Card Captor Sakura

Torna Card Captor Sakura con un nuovo anime

La notizia che tutti i fan delle CLAMP stavano aspettando è stata data ieri tramite Nakayoshi, il magazine che attualmente pubblica i nuovi capitoli di Card Captor Sakura: un nuovo anime [di Card Captor Sakura] sta arrivando.

Maggiori dettagli saranno rivelati sul prossimo numero di Nakayoshi (e da noi di Dimensione Fumetto ovviamente) nel frattempo il fandom specula se la serie si collegherà in qualche modo all’attuale storyarc “Clear Card” o se si tratterà di un remake dell’anime originale.

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Il secondo Second Impact: Evangelion torna in TV

Contravvenendo alle sue regole più basilari, il canale televisivo NHK BS Premium, canale satellitare dell’emittente di stato nipponica NHK, ha cominciato a ritrasmettere dalle ore 23:45 di venerdì 16 settembre la storica serie animata Neon Genesis Evangelion.

Illustrazione di Yoshiyuki Sadamoto dei protagonisti di "Neon Genesis Evangelion".

I quattro protagonisti della storica serie tv Neon Genesis Evangelion nell’interpretazione del character designer e mangaka Yoshiyuki Sadamoto: manca l’odiosa canticchiante miagolante Mari, introdotta nei film della serie Rebuild of Evangelion.

Considerando la mole enorme di serie animate trasmesse, non c’è da stupirsi se la televisione giapponese non ripropone mai e poi mai i vecchi anime. Le emittenti nipponiche, infatti, hanno in palinsesto mediamente circa 30-40 serie contemporaneamente, o anche di più, cioè ogni settimana (in qualunque giorno della settimana) ci sono nuovi episodi della serie in corso: non c’è fisicamente spazio per ritrasmettere i vecchi anime, come invece fa Italia 1, dove la stagione autunnale inizia puntuale con l’arrivo di Radish sulla Terra. Anche quando cadono gli anniversari di serie estremamente famose si preferisce spendere soldi per produrre nuova animazione piuttosto che ritrasmettere quella vecchia, così da avere nuovo materiale per l’home video e il merchandising e assicurarsi un ritorno economico che la ritrasmissione di serie vecchie non dà: è il caso dei due remake Sailor Moon Crystal e Dragon Ball Super. Inoltre in Giappone è ancora molto diffuso il videonoleggio, che prospera grazie ai suoi prezzi bassissimi, e quindi ognuno può facilmente rivedersi le sue serie vecchie preferite quando e quanto vuole noleggiandone i DVD.

Recentemente però, in maniera del tutto eccezionale, due anime storici e ancora oggi estremamente popolari stanno venendo ritrasmessi in tv: sono Card Captor Sakura e Neon Genesis Evangelion. Il primo è ripartito lo scorso 6 aprile in occasione del ventennale della pubblicazione del fumetto originale, ed essendo composto da 46 episodi andrà avanti al ritmo di uno a settimana ogni mercoledì pomeriggio fino a metà febbraio 2017. Il secondo è ricominciato il 16 settembre a mezzanotte meno un quarto (ora giapponese), ed essendo composto da 26 episodi durerà fino alla fine di marzo 2017. In entrambi i casi, la versione proposta stavolta al pubblico è stata totalmente e meravigliosamente rimasterizzata sia nel video, trasportato in HD 1080p per adattarsi all’attuale standard televisivo nipponico, sia nell’audio, rieditato in un potente Dolby Surround 5.1ch che fa tremare gli shouji delle case giapponesi a ogni passettino dei personaggi.

Blu-ray box e DVD box di "Neon Genesis Evangelion".

I due meravigliosi cofanetti commemorativi di Neon Genesis Evangelion del 2015. A sinistra, il Blu-ray box in acrilico blu con dieci dischi contenenti tutta la serie rimasterizzata video & audio sia nella versione televisiva sia nella versione director’s cut, i due film Death & Rebirth e The End of Evangelion, oltre otto ore di contenuti extra fra cui il film Love & Pop (precedentemente disponibile solo in VHS e dal 2016 in cofanetto deluxe), un tomo da 176 pagine e pure i poster con le copertine a grandezza naturale delle edizioni LD e VHS: l’edizione dei ricchi. A destra, il DVD box in acrilico rosso con otto dischi contenenti tutta la serie esattamente com’era andata in onda in tv non restaurata, il solo film riassuntivo Death & Rebirth, e un booklet-sottiletta da 36 pagine, stop: l’edizione dei poveri.

In realtà questo splendido restauro in altissima definizione di Neon Genesis Evangelion non è stato realizzato appositamente per la tv: altro non è che la versione del faraonico cofanetto Blu-ray uscito lo scorso anno a celebrazione del ventennale della serie nonché del fatidico Anno Domini 2015 in cui si svolge la vicenda. Considerando il prezzo piuttosto elevato del cofanetto, intorno ai 400 € (giustificato effettivamente dalla sterminata ricchezza di contenuti), i fan meno abbienti sono stati molto contenti di poter apprezzare questa versione HD da casa, benché non gratuitamente: come Card Captor Sakura, anche Neon Genesis Evangelion viene trasmesso sul satellite a pagamento dell’emittente di Stato NHK. Si tratta di un dettaglio non trascurabile: mentre la serie delle CLAMP anche nel 1998 venne diffusa dalla NHK (in chiaro), la prima trasmissione nel 1995 della serie di Hideaki Anno avvenne invece sul canale privato concorrente TV Tokyo. Il passaggio da una rete privata a quella nazionale potrebbe essere il segnale definitivo dell’accettazione ed elevazione di Neon Genesis Evangelion a icona riconosciuta e accettata della società giapponese anche da parte dell’establishment più conservatore: in Giappone, trasmettere Neon Genesis Evangelion in seconda serata su NHK corrisponde, in Italia, a trasmetterlo in seconda serata sulla Rai.

Illustrazione per il progetto "Godzilla vs. Evangelion".

Ancora non s’è capito se questa collaborazione Godzilla vs. Evangelion è solo un gioco e una trovata commerciale o se porterà davvero a qualcosa di concreto, ma intanto continuano gli omaggi: in questo caso, una divertente illustrazione di Akira Amemiya e Yuuji Kaneko.

Più criptica è invece la scelta di riproporre la serie in tv proprio ora, in un periodo senza ricorrenze di sorta. Potrebbe trattarsi di una reazione all’enorme successo di Godzilla Resurgence pure diretto da Hideaki Anno, uscito a fine luglio e già diventato dopo appena due mesi un’opera di culto otaku con tanto di proiezioni con luce in sala accesa e pubblico che risponde alle battute dei personaggi e interagisce col film, come avviene per il The Rocky Horror Picture Show al cinema Mexico di Milano.

In ogni caso, si tratta di una ritrasmissione celebrativa: non c’è nessuno stacco pubblicitario, e alla fine di ogni episodio è presente una nuova rubrica intitolata Evanashi, scritto irregolarmente エヴァ噺 fondendo insieme la parola “Eva” e il desuetissimo ideogramma hanashi che vuol dire “discorso, conversazione”: si tratta di mini-interviste a personaggi noti dello spettacolo e dell’arte che raccontano la loro esperienza con l’animazione in generale e con Neon Genesis Evangelion in particolare. Nella prima puntata è stato ospite l’attore comico Kouji Imada, che ha raccontato di essere cresciuto con i robottoni di Go Nagai, e nella seconda ci sarà Chiaki Kuriyama, l’attrice celebre in Occidente per il ruolo di Gogo Yubari in Kill Bill. Non è escluso che nelle ultime puntate lo spazio Evanashi potrebbe svelare qualche novità sul futuro del franchise, magari sul quarto e ultimo e attesissimo film del progetto Rebuild of Evangelion: non resta che aspettare la fine di marzo, e nel frattempo… l’emozione continua!

