CNR

Le donne nella matematica: cosa ne dicono i fumetti

L’argomento della presenza delle donne nella scienza (in particolare nella matematica) è diventato ormai di interesse mondiale. La parità nell’accesso alle cosiddette STEM (Science, Technology, Engineering, Maths) è ormai argomento che i maggiori enti scientifici hanno preso a cuore. Al punto che esiste anche una Associazione per le Donne in Matematica (AWM) con sede in Virginia e oltre 5000 soci in tutto il mondo.

E anche nel mio mestiere di docente c’è grande attenzione a fare in modo che le ragazze non vengano in qualche modo sfavorite o discriminate nella scelta della carriera futura, in particolare se è scientifica.

In principio fu Ipazia, poi Ada Lovelace, fino ad Amalie Noether.

Tutte loro, insieme a Dante Alighieri (!) e a Sofia Kovalevskaya, grande protagonista di questo numero, compaiono nel fumetto di Claudia Flandoli. Nel quale tutte insieme, con la guida del sommo poeta, si recano a Firenze per l’EGMO: Olimpiade Europea di Matematica per Ragazze. L’edizione del 2018 si è tenuta proprio in Italia, e le quattro matematiche che hanno segnato la storia sono in viaggio tra esercizi di allenamento e siti per nerd un po’ secchioni. E per riuscire a mangiare nell’ostello in cui soggiornano devono trovare il codice per aprire la cucina avendo a disposizione quelli delle loro stanze.

Così la nostra biologa fumettista preferita si diverte (sembrerebbe non poco) nel trasformare in adolescenti in ipoglicemia le quattro menti matematiche al femminile più famose della storia.

Il suo stile grafico si dimostra ancora una volta molto divertente e altrettanto incisivo nella narrazione.

La seconda autrice, esordiente tra le recensioni del nostro sito, si è dedicata nella sua breve ma brillante carriera, a storie di donne più o meno importanti, spesso dell’est europeo. E dopo Wislawa Szymborska e Marie Curie, si occupa di Sofia Kovalevska, che, pur giovanissima, ha scritto articoli su diversi campi della matematica. Allieva di Weierstrass, si è occupata del caos, del moto dei corpi rigidi, della dinamica di sistemi complessi come gli anelli di Saturno, fino ai problemi con le equazioni alle derivate parziali. È noto il problema di Cauchy-Kovalevska, spesso associato più al grande matematico francese dell’800, anche se molto più studiato dalla nostra Sofia.

Sono in qualche modo legato a questa seconda autrice, perché ho avuto modo di conoscere i suoi genitori, che sono stati miei docenti all’Università di Pisa. Come emerge anche dalla chiacchierata triangolare tra le due scienziate-fumettiste e la matematica aquilana Barbara Nelli. Tredici tavole disegnate con uno stile molto personale ma regolare. Per raccontare una vita che meriterebbe molto più di queste poche pagine. Come scrive la stessa Milani, e come ci fa intuire Natalini nell’articolo in cui parla della vita della matematica russa.

Oltre alle due (purtroppo troppo brevi) storie a fumetti, il magazine scientifico a fumetti del CNR con gli editoriali si concentra sul rapporto tra donne e scienza, in particolare con la matematica. Fa anche il punto sulla situazione in Italia, sulle figure di donne importanti. Perché se dietro ogni grande uomo, c’è una grande donna, questo è stato vero talvolta anche nella storia della scienza. Basta pensare ai coniugi Curie, o ad Einstein e Mileva Maric.

Concludono il volume i due interventi standard: il fumetto disegnato male di Davide La Rosa, che, parlando dell’harem di Pickering, non riesce fare a meno di qualche luogo comune. E la pagina dei titoli di Lercio.

Ancora una volta il duo Natalini-Plazzi colpisce nel segno, con un argomento di grande attualità, ma altrettanto sconosciuto. Un numero che tutte le ragazze delle scuole secondarie dovrebbero leggere, perché le storie di Ipazia, della Kovalevska, possono essere di grande ispirazione per le donne, che in questo paese ormai primeggiano in molti campi. In quello matematico ancora non lo fanno del tutto perché, forse, non sono indirizzate e stimolate nel modo giusto.

