Diario di una schiappa

Metti una sera… Dimensione Fumetto partecipa alla Notte Nazionale del Liceo Classico di Montalto Marche

Quanto resta del mondo antico nella società attuale? Quanto gli antichi Romani e Greci influenzano il nostro modo di vivere, pensare, agire e vedere le cose? Quanti sono ancora oggi coloro che, affascinati dai miti, dalle storie, dalle usanze della classicità, decidono di studiare le civiltà antiche o di reinterpretarne in modo originale le opere e le esperienze? E quanta importanza ha studiare il latino e il greco?

Una nuova ed entusiasmante risposta a queste domande è stata trovata da un tenace professore di Acireale, Rocco Schembra, che ha ideato cinque anni fa l’iniziativa della Notte Nazionale del Liceo Classico, una serata speciale in cui si celebra la bellezza della cultura classica, alla quale quest’anno hanno partecipato 433 Licei in tutta Italia.

Per la prima volta vi aderisce anche il Liceo Classico di Montalto delle Marche, che venerdì 18 dalle 18 alle 24 darà vita all’evento Così lontani, così vicini. Gli antichi incontrano i contemporanei, incentrato sui legami indissolubili tra passato e presente e sull’incessante eredità dell’età antica che si riflette ancora in libri, fumetti, film, serie TV, opere d’arte, giochi.

Dopo l’apertura ufficiale avverrà l’incontro con il presidente della nostra associazione e superesperto di fumetti Andrea Gagliardi, che tratterà de L’Eroe, rivisitazione in chiave moderna delle fatiche di Eracle realizzata dall’artista spagnolo David Rubin.

A seguire l’intervista immaginaria con Eric Shanower, il famoso fumettista americano autore dei sette volumi de L’età del Bronzo, liberamente tratta da quella realizzata tempo fa da Dimensione Fumetto, e l’intervista ai protagonisti del manga in sei volumi Thermae Romae, disegnato da Mari Yamazaki, ambientato tra il Giappone moderno e la Roma antica.

Moda, arte e fotografia occuperanno le successive fasi della serata, infatti verranno presentati stilisti contemporanei come Versace, Valentino e Balestra, che hanno preso spunto dagli abiti degli antichi Romani e Greci per realizzare alcune collezioni, e artisti moderni che hanno attinto ai miti classici per le loro opere, come Leo Caillard con la serie Hipster in stone, in cui celebri sculture sono rivestite con un look hipster.

Il pubblico sarà coinvolto anche in giochi e quiz sulla classicità e allietato da letture tratte da romanzi di grande successo come il best-seller Diario di una Schiappa di Kinney, Harry Potter di Rowling e l’intramontabile Il piccolo Principe di Saint-Exupéry, nelle loro recenti versioni in latino o in greco.

Non mancheranno altri momenti interessanti e divertenti come l’intervista al mitico Percy Jackson, protagonista di una serie di fortunati romanzi di Riordan già ospitato sulle colonne del nostro sito, la scena della preparazione mattutina di una matrona romana, la presentazione di film e serie tv ambientati nell’antichità e, per finire in allegria, la musica dell’ex-alunno del Liceo Giammy Deejay.

Insomma, una serata diversa dal solito e ricca di eventi che coinvolgerà non solo docenti e alunni ma anche tutta la comunità per dare ancora una volta un senso, un valore e una veste attuale al mondo classico.

 

 

Come Odisseo nella terra dei Feaci

 Ospite, queste parole con animo amico le hai dette,

come padre a figliuolo: non le scorderò.

Ma adesso rimani, anche se il viaggio ti preme,

e preso un bagno e ristorato nel cuore,

gioioso torna alla nave, portandoti un dono

bello, di pregio, che ti sia mio ricordo,

come ne donano agli ospiti gli ospiti amici.

(Odissea, libro I, versi 307-313, versione di Rosa Calzecchi Onesti)

Così Telemaco si rivolge alla dea Atena, che gli si è presentata sotto le spoglie di un re per esortarlo a partire alla ricerca di notizie sul padre Odisseo, da tanti anni lontano da casa. Nelle sue parole il giovane esprime un dovere fondamentale della civiltà greca arcaica, ovvero l’ospitalità offerta allo straniero che, essendo “inviato” da Zeus, deve essere accolto, lavato, rifocillato, ascoltato secondo un preciso rituale e alla sua partenza deve essere salutato con uno scambio di doni per rinsaldare anche per il futuro e per i propri discendenti questo vincolo sociale. All’opposto, la violazione dell’ospitalità è considerata un reato grave e può persino scatenare una guerra, come quella di Troia, scaturita dal fatto che Paride, ospite alla corte di Menelao, non solo ha sedotto la moglie del re, Elena, ma l’ha pure portata via.

