Claudia Flandoli

Esordio per DF Scienza

È nato il settore Scienza di Dimensione Fumetto, come abbiamo raccontato in questo articolo.

In collaborazione con San Beach Comix Vol. III e con il preziosissimo supporto di Rinascita Comunicazione, del Liceo Scientifico “A. Orsini”, dell’Istituto Comprensivo Folignano Maltignano e del Liceo Classico di Montalto delle Marche abbiamo invitato Bruno Codenotti e Claudia Flandoli per un vero e proprio tour de force tra l’entroterra e la costa.

Abbiamo creato le occasioni perché i nostri ospiti incontrassero gli studenti di tutte le scuole interessate.

Gli incontri sono stati molto interessanti.

Bruno (Claudia era ancora in aereo da Cambridge ad Ancona) ha incontrato, parlando di logica, homo rationalis, teoria dei giochi, gli studenti del Liceo Scientifico di Ascoli.

Un pubblico impegnativo, ma alla fine attento.

Sempre facendosi aiutare dalle illustrazioni di Eros Pedrini, ha poi raccontato ai giovani studenti della Scuola Secondaria di I grado di Villa Pigna di Folignano, la storia del Codice Beale, come esempio di crittografia.

Claudia Flandoli ha poi stimolato i fumettisti in erba a produrre uno studio di personaggi, un fumetto, uno storyboard ispirato dalla storia appena ascoltata.

I lavori prodotti durante il laboratorio sono stati interessanti, tutti i ragazzi, alcuni dei quali fanno parte di un progetto dedicato allo studio della matematica con strumenti meno tradizionali, sono stati entusiasti della storia di Beale e hanno tentato di fare uno studio sulla storia a sfondo matematico.

Alcuni hanno fatto degli studi per un personaggio, altri hanno provato a costruire uno storyboard.

L’incontro purtroppo è durato troppo poco…

Dopo gli studenti, è stata la volta dei docenti, con l’incontro, peraltro valido per la formazione, tenuto presso la Libreria Rinascita, incentrato proprio sulla possibilità di utilizzare il fumetto per porre in modo comprensibile problemi nel campo della matematica.

Il pubblico, composto per la maggior parte, ma non esclusivamente, da docenti, è stato interessato e partecipe, a testimoniare che quello tra matematica e fumetto è un binomio più che possibile.

Sabato mattina c’è stato l’incontro con gli studenti di Montalto. Gli studenti del Liceo hanno così portato a termine un percorso su fumetto ed epica con la professoressa Maura Pugliese, che tra l’altro ringraziamo per la preziosissima collaborazione nell’organizzare tutto il fine settimana.

I lavori finali del progetto sono stati poi esposti presso la Libreria Mondadori di San Benedetto del Tronto, dove si sarebbe dovuto tenere anche l’incontro aperto al pubblico, che alla fine purtroppo è saltato per problemi organizzativi.

Come prima uscita di DF Scienza c’è di che essere soddisfatti. Certo, fumetto e scienza non sempre sono visti come sinonimo di cultura. Sarà nostra cura non arrenderci e provare a fare del fumetto un veicolo di cultura a tutti i livelli.

Vogliamo ancora una volta ringraziare tutti gli organizzatori di San Beach Comix Vol. III, le librerie Rinascita di Ascoli Piceno e Mondadori di San Benedetto del Tronto, tutti gli istituti scolastici coinvolti e, naturalmente, Bruno Codenotti e Claudia Flandoli.

Intervista a Claudia Flandoli: dalla biologia ai fumetti

Copertina di "Comics&Science: The Women in Math" dedicato al rapporto fra le donne e la matematica.Abbiamo intervistato Claudia Flandoli, biologa e disegnatrice, che ha lavorato anche con Comics&Science nell’ultimo numero uscito, quello su Donne e Matematica, con una divertente storia sull’E.G.M.O. La recensione di questo, e degli altri numeri, la trovate ovviamente sul nostro sito.

  • Ciao Claudia, dicci qualcosa di te.

Ho 30 anni e vivo a Cambridge da quattro. Ho paura dei cani e l’hobby del cucito.

  • Sei stata immersa nella scienza fin da bambina. Anche io sono un fisico, e forse il buttarsi su mondi fantastici può essere un modo per fare da contraltare all’estremo realismo delle scienze, specie quelle dure… Per poi accorgersi, almeno nel mio caso, che alla fine la scienza torna sempre. E in qualche modo anche i fumetti 🙂 Ti sei data ai fumetti anche un po’ per reazione? Oppure la passione per la scienza e l’arte sono andate di pari passo?

Più la seconda credo. Fino all’università sono stata solo una lettrice (dei fumetti, soprattutto di comic strips), poi un giorno ho incontrato in rete i fumetti di Elisabetta Decontardi, in arte Deco, che scrive la striscia Inkspinster. Me ne sono innamorata a tal punto che ho iniziato a immaginarmi la mia quotidianità con lo stesso stile narrativo. Pian piano l’ho messo su carta e poi su Internet spronata da un amico che credeva molto in me. Raccontare la scienza è venuto naturalmente, studiavo Biologia e quindi parlavo anche di quella. Anche oggi non le vedo come due entità separate, la biologia mi affascina e mi piace raccontarla.

  • In una recente intervista hai parlato del tuo entusiasmo nel disegnare la matematica intendendo, ad esempio, lo studio di funzione. Quindi è assolutamente vero che la rappresentazione grafica è indispensabile alla scienza. Non solo il piano cartesiano, penso a Feynman, alla struttura 3D delle proteine e delle molecole… Cosa ne dici? Pensi che in qualche modo il rapporto tra scienza e fumetto sia solo una evoluzione di questa necessità?

