David Petersen

La guardia dei topi: Petersen colpisce ancora

Lo ammetto: sono di parte.

Sono innamorato di questo mondo che, con un paragone forse un po’ irriverente, fa pensare a quello di Tolkien. Partito da una storia per bambini, si dimostra sempre più adulto, complesso e interessante.

I topi sono un po’ come gli hobbit: apparentemente piccoli e indifesi, ma scaltri e uniti.

E come negli hobbit, c’è in loro assai più di quanto colpisca la vista.

E come agli hobbit piace raccontare e farsi raccontare storie. Già nei due volumi delle Leggende c’erano raccolte di storie, ma lasciate nelle mani di altri autori. In quel caso si trattava di raccontare la storia migliore per vedersi abbonato il debito nella locanda di June, ma con un sottile gusto per ascoltare storie e mettere alla prova chi le racconta.

Stavolta è Petersen stesso a raccogliere delle storie, che, diversamente dalle Leggende, vedono come protagonisti gli stessi topi della Guardia che abbiamo incontrato nelle storie principali della saga. Lo spiega lo stesso autore nella prefazione: creare una storia che sappia accogliere nuovi lettori e continui ad appassionare i vecchi fan non è impresa da facili equilibrismi.

Perciò in queste storie i topi della Guardia che abbiamo conosciuto in precedenza sono giovani e in cerca di ispirazioni e stimoli per le loro avventure future.

Così alla fine di ogni storia c’è una morale, che poi i topi adulti incarneranno, una volta entrati nella Guardia: per Kenzie ne Il saggio tessitore la domanda «sono dunque le idee più affilate di una lama?», per Saxon in Baldwin il prode il motto «il male prevarrà se il topo buono nulla farà» o per Rand che si fa ispirare dal trio della Scure.

Sei storie brevi, di cui una storia della buonanotte per la figlia di Gwendolin e Saxon, che quindi segue temporalmente tutte le storie raccontate finora. Tutte e sei con lo spirito e la firma di Petersen che le dedica a coloro a cui piace farsi raccontare storie. Quattro di queste sono state create per il Free Comic Book Day, di cui una già presentata anche dalla casa editrice Panini nel primo Free Comic Book Day italiano a dicembre 2016. E anche se fosse una operazione poco più che commerciale, il livello delle storie e dei disegni meriterebbe comunque una menzione.

Da una parte è un buon punto di partenza (anche se forse un po’ caro, 12 € per meno di 70 pagine di fumetto) per chi non conosce il mondo di Petersen, dall’altra è un piacevole intervallo in attesa di una delle nuove avventure della Guardia.

Ancora una volta le storie sono perfettamente ambientate sia spazialmente (ogni racconto ha la sua sede di svolgimento, che si può ritrovare nella mappa a pagina 70) che temporalmente, e in appena otto pagine sono complete, come una fiaba.

Per questo sono perfette per essere lette e raccontate, anche ai bambini, magari proprio per avvicinarli alla Nona Arte.

Se poi invece di raccontarle, volete farvele raccontare dallo stesso autore (ma dovete conoscere l’inglese…) potete trovare tutte le storie su Youtube.

Se invece vi piacciono i disegni eleganti e dettagliati nei particolari e vi emoziona il fruscio della carta e l’odore della stampa, leggetelo da soli, prendetevi il tempo necessario per trovare citazioni e dettagli, per apprezzare la poesia e il tratto.

E allora mi saprete dire se è giusto o no che io sia di parte…

La guardia dei topi – Baldwin il prode e altre storie

David Petersen
72 pagine
Formato 20.3 x 20.3
Brossurato
12 €

La guardia dei topi, una recensione a quattro mani

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La guardia dei topi

A volte capita che in redazione ci si contendano i titoli da recensire, a volte qualcuno muore o resta ferito, a volte ci si mette d’accordo e si scrive un articolo a quattro mani: e nel caso de La guardia dei topi succede che colui che chiameremo Orso si è accaparrato il diritto di recensire l’opera insieme a colui che chiameremo Prof, che (il nickname non è casuale) è intervenuto con personali correzioni, inevitabilmente in rosso. Buona lettura!