Card Captor Sakura: Clear Card – A merenda con la maghetta

Dopo grandi celebrazioni, grandi aspettative e grandi annunci, è infine arrivata la nuova a tanto attesa serie Card Captor Sakura: Clear Card, terza parte della saga creata dal gruppo di fumettiste giapponesi CLAMP nel 1996, e seguito ufficiale dei precedenti archi narrativi, denominati rispettivamente Clow Card e Sakura Card. Per l’occasione è stato aperto un sito ufficiale e il brand si è profuso in una gran quantità di manifestazioni, alcune in sede stabile come la mostra di tavole originali, e altre itineranti come la caffetteria di Card Captor Sakura che quest’anno attraverserà tutto l’arcipelago del Sol Levante.

Programma del "Card Captor Sakura Café" negli Animate Café giapponesi.

Il manifesto del Card Captor Sakura Cafe con l’illustrazione realizzata dalle CLAMP per l’occasione. Le tappe del caffè, che gira per i vari Animate giapponesi, sono cominciate il primo aprile (compleanno di Sakura e inizio della season nipponica) a Ikebukuro (Tokyo) & Fukuoka, continuate a Sendai & Okayama, a seguire Ten’nouji (Osaka), poi Kyoto, e infine di nuovo Ikebukuro & Shinjuku (Tokyo) fino alla fine di ottobre.

Dato che la tappa della caffetteria nella città di Okayama, nel sud del Giappone, coincide proprio con l’uscita del fatidico volume della rivista mensile Nakayoshi col primo capitolo della nuova serie Card Captor Sakura: Clear Card, DF ne ha approfittato per svolgere una missione specialissima: comprare il fumetto ed esplorare la caffetteria per poi diffondere il verbo della catturacarte nel mondo.

Copertina di "Nakayoshi" 07/2016.

Copertina del numero di luglio di Nakayoshi, con una sorridente Sakura ovviamente coperta delle foto degli omake (regalini allegati) e sommersa dalle scritte, come tipico delle riviste di fumetti giapponesi; in particolare, la catchphrase azzurra e rossa sulla destra recita «La nuova serie che tutto il mondo stava aspettando!».

Non c’è posto migliore per comprare fumetti che andare in un Animate, la più grande catena giapponese di negozi legati alla cultura del manga; nello specifico, però, Animate e tutte le altre catene e le librerie nazionali vendono fumetti nuovi: al contrario delle fumetterie italiane, in Giappone non esiste il concetto di “numero arretrato”, e i cosiddetti “back number” sono acquistabili solo negli specifici negozi dell’usato che offrono, appunto, non i numeri arretrati o i fondi di magazzino, ma solo usato di seconda mano o più. Le fumetterie e librerie, quando arriva il nuovo volume di una serie, restituiscono come reso il vecchio volume, che quindi diventa introvabile come nuovo: in Giappone, se si vuole comprare un fumetto nuovo, un libro nuovo o un gadget nuovo bisogna assolutamente farlo subito, nel periodo d’uscita, o non sarà mai più possibile (a parte dai rigattieri su Yahoo! Auction, ovvero l’eBay giapponese). Poiché l’uscita ufficiale del numero di luglio di Nakayoshi era fissata per il 3 giugno (le riviste giapponesi sono sempre in anticipo), sembrava una buona idea recarsi all’Animate di Okayama quel giorno stesso per comprare il tomo fresco di stampa e poi andare al caffè, ma erano vane speranze: la clamorosa attesa che ha preceduto l’uscita di Clear Card ha fatto sì che Nakayoshi fosse esaurito al day one, o meglio al day zero dato che Animate ha in esclusiva tutti i fumetti con un giorno d’anticipo rispetto al resto del paese. Dato che il volume era esauritissimo, non restava che consolarsi andando al Card Captor Sakura Cafe.

Corridoio d'accesso all'Animate Cafe di Okayama.

Ecco il corridoio d’accesso all’Animate Cafe di Okayama, una caffetteria a tema otaku che ciclicamente cambia soggetto: gli ultimi ospitati sono stati Yowamushi Pedal, Osomatsu-san, adesso Card Captor Sakura e poi chissà. I clienti già in fila stanno aspettando per entrare, ma non perché il locale è pieno: per evitare la folla, ci sono dei turni d’ingresso della durata di un’ora che si prenotano in anticipo con un apposito biglietto da acquistare prima, come succede per il museo dello Studio Ghibli. Durante il turno i clienti entrano, consumano, firmano il guest book con disegnini, scattano foto, fanno shopping o quel che vogliono, e a un certo punto vengono invitati a uscire così che nei dieci minuti di pausa fra un turno e l’altro il personale può rassettare i tavoli, riempire le mensole dei gadget eccetera.

Striscioni del "Card Captor Sakura Cafe" all'Animate di Okayama.

Gli striscioni del Card Captor Sakura Cafe: sono bellissimi, dai.

Angolo di "Card Captor Sakura" all'Animate di Okayama.

Il consueto angolo del negozio dedicato a Card Captor Sakura è stato spostato nel corridoio d’accesso al caffè con una infilata di fumetti (in alto a sinistra) e gadget vari (in alto a destra) fra cui, in mezzo alle pochette e agli spazzolini, spuntano i sali da bagno di Sakura (in basso). Tutto fa cassa.

Menù del "Card Captor Sakura Cafe" all'Animate di Okayama.

Il menù del Card Captor Sakura Cafe: in alto, a sinistra i piatti e a destra le bevande, tutto così coloratissimo e bellissimo da sembrare vagamente fake. In basso, i gadget: spille, portachiavi, piatti in ceramica, barattoli di biscotti e altro ancora.

Allestimento dei tavoli del "Card Captor Sakura Cafe" all'Animate di Okayama.

Eccoci all’interno del Card Captor Sakura Cafe, dove in sottofondo scorre la colonna sonora della serie tv. La caffetteria è stata allestita con cura al dettaglio: i tavoli sono decorati con tante Clow Card coperte e due scoperte random (al signor Maiale sono capitate casualmente due delle sue preferite, The Erase e The Maze, che gioia). Il menù è a tema Libro di Clow e pure il portatovaglioli è decorato. I due bigliettini in basso a sinistra sono per l’acquisto dei gadget: per evitare che i clienti ne comprino troppi (per poi rivederli ai giapponesi su Yahoo! Auction a prezzi alti o ai poveri stranieri su eBay a prezzi esorbitanti), c’è un limite d’acquisto di massimo sei oggetti.

Hotcake e latte caldo col miele al "Card Captor Sakura Cafe" all'Animate di Okayama.

Dopo lunga e lacerante disputa interiore, il signor Maiale ha scelto il cibo e la bevanda meno in technicolor e più gustosi: i pancake di Sakura e il latte caldo col miele di Touya. Sono anche le scelte più otaku, dato che al contrario dei noodles verdi di Li Shaolan o della soda azzurra di Yue, questi due cibi appaiono davvero nella serie: i pancake (o meglio hotcake, come li chiamano i giapponesi) li prepara Sakura per Yuukito nel terzo episodio dell’anime, e il latte caldo col miele è una citazione raffinatissima perché proviene dalla storia breve autoconclusiva fuori serie presente nel primo libro d’illustrazioni del fumetto. Bonus dei bonus, gli hotcake si chiamano “«Se ti va… ti andrebbero degli hotcake?» Gli hotcake fatti a mano da Sakura!” e il latte è indicato sul menù come “Il latte caldo col miele preparato da Touya”, citando alla lettera addirittura le battute del cartone animato e del fumetto: veramente otaku.