In un mondo che ha dato la medaglia Field per la prima volta a una donna (dal 1936) solo nel 2014, forse anche in questo campo un maggior coinvolgimento del sesso debole (?) ci consentirebbe un passo in avanti. Però le prime a convincersene devono essere proprio le donne.

Comics&Science, Women in math issue
Editore CNR Edizioni – www.edizioni.cnr.it
A cura di Roberto Natalini, Andrea Plazzi
Formato 16,8×24,6 cm, 48 pagine brossurate COL
Prezzo 7,00 Euro

Charles Babbage su Comics&Science

Charles Babbage è stato un proto-informatico, perché pensava alla costruzione di una macchina calcolatrice fin dagli anni ’20 del XIX secolo.

È stato sicuramente una figura interessante, che ha lavorato tutta la vita su alcune macchine, e ha incrociato la sua vita con Ada Lovelace, figlia del poeta Lord Byron e nota come l'”inventrice” del primo vero algoritmo pensato per una macchina.

La storia dei due è stata anche protagonista di un graphic novel, ad opera di Sidney Padua, autrice canadese, nominato all’Eisner Award nel 2016 e battuto da Ruins di Peter Kuper.

La storia di Babbage e della sua macchina, i legami con Ada Lovelace, hanno creato intorno a questa storia un vero alone di mistero, a volte non lontano dal sensazionalismo pseudoscientifico che circonda figure che sono assurte a livelli mitologici, come Nikola Tesla.

E bisogna dire che di questo tipo di mysteri Alfredo Castelli se ne intende non poco…

Così non deve essere stato difficile per lui forzare un po’ la mano alla storia, mescolandola con le voci e le più o meno realistiche interferenze (è proprio il caso di dirlo) aliene, creando 20 tavole che starebbero benissimo in un volume del BVZM.

Trovando poi nella matita di Gabriele Peddes un ottimo riferimento grafico.

Così la storia a fumetti che maggiormente caratterizza questo numero di Comics&Science (che recensiamo con colpevole ritardo, dovuto alla nostra fumetteria preferita 🙂 ) lascia un po’ l’amaro in bocca perché è… troppo corta e troppo intrigante per finire in poche tavole (meno di un quarto dei più piccoli mensili Bonelli…)

Ma ci sono tanti aspetti che rendono ulteriormente appetibile questo numero del magazine pubblicato dal CNR.

Oltre a Babbage, Davide La Rosa ci presenta uno dei fisici divulgatori in Italia, quel Paco Lanciano ormai arcinoto al pubblico delle trasmissioni di Piero Angela, che, con il suo fagiano crononauta ci racconta in 10 vignette la storia di Alan Turing, un altro che con le macchine per il calcolo ha avuto non poco a che fare.

Sicuramente un merito del semestrale che ha avuto origine dall’omonima sezione di Lucca Comics è quello, ogni volta, di presentare non solo le relazioni tra scienziati e fumettisti, ma anche delle belle realtà di scienza e di divulgazione di cui il nostro paese dovrebbe andare fiero e che invece sono del tutto sconosciute.

Stavolta si tratta dell’Università di Pisa e della sua storia legata al calcolo e alle macchine elettroniche. Se è vero che a Pisa c’è stato il primo collegamento Internet in Italia, oltre trent’anni fa. Se è vero che a Pisa da oltre 50 anni il CNUCE (Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico), oggi confluito nell’Istituto di scienza e tecnologia dell’informazione, si occupa di calcolo e di macchine che lo facilitano. Se è vero che a Pisa si trova un interessante Museo degli Strumenti per il Calcolo, che fa da sfondo alla nostra storia.

E Babbage e Turing sono l’occasione di ripercorrere la storia del calcolo numerico, a partire dalle calcolatrici (umane), fino alle macchine meccaniche sempre più complesse (per scoprire ad esempio che Enigma non è stata l’unica e la più potente macchina usata nella seconda guerra mondiale).

Storia nella quale l’Italia ancora una volta ha avuto una parte non secondaria.