«I topi hanno una cultura tutta loro: troppo piccoli per integrarsi con gli altri animali.»

Questo fu, per sua stessa ammissione, il primo pensiero di David Petersen, il disegnatore statunitense ideatore di questa saga, quando iniziò a creare nella sua mente quello che in seguito divenne il mondo de La guardia dei topi, una saga fantasy in graphic novel, avente per protagonisti i piccoli roditori. Composta attualmente da due volumi, un prequel e due spin-off, la serie, tutt’ora in corso, è da pochi anni proposta integralmente dalla Panini Comics nella collana 9L, dopo un tentativo iniziale della DeAgostini, che pubblicò la prima storia nel 2008 in un volume cartonato dal titolo Guardie d’onore, mantenendo molti dei nomi originali.

In un’epoca medioevale, i topi per proteggersi dai predatori, hanno costruito le loro città in luoghi sicuri: sotto le rocce, in tronchi di alberi, sottoterra. Luoghi talmente sicuri da diventare spesso prigioni. Infatti sono «nascoste, autosufficienti, lontane l’una dall’altra», e per questo fortemente autonome, oltre che specializzate, a seconda della loro posizione e struttura, in prodotti artigianali o cibi diversi. Affinché tra le diverse comunità si mantengano i contatti, anche in un mondo «ostile e infestato da feroci predatori» è stata costituita la Guardia D’Onore, un manipolo di valorosi che protegge il popolo dei piccoli roditori dalle insidie del mondo: predatori, calamità, lotte intestine. La sede della Guardia è Lockhaven (Tanasicura, nella traduzione italiana), una roccaforte scavata nella roccia e dedita solo all’addestramento della Guardia. I protagonisti della storia sono Kenzie, un veterano grigio, abile nella lotta con il bastone, Saxon, un topo marrone forte e impulsivo, e Liem, un giovane topino abile ma inesperto.

I tre sono inviati da Gwendolyn (la matriarca della Guardia, perché è una topina a comandare!) in missione per ritrovare un mercante di riso scomparso improvvisamente durante un viaggio, scopriranno presto però che costui è un traditore dalla parte di Mezzanotte, rinnegato armaiolo della Guardia, entrato in possesso della leggendaria Scure Nera… e vuole usarla per destituire la Guardia e avere il controllo dell’intero mondo «topesco». Se non fosse che la vera Scure Nera, Celanawe, il leggendario eroe della guerra con le Donnole, torna per unirsi alla Guardia e dare il suo contributo nell’assedio finale.

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Il mondo che Peterson ha creato è ben articolato, come la mappa in appendice al primo volume ci mostra, e tutto ha coerenza e credibilità dalle ambientazioni, agli abiti, dai personaggi all’organizzazione sociale, dalle località ai mestieri, dall’araldica alle citazioni incipit di ogni capitolo della storia.

Il disegno è caratterizzato da un tratto sicuro, e volutamente rude, ben dettagliato al punto che questa graphic novel è quasi un libro illustrato per quanto è magistralmente realizzato.

Un’opera considerata dalla critica “per bambini” ma che appassionerà di certo anche gli adulti. Gli aspetti che possono attrarre i piccoli, non allontaneranno i lettori più esperti. Ad esempio gli animali antropomorfi sembrano una tipica cosa da bambini (anche se da Spiegelman anche noi più grandicelli siamo abituati agli animali). In realtà solo i topi e le donnole sembrano effettivamente intelligenti, il gufo, il serpente e i granchi non sembrano intenzionati a parlare, mentre i pipistrelli (nel secondo volume della saga) hanno solo una specie di coscienza collettiva, e questo rende il tutto più interessante anche per il lettore più smaliziato. Oppure l’aspetto avventuroso: i più grandi avranno comunque di che divertirsi e riflettere: l’analisi dei personaggi, le strutture sociali e le motivazioni dei rivoltosi. Senza trascurare le architetture, i particolari grafici, la costruzione del mondo dei topi. O semplicemente facendosi prendere dalla storia, che è ben costruita e articolata.

Titolo: La guardia dei topi

Volumi pubblicati: 5 in corso

Editore: Panini Comics – 9L

Costo: 16,20€ / 13,50€