Vedere (anche solo nella mia testa) le cose che studiavo era il primo passo per comprenderle e digerirle. Non credo di essere sola in questo, una volta che si può immaginare quello che si è letto lo si può vedere da più prospettive e capirne i meccanismi, ad esempio quelli molecolari. Credo che il fumetto possa aiutare a dare una prima rappresentazione, poi chi legge elaborerà il contenuto in maniera tutta personale.

  • Nel tuo sito, nella parte intitolata science illustrations c’è qualche esempio di struttura secondaria delle proteine o di altre illustrazioni (a sfondo biologico, fisico, ecc). Quanto ti senti illustratrice scientifica, avendo anche lavorato con Zanichelli? Da sempre grandi illustratori si sono dedicati al lavoro su scienza e tecnologia, basti pensare alle illustrazioni dell’Enciclopedie. Ti senti un po’ sulla falsariga di questa tradizione? A cosa è dovuto questo legame che si sta stringendo sempre di più?

Ho iniziato grazie alla mia tesi di Laurea Magistrale, quando ho sviluppato un codice visivo per la rappresentazione tridimensionale delle proteine. Ho scelto questo progetto per finire i miei studi unendo tutti i punti del mio percorso di formazione. Un professore della mia università mi ha segnalata a Zanichelli che mi ha chiamata una settimana dopo la laurea. Non avevo pensato di intraprendere questa strada, ma perché no? Ho disegnato con loro un libro di biologia per le superiori e improvvisamente avevo un portfolio ricco di illustrazioni scientifiche che potevo mandare a istituti di ricerca e riviste. A oggi faccio questo genere di lavoro con ricercatori qui di Cambridge, mi piace perché mi mantiene in contatto con il modo in cui si studia la biochimica.

  • Abbiamo intervistato recentemente anche Bruno Codenotti, con il quale hai lavorato da poco. Come ti sei trovata con lui? Ci racconti qualche aneddoto?

Bruno è una persona divertente e pazientissima, è un piacere lavorare con lui. Ha un po’ avuto la sfortuna di essere uno dei primi a lavorare con me, beccandosi tutta la mia timidezza e ritrosia a parlare in pubblico. Adesso sono un po’ (poco) più abituata, ma la prima volta che abbiamo presentato il libro mi sono nascosta dietro al proiettore e mi sono rifiutata di parlare: insomma, faceva prima a portare un cartonato della mia faccia con sé, sarebbe stato più di compagnia!

  • Nell’intervista con Alice Milani su Comics&Science avete parlato dei rispettivi genitori (quelli della Milani li ho avuti anche come docenti oltre venti anni fa, n.d.r.). Hai mai proposto, ad esempio, a tuo padre o ai suoi colleghi, di lavorare insieme a un progetto? Cosa dicono degli scienziati così “duri” di questa commistione fra scienza e disegno? Magari vi invidiano anche un po’…

Chissà! So che alcuni colleghi/amici dei miei genitori leggono i miei fumetti, anzi sono stati fra i primi lettori fedelissimi, che si compravano tutto quello che pubblicavo. Però non ho mai lavorato con loro, io tendo a proporre poco anche perché di matematica non saprei cosa suggerire, e di biologia scrivo per conto mio (anche se non mi dispiacerebbe lavorare con scienziati a qualche progetto!).

  • La divulgazione scientifica è diventata cruciale in un mondo in cui diventa sempre più necessario rendere la complessità alla portata di tutti. Pensi che ci sia una sorta di semplificazione eccessiva nel passare per i fumetti? O che effettivamente aiutino a stimolare la curiosità?

Io credo che la divulgazione abbia il ruolo di dare un’idea della meraviglia che sta dietro a certi concetti scientifici. Non si può pretendere che spieghi quanto un libro di testo, perché non viene fruita a una scrivania con un evidenziatore in mano. Intendo che per acquisire la complessità bisogna studiare, e studiare richiede una concentrazione e uno sforzo diverso dalla lettura sul divano. O almeno, questo è vero per me! Quindi – secondo me – la divulgazione deve farti scoprire che esistono questi concetti e darti un’idea di cosa trattano e di che cosa comportano, dare spunti di riflessione, farti vedere le cose da un altro punto di vista. Andare troppo nel dettaglio sarebbe come farti immergere in pochi secondi a 300 metri sotto l’acqua, ti parte un embolo di sicuro.

  • Ho la sensazione, a volte, che il fumetto, per quanto più rapido della parola scritta, sia un linguaggio ancora troppo “lento” per i giovani di oggi. Quali sono le tue sensazioni? Adolescenti e giovani si lasciano attirare dai fumetti in generale e in particolare dai fumetti scientifici?

Forse sono troppo romantica, ma penso che i giovani d’oggi siano come i giovani di ieri, solo con un mondo diverso attorno. E quindi credo che ci siano ragazzi e ragazze che hanno voglia di leggere fumetti e altri che preferiscono fare altre cose o apprendere in modo diverso. Ma questo è stato vero sempre, non penso sia frutto del mondo odierno.

  • Il tuo blog in realtà parla della tua vita, poco di scienza… ( ti nascondi dietro ai tuoi personaggi anche se c’è una bellissima foto di te e Alice Milani a Milano al CampusParty). È davvero un “diario di viaggio”. La scienza, dopo gli studi di biologia, sembra quasi uscita dalla tua vita quotidiana… È diventata una cosa di lavoro? Al di là del lavoro sui fumetti a sfondo scientifico, quanto la scienza è ancora parte della tua vita?