Ancora una volta Andrea Plazzi e Roberto Natalini colpiscono nel segno. Speriamo che la serializzazione di Comics&Science sia finalmente realtà, perché per gli appassionati di scienza è un modo divertente di approfondire gli argomenti, ed è un modo efficace di appassionare alla scienza gli amanti della Nona Arte.

Archimede in Comics&Science: una recensione storica

Archimede, uno scienziato e un ingegnere ante litteram, noto a tutti gli studenti per aver gridato Eureka! nudo in una tinozza dopo aver avuto la geniale intuizione per risolvere un problema metallurgico al tiranno di Siracusa, e dalla cui emersione è nata l’idrostatica, o per aver inventato le leve e gli specchi ustori.

Archimede, noto agli appassionati di fumetti per aver dato il nome al bizzarro e geniale inventore di Paperopoli.

Quindi forse un perfetto connubio tra scienza e fumetto.

Archimede è il primo scienziato dell’antichità a comparire sulle pagine di Comics&Science, in questo secondo numero del 2017, presentato come ormai tradizione nell’omonima sezione “culturale” di Lucca Comics.

E vi compare per raccontare i contenuti e il ritrovamento del cosiddetto Codice C, o palinsesto di Archimede, di cui ci raccontano nell’interessante e dettagliato redazionale Roberto Natalini e Andrea Plazzi, fautori e prosecutori di questa opera meritoria che sta contribuendo a creare una cultura del fumetto scientifico in Italia.

La storia a fumetti è opera di Giuseppe Palumbo, poliedrico autore lucano, che ha già lavorato su temi storici ai limiti della mitologia ne L’elmo e la rivolta, e che con i suoi disegni acquerellati e di sicuro effetto interpreta la storia del Mistero di Archimede con efficacia e delicatezza.

Passando dalla scrittura della dedica a Eratostene, all’incendio della Biblioteca di Alessandria, alla fondamentale figura di Eutocio di Ascalona, all’avventurosa conservazione dell’opera archimedea.

Racconta, anche tecnicamente, del passaggio su diversi supporti, prima il papiro, poi la pergamena, fino alla raschiatura, e le modifiche subite anche dopo il ritrovamento da parte di Heiberg agli inizi del ‘900.

Il fumetto non ha un protagonista in carne ed ossa, ma in inchiostro e pergamena: è proprio il codice C, le cui vicissitudini durano oltre due millenni, fino all’asta di Christie’s del 1998, in cui il codice arriva all’attuale misterioso (?) proprietario, che comunque ha consentito di studiarlo e di estrarre digitalmente tutte le informazioni sull’opera del grande siracusano.

L’opera di Palumbo è affascinante ed evocativa, i colori danno una atmosfera onirica. Eppure la storia è chiara, come il tratto delle chine che su quei colori si stagliano.

Solo la fine della storia non è quella reale, non è il (probabile) compratore Rick Adams (fondatore di UUNET, uno dei primi e più grandi internet providers, e quindi tra i primi ricchi della web economy) a prendere il codice alla fine, ma lo stesso Archimede che chiude la curva e si dice pronto ad aggiungere nuove idee.

Quali? Lo sa solo lui…

D’altra parte una figura così importante e misteriosa non poteva esaurire il suo percorso fumettistico con una storia di 22 tavole.

Lo stesso Palumbo si lascia intervistare (in un pezzo da leggere tutto d’un fiato) da uno dei più noti matematici italiani (e attuale presidente dell’Unione Matematica Italiana), e dice che la storia del Codice C lo ha entusiasmato al punto di volerne realizzare un vero e proprio romanzo a fumetti, considerando questo come un trailer.

Beh, se il buongiorno si vede dal mattino, non possiamo fare altro che augurarcelo.

