
  • un corso aperto a tutti per “capire il fumetto”
  • viaggi
  • proiezioni
  • mostre

Ma… c’è un grosso “ma” (a sto punto diciamo MA). Per fare queste cose c’è bisogno di soldi. Questa è la dura realtà delle Associazioni Culturali. Gli autori vengono gratis ma hanno ‘sto brutto vizio di mangiare, i treni si pagano, gli hotel pure e le tipografie per i manifesti anche. Il server su cui è ospitato questo sito ha un costo. Tutto ha un suo dannatissimo costo tranne il tempo e il lavoro che noi di DF ci mettiamo gratuitamente.

Chi ci conosce sa bene che noi non “siamo a sistema” non abbiamo “santi in paradiso”, “agganci” o “amici” di quelli che si scrivono con le virgolette; non gravitiamo nell’orbita del do ut des, del quid pro quo e dei “favori che vanno contraccambiati”.

…tanto per capirci meglio

Tutte le nostre attività si svolgono senza le virgolette di cui sopra, le facciamo con i soldi nostri e di quei pochi sponsor che hanno il coraggio di credere in noi. Come dicevamo l’altra volta vogliamo fare cultura ma queste cose hanno dei costi ed è per questo che annualmente chiediamo un sostegno ai nostri amici/soci.

Fatevi una tessera di Dimensione Fumetto (alla modica cifra di 12 euro) e nessuno verrà a recapitarvi teste di cavallo nel letto… no aspe’, così sembra una minaccia…

Ci riprovo…

Fatevi una tessera di Dimensione Fumetto (alla modica cifra di 12 euro) potrete dire di aver sostenuto delle attività culturali benemerite. Insomma se vi sono piaciute le nostre attività in passato, e vi sono piaciute perché eravate sempre in tanti, e volete aiutarci a organizzarne altre potete, bontà vostra, “pagare moneta…” e investire nel Fumetto.

P.S. Tesserarsi è il minimo sindacale richiesto, se poi volete proprio immolarvi come facciamo noi potete presentarvi in sede (in Via Manlio Torquato, 18) o contattarci tramite i canali social e cominciare a progettare con noi il 2016 di Dimensione Fumetto!

Questi non sono i Nerd che state cercando

Pare che lo scorso editoriale abbia suscitato qualche discussione, qualche perplessità, molte parole di sostegno e forse un fraintendimento di fondo. Chiariamo: noi di DF non ci siamo arresi, e nemmeno siamo in crisi d’identità. È l’esatto contrario.

Per chi non lo sapesse Dimensione Fumetto è nata con uno scopo talmente presuntuoso, talmente carico di boria, che in una scala da uno a Sgarbi siamo sul nostro piedistallo a gridare “capre, capre, capre” a tutti. Lo scopo è quello di… (rullo di tamburi)… fare Cultura.

BUM, l’ho detto.

È con quest’ottica che 21 anni fa ci riunivamo in uno scantinato puzzolente per progettare la nostra Fanzine, i cicli di film d’animazione e gli incontri con autori. Volevamo che la cultura del fumetto uscisse dalla “nicchia degli sfigati” e raggiungesse il grande pubblico, eravamo teenager (o poco più) che si domandavano come fosse possibile che “la gente là fuori” fosse tanto stupida. Possibile che nessuno si accorgesse di quanto era bella la roba che leggevamo? Dovevamo cambiar loro la testa.

Capito che razza di giovincelli sfrontati e boriosi eravamo?

Col tempo però siamo maturati, abbiamo capito tante cose, “itsnottimetomakeachange” come diceva Cat Stevens ecc… Fatto sta che in vent’anni abbiamo organizzato parecchie cose e abbiamo riscosso anche le nostre belle vittorie fatte di successi e grandi pubblici. Ecco. Questo è quello che ci ha fregato.

Siamo passati dall’organizzare “quello che vogliamo” a organizzare “quello che avrà successo”. Ci siamo detti: – Eh ma le conferenze con gli autori non le vuole più nessuno, adesso va altro! E così abbiamo organizzato “altro”.

Capito? “Altro” rispetto al fumetto! Come dire: a ‘sto punto potevamo organizzare anche la sagra della porchetta (perché il maiale va sempre) tanto è uguale! Basta che piaccia alla gente. Siamo passati dall’essere degli stronzi boriosi all’essere delle “attention whore”.

Chi mi conosce sa che il termine “stronzo borioso” mi si addice di più.

Quindi il 2015 è stato, come dicono gli americani, un back to the basics, un ritorno alle origini. Dimensione Fumetto non organizza “Eventi”, noi non facciamo “Happening”, non siamo “Trendy”. Noi facciamo Cultura, anche a costo di trovarci in quattro gatti a parlare di fumetti.