Sottobicchieri al "Card Captor Sakura Cafe" all'Animate di Okayama.

Con ogni ordinazione, la cameriera portava al tavolo anche un esclusivo sottobicchiere random in regalo: il signor Maiale ha ordinato due cose e quindi ha ricevuto due sottobicchieri, uno dei quali particolarmente apprezzato perché presenta la fantastica coppia di baby lesbiche Sakura & Tomoyo.

Angolo fotografico al "Card Captor Sakura Cafe" all'Animate di Okayama.

L’angolo delle fotografie: ci sono Kero-chan, Spinel Sun, gli scettri della prima e seconda serie, e anche il cabinato della fantomatica carta The Guest in cui entrare per farsi una bella foto ricordo: il signor Maiale ne è stato molto, molto tentato.

Scatola di latta di biscotti di "Card Captor Sakura".

Come souvenir, il signor Maiale ha optato per la scatola di latta contenente una spilla di Card Captor Sakura e i biscotti al gusto tè nero a forma di cuoricini: un acquisto assolutamente irrinunciabile.

Alla fine, il Card Captor Sakura Cafe si è rivelato un’esperienza divertente per il fan, così come la caccia al tesoro, ovvero il volume di Nakayoshi, vendutissimo in tutti i negozi specializzati e nelle librerie, ormai esaurito ovunque e trovabile a fortuna nei supermercati.

Volume di "Nakayoshi" 07/2016.

Il signor Maiale vestito coi fiorellini di sakura (virilissimi in Giappone) e circondato dai fiorellini metaforici mentre stringe a sé tipo l’ultima copia disponile di Nakayoshi nell’intera prefettura di Okayama, trovata con un colpo di fortuna dopo aver girato quattro negozi in cui era già esaurito.

Nella nuova serie Card Captor Sakura: Clear Card il lettore ritrova i protagonisti esattamente dove li aveva lasciati quasi venti anni fa. Finita la scuola elementare, Sakura e i suoi compagnetti iniziano le medie, Touya e Yuukito iniziano l’università, il padre sorride 24/7, Li Shaolan si è trasferito stabilmente in Giappone, ovunque sbocciano fiori a profusione, tutto è immerso in una gioiosa nebbiolina rosa, e Sakura ha i soliti brutti sogni premonitori (stavolta vede le carte tutte trasparenti, appunto “clear card”): è di nuovo il vecchio, caro Card Captor Sakura di un tempo, con un forte effetto nostalgia dato che anche il tratto delle CLAMP è tornato quello gentile e leggero di un tempo, dopo che negli anni si era imbastardito lavorando alla mediocre serie action Tsubasa RESERVoir CHRoNiCLE. Non resta che continuare a leggere questo grande ritorno, sperando che la terza serie riesca a entrare nei cuori dei lettori come c’erano riuscire le due precedenti.

In arrivo il sequel di Card Captor Sakura

Come già annunciato il precedenza le CLAMP stanno lavorando ad un nuovo manga dedicato a Card Captor Sakura in occasione del ventennale del franchise.

Card Captor Sakura

Finalmente sono stati diffusi alcuni dettagli sul fumetto in questione. Sebbene si pensasse ad un capitolo celebrativo, non più di 20/30 pagine, pare che invece le CLAMP stiano lavorando ad un vero e proprio sequel.

Nell’ultimo Nakayoshi infatti è stato annunciato che a partire dal 3 Giugno sulla rivista comincerà la serializzazione del sequel della serie. Il manga sarà ambientato durante il primo anno di Junior High School: Sakura farà un sogno misterioso a seguito del quale accadrà un incidente.

Dettaglio dell'immagine di copertina del videogioco "Card Captor Sakura: Animatic Story Game".

Dettaglio dell’immagine di copertina del videogioco “Card Captor Sakura: Animatic Story Game”.

Come abbiamo già scritto quest’anno si celebra il ventennale del franchise di Card Captor Sakura ed il nuovo manga si inserisce nel programma dei festeggiamenti.

 

Una visione in rosa: la primavera in Giappone

Uno degli episodi più celebri di Card Captor Sakura è quello della carta del fiore. La maghetta è con i suoi compagnetti al festival sportivo scolastico, i genitori assistono alle gare dei loro figli, è una splendida giornata di primavera e i petali degli alberi di sakura “cadono danzando”, come dicono i giapponesi; pian piano però i petali cominciano a cadere in quantità e velocità sempre maggiori fino a formare una vera tempesta di fiori che rischia letteralmente di seppellire e uccidere gli astanti, finché Sakura non capisce che la causa è la carta The Flower e la cattura ristabilendo la tranquillità.

La cosplayer taiwanese ririka interpreta Sakura Kinomoto al WCS.

La cosplayer taiwanese Ririka interpreta Sakura Kinomoto, col celebre costume della terza sigla d’apertura dell’anime, davanti a una muraglia di sakura in fiore in occasione della sua partecipazione al World Cosplay Summit.

L’episodio è così paradossale e improbabile da essere ricordato dai fan come uno dei momenti più perplimenti della storia del fumetto giapponese, al livello della bambola di Maya, eppure una volta osservato effettivamente il Giappone effettivamente nel periodo di mankai (piena fioritura), ci si rende conto che effettivamente la folle ipotesi di venire soffocati dai troppi fiori non è poi così peregrina.

Strade e parcheggi ricoperti dai petali dei sakura.

Fenomeni di ordinaria amministrazione durante il periodo di fioritura dei sakura: strade imbiancate di petali e parcheggi dove quasi non si distingue più la segnaletica orizzontale, per non parlare di altri veri e propri problemi come le fogne intasate dai troppi petali. È tutto vero.

Oltre alle geisha, alle katana e al sushi, l’albero di sakura, ovvero il ciliegio giapponese, è diventato negli ultimi anni un’altra delle immagini stereotipiche del Giappone nel mondo, e la gran parte del merito è da attribuire proprio all’opera di evangelizzazione svolta da manga e anime. Il sakura è storicamente amato in patria, dove è assurto a livello di simbolo di unità nazionale, e quando viene usato a scopo narrativo si fa riferimento ad alcune sue caratteristiche legate essenzialmente al peculiare comportamento dei suoi fiori: essendo un albero solo da fiore che non dà frutto (una delle differenze coi ciliegi occidentali), il fiore rappresenta il fulcro stesso dell’esistenza della pianta, il motivo per cui viene piantato e per cui è stato studiato e selezionato dai botanici giapponesi nei secoli, piegandolo ai loro gusti fino a ottenere all’inizio del XX secolo la varietà Somei Yoshino, oggi la più diffusa, che produce fiori rosati alla base e particolarmente pallidi all’estremità dei petali.

Alberi di sakura modificati dall'uomo per assumere forme innaturali.

Alberi di sakura piegati alle esigenze dei giardinieri: i lunghi rami dell’albero sono plasmati fino ad aggiungere forme del tutto innaturali e creare vere e proprie tettoie sotto le quali godere dello spettacolo di una pioggia di petali.

