Card Captor Sakura

my two cents #01 – Card Captor Sakura: Clear Card, Note dall’appartamento 107, Reverie

  1. Inizia oggi una nuova rubrica su Dimensione Fumetto: my two cents, contrazione dell’espressione americana “put my two cents in” che in italiano potrebbe suonare come “secondo la mia modesta opinione”.

Partiamo oggi parlando di Card Captor Sakura: Clear Card, Note dall’appartamento 107 e Reverie, tre opere collegate da un tema comune: il sogno.

Card Captor Sakura: Clear Card

A distanza di ben sedici anni dalla conclusione della serie storica, la catturacarte delle CLAMP torna con un nuovo ciclo di storie denominato Card Captor Sakura: Clear Card. Sakura si sta affacciando all’adolescenza e sta per iniziare le scuole medie, ma questo non è l’unico cambiamento nella sua vita. Le carte di Clow hanno perso il loro potere e sono diventate trasparenti, un uomo incappucciato e vestito di una tunica bianca sembra essere collegato all’avvenimento, e una nuova chiave compare in aiuto della catturacarte. Le autrici riescono a mantenere la stessa atmosfera a cui eravamo abituati, fresca, spensierata, ma densa di mistero. La trama entra subito nel vivo, i disegni rimangono coerenti con quelli della serie storica e l’uso di un tratto sottile aiuta a particolareggiare le vignette senza appesantirle.

CLAMP
Card Captor Sakura: Clear Card
Edizioni Star Comics, collana Greatest, maggio 2019
b/n, pp. 160, € 4,50


Note dall’appartamento 107

Il confine fra sogno e realtà è sempre molto labile e l’esordiente Kashiwai lo sa bene, come ci mostra nel volume Note dall’appartamento 107. Una raccolta di storie brevi, delle piccole poesie a fumetti rese eleganti da una colorazione raffinata e delicata, con una palette di tinte desaturate che si intrecciano sapientemente con il bianco della carta e il tratto sottile della china. Filo conduttore di tutti i capitoli è una giovane donna che ci trasporta all’interno della sua vita (o dei suoi sogni?) e attraverso di essi veniamo risucchiati in questo vortice surreale e intricato che forse trova risposta solo nell’ultima pagina. Forse…

Kashiwai
Note dall’appartamento 107
Edizioni Star Comics, collana Wasabi, maggio 2019
colore, pp. 168, € 12,00

 


Reverie

Il sogno continua anche dopo la lettura se riusciamo a lasciarci andare alla rêverie (in francese “fantasticheria”, ma nel linguaggio della critica il termine è usato per indicare un abbandono all’immaginario fantastico), e immergerci nell’omonimo volume di Golo Zhao. Parigi, la città che ha visto nascere e crescere artisti di tutte le epoche, è lo scenario della storia che racconta di Jun, un giovane scrittore cinese, trasferito nella capitale francese per prendere ispirazione dall’arte europea. Qui farà la conoscenza di Dominique, ed è proprio da quello che dovrebbe essere il loro ultimo incontro che la narrazione prende il volo in un continuo alternarsi di realtà e fantasia, facilitato nel suo viaggio dal supporto del disegno. Un tratto vibrante, quello di Zhao, che associa il nero della china al bianco della tempera entrambi su un fondo che simula la carta kraft tipica dei pacchi, un trinomio che dona alla storia una piacevole atmosfera di handmade.

Golo Zhao
Reverie
BAO Publishing, Collana Cinese, giugno 2017
bicromia, pp. 232, € 19,00

Card Captor Sakura: l’opera seminale delle CLAMP

Cover del primo numero della Perfect Edition italiana di "Card Captor Sakura" di CLAMP.

Cover del primo numero della Perfect Edition italiana di Card Captor Sakura.

Poteri magici, esoterismo, dolcezza e semplicità sono le caratteristiche che contraddistinguono una delle opere più significative e seminali del panorama fumettistico nipponico: Card Captor Sakura.