Mi diverte questa domanda perché racconta più di come vengo percepita dall’esterno che di come mi vedo io! Non ho un modo cosciente di rapportarmi con la scienza, ma di intendere lo scrivere fumetti sì. Per mio interesse leggo/guardo spesso cose di scienza, su riviste, libri, canali youtube, però per parlarne io in prima persona queste cose le devo studiare, e il mio blog lo faccio nel tempo libero, mi prenderebbe troppo tempo scriverci di scienza: per fare un articolo di cose scientifiche studio per giorni su quell’argomento, e anche lo storyboard deve essere strutturato bene per spiegare le cose in passaggi chiari. Insomma, il mio blog è un po’ la versione fumettistica dello stravaccarsi sul divano, lo faccio per divertirmi e per rilassarmi, e quindi racconto di cose che mi succedono e che penso possano divertire anche chi capita sulla mia pagina.

  • Esperienze come quelle del CampusParty sarebbero state impossibili senza questo connubio tra scienza e disegni, sei d’accordo?

Più che d’accordo. In realtà ho il dubbio che senza aver studiato biologia non avrei mai iniziato a lavorare, sicuramente mi ha dato una nicchia in cui svilupparmi in cui avevo poca concorrenza.

  • Storie a fumetti “non di scienza”. Quale ti è piaciuto disegnare di più? Quali argomenti e quali storie vorresti affrontare? Quali sono i progetti nell’immediato?

Considero l’ultimo fumetto fatto per Comics&Science non di scienza vera e propria, è più una storia di quattro amiche, e mi sono divertita tantissimo a scriverla e a disegnarla. Continua a divertirmi il fumetto che scrissi per Donna Moderna sulla regina Elisabetta e i miei post del blog di quando ancora stavo facendo la tesi.

Mi piacerebbe un giorno scrivere storie per ragazzi. Da bambina leggevo tantissimo, e ancora ricordo quanto mi facevano sognare le storie in cui mi immergevo. Quindi vorrei sapere inventare mondi in cui altri ragazzi possano voler vivere nella loro testa.

  • Quali sono i tuoi “scienziati” preferiti? E i tuoi “fumettisti”?

Mi emoziona la storia di Mary Anning, perché ha avuto delle intuizioni incredibili di paleontologia. Come abbia fatto a capire cosa stava trovando rimane per me un mistero. Poi mi sta simpatico Mendel: me lo immagino sereno e paciocco a seminare le sue piante e a rivoluzionare il modo in cui ci conosceremo.

Di fumettisti che mi ispirano e invidio e odio perché sono più bravi di me ne ho troppi: Watterson, Beaton, Fior, Ziche, Boulet, Lust, Zerocalcare, Vives, Collins, Bagieu, Pearson, Sattouf, Pedrosa, e tanti altri.

  • Marzullianamente: quale domanda ti aspettavi e che non ti abbiamo fatto? (anche perché l’intervistatore non è che sia proprio esperto) Rispondici anche, of course…

Non avevo aspettative per la verità, ma credo che tu mi abbia chiesto un po’ di tutto!

  • Beh, sei già stata nelle Marche, visto che hai studiato a Urbino. Noi siamo un po’ più a SUD, ma ti aspettiamo, di certo per parlare di Scienza a fumetti 🙂

Certamente!!

Un grazie di cuore a Claudia Flandoli e un “a presto” per chiacchierare ancora!

Bruno Codenotti. Dalla matematica ai fumetti

Bruno Codenotti è già stato sulle pagine del nostro sito, abbiamo recensito un paio dei suoi lavori, in particolare quelli disegnati da Claudia Flandoli.

Così, anche dopo aver visitato il suo sito abbiamo avuto l’opportunità di rivolgergli qualche domanda, e non ce la siamo lasciata scappare.

  • Ciao Bruno puoi presentarti?
    Sono nato nel 1959 a Brescia, ho frequentato il Liceo Scientifico a Desenzano del Garda e poi mi sono spostato a Pisa per studiare Informatica. Dopo la laurea, sono entrato nel CNR e da allora ho lavorato al CNR a Pisa, con frequenti e lunghi soggiorni negli Stati Uniti, dove ho fatto ricerca e insegnato.
  • Quali sono stati e quali sono attualmente i tuoi principali interessi nella ricerca scientifica?
    Ho fatto ricerca in algoritmica e complessità computazionale, due branche dell’Informatica teorica. Dal 2012 mi occupo quasi esclusivamente di divulgazione scientifica.
  • Portare a fumetti un settore come quello in cui lavori credo sia una sfida particolarmente interessante perché non si tratta di raccontare la vita di uno scienziato o di rappresentare eventi naturali. Spesso ho notato che hai usato il fumetto per rappresentare esempi pratici di logica e matematica applicandola alla vita reale. Quale pensi che sia il modo migliore di parlare di matematica e logica a fumetti?
    Innanzitutto devo fare presente che tutti i miei libri  sono nati da conferenze che ho tenuto soprattutto nelle scuole secondarie. Di volta in volta, a seconda del tema, cercavo il modo più adatto di proporre i problemi con l’ausilio di supporti grafici. Per questo, fin dall’inizio delle mie attività divulgative, ho cercato di collaborare con illustratori. In generale non credo ci sia il modo migliore. Ogni argomento fa storia a sé e, caso per caso, si cerca di trovare le forme espressive più adatte.
  • Se non sbaglio, mi hai detto in una conversazione che negli ultimi sei anni ti sei occupato principalmente di divulgazione a fumetti. Non è raro che degli scienziati si dedichino alla divulgazione scientifica, ma perché un dirigente di ricerca del CNR decide di farlo attraverso i fumetti? Da dove è partito questo lampo?
    Dalle conferenze fatte nelle scuole e dalla constatazione che attraverso il fumetto riuscivo a tenere l’attenzione dell’uditorio, anche su temi riguardo ai quali i ragazzi avevano pregiudizi…
  • Ti sei lasciato influenzare da qualche scienziato o scrittore italiano o straniero che si occupa di fumetti? Quali sono le opere e gli autori, se ce ne sono, che ti hanno maggiormente colpito in questo campo?
    Il divulgatore che mi ha influenzato di più è senz’altro il grande Raymond Smullyan (deceduto nel 2017 N.d.R.), un maestro nel costruire situazioni paradossali che mettevano a dura prova il senso comune. È da lui e dal suo lavoro che ho in seguito sentito l’importanza di integrare le spiegazioni matematiche con illustrazioni e/o fumetti.
  • I libri che hai scritto sono passati da libri riccamente illustrati a libri che contengono una vera e propria componente fumettistica. Come e perché si è evoluta questa scelta?
    Non c’è stata una vera e propria evoluzione. Piuttosto, come dicevo prima, una ricerca delle soluzioni grafiche più adatte all’argomento che avevo di fronte e al desiderio di trasmetterlo nel modo migliore possibile.
  • Hai lavorato con diversi disegnatori. Claudia Flandoli, che è anche biologa; Michele Avigo, che è un letterato, ed Eros Pedrini. Quali differenze hai trovato? Come mai hai cambiato? È stata una scelta tecnica o si sono create semplicemente collaborazioni diverse?
    Al centro c’è sempre stato un progetto, l’esigenza di trasmettere qualcosa. Le collaborazioni sono nate in modi diversi, ma sempre con l’idea di un confronto costante con l’illustratore. Non sono state scelte, ma situazioni concrete, da cui sono nate collaborazioni.