Il resto del numero di Comics&Science, comunque, non è da meno:

  • la storia dei supporti per la scrittura, dal papiro alla pergamena, a firma di Andrea Ercolani;
  • le tecniche ultramoderne per la lettura dei papiri, che passano anche per le grandi strutture di ricerca come ESRF, a firma di un affermatissimo ricercatore come Vito Mocella, con tanto di bibliografia, a testimoniare ancora una volta la grande attenzione scientifica nella realizzazione di un’opera che non è solo fumetto, ma seria e precisa divulgazione scientifica;
  • gli interventi di Lercio, in particolare del matematico Stefano Pisani, che è anche caporedattore di MaddMaths! e ci racconta a modo suo gli episodi più famosi della vita di Archimede;
  • il fumetto di Davide La Rosa disegnato male, ma incisivo e divertente.

Ancora una volta Comics&Science coglie nel segno. Non è un numero “facile” ma scorre via, lasciando, come accade alla buone opere di divulgazione, la voglia di saperne di più.

Comics&Science: è la volta di Archimede

Come ormai è tradizione, Lucca Comics&Science fa da volano per l’uscita del numero dell’omonima rivista edita dal CNR.

Stavolta, ne The Archimede Issue, Giuseppe Palumbo e Davide La Rosa ci presentano in due storie molto diverese il genio di Siracusa che da circa 23 secoli guarda lo sviluppo delle sue idee.

Che differenza c’è tra un papiro e una pergamena?

Che cos’è un palinsesto?

In quale modo nell’antichità si conservavano i testi scritti?

Sono domande importanti per la trasmissione della scienza e del sapere, sullo sfondo dello straordinario Archimede 2.0 di Giuseppe Palumbo.

La storia appassionante e vera fino all’ultimo dettaglio di come le scoperte del genio di Siracusa sono arrivate sino a noi.

Arricchiscono il numero i gustosi editoriali e una intervista a Palumbo da parte di Ciro Ciliberto, presidente dell’Unione Matematica Italiana.

Comics&Science: un nuovo inizio…

Beh, a noi appassionati di fumetti e scienza, e magari della (buona) divulgazione che si può fare mescolando le due cose, Lucca Comics&Science di quest’anno ha portato una serie di novità.

cs2Non solo il nuovissimo logo disegnato da LRNZ….

Non solo il ritorno del geologo Ortolani alla guida di Misterius…

Ma soprattutto la serializzazione semestrale del frutto della collaborazione tra CNR e LuccaComics (come preannunciato già qualche mese fa).

E per ripartire, Comics&Science torna a Leo Ortolani e a Misterius, che stavolta ci guida con la sua ironia e con i suoi record mondiali di salto di palo in frasca nella storia della rete.

La scelta dell’argomento non è affatto casuale, e non va affatto fuori tema, anche se magari si parla forse più di tecnologia che di scienza vera e propria.

Infatti trenta anni fa ci fu il primo collegamento tra l’Italia e la nascente internet. Evento già celebrato ufficialmente con l’Italian Internet Day il 29 e 30 aprile scorsi e al quale è stato dedicato un interessante e didascalico filmato dal titolo Login, il giorno in cui l’Italia scoprì Internet di Riccardo Luna.

Ortolani, con il suo umorismo dissacrante, paradossale e per questo sempre al confine tra realtà e fantasia stavolta ci guida alla scoperta della rete delle reti fin dagli esordi di ARPANET. E, al solito, è così paradossale che il lettore si trova a chiedersi: -Al di là delle esagerazioni, sarà vero che il presidente Eisenhower ha avuto l’intuizione sulle comunicazioni? E che l’idea è venuta a un suo ex commilitone di nome Henry Dugan?

Così qualche informazione storica sulla nascita dell’infrastruttura della moderna rete informatica viene infilata tra personaggi verosimili, come Henri Cuomo e Jason Fiorelli ricercatori del CERN (dove è effettivamente stato creato il primo browser web) e quelli molto meno verosimili (ma sarà così?) che adorano il Dio modem.

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E, come era successo nei precedenti numeri di Comics&Science, il fumetto è contornato da redazionali e articoli interessanti e divulgativi, che svelano qualche segreto della rete, dal significato dei nomi (Domain Name System) alla presentazione dell’Istituto di Informatica e Telematica del CNR.