Ora, la caratteristica saliente dei sakura è che la loro fioritura è tanto stupefacentemente bella, ricca ed emozionante, quanto inevitabilmente veloce: è una metafora del senso della vita. La fioritura dei sakura dura solitamente una settimana, tradizionalmente a inizio aprile (ma variabile in base alla latitudine fra metà marzo e metà maggio), durante la quale l’albero passa dalla fase di mezakura in gemma, a mankai in piena fioritura, e poi sfiorendo hazakura quando le foglie prendono il posto dei fiori, finché nel giro di pochi giorni non resta più nemmeno un fiorellino sui rami, ed ecco perché il significato più comune del sakura è lo scorrere del tempo, in maniera molto simile a come accade nella cultura europea col soggetto della vanitas, ovvero un monito alla brevità e fugacità della vita umana. Inoltre, la fase più spettacolare non è la piena fioritura, ma bensì quando si formano quelle giustamente celebri piogge di petali immortalate in mille cartoni animati, ovvero mentre l’albero sta sfiorendo, ovvero quando sta morendo: il momento di estremo splendore del sakura è proprio il momento della morte, e se il sakura è simbolo del tempo della vita umana, allora anche nella vita umana il momento di massimo splendore è quello della morte, il che spalanca le porte a tutte le metafore del caso sul suicidio rituale seppuku, sui kamikaze della seconda guerra mondiale e su tutta la cultura della morte di cui il Giappone è intriso e su cui Donatella Rettore ci ha pure scritto un album. Non c’è spettacolo più ricco e sfolgorante della piena fioritura (nascita e giovinezza), ma poi non c’è spettacolo piu splendido e commovente della sfioritura (vecchiaia e morte).

Stampa ukiyoe di Hiroshige III raffigurante un uccellino su un ramo di albero di sakura.

Un uccellino su un ramo di albero di sakura (in giapponese il nome della pianta si riferisce al prodotto, il frutto o in questo caso il fiore, e mai all’albero) in una stampa di Hiroshige III, allievo meno dotato del geniale e omonimo maestro dell’ukiyoe. Nel XIX secolo andavano ancora di moda i sakura dai fiori belli colorati, al contrario di adesso che si preferiscono sui toni pallidi.

Il collegamento fortissimo fra il ciclo del sakura e il ciclo della vita umana è uno dei motivi per cui il fiore è abbinato alla casta dei samurai, guerrieri aristocratici che combattevano seguendo un rigido codice morale, concettualmente non dissimili dai cavalieri della Tavola Rotonda. Benché la cosa sia in contraddizione con la domanda «Ti piacciono i fiori?» del test dei tre giorni, in Giappone i fiori sono la rappresentazione fisica della virilità e in particolare i sakura, poiché così strettamente collegati al concetto di morte, sono i fiori dei samurai, dei cavalieri, dei guerrieri e anche degli assassini. La forza di quell’albero apparentemente secco e spoglio che, dopo l’inverno, usa tutte le sue energie vitali per produrre le gemme e poi i fiori, è abbinata alla forza e all’energia del guerriero, guerriero che però uccidendo semina morte: la grande contraddizione dell’energia della vita che produce la morte è la stessa della filosofia dello yin & yang e in generale dell’intero pensiero orientale, che segue percorsi di pensiero circolari (com’è circolare il ciclo di vita & morte del sakura) e non necessariamente alla ricerca di una risposta alle domande, al contrario del pensiero filosofico occidentale che lavora sulla ricerca della verità e sulla logica.

Takeshi Kitano taglia un albero di sakura nel meraviglioso finale del film Gohatto di Nagisa Oshima: è la fine del mondo come lo conosceva, e quindi taglia il sakura così che finisca il suo ciclo di vita, morte e ancora vita la successiva primavera.

Un altro aspetto basilare dei sakura è che sbocciano tutti insieme: essendo per la maggior parte cloni dello stesso albero di Somei Yoshino, i sakura tendono a sbocciare all’unisono una volta passato il freddo inverno e raggiunte certe condizioni meteorologiche, e l’effetto è stupefacente: la sera prima tornando a casa vedi gli alberi ancora muti, ma la mattina dopo li ritrovi che esplodono di fiori. Il mondo diventa completamente rosa da un giorno all’altro, letteralmente. Dev’essere per questo che in Giappone ad aprile inizia l’anno scolastico, lavorativo, fiscale e in generale ricomincia a scorrere il tempo.

L’Università femminile di Kobe ha lanciato l’anno scorso un cortometraggio promozionale composto da scene surrealiste fortemente metaforiche che ipotizzano un futuro radioso per le studentesse; dal corto sono stati estratti segmenti da 30 secondi da usare come spot tv: uno di questi vede la protagonista che riflettendo sul proprio futuro si ritrova un albero di sakura in fiore in classe, a simboleggiare l’inizio di un nuovo splendido periodo della propria vita. In Giappone i sakura in fiore rappresentano la fine della scuola (fine marzo) come pure il suo inizio (inizio aprile), come si vede in qualunque manga ad ambizione scolastica come pure ad esempio nel film di Arrivare a te.

Quindi il sakura rappresenta la nascita, la rinascita, la bellezza giovanile, la maturità, la morte, il ciclo della vita: ce n’è abbastanza per abbinarlo a praticamente qualunque cosa, ed è proprio quel che fanno i giapponesi. Oltre alla vanitas, alla vita, alla morte, alla bellezza, ai samurai e ai ricordi di scuola, il sakura è il fiore matrimoniale dato che col suo rinascere ogni anno è propiziatorio per il ciclo della vita e, quindi, per avere dei bambini.

Foto matrimoniali al giardino Kourakuen di Okayama.

Il signor Maiale e la signora Girasole posano in abiti matrimoniali tradizionali giapponesi al giardino Kourakuen di Okayama sotto una pergola che ospita i rami di uno shidarezakura, una varietà particolarmente spettacolare di sakura piangente. Benché il Somei Yoshino sia attualmente il cultivar più diffuso, non è assolutamente né l’unico né il più bello.

Dato che per i giapponesi non c’è niente di meglio che bere alcol in compagnia, ecco che da oltre dieci secoli la fioritura dei sakura diventa un pretesto perfetto per unire la contemplazione estetica degli alberi al piacere di godersi la vita: hanami vuol dire letteralmente “guardare i fiori” ed è una pratica amatissima dai nipponici che ha ormai preso piede anche in Italia. Nei giardini, nei parchi, sulle sponde dei fiumi e in generale ovunque sia possibile, gli amanti dei fiori piazzano coperte per terra, barbecue, cestini da picnic e si danno ai convivi: si allestisce il pasto insieme, si mangia insieme, si passa del tempo insieme, perché la bellezza della vita è fuggevole come la fioritura di un delicato fiore rosa pallido e bisogna approfittare dei doni della natura e condividerli finché è possibile.

Sakura di notte con matsuri e pesca al pesce rosso.

L’hanami notturno è particolarmente amato dai giapponesi perché consente di bere alcolici (vietati di giorno) e di ammirare gli yozakura, cioè i sakura di notte: stagliati come spettri bianchi sul nero della notte, sono incredibili visioni fantasmatiche che l’immagine fotografica non coglie, bisogna vederli dal vivo. Per apprezzare al meglio gli yozakura non c’è posto migliore dei filari di alberi sulle sponde dei fiumi, che in aprile si popolano di mercatini con cose buone da mangiare come i dango e giochi retrò tipo la pesca al pesce rosso, proprio come si vede nell’episodio del matsuri di tanti anime.

Dati tutti questi motivi legati praticamente a qualunque aspetto della vita e della morte degli esseri umani, non stupisce quindi che il sakura sia onnipresente nella cultura giapponese, anche in quella pop dominata ovviamente dai manga.