A distanza di millenni, nella nostra realtà quotidiana che cosa è rimasto dell’antico legame della xenia greca? Di certo si è rarefatto, ha perso la sua sacralità, è stato dimenticato o sostituito dai colloqui incorporei del web, tuttavia rimane essenziale per ognuno di noi intessere rapporti duraturi e reciprochi con altri individui che per caso o necessità incrociamo nel nostro percorso; è importante ristabilire le norme dell’accoglienza ospitale, basate sulla solidarietà e la generosità, come pure è bello dare e ricevere qualcosa in segno di amicizia. Per questo voglio raccontarvi le mie attività dell’anno scolastico appena terminato, nelle quali mi è capitato di conoscere persone nuove, ospitarle ed essere ospitata, scambiare dei regali materiali e immateriali, sempre con l’ausilio dei fumetti che da qualche anno ormai accompagnano la mia vita e il mio lavoro di insegnante.

 

 

Fumettisti in erba

Quando entro per la prima volta in una scuola che non conosco l’impressione iniziale nasce da un’esperienza liminare: ci sono atri freddi e vuoti in cui mi sento spaesata, e ingressi raccolti e animati in cui mi sembra di trovarmi in un ambiente familiare.

Quest’ultima è la sensazione che ho provato varcando la soglia della scuola media Da Vinci di Fermo, dove a febbraio ho tenuto la lezione conclusiva di un corso di fumetto organizzato in occasione della Settimana della creatività. Infatti, grazie al progetto realizzato a Belmonte Piceno, sono stata contattata da Giorgio Litantrace, giovane e attivissimo professore di questo Istituto, e dopo una lunga fase di preparazione in cui sono stati coinvolti gli altri due docenti del corso, Veronica Antonucci e Andrea Cittadini Bellini, finalmente ho avuto il piacere di spiegare a tanti ragazzi attenti, educati e curiosi alcune caratteristiche del medium, come il rapporto tra parole e immagini, e di illustrare dei fumetti, classici e recenti, a me particolarmente cari, come Contratto con Dio di Will Eisner.

Dopo la parte teorica è venuto il momento del disegno ed è stato entusiasmante notare con quanta voglia e passione i ragazzi hanno espresso la loro creatività e hanno veicolato attraverso meravigliose vignette e immagini (inserite in piccola parte in questo articolo) la spontaneità e la genuinità proprie dell’età preadolescenziale.

In questa esperienza credo di aver offerto ma soprattutto avuto numerosi doni, tra cui l’occasione di riflettere sul valore della comunicazione, intesa nel senso etimologico di «mettere in comune»: dalla pianificazione delle attività, al materiale per le lezioni, all’approvazione finale del corso, c’è stato un intenso scambio tra noi docenti allo scopo di rendere interessante e proficuo il nostro lavoro e lasciare un segno indelebile nelle menti degli alunni. Un altro aspetto significativo è stata la possibilità, per nulla scontata, di collaborare con un’altra scuola e di trovare in essa una sincera e cordiale accoglienza per la quale voglio esprimere ancora la mia riconoscenza; nella mia carriera di insegnante si è trattato di una gradita novità che spero possa creare legami ospitali e dare seguito a future iniziative.

I love latino

A gennaio per molti studenti di terza media è tempo di trovare la rotta per un nuovo viaggio che, come quello di Telemaco, li porterà a diventare adulti; per orientarli le scuole superiori organizzano degli incontri in cui è possibile visitare laboratori e strutture e avere informazioni sul piano di studio dei vari indirizzi. Quest’anno ho avuto l’opportunità di partecipare alle due giornate di orientamento della mia scuola, il Liceo Scientifico di Ascoli Piceno, con il compito di mostrare in pochi minuti la bellezza del latino a tantissimi giovani studenti accompagnati da genitori e altri parenti.

Con il prezioso supporto di alcune studentesse delle mie e di altre classi ho spiegato che il latino permea la nostra lingua e, per quanto ritenuto da molti difficile, inutile e ormai morto, continua a vivere tenacemente e a essere usato in molti modi, dall’account Twitter di Papa Francesco alla trasmissione radiofonica finlandese Nuntii Latini; insomma la sua rilevanza, malgrado la diffidenza o il disprezzo di tanti, è talmente grande e sentita che sono state tradotte nella lingua degli antichi Romani opere di ampia diffusione, tra cui i fumetti di Uderzo, dedicati alle avventure di Asterix e i suoi compagni, e il primo dei fortunati romanzi a fumetti della serie Diario di una schiappa.