  • I rapporti tra scritto e fumetto nei libri con Claudia Flandoli sono diversi nei due libri che avete fatto insieme. Ho apprezzato molto Archimede aveva molto tempo libero perché la storia continua che si alterna con il testo divulgativo; è una modalità che non avevo mai trovato e che mi ha colpito molto. Allo stesso modo, gli spot di Io penso che tu creda che lei sappia con l’alternarsi di personaggi e situazioni diverse, è altrettanto divertente. Come sono nate queste idee? C’è stato un confronto con gli esecutori grafici anche durante l’ideazione del libro e la stesura dei testi?
    Il tema dell’infinito matematico è ostico. Per questo è nata l’idea, merito di Claudia Flandoli,  di intrecciarlo con una storia a fumetti che alleggerisse e allo stesso tempo desse ulteriore intuizione dietro i temi trattati testualmente. D’altro canto, Io penso che tu creda che lei sappia tratta temi di epistemologia interattiva e presenta numerosi aneddoti. In quel caso, la difficoltà sta spesso nell’entrare nell’argomento, per cui ci è parso più adatto a questo tema, l’idea di introdurre col fumetto ogni singolo aneddoto.
  • Che rapporti trovi tra i paradossi logici e quelli grafici? Potrebbe essere interessante un parallelismo, mi viene in mente Escher…
    Sono linguaggi diversi con cui esprimere gli stessi concetti. La presentazione grafica è più immediata, naturalmente….
  • Quali possono essere altri campi della matematica che possono facilmente e produttivamente essere convertiti in fumetto?
    A mio parere, non si tratta tanto di campi della matematica, ma piuttosto di concetti matematici. Un caso su cui sto riflettendo ultimamente è quello della probabilità, che è fonte di molti aneddoti e paradossi e nel quale l’uomo non ha spesso intuizioni corrette… Sto progettando di fare qualcosa su questo in futuro….
  • Chi ti parla è un fisico, anche se ora il mio lavoro è diverso. Mi sono appassionato ai fumetti proprio all’Università, e mi sono dato la “giustificazione” che, vivendo a contatto profondo con le leggi della realtà, in qualche modo si senta una spinta verso il fantastico e la fantasia. Che ne pensi? O non c’è bisogno di “giustificare” il passaggio dalla scienza al disegno?
    Secondo me non servono giustificazioni. Il fumetto, con la sua immediatezza, avvicina alla scienza, toglie timori, può fare appello all’intuizione…. L’importante è che il lavoro scientifico a fumetti sia il frutto di una collaborazione vera tra disegnatore e scienziato. Solo così l’integrazione può essere efficace. 
  • Un timore, in questa società che semplifica tutto, e in cui chiunque legga un minimo su un argomento si ritiene immediatamente un esperto, è che il fumetto scientifico generi questo tipo di confusione. Leggendo ad esempio Archimede aveva molto tempo libero mi sento autorizzato a parlare da esperto di infinito (matematico).  Invece dovrebbe essere il “lancio” per soddisfare qualche curiosità, e magari spingere ad approfondire su testi più maturi. Pensi sia un rischio reale? Come va affrontato (se secondo te c’è un modo per affrontarlo)?
    Il rischio c’è, è presente e inevitabile. Io vedo queste attività come un seme che viene gettato. C’è modo e modo di semplificare, c’è modo e modo di presentare un argomento scientifico al grande pubblico. Questo è un aspetto. L’altro è che, come dici anche tu, cercare di stimolare la curiosità. Solo la curiosità può spingere ad approfondire….
  • A luglio è uscito Insolubilia. Quali sono i prossimi lavori in cantiere?
    In cantiere ci sono varie cose…. Un libro, con Michele Avigo, su un crittografo italiano del 1500, una rivisitazione di Attraverso lo specchio di Lewis Carroll che sto scrivendo con un Grande Maestro di scacchi, Michele Godena, e con le illustrazioni di Claudia Flandoli, un libro sulle idee di fondo dell’Informatica, che sto scrivendo con Mauro Leoncini…. E altro ancora….