Poi succede che organizzi un concorso d’illustrazione e che presenti il nuovo libro a fumetti (quelli “cool” li chiamano Graphic Novel) di Roberto Recchioni e Andrea Accardi e ti ritrovi con la sala piena. E gli aspiranti disegnatori/fumettisti/illustratori fanno la fila per mostrare i loro portfolio ad Accardi. E i ragazzini di 10 anni si tesserano e portano a farci vedere i loro disegni. E conosciamo tanta gente nuova che ci dice “ma io mica lo sapevo che ci fosse un’associazione del genere ad Ascoli Piceno!”

Allora non è vero che c’è solo la gente che vuole “altro”. C’è chi ha voglia di fare cultura del fumetto e noi siamo lì per loro.

Poi, se vi guardate intorno, di gente che fa “altro” ce ne è a pacchi. Troverete tanti nerd che organizzano concorsi di cosplay, serate ludiche, tornei di videogiochi, Maid Café e chi più ne ha più ne metta. Ma, salvo rare eccezioni, non saremo noi. Perché “questi non sono i nerd che state cercando” (o forse sì).

Star Wars Droids

 

Abbiamo sbagliato tutto

Originariamente avevo pensato di dedicare l’Editoriale (sì lo so, è un atto di ingiustificata presunzione chiamarlo così ma che ci volete fare) al resoconto di Lucca Comics & Games 2015: il viaggio fatto con gli amici di Dimensione Fumetto, i nostri soci che hanno lavorato allo stand della Bandai, le novità che emergono dalla manifestazione ecc… Fortunatamente a seguito di una provocazione/riflessione di Francesco (leggete qui) è nata una discussione interessante che alla fine dice un po’ tutto e che renderebbe un mio ulteriore articolo un ridondante esercizio di vanità.

A darmi l’idea per un altro argomento è stata una foto pubblicata recentemente da una mia amica su Facebook: la foto di una siringa (no, non c’erano malati di diabete in zona). Lo so che vista dall’ottica dell’abitante di una grande città come Roma o Milano una roba del genere, purtroppo, non stupisce più, ma in una piccola città come Ascoli Piceno… beh…

Siringa

Adesso non voglio addentrarmi in questioni più grandi di noi e di questo sito: Ascoli negli anni ’80 era il paradiso dell’eroina e si assisteva allo spaccio in pieno centro storico poi il “circolo della disperazione” si è spostato a colpi di coca nei salotti buoni e ora le siringhe tornano a fiorire tra i vicoli.

Ma cosa c’entra con noi? Poco e tanto.

Poco perché il contesto in cui prolifera questa disperazione va ben oltre la nostra portata, magari è vero che l’Italia è in ripresa ma di questo Ascoli non se ne è ancora accorta: le aziende chiudono, i soldi mancano e i giovani che hanno voglia di lavorare sono costretti a scappare (senza pensarci troppo riesco a contare già una decina di amici emigrati in altre città o all’estero). E qui noi possiamo fare ben poco.

Ma c’è un altro deserto che si allarga in città, grave quanto quello economico, ed è il deserto culturale. Viviamo in una città in cui il termine “passione” viene associato solo ed esclusivamente alla squadra di calcio locale, che non sarebbe poi un male se non fosse per quel “solo ed esclusivamente”. E qui entriamo in campo anche noi. Parliamoci chiaro, non sto dicendo che i fumetti salvino dalla droga. Non è così. Ci vuole una risposta più profonda e incisiva. Ma il deserto culturale in cui questa disperazione attecchisce tanto bene, quello almeno, lo possiamo combattere. Quando ventuno anni fa abbiamo fondato questo club-divenuto-associazione avevamo l’intenzione di condividere questa nostra passione per la Nona Arte, diffonderla e nobilitarla. Abbiamo organizzato incontri, manifestazioni e centinaia di altre attività e ci eravamo anche illusi di avercela fatta in qualche misura.

E invece le siringhe per terra. E invece chiedi gli spazi all’amministrazione pubblica e un solerte dipendente ti dice “Beh quel posto no. Si tratta di fumetti capisci… non è il caso…”

Sì capisco. Che abbiamo sbagliato tutto: non ci siamo sbattuti abbastanza, non abbiamo rotto le palle a sufficienza, non siamo stati convincenti. E dobbiamo ricominciare da capo.

Noi siamo quelli in fondo al bus

È già passato un mese da quando abbiamo dato il via ufficialmente al nuovo sito di Dimensione Fumetto.