Siamo nel 1991 e in Giappone esplode il fenomeno nato dalle mani di Naoko Takeuchi, una delle serie più iconiche del fumetto e dell’animazione mondiale con protagoniste delle giovani vestite alla marinaretta e con poteri provenienti dai pianeti del sistema solare, una serie che ha rivoluzionato e cambiato per sempre il concetto di majokko: Pretty Guardian Sailor Moon!

I canoni del genere “maghette” viene reinventato, attualizzato e acquisisce nuova forza e vigore; molte sono le serie nate sulla scia delle Guerriere alla marinaretta e di certo le CLAMP, fiorenti a attive autrici fin dall’inizio degli anni Novanta, non si sono fatte scappare l’occasione proponendo opere significative come Magic Knight Rayearth e in seguito Card Captor Sakura.

Sakura Kinomoto, protagonista della storia, è una ragazzina di 10 anni che trova casualmente, nella libreria del padre, il volume The Clow, aprendolo ne rompe il sigillo causando la fuga delle Clow Card contenute al suo interno e il risveglio di Cerberus il loro custode, un possente leone alato che, privo dei suoi poteri provenienti dal Sole, ha le sembianze di un peluches. Kero-chan, così rinominato dalla protagonista, le spiega che ora il suo scopo sarà quello di trovare e riunire tutte le carte di Clow e sventare così la catastrofe che si scaglierà sul mondo intero se questo non avverrà. Iniziano così le avventure della giovane cattura-carte che verrà affiancata nella sua ricerca dalla sua migliore amica Tomoyo e dal suo rivale, e poi fidanzato, Syaoran Li, discendente del mago Clow, creatore delle carte, che giunge in Giappone, dalla Cina, con il compito di impedire anch’egli la catastrofe.

La trama di Card Captor Sakura è però ben più articolata e conosceremo altri personaggi fondamentali come Touya, fratello della protagonista, e Yukito, suo migliore amico, che altri non è che l’ospitante di Yue, l’altro custode delle carte che prende i poteri dalla Luna.

Illustrazione da "Card Captor Sakura" di CLAMP.

Copertina del libro The Clow, dove ritroviamo i simboli alchemici e i loghi dei Mashin di Magic Knight Rayearth.

Le CLAMP creano dunque una storia sofisticata che unisce il tema delle majokko con l’esoterismo e ai tarocchi. Le Clow Card sono infatti liberamente ispirate a questa tipologia di carte che da sempre sono avvolte da mistero e mitologia. Composte da 78 pezzi, i tarocchi hanno origine nel XV secolo nell’Italia settentrionale per poi raggiungere l’apice della loro diffusione, e del loro utilizzo, tra il XVII e XVIII secolo. Il loro principale uso è quello della divinazione e presto verranno associati alla cabala, punto di incontro di tutti i rami legati all’esperienza esoterica. Tutta la storia si basa quindi sui tarocchi, sulla loro funzione e sui poteri in essi racchiusi. Quando Sakura richiama il potere della chiave, quando la usa per catturare le carte o quando evoca i loro poteri, sotto ai suoi piedi compare un cerchio magico, lo stesso raffigurato sul retro delle Clow Card, in cui troviamo inscritta una stella a dodici punte che simboleggia i dodici segni zodiacali. All’interno dei triangoli formati dall’intersezione delle rette che compongono la stella vengono rappresentate delle icone liberamente ispirate a dei simboli alchemici, e i tre identificativi dei Mashin di Magic Knight Rayearth: su tutti trionfano il Sole e la Luna che da sempre rappresentano l’opposizione della luce e dell’ombra; il primo rappresenta la parte maschile e simboleggia l’origine e la ragione che porta luce, domina il buio e illumina l’intelletto, la seconda, invece, rappresenta l’oscurità e la mutabilità delle forme.

Oltre alla componente magica però quello che dà ulteriore valore all’opera è il profondo messaggio sociale insito in essa. Temi come l’integrazione razziale e l’omosessualità vengono introdotti e trattati con estreme naturalezza e disinvoltura, scelta sicuramente azzeccata in quanto l’opera è inizialmente rivolta a un target decisamente basso, non ancora condizionato dai pregiudizi della società e quindi più ricettivo e sensibile verso tematiche così importanti.