Fumetti con sakura: "Arrivare a te", "Le situazioni di Lui & Lei", "Assassination Classroom", "One Piece" e "5 cm al secondo".

I fiori di sakura sono una costante dei fumetti a partire ovviamente da quelli per ragazze come Arrivare a te (in alto a sinistra) a quelli per giovani donne, ovvero la fetta di pubblico conosciuta dagli americani come “young adults”, come Le situazioni di Lui &; Lei (in alto al centro), ma non sono estranei neanche ai titoli per ragazzi come Assassination Classroom (in alto a destra). Ovviamente non potevano mancare piogge di petali nei fumetti trasversali dedicati al pubblico generalista come One Piece (al centro) né tantomeno nelle opere introspettive di Makoto Shinkai come 5 cm al secondo (in basso).

Fra tutti gli autori giapponesi di fumetti, forse quello più legato ai fiori di sakura è il celebre gruppo CLAMP, composto da quattro donne che hanno iniziato l’attività il primo aprile del 1989 e che tutti gli anni festeggia il compleanno con iniziative speciali per i fan. Profondamente legate al ciliegio giapponese, le CLAMP hanno insistito riferimenti al fiore o suo al nome (o a entrambi) in praticamente tutte le loro opere, hanno battezzato Sakura il loro personaggio forse più celebre, e hanno stabilito al primo aprile il compleanno di alcuni loro personaggi particolarmente significativi come la stessa Sakura di Card Captor Sakura, Watanuki di xxxHOLiC e Seishiro di Tokyo Babylon.

L'albero di sakura visto dalle CLAMP: "RG Veda", "X", "Kobato." e "Tokyo Babylon".

L’albero di sakura nella sfaccettata interpretazione delle CLAMP: dall’alto, Ashura e Karyoubinga nell’Arcadia di RG Veda, Fuuma e Kamui bambini ancora puri e felici in X, Kobato canta gioiosa fra i petali in Kobato, e infine Seishiro e Subaru di Tokyo Babylon in un fatale vortice di eros e thanatos.

La presenza dei fiori di sakura nella cultura popolare e collettiva non poteva non estendersi anche al mondo della musica: in Giappone il passaggio delle stagioni è un indicatore così sentito e così continuamente ricordato che i musicisti scrivono canzoni a tema col periodo dell’anno, un po’ come si fa in Occidente per Natale o per l’estate. Ecco quindi che alle canzoni autunnali e invernali dei cantautori si contrappongono i brani primaverili ed estivi degli idol; in particolare, ovviamente, il periodo dei sakura è quello più trattato, citato e cantato nell’intera storia della musica giapponese, da secoli.

Il musicista Michio Miyagi era cieco, ma questi non gli impedì di diventare fin da giovane il più importante compositore ed esecutore di musica per koto di tutti i tempi. Nel 1923 Miyagi affrontò la sfida di scrivere delle variazioni sul tema di Sakura sakura, uno dei motivi folk più noti al pubblico nipponico, e il risultato fu una splendida suite ancor oggi eseguita in occasione della fioritura degli alberi.

Sakura del gruppo pop-rock Remioromen è un tipico esempio di canzone di inizio amore giovanile: siamo in primavera, i fiori sbocciano e il cantante vuole abbracciare la sua bella.

Harusaki sentimental del gruppo rock Plastic Tree è invece la tipica canzone di fine amore adulto: il testo è una lettera che un uomo scrive alla donna amata e perduta, il cui ricordo è giunto all’improvviso osservando un sakura mentre camminava per strada di notte.

Infine, il gruppo visual kei D interpreta la componente memento mori dei sakura in Ouka saki some ni keri, che vuol dire qualcosa tipo “Ricordo quando i fiori di ciliegio si tinsero aprendosi” e che ha un testo tragicissimo.

Infine, più si avvicina la primavera e in particolare aprile, e più i sakura, i fiori in generale o anche solo il colore rosa invade letteralmente i negozi.

Conbini giapponese nel periodo dei sakura.

Il negozietto sotto casa fino a cinque minuti fa era rassicurantemente grigio e triste come sempre, e poi TA-DAAAN! ecco che diventa il negozio di Barbie.

Prodotti alimentari a base di sakura.

Una minuscola, anzi microscopica rappresentanza di cibi contenenti, o al sapore di, o profumati al, o al colore di, o comunque a base di sakura. In alto, da sinistra: dolci tradizionali giapponesi composti da una sfoglia soffice al sakura con dentro anko koshian (marmellata di fagioli dolci passati) e mochi (preparazione morbida di riso); nikuman dolce con pasta esterna cotta al vapore al sakura e ripieno di anko tsubushian (marmellata di fagioli dolci in pezzi); versione primaverile al gusto sakura & cioccolato di un gelato che il resto dell’anno è al gusto panna & cioccolato; snack al mais senza nessunissimo collegamento coi sakura a parte che la mascotte sulla confezione indossa un copricapo coi fiori rosa. Al centro alcuni prodotti da forno, da sinistra: manjuu cotti al vapore rosa sakura, dorayaki con esterno standard e ripieno al sakura, e corrispettivi dorayaki con esterno con impasto al sakura e interno standard con anko. infine, in basso, a sinistra una quantità e varietà di tè verdi, neri e bianchi variati al sakura, puro o con altri aromi, accompagnati dai relativi biscottini e dolcetti e cosettini vari; a destra i realtivi dolcetti da tè, essenzialmente gelatine al sakura semplici o arricchite con petali e altri ingredienti dolci.

Bevande collegate al sakura.

E col mangiare, ovviamente il bere. Dall’alto a sinistra: versione primaverile del bicchiere per il caffè del conbini FamilyMart; Red Bull in «Spring Edition» (???); Pepsi al gusto e colore di sakura, veramente terribile; due marche di tè verde sulla cui confezione sono spuntati rami di sakura piangente e sakura Somei Yoshino; una rassegna di lattine di quattro marche di birra che, essendo probabilmente la bevanda più amata dai giapponesi (sì, più del tè verde, sì), si sono cambiate d’abito vestendosi di rosa per l’arrivo di aprile; infine una lattina di chuu-hai, ovvero una famiglia di bevande frizzanti leggermente alcoliche (sui 5° o meno) aromatizzate in vari gusti: questa è alla fragola, ma la cosa non ha impedito al grafico di decorare la confezione con una ventata di fiori.

Cosmetici a base di sakura.

Con la scusa dei sakura simbolo di rinascita della vita, i giapponesi ne approfittano per produrci qualunque prodotto, compresa un’infinità di cosmetici che vado dalle cremine passando per le maschere facciali fino alle bombe di sapone da buttare nella vasca da bagno, come fa sempre Usagi Tsukino.

Per la ricchezza di significato, la diffusione, la celebrità e l’influenza culturale, non c’è forse un elemento che riesca a sintetizzare l’intero Giappone in un solo simbolo come ci riesce il fiore di sakura. Il primo aprile rappresenta, più che l’inizio dell’anno, la rinascita dell’anno, in un significato perfettamente simile quello che avevano le feste in onore di Proserpina nell’antica Roma. È tornato il sakura, è tornata la primavera, è tornata la vita: si ricomincia e, come diceva Kyoko a Godai in Maison Ikkoku, ganbatte kudasai, “forza e coraggio”!

Alberi di sakura nel centro commerciale Aeon Mall di Okayama.

La signora Girasole e il signor Maiale gioiosi davanti a una composizione di sakura all’interno di un centro commerciale: la vita è più bella sotto un albero tutto rosa.