Mi auguro di aver convinto coloro che mi hanno ascoltato o almeno di aver trasmesso nel breve tempo a disposizione una scintilla della mia passione per il latino, uno dei più grandi regali ricevuti dai miei genitori, che mi hanno quotidianamente infuso l’amore per la cultura, e dai miei eccezionali docenti, che me lo hanno pazientemente insegnato e fatto amare insieme con il greco.

Nelle mattinate dell’orientamento ho confermato la mia idea della scuola come realtà nella quale i ragazzi sono ricevuti e trattati come amati ospiti ma in cambio devono rispettare i loro doveri, impegnarsi, studiare per dare la giusta direzione ai piccoli passi che giorno dopo giorno, ostacolo dopo ostacolo, li porteranno a grandi risultati: per aspera ad astra, per mezzo delle difficoltà fino alle stelle, come dice il motto della mia scuola.

Viaggio in Oriente: andata…e ritorno

Non sono mai andata in Asia ma quest’anno l’Oriente “è venuto” da me per due volte.

Vi ho già parlato dell’incontro con Mario Pasqualini, che è stato ospitato dai miei alunni e ha portato a loro un inestimabile omaggio: la possibilità di immergersi nella cultura giapponese annullando per un po’ le distanze tra il loro mondo e quello del Sol Levante. La speranza di far seguire una collaborazione a distanza purtroppo non si è concretizzata ma il patto di ospitalità, nato dalla comune passione per i fumetti, è ormai stretto e la memoria rimane viva in attesa di tempi propizi per rivedersi.

Nelle ultime settimane di scuola mi è capitato ancora di entrare in contatto con l’Oriente, dato che ho ricevuto l’incarico di insegnare l’italiano a una ragazza cinese arrivata nel nostro Paese da qualche mese. Le sfide ardue sono le più emozionanti, e di sicuro da questi incontri ho imparato molto anch’io perché il bisogno di comunicazione si è manifestato nella sua forma più essenziale e basilare tra non poche difficoltà, quasi al limite dell’incomunicabilità. È stato piuttosto complicato relazionare due sistemi linguistici così differenti, partire dalle fondamenta della grammatica e costruire su di esse le frasi, aggiungendo man mano qualche mattone all’articolata architettura dei periodi. Ma un modo immediato per suscitare l’interesse della mia alunna ed evitare il suo comprensibile scoraggiamento è stato quello di portarle dei fumetti e verbalizzare le azioni delle vignette, dai Peanuts a Rovine di Peter Kuper; per superare ulteriormente le barriere ho scelto anche dei fumetti cinesi, come Reverie di Golo Zhao e I racconti dei vicoletti di Nie Jun. Non so se avrò l’opportunità di farle lezione anche l’anno prossimo, ma se i miei insegnamenti le hanno permesso di aprirsi agli altri e comunicare nella nostra lingua i suoi bisogni e i suoi pensieri, ho assolto i miei obblighi di ospitalità.

L’insegnamento di Omero

[…] questi è un misero naufrago, che c’è capitato,

e dobbiamo curarcene: vengon tutti da Zeus

gli ospiti e i poveri; e un dono, anche piccolo, è caro.

(Odissea, libro VI, versi 206-208, versione di Rosa Calzecchi Onesti)

Così Nausicaa, la principessa dei Feaci, popolo ospitale per eccellenza, parla alle ancelle ordinando di dare da mangiare e da bere a Odisseo, approdato dopo una tempesta nella loro terra. Lo straniero viene cibato, lavato, vestito e condotto alla reggia del re Alcinoo, dove durante il banchetto in suo onore narra le proprie peregrinazioni e prima di partire di nuovo riceve dal re una nave per raggiungere la sua patria.

Nel mondo dell’antica Grecia dunque il dovere dell’ospitalità, fondato su solidarietà, reciprocità, gratitudine e ricordo, è sacro, tanto da segnare il confine tra civiltà e inciviltà. Ancora oggi l’ideale proposto da Omero può riacquistare un senso attraverso la tessitura di legami profondi e durevoli ed è possibile amare e rispettare l’ospite perché sotto le sue sembianze, come nell’incontro tra Telemaco e Atena, magari potremmo intravedere qualche divinità.