Il giusto mix di elementi così accattivanti aiuta Card Captor Sakura a raggiungere presto un grande successo, tanto da giustificarne la produzione di due serie animate a opera della Madhouse e di due film d’animazione per il cinema.

In occasione del suo ventennale, nel 2016 le autrici hanno annunciato un sequel intitolato Card Captor Sakura: Clear Card, pubblicato dal luglio dello stesso anno sulla rivista Nakayoshi e da questo mese anche in Italia, grazie alle Edizioni Star Comics, storica casa editrice che ha pubblicato le avventure di Sakura in ben due vesti, una datata 1999 e una perfect edition risalente al 2012.

Le avventure della piccola cattura-carte non sono dunque concluse, e ora che è ormai adolescente cosa le riserverà il futuro? Non ci resta che immergerci nella lettura della nuova serie in edicola e fumetteria dal 15 maggio!

Tavola del fumetto "Card Captor Sakura: Clear Card" di CLAMP.

Tavola tratta dalla nuova serie Cardcaptor: Clear Card.

Card Captor Sakura Clear Card: Le nuove avventure di Sakura!

A maggio torna in Italia una delle eroine più amate degli anni ’90… e non solo! La dolce e coraggiosa Sakura, creata dalle poetiche menti delle CLAMP, vivrà infatti delle nuove fantastiche avventure in CARD CAPTOR SAKURA CLEAR CARD, l’opera che in Giappone ha già venduto oltre 2 milioni di copie!

Si tratta di un nuovo arco narrativo, in cui Sakura, dopo aver fatto un sogno sconvolgente, scoprirà che le sue amate carte non hanno più nessun potere.

Come farà ora a proteggere Tomoeda? E soprattutto, riuscirà Sakura a scoprire cos’è accaduto alle carte e come ridare loro potere?

Una serie imperdibile per tutti gli amanti dell’eroina protagonista dell’opera più famosa e amata delle CLAMP!

Emozionanti sfide vi aspettano dal 15 maggio, quando CARD CAPTOR SAKURA CLEAR CARD n. 1 sarà disponibile in fumetteria, libreria e Amazon!

Aprile, i ciliegi sono in piena fioritura. Sakura è ormai in prima media, ha ritrovato il suo adorato Syaoran e i due vanno a scuola insieme. Un giorno però, dopo essersi risvegliata da un sogno misterioso, scopre che alle sue carte è successo qualcosa di strano…

Dal 15 maggio CARD CAPTOR SAKURA CLEAR CARD n. 1 sarà disponibile in fumetteria, libreria e Amazon!

Sfogliate online le prime pagine di CARD CAPTOR SAKURA CLEAR CARD n. 1 a questo link!


CLAMP
Card Captor Sakura Clear Card 
n. 1
Edizioni Star Comics, collana Greatest numero 232, 15/05/2019
cm 11,5×17,5, brossura, b/n, pp. 160, € 4,50
ISBN 9788822613998

Torna Card Captor Sakura con un nuovo anime

La notizia che tutti i fan delle CLAMP stavano aspettando è stata data ieri tramite Nakayoshi, il magazine che attualmente pubblica i nuovi capitoli di Card Captor Sakura: un nuovo anime [di Card Captor Sakura] sta arrivando.

Maggiori dettagli saranno rivelati sul prossimo numero di Nakayoshi (e da noi di Dimensione Fumetto ovviamente) nel frattempo il fandom specula se la serie si collegherà in qualche modo all’attuale storyarc “Clear Card” o se si tratterà di un remake dell’anime originale.

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Il secondo Second Impact: Evangelion torna in TV

Contravvenendo alle sue regole più basilari, il canale televisivo NHK BS Premium, canale satellitare dell’emittente di stato nipponica NHK, ha cominciato a ritrasmettere dalle ore 23:45 di venerdì 16 settembre la storica serie animata Neon Genesis Evangelion.

Illustrazione di Yoshiyuki Sadamoto dei protagonisti di "Neon Genesis Evangelion".

I quattro protagonisti della storica serie tv Neon Genesis Evangelion nell’interpretazione del character designer e mangaka Yoshiyuki Sadamoto: manca l’odiosa canticchiante miagolante Mari, introdotta nei film della serie Rebuild of Evangelion.