Ringraziamo Bruno Codenotti, in attesa dei prossimi lavori che potrete seguire certamente sulle pagine del nostro sito.

Logica a fumetti: il duo Codenotti-Flandoli colpisce ancora

Scrive Steven Weinberg, Premio Nobel per la Fisica nel 1979, nella prefazione a I primi tre minuti, libro del 1976, ma ancora attualissimo per immergersi nel mondo della cosmologia:

I have written for one who is willing to puzzle through some detailed arguments, but who is not at home in either mathematics or physics. […] However, this does not mean that I have tried to write an easy book. When a lawyer writes for the general public, he assumes that they do not know Law French or the Rule Against Perpetuities, but he does not think the worse of them for it, and he does not condescend to them. I want to return the compliment: I picture the reader as a smart old attorney who does not speak my language, but who expects nonetheless to hear some convincing arguments before he makes up his mind.

Che in italiano suona più o meno (traduzione di chi scrive):

«Ho scritto per qualcuno che vuole capirci qualcosa in dettaglio di questi argomenti, ma non è del tutto a suo agio in matematica e fisica. […] Comunque, questo non vuol dire che ho cercato di scrivere un libro facile. Quando un avvocato scrive per un lettore generico, dà per scontato che questi non conosca la legge francese o la Legge contro le perpetuità, ma non per questo lo sottostima, e non si fa accondiscendente. Voglio restituire il favore: immagino che il mio lettore sia un brillante, esperto avvocato, che non parla la mia lingua, ma si aspetta, nonostante questo, di ascoltare degli argomenti convincenti, prima di farsi una propria idea.»

Succede più o meno lo stesso anche in questo libro. Perché la divulgazione non vuol dire necessariamente evitare le cose complesse, ma lavorare su questa complessità. D’altra parte il mondo che abbiamo intorno è complesso.

Bruno Codenotti, dirigente di ricerca del CNR, spesso impegnato nella divulgazione, torna a lavorare con Claudia Flandoli, che ormai troviamo spesso sulle pagine del nostro sito.

Dopo aver affrontato il tema degli insiemi e del concetto di infinito, stavolta provano a dare qualche concetto di logica e di teoria della conoscenza. Soprattutto ci parlano, con le parole ed i disegni, di epistemologia interattiva, che, al di là dei paroloni, si occupa della conoscenza sulla conoscenza altrui.

Argomenti con i quali, per il solo fatto di interagire con altri esseri senzienti, abbiamo a che fare. Pertanto saperli affrontare con un minimo di cognizione di causa non può far male. Anche se questo minimo richiede un po’ di impegno.

La parte divulgativa del libro è infatti sempre interessante, impegnativa in alcuni passaggi. Chiede al lettore di non essere passivo, di mettersi in gioco con esempi pratici e qualche piccolo esercizio.

Ci mostra come sia possibile arrivare a conclusioni esatte anche quando le informazioni sembrino insufficienti. E di come la logica matematica possa aiutarci a decidere, a patto di ragionare in modo lineare, analizzando anche le informazioni non esplicite. E, infine, di come il sapere cosa sanno gli altri possa essere determinante nei ragionamenti e nelle nostre scelte.

Lo fa in modo chiaro ma non accondiscendente.

Ma… siamo su un sito di fumetti.

Anche se in effetti il libro non è in toto un albo a fumetti. Come nel lavoro precedente, il fumetto si alterna al testo scritto. 68 tavole su circa 230 pagine, più alcuni richiami e le illustrazioni dei riassunti alla fine di ogni capitolo.

E non è nemmeno una storia continua. Viene usato per rappresentare situazioni in cui trovano applicazione i concetti contenuti nella parte teorica del libro.

Nonostante questo taglio vagamente ancillare rispetto al testo, le tavole sono utilissime per tanti motivi:

  • per rompere il ritmo dello scritto
  • per presentare gli esempi che poi Codenotti spiega nel testo
  • per semplificare alcuni concetti (gli alieni logici sono semplicemente fantastici)

Inoltre, gli episodi, per quanto brevi, sono comunque autoconsistenti e si integrano molto bene al testo scritto.

Il tratto semplice ma lineare e dinamico della Flandoli, che abbiamo apprezzato già in passato, è efficace ed equilibrato. Le espressioni facciali e gli atteggiamenti del corpo vengono espressi con pochi ma incisivi tratti. Lo stile della Flandoli ancora una volta può essere accostato sotto diversi punti di vista, a quello della Satrapi.

La regolarità delle gabbie (sempre con 6 vignette identiche, su tre righe) viene appena scalfita da alcune tavole a cinque vignette. Se il libro parla di matematica, è anche giusto che il fumetto sia parimenti regolare.

Ma sa essere flessibile, come si vede da uno degli esempi grafici che ha bisogno di più ritmo, per cui le righe diventano cinque.

Questo passaggio ci mostra come sia possibile, con grande semplicità, accelerare le pulsazioni della pagina mantenendo il ritmo e la semplicità nella lettura.

Questo tipo di approccio grafico si mette ottimamente al servizio dei concetti espressi nel libro: la logica e la conoscenza restano le protagoniste sempre.

Efficacissime e divertenti anche le pagine finali che fanno da compendio a ciascun capitolo, richiamando con pochi tratti i concetti fondamentali, utilizzando i ritratti dei personaggi utilizzati negli incisi disegnati.

