Coraline

Era una notte buia e tempestosa – Coraline

Coraline è un romanzo di genere horror scritto da Neil Gaiman che, oltre a essere romanziere, è anche giornalista, sceneggiatore televisivo e radiofonico e fumettista; nella versione a fumetti l’opera è disegnata da Philip Craig Russell, divenuto famoso per la sua edizione di Amazing Adventures e il successivo romanzo grafico con Killraven, l’eroe di una futura versione di The War of the Worlds dello scrittore Herbert George Wells.

Gaiman ha composto molti romanzi, soprattutto per ragazzi; tra i più famosi ricordiamo American Gods, I ragazzi di Anansi e appunto Coraline, con il quale ha vinto il Premio Hugo e il Premio Nebula per il miglior romanzo breve nel 2003; tra i fumetti, invece, troviamo Casi violenti, Miracleman, La crociata dei bambini, Angela, Mistero celeste e tanti altri.

L’autore inglese racconta di aver iniziato a scrivere Coraline dopo essersi trasferito con la sua famiglia in un appartamento di Littlemead, nel sud dell’Inghilterra, nel 1987 e di averlo dedicato a sua figlia Holly di cinque anni, poiché la piccola amava le storie di paura tanto da raccontarle proprio lei al padre; dichiara inoltre che il titolo del romanzo è nato da un errore, infatti aveva digitato in modo sbagliato l’originario Caroline, così era venuto fuori il nome Coraline, che però, secondo lui, doveva sicuramente appartenere a una ragazza che aveva affrontato determinate avventure. Dopo essersi trasferito in America, ha interrotto la composizione del romanzo nell’agosto del 1992, poi a distanza di sei anni ha ripreso in mano il libro e ha continuato a scriverlo per l’altra figlia, Maddy, nonostante i pochi momenti a disposizione; infatti, nella dedica iniziale del romanzo dice «L’ho iniziato per Holly. L’ho terminato per Maddy».

Il messaggio affidato a questo romanzo è quello di far capire che essere coraggiosi non significa riuscire a realizzare cose difficili o affrontare avvenimenti che altri non riescono a fronteggiare, bensì fare qualsiasi cosa ci faccia paura, anche se agli occhi delle altre persone risulta banale.

Infatti la protagonista è una ragazzina di undici anni di nome Coraline (ma tutti, esclusa la sua famiglia, sono convinti si chiami Caroline) che ha una vita perlopiù tranquilla, odia le giornate di pioggia perché non sa mai cosa fare e non riceve dai suoi genitori le attenzioni che merita; adora, invece, passare interi pomeriggi fuori per andare alla ricerca di nuove esperienze.

Grazie alla combinazione di noia e voglia di esplorare, Coraline si ritrova davanti a una porta murata che impedisce l’accesso a un altro appartamento; aprendola vede di fronte a lei il vuoto più totale e, data la sua curiosità, varca la soglia di quella porta entrando in una casa che a primo impatto potrebbe definire identica alla sua, ma prestando un po’ più di attenzione si rende conto che in realtà è migliore: la camera da letto ha colori più belli, il cibo cucinato è più buono (al contrario di quello cucinato dal padre che trova sempre combinazioni bizzarre per rendere il cibo disgustoso), ma soprattutto i due “nuovi” genitori, che hanno bottoni al posto degli occhi, risultano molto più affettuosi e attenti dei suoi veri parenti. E chissà se la bambina, che a quell’età ha il cervello come una spugna pronto ad assorbire qualsiasi frase venga detta, riuscirà a capire di essere vittima di un gioco pericoloso…

Nel fumetto, nato dalla collaborazione tra Gaiman e Russell, i personaggi, come gli ambienti, sono rappresentati in maniera molto realistica. I colori utilizzati, soprattutto per l’altra madre e per gli abiti dei protagonisti, sono prevalentemente freddi, per la maggior parte il verde e il blu; anche se in minoranza, però, vengono usati anche colori caldi, specialmente il marrone. Le vignette sono regolari e assumono sempre la forma di un quadrato o di un rettangolo; le linee che le definiscono a volte sono sostituite in parte da disegni che le sovrastano e fuoriescono, ad esempio per rappresentare alcune figure come un piatto o le dita di una persona, o per rendere al meglio l’idea di qualcuno che scappa. I balloons utilizzati per i discorsi tra i personaggi sono rotondi, mentre le didascalie per ciò che ci viene raccontato dal narratore sono quadrate; a volte alcune affermazioni o semplicemente parole sono scritte in grassetto allo scopo di sottolineare un certo punto dell’accaduto che potrebbe essere cruciale per far capire al lettore la situazione.

Ci sono alcune differenze tra il fumetto e il romanzo: più che altro nel fumetto sono omesse molte descrizioni, di cui non abbiamo effettivamente bisogno poiché possiamo capire tutto grazie ai disegni, e alcune sequenze del romanzo. In quest’ultimo, ad esempio:

– si parla in modo dettagliato dei programmi televisivi che Coraline guarda in uno dei giorni in cui è costretta a stare in casa;
– è presente un dialogo tra Coraline e Mrs. Spink, una signora che abita al piano di sotto e in passato faceva spettacoli teatrali, in cui la donna si vanta dell’attrazione che gli uomini provavano per lei e di tutte le rose che le tiravano sul palco a fine esibizione;
– c’è una descrizione piena di similitudini di un topo e delle sue caratteristiche fisiche;
– viene riportata una storia scritta da Coraline al computer;
– quando l’altra madre dà a Coraline la chiave piena di bava nel fumetto possiamo percepire il sentimento di ribrezzo che prova la bimba nel toccarla, mentre nel romanzo sembra rimanga impassibile al tatto.

Come probabilmente desiderava l’autore, grazie a questo romanzo, che doveva essere una fiaba da narrare ai bambini, molti raccontano di aver ritrovato la forza di andare avanti e di fare anche quelle cose che potevano incutere loro timore credendo in sé stessi e nelle proprie capacità, ma soprattutto nel proprio coraggio.


Angelica Ragonici ha presentato:

Coraline

Scritto da Neil Gaiman
Adattato e illustrato da Philip Craig Russell
Nicola Pesce Editore
Collana Clouds
Cartonato, 192 pp.
Euro 20,00
ISBN 9788897141037