Considerando la mole enorme di serie animate trasmesse, non c’è da stupirsi se la televisione giapponese non ripropone mai e poi mai i vecchi anime. Le emittenti nipponiche, infatti, hanno in palinsesto mediamente circa 30-40 serie contemporaneamente, o anche di più, cioè ogni settimana (in qualunque giorno della settimana) ci sono nuovi episodi della serie in corso: non c’è fisicamente spazio per ritrasmettere i vecchi anime, come invece fa Italia 1, dove la stagione autunnale inizia puntuale con l’arrivo di Radish sulla Terra. Anche quando cadono gli anniversari di serie estremamente famose si preferisce spendere soldi per produrre nuova animazione piuttosto che ritrasmettere quella vecchia, così da avere nuovo materiale per l’home video e il merchandising e assicurarsi un ritorno economico che la ritrasmissione di serie vecchie non dà: è il caso dei due remake Sailor Moon Crystal e Dragon Ball Super. Inoltre in Giappone è ancora molto diffuso il videonoleggio, che prospera grazie ai suoi prezzi bassissimi, e quindi ognuno può facilmente rivedersi le sue serie vecchie preferite quando e quanto vuole noleggiandone i DVD.

Recentemente però, in maniera del tutto eccezionale, due anime storici e ancora oggi estremamente popolari stanno venendo ritrasmessi in tv: sono Card Captor Sakura e Neon Genesis Evangelion. Il primo è ripartito lo scorso 6 aprile in occasione del ventennale della pubblicazione del fumetto originale, ed essendo composto da 46 episodi andrà avanti al ritmo di uno a settimana ogni mercoledì pomeriggio fino a metà febbraio 2017. Il secondo è ricominciato il 16 settembre a mezzanotte meno un quarto (ora giapponese), ed essendo composto da 26 episodi durerà fino alla fine di marzo 2017. In entrambi i casi, la versione proposta stavolta al pubblico è stata totalmente e meravigliosamente rimasterizzata sia nel video, trasportato in HD 1080p per adattarsi all’attuale standard televisivo nipponico, sia nell’audio, rieditato in un potente Dolby Surround 5.1ch che fa tremare gli shouji delle case giapponesi a ogni passettino dei personaggi.

Blu-ray box e DVD box di "Neon Genesis Evangelion".

I due meravigliosi cofanetti commemorativi di Neon Genesis Evangelion del 2015. A sinistra, il Blu-ray box in acrilico blu con dieci dischi contenenti tutta la serie rimasterizzata video & audio sia nella versione televisiva sia nella versione director’s cut, i due film Death & Rebirth e The End of Evangelion, oltre otto ore di contenuti extra fra cui il film Love & Pop (precedentemente disponibile solo in VHS e dal 2016 in cofanetto deluxe), un tomo da 176 pagine e pure i poster con le copertine a grandezza naturale delle edizioni LD e VHS: l’edizione dei ricchi. A destra, il DVD box in acrilico rosso con otto dischi contenenti tutta la serie esattamente com’era andata in onda in tv non restaurata, il solo film riassuntivo Death & Rebirth, e un booklet-sottiletta da 36 pagine, stop: l’edizione dei poveri.

In realtà questo splendido restauro in altissima definizione di Neon Genesis Evangelion non è stato realizzato appositamente per la tv: altro non è che la versione del faraonico cofanetto Blu-ray uscito lo scorso anno a celebrazione del ventennale della serie nonché del fatidico Anno Domini 2015 in cui si svolge la vicenda. Considerando il prezzo piuttosto elevato del cofanetto, intorno ai 400 € (giustificato effettivamente dalla sterminata ricchezza di contenuti), i fan meno abbienti sono stati molto contenti di poter apprezzare questa versione HD da casa, benché non gratuitamente: come Card Captor Sakura, anche Neon Genesis Evangelion viene trasmesso sul satellite a pagamento dell’emittente di Stato NHK. Si tratta di un dettaglio non trascurabile: mentre la serie delle CLAMP anche nel 1998 venne diffusa dalla NHK (in chiaro), la prima trasmissione nel 1995 della serie di Hideaki Anno avvenne invece sul canale privato concorrente TV Tokyo. Il passaggio da una rete privata a quella nazionale potrebbe essere il segnale definitivo dell’accettazione ed elevazione di Neon Genesis Evangelion a icona riconosciuta e accettata della società giapponese anche da parte dell’establishment più conservatore: in Giappone, trasmettere Neon Genesis Evangelion in seconda serata su NHK corrisponde, in Italia, a trasmetterlo in seconda serata sulla Rai.