Le citazioni grafiche di Claudia Flandoli sono dunque chiarificatrici, e fanno il paio con quelle letterarie e matematiche che si trovano spesso all’interno del testo.

I diversi stili comunicativi si integrano molto bene. Evidenziando, come dicono gli autori stessi nella nota iniziale, come ci sia stato

un prolungato confronto, volto a trovare un modo efficace per usare le illustrazioni all’interno di un testo dedicato alla “conoscenza circa la conoscenza degli altri”.

Per quanto penso sia riduttivo parlare di illustrazioni, in quanto le tavole sono in tutto e per tutto ministorie, questa frase sintetizza bene sia il lavoro svolto dagli autori, sia la qualità del risultato finale.

Certo, per chi è abituato alle storie a fumetti questa modalità potrà risultare inizialmente un po’ difficoltosa, ma per la divulgazione scientifica si dimostra estremamente efficace ed esemplificativa.

Ancora una volta un esperimento riuscito, anche se diverso dal lavoro precedente (del quale vi invitiamo ancora una volta a leggere la recensione, perché molti dei concetti sono validi anche qui).

 

Bruno Codenotti, Claudia Flandoli
Io penso che tu creda che lei sappia
Sironi editore
Codice ISBN: 978-88-518-0278-3
Pagine: 256
Prezzo di copertina: € 21,80

 

Le donne nella matematica: cosa ne dicono i fumetti

L’argomento della presenza delle donne nella scienza (in particolare nella matematica) è diventato ormai di interesse mondiale. La parità nell’accesso alle cosiddette STEM (Science, Technology, Engineering, Maths) è ormai argomento che i maggiori enti scientifici hanno preso a cuore. Al punto che esiste anche una Associazione per le Donne in Matematica (AWM) con sede in Virginia e oltre 5000 soci in tutto il mondo.

E anche nel mio mestiere di docente c’è grande attenzione a fare in modo che le ragazze non vengano in qualche modo sfavorite o discriminate nella scelta della carriera futura, in particolare se è scientifica.

In principio fu Ipazia, poi Ada Lovelace, fino ad Amalie Noether.

Tutte loro, insieme a Dante Alighieri (!) e a Sofia Kovalevskaya, grande protagonista di questo numero, compaiono nel fumetto di Claudia Flandoli. Nel quale tutte insieme, con la guida del sommo poeta, si recano a Firenze per l’EGMO: Olimpiade Europea di Matematica per Ragazze. L’edizione del 2018 si è tenuta proprio in Italia, e le quattro matematiche che hanno segnato la storia sono in viaggio tra esercizi di allenamento e siti per nerd un po’ secchioni. E per riuscire a mangiare nell’ostello in cui soggiornano devono trovare il codice per aprire la cucina avendo a disposizione quelli delle loro stanze.

Così la nostra biologa fumettista preferita si diverte (sembrerebbe non poco) nel trasformare in adolescenti in ipoglicemia le quattro menti matematiche al femminile più famose della storia.

Il suo stile grafico si dimostra ancora una volta molto divertente e altrettanto incisivo nella narrazione.

La seconda autrice, esordiente tra le recensioni del nostro sito, si è dedicata nella sua breve ma brillante carriera, a storie di donne più o meno importanti, spesso dell’est europeo. E dopo Wislawa Szymborska e Marie Curie, si occupa di Sofia Kovalevska, che, pur giovanissima, ha scritto articoli su diversi campi della matematica. Allieva di Weierstrass, si è occupata del caos, del moto dei corpi rigidi, della dinamica di sistemi complessi come gli anelli di Saturno, fino ai problemi con le equazioni alle derivate parziali. È noto il problema di Cauchy-Kovalevska, spesso associato più al grande matematico francese dell’800, anche se molto più studiato dalla nostra Sofia.

Sono in qualche modo legato a questa seconda autrice, perché ho avuto modo di conoscere i suoi genitori, che sono stati miei docenti all’Università di Pisa. Come emerge anche dalla chiacchierata triangolare tra le due scienziate-fumettiste e la matematica aquilana Barbara Nelli. Tredici tavole disegnate con uno stile molto personale ma regolare. Per raccontare una vita che meriterebbe molto più di queste poche pagine. Come scrive la stessa Milani, e come ci fa intuire Natalini nell’articolo in cui parla della vita della matematica russa.

Oltre alle due (purtroppo troppo brevi) storie a fumetti, il magazine scientifico a fumetti del CNR con gli editoriali si concentra sul rapporto tra donne e scienza, in particolare con la matematica. Fa anche il punto sulla situazione in Italia, sulle figure di donne importanti. Perché se dietro ogni grande uomo, c’è una grande donna, questo è stato vero talvolta anche nella storia della scienza. Basta pensare ai coniugi Curie, o ad Einstein e Mileva Maric.

Concludono il volume i due interventi standard: il fumetto disegnato male di Davide La Rosa, che, parlando dell’harem di Pickering, non riesce fare a meno di qualche luogo comune. E la pagina dei titoli di Lercio.

Ancora una volta il duo Natalini-Plazzi colpisce nel segno, con un argomento di grande attualità, ma altrettanto sconosciuto. Un numero che tutte le ragazze delle scuole secondarie dovrebbero leggere, perché le storie di Ipazia, della Kovalevska, possono essere di grande ispirazione per le donne, che in questo paese ormai primeggiano in molti campi. In quello matematico ancora non lo fanno del tutto perché, forse, non sono indirizzate e stimolate nel modo giusto.

In un mondo che ha dato la medaglia Field per la prima volta a una donna (dal 1936) solo nel 2014, forse anche in questo campo un maggior coinvolgimento del sesso debole (?) ci consentirebbe un passo in avanti. Però le prime a convincersene devono essere proprio le donne.