Le CLAMP tornano su Card Captor Sakura

Sull’ultimo numero di Nakayoshi della Kodansha è stato annunciato che le CLAMP sono al lavoro su un nuovo manga di Card Captor Sakura. Nell’annuncio non si danno dettagli sul prossimo lavoro ma le voci dicono che non si tratterà di una serie lunga.

Logo del 20esimo anniversario del fumetto "Card Captor Sakura".

Il logo ufficiale del 20esimo anniversario di Card Captor Sakura, o meglio del fumetto visto che il cartone animato arrivò due anni dopo, nel 1998, e venne realizzato addirittura dalla Madhouse con cui le CLAMP avevano già lavorato per l’ambizioso, visionario e sgangherato film di X.

Come abbiamo già scritto quest’anno si celebra il ventennale del franchise di Card Captor Sakura ed il nuovo manga si inserisce nel programma dei festeggiamenti.

Pikachu, scelgo te… da vent’anni!

Questa metà degli anni ’10 si sta rivelando ricchissima di splendidi ventennali: solo per riassumere i più recenti e significativi, nel 2014 è stato festeggiato quello del cartone animato di Sailor Moon, nel 2015 ha soffiato sulle candeline la serie tv di Neon Genesis Evangelion e in questo 2016 appena iniziato si lanciano già i coriandoli per il fumetto di Card Captor Sakura, per non parlare del fatto che l’anno prossimo 2017 sarà la volta del videogioco Final Fantasy VII. Continue conferme del fatto che gli anni ’90 del secolo scorso sono stati un periodo di fertilità creativa difficilmente ripetibile.

Ma c’è un altro titolo che quest’anno festeggia il suo ventesimo compleanno: Pokémon! La serie di videogiochi partita con i due episodi Rosso e Blu è infatti stata messa in vendita in Giappone a partire dal 27 febbraio 1996 benché concepito ben prima.

Composizione di Pokémon.

Dalla prima generazione ad oggi sono stati creati qualcosa come oltre 700 Pokémon, ovviamente in espansione: in pratica una fauna parallela a quella terrestre.

Il videogame venne ideato da Satoshi Tajiri immaginando di spostare in versione elettronica il collezionismo di insetti, ancora oggi così comune fra i bambini giapponesi; ad esempio, un celeberrimo collezionista fu nientemeno che Osamu Tezuka. Evidentemente l’idea, benché bizzarra, non era del tutto peregrina dato che, con le sue quasi 300 milioni di copie vendute in tutto il mondo, Pokémon è diventato il secondo titolo in assoluto più venduto nella storia dei videogiochi, superato solo da Super Mario pure della Nintendo.

Regalini dell'account giapponese della Nintendo su LINE.

Regalini dell’account giapponese della Nintendo su LINE: nella prima immagine il professor Oak annuncia «Benvenuti nel mondo dei Pokémon», le altre tre non hanno assolutamente bisogno di spiegazione essendo più famose di Gesù (cit.).

Per festeggiare i mostri tascabili, questo 2016 sarà tutto un fuoco pirotecnico di iniziative varie, dalle più grandi come il lancio dei nuovi capitoli Pokémon Sole e Pokémon Luna a quelle più piccole e quotidiane come i regali di Toad, la mascotte di Nintendo, che sull’account giapponese di LINE ha regalato agli utenti le icone con i primi tre storici Pokémon Charizard, Squirtle e Bulbasaur in 8bit.

Screenshot dell'account giapponese della Nintendo su LINE.

Uno screenshot dell’account giapponese della Nintendo su LINE: la tastiera è diventata il laboratorio del professor Oak e digitando le sfere poké si ottengono le icone dei primi tre Pokémon; digitando Toad artista invece si ottiene un disegno fatto da lui (?) che ritrae un bel Pikachu ciccione.

Oltre ai regalini gratis, la Nintendo deve anche fatturare sul franchise sia coi suddetti titoli nuovi sia con quelli vecchi. Per prima cosa ha prodotto delle edizioni speciali del Nintendo 2DS in plastica colorata trasparente come erano i gloriosi GameBoy, e poi ha rimesso sul mercato i primi quattro capitoli Rosso, Blu, Verde e Pikachu in edizione da collezione solo su prenotazione: il cofanetto è composto dalla card per scaricare il gioco su DS, una guida cartacea al gioco, una mappa del mondo esplorabile, un magnete a forma di replica esatta della cartuccia per GameBoy, e infine il codice segreto per catturare il Pokémon leggendario Mew.

Giorgio Vanni power.

Insomma un anniversario coi fiocchi, di cui hanno parlato anche tutti i telegiornali dei canali tv giapponesi essendo ormai i Pokémon in tutto e per tutto un prodotto culturale noto all’intera popolazione locale con infiniti fumetti, film e merchandising in aggiunta ai videogiochi, i quali comunque restano ancora e sempre il cuore principale della serie: forse la cura e l’attesa per i nuovi episodi del videogame e il lasciare volontariamente tutto il resto come un contorno è proprio la ragione del successo dei Pokémon, una saga fedele a sé stessa. Quindi, oggi come vent’anni fa, gotta catch ‘em all!

Release! 20 anni di Card Captor Sakura!

Com’era ampiamente prevedibile, il 2016 sarà l’anno di Card Captor Sakura! Festa! Petali, piume e stelline a profusione!

Logo del 20esimo anniversario del fumetto "Card Captor Sakura".

Il logo ufficiale del 20esimo anniversario di Card Captor Sakura, o meglio del fumetto visto che il cartone animato arrivò due anni dopo, nel 1998, e venne realizzato addirittura dalla Madhouse con cui le CLAMP avevano già lavorato per l’ambizioso, visionario e sgangherato film di X.

Il fumetto della catturacarte ideato dal quartetto CLAMP raggiunge infatti quest’anno la maggiore età in Giappone, cioè 20 anni, una data nota come hatachi e che corrisponde ai 18 anni in Italia, ovvero dà responsabilità legale nonché la possibilità di sposarsi senza il consenso dei genitori e anche di bere alcolici, come insegna il celeberrimo videoclip sul tema di Kyary Pamyu Pamyu.

Le celebrazioni di Card Captor Sakura si collocano all’interno di un progetto molto più ampio per i 60 anni di Nakayoshi, la storica rivista di fumetti giapponesi della casa editrice Kodansha nata nel 1954 che è attualmente la più vecchia pubblicazione del settore ancora in attività. Per le stesse celebrazioni vennero varati a partire dal 2014 i progetti per il 20ennale di Sailor Moon, ovvero la ristampa del fumetto in volumoni enciclopedici, il cartone animato remake Sailor Moon Crystal (attualmente giunto alla terza serie) e la mostra. Attività non ancora annunciate sono previste per altri titoli storici della rivista, come La principessa Zaffiro o Hello! Spank.

Logo del 60esimo anniversario della rivista "Nakayoshi".

Il logo del 60esimo anniversario di Nakayoshi: si riconoscono i personaggi che hanno fatto la gloria della rivista, da Zaffiro a Usagi a Sakura passando per Spank, Chocola di Sugar Sugar Rune, Terry & Maggie, la ladra Saint Tail e altri ancora.