Illustrazione per il progetto "Godzilla vs. Evangelion".

Ancora non s’è capito se questa collaborazione Godzilla vs. Evangelion è solo un gioco e una trovata commerciale o se porterà davvero a qualcosa di concreto, ma intanto continuano gli omaggi: in questo caso, una divertente illustrazione di Akira Amemiya e Yuuji Kaneko.

Più criptica è invece la scelta di riproporre la serie in tv proprio ora, in un periodo senza ricorrenze di sorta. Potrebbe trattarsi di una reazione all’enorme successo di Godzilla Resurgence pure diretto da Hideaki Anno, uscito a fine luglio e già diventato dopo appena due mesi un’opera di culto otaku con tanto di proiezioni con luce in sala accesa e pubblico che risponde alle battute dei personaggi e interagisce col film, come avviene per il The Rocky Horror Picture Show al cinema Mexico di Milano.

In ogni caso, si tratta di una ritrasmissione celebrativa: non c’è nessuno stacco pubblicitario, e alla fine di ogni episodio è presente una nuova rubrica intitolata Evanashi, scritto irregolarmente エヴァ噺 fondendo insieme la parola “Eva” e il desuetissimo ideogramma hanashi che vuol dire “discorso, conversazione”: si tratta di mini-interviste a personaggi noti dello spettacolo e dell’arte che raccontano la loro esperienza con l’animazione in generale e con Neon Genesis Evangelion in particolare. Nella prima puntata è stato ospite l’attore comico Kouji Imada, che ha raccontato di essere cresciuto con i robottoni di Go Nagai, e nella seconda ci sarà Chiaki Kuriyama, l’attrice celebre in Occidente per il ruolo di Gogo Yubari in Kill Bill. Non è escluso che nelle ultime puntate lo spazio Evanashi potrebbe svelare qualche novità sul futuro del franchise, magari sul quarto e ultimo e attesissimo film del progetto Rebuild of Evangelion: non resta che aspettare la fine di marzo, e nel frattempo… l’emozione continua!

Card Captor Sakura: Clear Card – A merenda con la maghetta

Dopo grandi celebrazioni, grandi aspettative e grandi annunci, è infine arrivata la nuova a tanto attesa serie Card Captor Sakura: Clear Card, terza parte della saga creata dal gruppo di fumettiste giapponesi CLAMP nel 1996, e seguito ufficiale dei precedenti archi narrativi, denominati rispettivamente Clow Card e Sakura Card. Per l’occasione è stato aperto un sito ufficiale e il brand si è profuso in una gran quantità di manifestazioni, alcune in sede stabile come la mostra di tavole originali, e altre itineranti come la caffetteria di Card Captor Sakura che quest’anno attraverserà tutto l’arcipelago del Sol Levante.

Programma del "Card Captor Sakura Café" negli Animate Café giapponesi.

Il manifesto del Card Captor Sakura Cafe con l’illustrazione realizzata dalle CLAMP per l’occasione. Le tappe del caffè, che gira per i vari Animate giapponesi, sono cominciate il primo aprile (compleanno di Sakura e inizio della season nipponica) a Ikebukuro (Tokyo) & Fukuoka, continuate a Sendai & Okayama, a seguire Ten’nouji (Osaka), poi Kyoto, e infine di nuovo Ikebukuro & Shinjuku (Tokyo) fino alla fine di ottobre.

Dato che la tappa della caffetteria nella città di Okayama, nel sud del Giappone, coincide proprio con l’uscita del fatidico volume della rivista mensile Nakayoshi col primo capitolo della nuova serie Card Captor Sakura: Clear Card, DF ne ha approfittato per svolgere una missione specialissima: comprare il fumetto ed esplorare la caffetteria per poi diffondere il verbo della catturacarte nel mondo.