Comics&Science, Women in math issue
Editore CNR Edizioni – www.edizioni.cnr.it
A cura di Roberto Natalini, Andrea Plazzi
Formato 16,8×24,6 cm, 48 pagine brossurate COL
Prezzo 7,00 Euro

In uscita il nuovo numero di Comics&Science: donne e matematica

Copertina di "Comics&Science: The Women in Math" dedicato al rapporto fra le donne e la matematica.Uscirà a breve, dopo la presentazione alle Olimpiadi Femminili Europee di Matematica 2018, nelle quali peraltro le nostre studentesse hanno avuto risultati lusinghieri, il nuovo numero di Comics&Science, dedicato proprio alle donne nella matematica.

Al femminile anche le disegnatrici delle storie, una delle quali, Claudia Flandoli, ha già trovato posto sulle pagine di Dimensione Fumetto, l’altra è una artista pisana, figlia di un matematico (Andrea Milani) e una fisica (Anna Nobili), che ha già disegnato (e come avrebbe potuto non farlo) la storia di Marie Curie.

In questo numero si racconta del rapporto tra le donne e la matematica (e la scienza più in generale). Un rapporto cruciale e complesso, che si intreccia con le questioni di genere, l’avanzamento delle carriere accademiche e il fatidico “soffitto di cristallo”, l’invisibile barriera che sembra impedire alle donne di salire “più di così” nelle gerarchie lavorative. Femminili sono molte delle presenze su questo numero, compresi i cognomi in copertina: Barbara Nelli, Susanna Terracini e Giada Rossi (insieme a Luigi Bianchi) sono note e in vista nel mondo matematico e divulgativo italiano.

Come è accaduto nei numeri precedenti si affianca un fumetto di stampo biografico  a una storia a sfondo scientifico. Questa volta si racconta di Sofia Kovalevska, pur morendo a soli 41 anni, segnò profondamente l’ultima parte del XIX secolo, ottenendo, prima donna in assoluto, un dottorato in matematica con Weierstrass a Gottinga, una delle università più prestigiose in questo campo, e vincendo diversi importanti premi. Ricordando un po’ la storia di Maryam Mirzakhani, prima donna a vincere la medaglia Fields nel 2014 e scomparsa nel 2017.

Qui trovate la presentazione completa sul sito di maddmaths.

Questa invece è la pagina facebook di Comics&Science, dove potete trovare anche informazioni sugli eventi divulgativi.

Tornate a trovarci fra qualche tempo per la recensione…

Infinito tra matematica e fumetto

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Abbiamo annunciato la pubblicazione del libro sull’infinito Archimede aveva un sacco di tempo libero nelle News qualche tempo fa…

Adesso lo abbiamo letto in tutte le sue (non infinite) pagine; sì, perché in effetti si tratta di un libro in qualche modo mescolato ad un fumetto.

La formula è interessante: il libro è in tutto e per tutto un bel testo di matematica divulgativa, con alcuni passaggi non necessariamente elementari (nell’ultimo capitolo, quando si parla di cardinalità, alephnumeri transfiniti, il sottoscritto ha dovuto togliere dal dimenticatoio alcuni tra i primi passaggi degli esami di Analisi) ma mai incomprensibili, con illustrazioni a volte tecniche, a volte meno, e con una storia d’amore a fumetti che si interseca con i contenuti del libro e dà lo stimolo per alcuni passaggi logici del testo.

D’altra parte ogni disciplina ha il suo linguaggio, e a volte è necessario farvi ricorso. Soprattutto per parlare di un tema interessante come l’infinito, di cui l’autore, Bruno Codenotti, informatico e ricercatore a livello internazionale, precisa la natura e chiarisce alcuni aspetti. E riesce a inserire nel testo anche qualche equazione e qualche calcolo, contravvenendo all’adagio che vuole che numeri ed equazioni riducano drasticamente la leggibilità delle opere.

Infatti non si butta mai in tecnicismi, ma usa la matematica dove non si può non usare. Per il resto è un divertente e interessante rincorrersi di aneddoti storici e tecnici, e una serie di citazioni assolutamente pertinenti e comprensibili. Inoltre, alla fine di ogni capitolo, una nota storico-bibliografica aiuta a contestualizzare e propone spunti per approfondire. Ben accompagnata dai disegni.

Veniamo infatti adesso alla parte che ci interessa: d’altra parte non ci chiamiamo Dimensione Fumetto per niente!

Non sarebbe stato possibile tradurre completamente i contenuti di questo libro in vignette, ma il linguaggio grafico in generale e il fumetto in particolare contaminano tutta l’opera.

Certo, troviamo la grafica tipica dai libri di matematica, con tabelle e formule (pochissime, eh!).

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Nel frattempo Claudia Flandoli agisce graficamente su più livelli, veicolando il passaggio dal piano tecnico della matematica a quello più disinvolto del fumetto:

  • sostituendosi al grafico nella realizzazione di alcuni disegni “tecnici” (grafi, grafici, diagrammi, rette…);

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  • aiutando a semplificare, con esempi ancora attinenti, la matematica, i concetti e i passaggi del testo;
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  • sottolineando con simpatia ed ironia alcuni passaggi ed aneddoti;

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  • raccontando la storia di Giacomo e Lara tra università e innamoramento, ma facendo continuamente riferimento ad argomenti più o meno direttamente matematici;

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La parte grafica si integra benissimo con il testo, e non solo nella fase delle illustrazioni, ma anche del fumetto vero e proprio: non dura mai più di tre pagine, serve spesso a introdurre o a chiosare gli argomenti matematici (come nella pagina riportata sui Pirahã). Per provare a farne una recensione solo “fumettistica” ho anche provato a leggerlo anche tutto di fila, ma, anche se la cosa funziona, in questo modo si perdono i riferimenti con il testo scientifico.