E, insieme a Misterius, anche Federico Bertolucci, disegnatore Disney, ci fa raccontare dai cani antropomorfi Bit e Bot la storia del primo collegamento tra il CNUCE-CNR di Pisa e la Pennsylvania (qui perdonatemi un po’ di orgoglio, ma negli anni ’90 del secolo scorso, tante volte sono passato davanti ai portoni di Via Santa Maria a Pisa). E fumetto e tecnologia continuano il loro viaggio a braccetto, se è vero che la casa informatica di Bit e Bot porta proprio al registro italiano dei nomi a dominio (registro.it).

A completare il discorso, due pezzi da novanta della divulgazione scientifica di alto livello come Paolo Attivissimo, noto scopritore di bufale, blogger, giornalista scientifico, e Marco Cattaneo, fisico e direttore de Le Scienze.

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Ancora una volta si dimostra come due (a torto) considerate sottoculture, se messe insieme possono invece innescare un feedback positivo, portando la  Cultura a tutto il pubblico, trattando argomenti non banali con un linguaggio alla portata di tutti. E hanno la capacità di incuriosire, senza voler essere esaustive.

Il lettore, oltre a farsi delle sonore risate, e a godersi delle pagine di belle illustrazioni e disegni, ha l’occasione di riflettere e conoscere meglio gli aspetti tecnici e meno conosciuti di una infrastruttura che ormai, volenti o nolenti, fa parte della nostra vita.

Restiamo entusiasticamente in attesa del prossimo numero di Comics&Science, che, partito da Lucca, mi pare cominci a camminare da solo con una certa sicurezza

Ha infatti creato un link diretto tra la scienza e il pubblico, e lo aiuta a evitare bufale e pseudoscienze che molti dei media moderni stanno invece amplificando.

Comics&Science: e siamo a tre!

Cos’è Comics&Science?

Possiamo dire che è nato come la sezione scientifica di Lucca Comics & Games

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In principio fu Ortolani. Nel 2013,  con un albo spillato di 32 pagine, che faceva un po’ il verso al buon Giacobbo e un articolo/intervista di Cédric Villani, matematico francese da fumetto: vincitore della medaglia Field nel 2010, direttore dell’Istituto Poincaré, e dall’abbigliamento particolare…

Poi Tuono Pettinato @CERN, circa un anno dopo, le pagine salirono a 48 e il prezzo a 6 €.

Si parlava di tempo e di LHC, per festeggiare i 40 anni del CERN, quando gli italiani cominciavano a sentirsi un po’ tutti esperti di particelle (grazie anche a Fabiola Gianotti), come in questi giorni di calcio ed economia inglese…

… e cominciava la collaborazione con lercio.it

Adesso, che il progetto sta diventando grande e autonomo, tocca a Silver.

CS3Le pagine sono diventate 64, con i redazionali a colori e, trovandoci in una fattoria, non si può che parlare di bufale (e di problemi pseudoscientifici anche più gravi, ahimè).

La notizia (direi splendida!) è che questa pubblicazione diventerà un periodico a cadenza semestrale, come scrive nell’editoriale dell’ultimo numero, presentato al Salone del Libro di Torino, Roberto Natalini, matematico, Direttore dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo, che di Comics&Science è un po’ il papà, insieme ad Andrea Plazzi.

Perché il fumetto è una cosa seria.

E anche la scienza lo è…

Anche se di questi tempi sembrerebbe lo sia più il primo.

Parafrasando Marco Travaglio, infatti, oggi «Si prega di abolire i fatti per non disturbare le opinioni».

Anche se chi esprime le opinioni non ha nessun titolo a darle, specie nel mondo scientifico.

È bello vedere come i fumetti possano proporre in modo semplice e diretto argomenti difficili (ma di questo abbiamo in parte già parlato…), e con correttezza formale e scientifica.

E come i fumettisti si sono prestati a mettere tecnica e fantasia al servizio della scienza; e a fare da traino ai redazionali che seguono le storie.

Che sono belli da leggere; magari con calma, perché la divulgazione non vuol dire per forza eccesso di semplificazione.

In attesa di nuovi e interessanti numeri di Comics&Science, vi invitiamo a interpretarne chimicamente il simbolo.

Buon lavoro!

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P.S.: trovate la soluzione a pagina 1 del numero 2!