Siamo partiti come un diesel: io come Dan Aykroyd e John Belushi in Blues Brothers ho fatto il giro per il web perché bisognava “rimettere insieme la band”, quella del vecchio “fogliaccio” (così chiamavamo la nostra fanzine cartacea al tempo).

È  tornato Francesco, che vive a Terni e non ci vediamo da decenni ma è uno di quelli che io chiamo “Amico” con la A maiuscola. È tornato Mario che ormai vive in Giappone da due anni e ci manca ogni giorno. Torneranno Silvia, Andrea T, Ilaria, Maurizio e Roberta che non se ne sono mai andati e noi siamo contenti di questo.

Ma negli anni si conoscono persone belle e interessanti per cui ci tiriamo dietro pure quelle: avete già letto qualcosa scritto da Luca (probabilmente il più giovane tra noi), Valerio, che pure è giovane ma non si nota, e Veronica, che spero sia pronta a far esplodere  l’arcinota verve de “laverodiascoli”. Arriveranno Virio “il gentleman da Kansas City” che metterà a dura prova i vostri dizionari, Giorgiazzo (che però si chiama Giacomo) e Anna che, come diciamo qui ad Ascoli, “sono furia nerd”. Poi ne arriveranno altri perché qui non ci si ferma mai e i nazisti dell’Illinois non ci impensieriscono.

Tutto questo per rispondere meglio alla domanda del primo editoriale ovvero: “Ma c’è davvero bisogno di un altro sito di Fumetti?”

La risposta continua ad essere “no”. La critica fumettistica viveva e vive benissimo senza di noi. Ma noi avevamo bisogno di dimensionefumetto.it. Cazzo, IO avevo bisogno di dimensionefumetto.it!

Se pensate al mondo del fumetto del web come a un bus della gita delle superiori troverete diverse categorie: ci sono i “cocchi” che stanno lì ad allisciarsi gli insegnanti (leggasi autori ed editori), ci sono quelli che fanno quel che fanno per poter rimorchiare, ci sono quelli bravissimi che sanno tutto della gita che andrete a fare, e poi ci siamo noi… quelli che si siedono negli ultimi posti del bus per “fare caciara”.Bus_Spring_75_PD

Un altro sito di Fumetti (?)

Benvenuti (o bentornati fate voi) nel sito di Dimensione Fumetto.

Anzi no.

Benvenuti nel NUOVO sito di Dimensione Fumetto.

Eh sì perché dopo un paio di decenni abbiamo finalmente deciso di dare al nostro sito una lustrata cercando di portarlo nel XXI° secolo. Sì, lo so, siamo in ritardo ma non è che ci fosse qualcuno che aveva realmente fretta e poi a noi piace gigioneggiare per cui quattordici anni mi sembrano un tempo ragionevole.

Scherzi a parte: qual è il motivo principale di questo cambiamento? Sì perché al di là della nuova e bella veste grafica studiata da (in ordine di barba) Riccardo e Maurizio il cambiamento è, e sarà, soprattutto nei contenuti.

Fino ad oggi Dimensionefumetto.it è stata la vetrina dell’omonima Associazione Culturale che abbiamo usato per dire al mondo chi siamo e cosa facciamo. Da oggi, pur continuando a svolgere queste funzioni, ci aiuterà a perseguire ancor di più lo scopo della nostra Associazione: ovvero la diffusione di quel mezzo di comunicazione che tanto amiamo. Il Fumetto.

D’ora in poi quindi ospiteremo recensioni, news, interviste, approfondimenti e tutto quello che può servire a “divulgare il verbo”.

I più arguti di voi si chiederanno “Ma c’è davvero bisogno di un altro sito di Fumetti?”.

La risposta è, in tutta onestà, “No”. Ci sono decine di siti che meritano di essere visitati e letti: così su due piedi mi vengono in mente Lo Spazio Bianco, Fumettologica, Mangaforever, Comicus, Sbam! Comics, Il Bar del Fumetto e molti altri. Noi questi siti li visitiamo quotidianamente e, se e quando sarà possibile, vi proporremo anche i link ai loro articoli, segnalandovi quello che di più interessante hanno da offrire agli appassionati della nona arte.

Per cui dimensionefumetto.com non sarà “un altro sito di Fumetti” ma un luogo nel quale i soci dell’Associazione Culturale Dimensione Fumetto, e chiunque altro voglia buttarsi nella mischia, potranno esprimersi, confrontarsi e, perché no, litigare parlando di fumetti.

Dopotutto l’Associazione è nata quando Roberto (Fondatore e Presidente per 19 anni) tornando da Lucca Comics si disse: “Mi piacerebbe parlare di fumetti con altre persone”, inforcò il motorino e fece il giro di tutte le edicole di Ascoli Piceno…