Il fumetto è scritto in modo chiaro e divertente, riprende anche i temi della vita universitaria, che danno un senso di leggerezza. Le facce dei personaggi potrebbero richiamare da una parte i Peanuts, dall’altra il tratto di Marjane Satrapi, o per alcune cose anche Adventure Time.

Le vignette sono sempre ben incasellate con regolarità matematica (chissà perché…) e il tratto pulito, senza fronzoli, insieme all’assenza degli sfondi fa risaltare i contenuti, sia quelli legati al libro che quelli della storia.

La trama, nonostante lo spazio limitato consentito dal continuo alternarsi disegno-scritto, e la necessità di sottolineare i passaggi logici della parte matematica, è lineare, e a suo modo coinvolgente, con il triangolo amoroso quasi sottinteso che si sviluppa dopo l’impatto con l’università delle due matricole.

I personaggi sono comunque delineati, nonostante siano loro stessi dei comprimari dietro i protagonisti veri che sono (come recita il sottotitolo del libro), gli insiemi e l’infinito.

Ancora una volta scienziati e fumettisti ci mostrano come queste due realtà possano tranquillamente andare a braccetto e possano fare Cultura. Mi pare anche di poter dire con orgoglio che gli italiani si stanno muovendo molto bene in questa direzione, accanto ad altre esperienze internazionali come PhDComics e xkcd in lingua inglese, o Strip Science per la bande dessinée. Dopo le esperienze di Comics&Science, infatti, che si sono trasformate in una realtà solida in cui i fumetti sono un modo leggero di parlare di scienza, qui l’esperimento riuscitissimo è quello di integrare la correttezza e la formalità della divulgazione scientifica con la storia disegnata, che è più immediata e dà respiro al lettore. Quindi non è più il fumetto che racconta la storia di uno scienziato o prova a spiegare la scienza.

Qui il fumettista lascia al divulgatore il suo compito, lavorando a braccetto con lui e aiutandolo a stimolare il lettore, dando la possibilità di attirare anche il lettore schizzinoso che pensa che il fumetto non sia adatto ad argomenti “adulti”.

In letteratura ci sono diversi romanzi a tema matematico, che trattano argomenti apparentemente semplici ma concettualmente ostici, esattamente come in questo lavoro. Un esempio è Il teorema del pappagallo, che qualche anno fa è stato a lungo tra i libri più venduti, testimoniando come la matematica possa essere di interesse anche per il lettore non specialista. Oggi, soprattutto per i ragazzi, le librerie sono ricche di libri che propongono argomenti matematici e scientifici in modo alternativo.

Quello che un fumetto riesce a offrire, come abbiamo già detto in passato, è l’immediatezza del linguaggio, la leggerezza e l’ironia che si accompagnano alla correttezza formale e teorica. Più di quanto possa fare qualsiasi libro solo scritto.

Quindi se avete voglia di approfondire la teoria degli insiemi e il concetto di infinito, penso che questo sia proprio un buon modo di cominciare!

Bruno Codenotti, Claudia Flandoli
Archimede aveva un sacco di tempo libero
Codice ISBN: 978-88-518-0270-7
Prima edizione: maggio 2016
Sironi Editore
€ 16.90

Archimede aveva un sacco di tempo libero

Dal sito di Sironi Editore, un’altra opera tra fumetto e scienza!

Presentata a Maggio al salone del libro di Torino!

archimede1Verso l’infinito e oltre! Con questo libro abbiamo l’opportunità di esplorare uno degli argomenti più affascinanti e difficili della matematica, rischiando di capirci qualcosa e persino… di divertirci.

Avvalendosi anche di una storia (d’amore) a fumetti, il libro illustra i concetti basilari della teoria degli insiemi incrociandoli con la storia del pensiero logico e scientifico.

La verve e la chiarezza degli autori rendono la lettura piacevole e gratificano il lettore degli sforzi fatti per seguire ragionamenti che a volte sembrano contraddire la logica comune.

Questo è un libro sull’infinito, il concetto matematico più affascinante e, al tempo stesso, più difficile. “Infinite volte”, “pazienza infinita”: nel linguaggio di tutti i giorni, usiamo impropriamente questo termine per sottolineare l’idea di un numero enorme.

La confusione tra infinito e quantità molto grandi non è ingiustificata: i più grandi scienziati della storia, da Pitagora ad Archimede, da Galileo a Gauss, con l’infinito hanno litigato a lungo, intuendo che per maneggiarlo occorreva un salto che però non riuscirono a compiere. Poi, finalmente, nell’Ottocento il matematico Cantor ha trovato il modo di trattare matematicamente l’infinito: “inventando” la teoria degli insiemi.

Gli autori ci accompagnano in un percorso – accessibile a chiunque – che parte dal finito e si conclude con le gerarchie di infiniti diversi che furono scoperte da Cantor. Ci fanno capire subito che per affrontare lo studio dell’infinito matematico dobbiamo abbandonare la nostra intuizione e così, prima ci sorprenderemo, poi… ci entusiasmeremo. Anche perché, nel condurci alla conquista di questa dimensione, gli autori hanno avuto la geniale idea di farsi aiutare da un fumetto che, oltre alla funzione illustrativa, ha una sua piacevole vita propria e contribuisce alla comprensione.

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Gli autori al Salone del libro di Torino

I siti degli autori: Bruno Codenotti, Claudia Flandoli