Per festeggiare degnamente l’anniversario di quello che si è rivelato nel tempo uno degli shoujo più celebri e importanti di sempre, nonché l’unico titolo della casa editrice a non essere mai andato fuori catalogo, le CLAMP e la Kodansha hanno iniziato già da tempo una serie di iniziative: a novembre 2014 aprì lo shop online coi gadget piu disparati, dagli occhiali da riposo per PC alle cover per cellulare a forma di Carta di Clow (purtroppo non più disponibili); poi, da dicembre 2014 a marzo 2015 si è tenuta a Tokyo, Nagoya e Osaka una mostra itinerante di tavole originali del fumetto (dove si potevano acquistare ulteriori gadget esclusivi); dall’inizio del 2015 si tengono regolarmente delle pésche presso le fumetterie in cui anche il premio più scrauso è comunque stupendo; infine, l’anno scorso è partita una ristampa della serie in nove volumi in Edizione Anniversario super deluxe con nuove splendide copertine disegnate apposta per l’occasione.

Entrati nell’anno vero e proprio della festa, le novità non si sono fatte attendere: per prima cosa dal 24 marzo sarà nelle librerie un libro commemorativo didascalicamente intitolato Card Captor Sakura: Raccolta di illustrazioni per il 20esimo anniversario dall’inizio della serie contenente le illustrazioni preferite delle CLAMP scelte da loro stesse. Inoltre, a 18 anni esatti di distanza dalla prima messa in onda, dalle 18:30 del 6 aprile verrà ritrasmessa sul canale satellitare NHK BS Premium la prima serie dell’anime di Card Captor Sakura (noto in Italia come Pesca la tua carta Sakura), evento più unico che raro dato che in Giappone non è affatto usuale che un anime venga riproposto in tv: paradossalmente è più comune produrre una nuova serie (come è stato fatto per Sailor Moon Crystal), se non altro perché giustifica nuovo merchandising.

La storica sigla iniziale dell’anime, oltre a essere un saggio di bravura degli animatori della Madhouse, presenta la canzone Catch You Catch Me che è diventata un imprescindibile classico del karaoke in Giappone.

Si annuncia quindi un 2016 all’insegna di piogge di petali, famiglie non convenzionali e costumini arcobaleno. Prossima data da tenere d’occhio: il primo aprile, compleanno di Sakura Kinomoto nonché anniversario della fondazione del collettivo CLAMP. Negozio on-line, mostra, riedizione del fumetto, nuovo libro, ritrasmissione del cartone, chissà cos’altro: una ciliegia tira l’altra.

I consigli Natalizi di Dimensione Fumetto

Arriva Natale e voi state correndo a destra e a manca per fare gli ultimi regali. Ma avete amici supernerd che proprio non si sa cosa vogliono. Chi vi può aiutare? Come diceva uno famoso «Questo è un lavoro per…» La redazione di Dimensione Fumetto!

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Mauro Paone: SHIN MAZINGER ZERO di Yoshiaki Tabata e Yuuki YogoSHIN-MAZINGER-ZERO-VAR.001

L’universo robotico nagaiano viene stravolto dal duo artistico Yoshiaki Tabata e Yuuki Yogo in questo che non può essere considerato assolutamente un remake della storia del Mazinger quanto un’evoluzione che, riprendendo i suoi punti cardine, li estremizza dando loro nuova forma per mezzo di una storia scritta e orchestrata magistralmente, unita a disegni che si sposano davvero bene con i temi descritti. Il manga è concepito sia per chi non conosce la storia originale, sia per i cultori del genere che, grazie alle continue citazioni, camei e ogni altra “strizzata d’occhi” degli autori, avranno sicuramente di che goderne! Altamente consigliato a tutti gli appassionati del genere!

Silvia Forcina: DOOMBOY di Tony Sandoval

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Una storia che tocca i temi della crescita, della morte, dell’arte, della fantasia, del mistero, con il disegno onirico e delicato di Sandoval, che qui raggiunge risultati altissimi, di tratto e colore. Consigliato a tutti, dai 13 anni in su, perché anche se ermetica, è una storia appassionante, che fa riflettere, e nasconde tanti piani di lettura, che si svelano a ogni rilettura, a ogni passaggio di maturità. «- E dimmi, sei tu che crei quei venti turbinanti? – No, ma sai, esistono delle forze incomprensibili che ci travolgono.»

Andrea Topitti: RAGE OF ULTRON di Rick Remender, Jerome Opena e Pepe Larraz

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La storia forse “definitiva” dell’androide. La vera nemesi dei Vendicatori (almeno nei fumetti) qui diviene una minaccia come non lo è mai stata. Le idee di Remender fanno capire le possibilità quasi infinite di Ultron e del perchè un robot mette in difficoltà il più potente gruppo di supereroi. La minaccia arriva fino a Titano, pianeta natale di Thanos, e il rapporto padre (Hank Pym)/figlio (Ultron) è davvero messo in un modo drammatico, più delle vecchie storie, con un Pym che prova per la prima volta affetto per la sua creatura, cosa mai successa prima. Ma sappiamo che Pym non è mai stato bene di testa, di conseguenza….. consigliato SOPRATUTTO a chi NON è piaciuto il film “Age Of Ultron”. Qui forse troverete quello che non avete trovano nella pellicola di Whedon.

Andrea Cittadini Bellini: FRANCESCO PETRARCA di Filippo Rossi e Nuke

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Perché un fumetto può parlare dei classici in maniera leggera e senza essere pesante, mostrando in poche pagine l’umanità delle persone senza che siano necessariamente personaggi. Utilizzando le poesie e intercalandole con dialoghi molto meno “aulici”, con una linea che è realistica più negli sfondi (alcuni starebbero bene in un libro di illustrazioni) che nei personaggi, si legge in un attimo, ma lascia un bel retrogusto, che ti invita a riassaggiarlo pezzo per pezzo, pagina per pagina. Raccontando il viaggio del poeta da Genova a Roma per il Giubileo del 1350 (quindi in un tema di attualità) si divide naturalmente in capitoli, ciascuno dei quali suona una corda diversa della storia e tocca una corda diversa del lettore.

Francesco Pone: MAUS, di Art Spiegelman, il primo volume

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Non perché mi piaccia vincere facile, ma perché nel primo volume si racconta la vita di un profugo. Vladek Spiegelman ancor prima di entrare ad Auschwitz ci racconta come si vive quando sei costretto a lasciare la tua casa, quando devi vagare di luogo in luogo cercando di conservare la dignità vivendo alla giornata. Solo il primo volume, perchè se quello non è capace di smuoverci dalle nostre peggiori convinzioni, allora ciò che accade nel secondo volume diventerà una inevitabile realtà.

Mario Pasqualini: CARD CAPTOR SAKURA di CLAMP

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Nel 2016 ricorreranno i venti anni dalla prima pubblicazione, eppure Card Captor Sakura continua ancora a essere continuamente ristampato in nuove edizioni, a comparire nelle classifiche di gradimento, e a beneficiare di un vasto merchandising come se fosse ancora in campagna promozionale. È un caso più unico che raro per uno shoujo manga e tanto più per uno di genere “maghette”, dove anche i titoli più celebri sfioriscono velocemente e tornano alla ribalta solo negli anniversari. Card Captor Sakura invece non è mai andato fuori catalogo: merito soprattutto di una trama che vede celebrata la famiglia nel senso più vasto possibile, da quella amicale a quelle di ogni genere e condizione sociale. In tempi di teorie del gender, una boccata di buon senso.

Roberta Sarti: SAILOR MOON tutta la saga!

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Un manga che ha rivoluzionato molti degli schemi tipici dei cosiddetti “Majokko”… Un manga che è stato anche avanguardista e lo consiglio nel suo anniversario.

