Carlo Martigli

The Professor, il nuovo paladino contro le potenze occulte

Professor Erredi grafiche

Età vittoriana, Londra, University College: il professor Benjamin Love tiene le sue lezioni di scienze esoteriche. Parla di vampiri, lupi mannari e altre figure che appartengono al mondo dell’immaginario horror collettivo, come il Golem. Le sue non sono solo disquisizioni teoriche, perché “the Professor” conosce bene gli angoli bui e il terrore che possono nascondere, sa che le persone hanno un lato oscuro denso di malvagità e non bisogna mai fidarsi di nessuno. The Professor è pronto a fare quel che può perché il male non predomini sul mondo ed è come combatterlo che insegna ai suoi studenti…

The Professor è il nuovo titolo arrivato nella realtà editoriale del fumetto italiano alla fine dello scorso anno, per le Erredi Grafiche Editoriali, ideato e curato da Andrea Corbetta: il primo numero, intitolato Golem vede alla sceneggiatura lo scrittore toscano Carlo A. Martigli, autore e giornalista, alla sua prima graphic novel, e ai disegni l’abruzzese Paolo D’Antonio. Il carismatico protagonista ha i lineamenti dell’attore britannico Peter Cushing, interprete di Sherlock Holmes e Van Helsing per lo schermo, e questo è già tutto un programma: infatti il professore, di cui comincia a svelarsi il drammatico passato, avrà a che fare con mostri e figure orrorifiche, da cui dovrà preservare se stesso e la civiltà.

Professor Erredi grafiche

Discendente di una potete famiglia ebrea, ha perso la mano in un’oscura vicenda del passato a cui il Golem è strettamente collegato, ma questa sua menomazione sarà equilibrata da un guanto prodigioso, creato dallo stesso Ben Bezalel che studiando la creazione divina aveva dato vita alla materia inerte, affiancato nella sua lotta dal mastino Furio e dalla saggezza del Rabbi che lo ha cresciuto.

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La sceneggiatura si presenta ricca, scorrevole, con tante informazioni da dare, e questo forse è un difetto perché si trova a inserire molti filoni, con numerosi spostamenti temporali che a volte destabilizzano il lettore. Il disegno è interessante, incisivo, fedele a quella che per me è la tradizione grafica del fumetto italiano, con linee nette, volumi delineati dal bianco e nero, ma anche qui, a volte, per seguire la sceneggiatura così densa, la narrazione visiva si fa confusa. Difetti che si perdonano, perché ricorrenti, in un’opera appena nata. Quello che più affascina però in questo fumetto è l’approfondimento dei temi esoterici, che si intrecciano con la storia e la mitologia, raccontando così quelle “favole”, già conosciute ma di cui non siamo mai stanchi, che spaventano per la somma della malvagità che racchiudono, ma affascinano per la potenzialità di magia e sogno (o incubo) che possiedono.