Corrado Mastantuono

Tex: Giustizia a Corpus Christi – Sulla giovinezza e l’invincibilità

Giustizia a Corpus Christi è il nuovo capitolo della serie di storie, scritte da Mauro Boselli, dedicate alla gioventù di Tex: una sorta di Year One del nostro ranger preferito che si snoda tra le varie testate “Texiane” partendo da Nueces Valley  per proseguire con Il vendicatore e arrivare a Il magnifico fuorileggeQuesto nuovo episodio si colloca cronologicamente tra Il vendicatore e Il magnifico fuorilegge e vede Tex impegnato nella caccia del resto della banda che lo ha messo nei guai con la giustizia per una falsa accusa.

Coadiuvato dal talentuoso quanto versatile Corrado Mastantuono, lo scrittore imbastisce una trama solida dall’impianto classico e lineare, ma non per questo priva di sorprese: le possibilità offerte dal formato, più grande rispetto al classico bonellide, e dal colore permettono al duo di autori di mettere su carta una sensibilità cinematografica pregna dell’iconografia tipica del cinema western. Siamo più dalle parti di John Ford che non di Sergio Leone: la composizione delle tavole, caratterizzata da inquadrature grandangolari e vignette widescreen, ha il respiro ampio dell’epopea della Frontiera, epica nella quale si svolge un altro capitolo della grande avventura dei nostri eroi. Su tutto il racconto infatti aleggia un’aura quasi mitologica, come si addice alla narrazioni delle origini di un’icona del fumetto, fatta di grandi spazi, grandi imprese e grandi personaggi.

A riportare l’umanità all’interno della storia ci pensa Corrado Mastantuono con la sua capacità di rendere tridimensionali e realistici i personaggi da lui disegnati: l’espressività dei volti, la naturalezza delle pose e la messa in scena generale offrono alla sceneggiatura di Boselli degli interpreti credibili quanto efficaci. Risalta, come è doveroso che sia, la caratterizzazione del giovane Tex: più impulsivo, sbruffone e meno esperto che, non a caso, si affida spesso ai consigli e ai piani di James Callahan – ranger realmente esistito ed entrato a far parte della mitologia Texiana ne Il vendicatore. 


Qui forse si evidenzia l’unica pecca del fumetto: avendo a disposizione un Tex alle prime armi si sarebbe potuta intaccare un po’ quell’aura di invincibilità del protagonista che caratterizza la gestione Boselli, comunque fedele a quella di Gian Luigi Bonelli, cogliendo così l’occasione per dare qualche brivido in più al lettore. Tutti sappiamo che “alla fine Tex vince sempre” però ci piace essere ingannati nel frattempo, mentre sospendiamo la nostra incredulità e fingiamo di preoccuparci davvero per le sorti del nostro beniamino. In questo senso le due pagine finali riescono a sortire quest’effetto, pur lasciandoci con qualche interrogativo, e donano all’intera storia un accento ironico che si addice al racconto delle avventure del giovane Tex.

Questo ulteriore tassello del “Tex: Year One”, come tutti gli altri capitoli della quadrilogia, è sicuramente un must per tutti i fan del ranger bonelliano, ma è anche consigliato agli amanti del buon fumetto di avventura ben scritto e altrettanto ben disegnato.


Mauro Boselli (testi), Corrado Mastantuono (disegni), Matteo Vattani (colori)
Giustizia a Corpus Christi – Tex romanzi a fumetti n. 7

Uscita: 23 febbraio 2018
cartonato, cm 22×30, 48 pagg., colore

 

Il Topolino di Sio

Sio, all’anagrafe Simone Albrigi, è uno dei fenomeni editoriali del momento di cui l’editoria ufficiale si è accorta già nel 2012, quando file interminabili di fan congestionavano lo stand della Shockdom a Lucca Comics & Games. La consacrazione ufficiale di questo successo è avvenuta quest’anno, quando il primo numero del trimestrale “Scottecs Comics”, da lui scritto e disegnato, è andato esaurito in pochi giorni, vendendo qualcosa come 50.000 copie. Diciamocelo: se non ci fosse Zerocalcare in questo momento il mondo del fumetto italiano parlerebbe solo di lui.

Un fenomeno del genere non è passato ovviamente inosservato e la Panini ha deciso di affidargli la realizzazione di alcune storie per Topolino. E sul numero 3127, in edicola questa settimana, ce ne sono ben tre, disegnate da tre dei più talentuosi disegnatori Disney in attività: Stefano Intini, Silvia Ziche e Corrado Mastantuono. Fa particolarmente sorridere quest’ultimo dato, visto che il grande difetto attribuito a Sio da molti degli “addetti ai lavori” è che “non sa disegnare”. Probabilmente è vero e credo che passi le nottate ad asciugarsi le lacrime con banconote da 500 euro.

SuperPippo e il fraintendibile suono vocalico (Disegni di Stefano Intini)

Pippo Sio Intini

In questa storia di quattro pagine Sio gioca col personaggio che forse gli è più congeniale. La sua verve nonsense si sposa benissimo con la versione supereroica di un personaggio già nonsense di suo. Ovvero Pippo che, mangiando delle supernoccioline, diventa un supereroe con i mutandoni di lana. Ovviamente Sio non manca di metterci del suo, come il giardino di annaffiatoi, per aumentare il tono parodistico. Il finale è un po’ anticlimatico ma abbastanza funzionale.

Zio Paperone e non mi ricordo come finiva il titolo (Disegni di Silvia Ziche)

Paperone Sio Ziche

Un’altra storia breve, sempre di quattro pagine, che vede protagonisti Zio Paperone e Battista recitare un’unica running gag. Ricorda un po’ gli sketch comici di Totò e Peppino, Gianni e Pinotto, Franco e Ciccio e tutte le grandi coppie comiche del passato. Ad un certo punto sembrerebbe che il personaggio di Paperone venga snaturato ai fini umoristici ma la spiegazione finale chiarisce tutto.

Topolino e l’inseguimento a incastro (Disegni di Corrado Mastantuono)

Topolino Sio Mastantuono

In questa storia un po’ più lunga, dieci pagine, troviamo Topolino, e successivamente Pippo, all’inseguimento di un bus “automatizzato” nel quale è rimasto intrappolato Pluto. Anche qui Sio riprende un cliché comico del cinema e dell’animazione (quello di Baby Birba per intenderci) e si diverte ad aggiungere sempre più gag paradossali. L’effetto è divertente e le espressioni facciali di Pluto rese da Mastantuono sono impagabili. Un Topolino così stralunato sembra un po’ fuori luogo e in alcuni casi sembra comportarsi più come Paperoga che non come il brillante topo che siamo abituati a conoscere ma il bello dei personaggi Disney è quello di essere estremamente versatili per cui non ci si fa molto caso.

In generale l’esperimento (se di questo si trattava) si può dire riuscito e pare che il “Sio disneyano”, più imbrigliato e rispettoso dei personaggi, funzioni anche meglio del “Sio classico”, il cui gusto per il paradossale risulta a volte indigeribile. Buona parte del merito va sicuramente attribuita al lavoro dei tre disegnatori, ognuno dei quali felicemente accoppiato con la storia che più gli si addice. Aspettiamo con curiosità le prossime prove, magari su storie più lunghe.