Michela Leodori: THE WALKING DEAD di Robert Kirkman

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Il fumetto che ha ispirato la serie omonima e creato un universo in cui gli zombie sono solo un mezzo per capire l’essere umano e la sua vera natura. Niente preamboli, si va subito in scena con sentimenti, drammi, strategie di sopravvivenza, mostri umani e non, in una cornice affascinante e fuori dalle regole del solito fumetto. L’opera massima di Kirkman che non può mancare a chi ama il survival pieno di chiacchiere, violenza e zombie.

Aldo Caurio: RG VEDA delle CLAMP

RG Veda

È stato il loro primo lavoro professionale. Grazie all’enorme successo hanno avuto la possibilità di creare capolavori come Card Captor Sakura, Chobits, xxxHolic e Tsubasa Reservoir Chronicle.
Rg Veda ha una delle trame più complesse e maestose mai create dalle disegnatrici. Un mix tra mitologia e intrighi amorosi (ricordo che le CLAMP hanno lanciato pubblicamente le prime relazioni tra persone dello stesso sesso, in questo manga, ad esempio, viene raccontata la meravigliosa storia tra Kendappa-oh e Sohma, Ashura e Taishakuten , Yasha e Ashura) per poi sfociare nella follia e nella cattiveria che solo le CLAMP riescono a creare.
I protagonisti combattono contro un destino già deciso e già predetto, qualcosa di inevitabile e irremovibile.
I personaggi non sono piatti e noiosi, anzi persino il personggio più onesto e gentile ha sempre un lato oscuro e malvagio. Ma nonostante tutto, anche le peggior azioni alla fine hanno un fondo di bontà e qui parte il “lieto fine”. E poi è stato il primo manga che ho letto! Ha creato fin troppi traumi!

Andrea Gagliardi: PINOCCHIO di Winshluss

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La fiaba di Collodi rivisitata in chiave grottesca dal noto regista/fumettista/animatore francese Vincent Paronnaud. Winshluss (questo il suo nome d’arte) riscrive Pinocchio tramite una narrazione ad immagini completamente muta. A questo silenzio fanno da contraltare gli inserti dedicati allo scarafaggio Jiminy, versione winshlussiana del grillo parlante (appunto). Una storia cupa quella del Pinocchio di Collodi resa ancora più cupa dal tratto scuro dell’autore che si colloca a metà tra quello di Crumb e quello di Segar. Potente, forse violenta e sicuramente spiazzante. Non può mancare in nessuna libreria.

Maurizio Vannicola: BAKUMAN di  Tsugumi Ohba e Takeshi Obata.

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Dopo anni di totale piattume è stato quello che mi ha fatto salire l’ansia, ridere, piangere, in poche parole emozionare davvero.
Una storia semplice, quella di Mashiro Moritaka, Takagi Akito e Azuki Miho, tutti e tre inseguono un sogno, voler diventare autori di manga i primi due e doppiatrice l’altra. Una storia d’amore, quella tra Mashiro e Azuki, un rapporto così romantico e fresco da far palpitare il cuore.
Un fumetto scritto e disegnato davvero a ottimi livelli.
Questo manga vi conquisterà dal primo all’ultimo volume riaccendendo il cosmo che è in voi. Ops! Volevo dire il fuoco della passione… Per la lettura!

Riccardo Ascenzi: 100 BULLETS di Azzarello e Risso

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Dopo tutti questi consigli da palati fini ci vuole qualcosa di truculento, testosteronico, complottista ma scritto e disegnato divinamente. Fatevi travolgere dal mondo corrotto e politicamente scorretto raccontato da Azzarello e Risso.

Enrico Farnedi: BONE di Jeff Smith

Bone

Nella versione rigorosamente b/n. Perché c’è tutto: la trama coinvolgente, i personaggi a cui volere bene, una corsa di mucche, il passato che ritorna, oscuri presagi e le stupide, stupide creature ratto (anche se preferivo la prima, infedele traduzione: “rattodonti”)…

…E I YAM WHAT I YAM, il primo volume del Popeye di E.C. Segar

Popeye

curato dall’editore americano Fantagraphics. Un’edizione incredibile con le prime strip e tavole domenicali. Umorismo, nonsense, slapstick comedy, avventura, feulleiton, spinaci e cazzotti in un frullato esplosivo. La lettura in lingua originale permette di godere degli strafalcioni del marinaio guercio più tosto che ci sia, già immenso alla sua prima apparizione.

Veronica Antonucci: MIMÌ E LA NAZIONALE DELLA PALLAVOLO di Chikako Urano

Mimì

Arrivato in Italia dopo tanti anni, anche se l’anime era già famoso, e rileggere le avventure originali di Mimì dà sempre un brivido, per vari motivi: 1) si capisce che cosa sono la passione e l’amore per lo sport e l’impegno costante per migliorarsi; 2) ha una grande funzione pedagogica (non a caso molte pallavoliste cresciute con l’anime anni ’80 dicono che hanno scelto questo sport DOPO aver visto Mimì); 3) perché personalmente preferisco la caparbietà di Mimì alla “cugina”, che poi cugina non era, Mila; 4) perché leggere su un fumetto “Unione Sovietica” e URSS ti ricorda proprio un periodo diverso, quello della Guerra fredda che seppur recente è abbondantemente dimenticato dai più. In questo fumetto si capisce che proprio durante quel periodo, il campo di battaglia si sposta e non è più la trincea, ma sono i palazzetti dello sport e i campi di atletica: gli atleti russi, statunitensi e giapponesi si sottoponevano a durissimi allenamenti per vincere le medaglie e far capire al mondo che la loro nazione era la migliore, essere davanti alla Russia equivaleva a un grande smacco morale; 5) c’è anche da dire che la storia è stata scritta quando la squadra giapponese di pallavolo era davvero forte e vinse il titolo mondiale.

Valerio Carradori: UDWFG

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Acronimo di UnderDarkWeirdFantasyGround edito dalla HOLLOW PRESS. Sono fino ad adesso tre volumi in divenire che portano avanti, ogni volume, un capitolo di cinque storie fantasy diverse fatte da cinque fumettisti diversi che sono: Mat Brinkman, Miguel Angel Martin, Tetsunori Tawaraya e gli italiani Ratigher e Paolo Massagli. Lo consiglio per due motivi: 1) è il top del fumetto underground un questo momento, dei big del fumetto indipendente che collaborano insieme e ognuno dei quali fornisce una sua particolare visione del fantasy. Il livello di weird nelle storie è altissimo, alienantissime e dark come poco si vede in giro, e il lato estetico è da bellezza pura, ricercatezza massima; 2) perché è una produzione italiana che nasce il Italia e che ha un particolarissimo e nuovo metodo di produzione: per pagare i fumettisti, l’editore, ha comprato in anticipo le tavole degli artisti fornendogli così un pagamento per il lavoro e l’editore, per rientrare nei costi, le rivende a chiunque le voglia comprare.

Giulia Pasqualini:  MONSTER ALLERGY

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Dal fantastico duo Barbucci-Canepa prende forma nel lontano 2002 un’opera divertente e originale. Zick ha la capacità di vedere i mostri che vivono normalmente nel nostro mondo senza che chiunque altro li noti, peccato che ne sia allergico! Purtroppo nessuno gli crede, tranne la nuova vicina di casa dal nome memorabile: Elena Patata. Insieme sveleranno i misteri che avvolgono la città. Ma perché consigliarlo ora? Ebbene, a distanza di ben 13 anni finalmente è stata annunciata una ristampa in due volumi che comprendono l’ultimo capitolo inedito! Correte in edicola, su Amazon o sotto casa di Barbucci, PRESTO!