Copertina di "Nakayoshi" 07/2016.

Copertina del numero di luglio di Nakayoshi, con una sorridente Sakura ovviamente coperta delle foto degli omake (regalini allegati) e sommersa dalle scritte, come tipico delle riviste di fumetti giapponesi; in particolare, la catchphrase azzurra e rossa sulla destra recita «La nuova serie che tutto il mondo stava aspettando!».

Non c’è posto migliore per comprare fumetti che andare in un Animate, la più grande catena giapponese di negozi legati alla cultura del manga; nello specifico, però, Animate e tutte le altre catene e le librerie nazionali vendono fumetti nuovi: al contrario delle fumetterie italiane, in Giappone non esiste il concetto di “numero arretrato”, e i cosiddetti “back number” sono acquistabili solo negli specifici negozi dell’usato che offrono, appunto, non i numeri arretrati o i fondi di magazzino, ma solo usato di seconda mano o più. Le fumetterie e librerie, quando arriva il nuovo volume di una serie, restituiscono come reso il vecchio volume, che quindi diventa introvabile come nuovo: in Giappone, se si vuole comprare un fumetto nuovo, un libro nuovo o un gadget nuovo bisogna assolutamente farlo subito, nel periodo d’uscita, o non sarà mai più possibile (a parte dai rigattieri su Yahoo! Auction, ovvero l’eBay giapponese). Poiché l’uscita ufficiale del numero di luglio di Nakayoshi era fissata per il 3 giugno (le riviste giapponesi sono sempre in anticipo), sembrava una buona idea recarsi all’Animate di Okayama quel giorno stesso per comprare il tomo fresco di stampa e poi andare al caffè, ma erano vane speranze: la clamorosa attesa che ha preceduto l’uscita di Clear Card ha fatto sì che Nakayoshi fosse esaurito al day one, o meglio al day zero dato che Animate ha in esclusiva tutti i fumetti con un giorno d’anticipo rispetto al resto del paese. Dato che il volume era esauritissimo, non restava che consolarsi andando al Card Captor Sakura Cafe.

Corridoio d'accesso all'Animate Cafe di Okayama.

Ecco il corridoio d’accesso all’Animate Cafe di Okayama, una caffetteria a tema otaku che ciclicamente cambia soggetto: gli ultimi ospitati sono stati Yowamushi Pedal, Osomatsu-san, adesso Card Captor Sakura e poi chissà. I clienti già in fila stanno aspettando per entrare, ma non perché il locale è pieno: per evitare la folla, ci sono dei turni d’ingresso della durata di un’ora che si prenotano in anticipo con un apposito biglietto da acquistare prima, come succede per il museo dello Studio Ghibli. Durante il turno i clienti entrano, consumano, firmano il guest book con disegnini, scattano foto, fanno shopping o quel che vogliono, e a un certo punto vengono invitati a uscire così che nei dieci minuti di pausa fra un turno e l’altro il personale può rassettare i tavoli, riempire le mensole dei gadget eccetera.

Striscioni del "Card Captor Sakura Cafe" all'Animate di Okayama.

Gli striscioni del Card Captor Sakura Cafe: sono bellissimi, dai.

Angolo di "Card Captor Sakura" all'Animate di Okayama.

Il consueto angolo del negozio dedicato a Card Captor Sakura è stato spostato nel corridoio d’accesso al caffè con una infilata di fumetti (in alto a sinistra) e gadget vari (in alto a destra) fra cui, in mezzo alle pochette e agli spazzolini, spuntano i sali da bagno di Sakura (in basso). Tutto fa cassa.

Menù del "Card Captor Sakura Cafe" all'Animate di Okayama.

Il menù del Card Captor Sakura Cafe: in alto, a sinistra i piatti e a destra le bevande, tutto così coloratissimo e bellissimo da sembrare vagamente fake. In basso, i gadget: spille, portachiavi, piatti in ceramica, barattoli di biscotti e altro ancora.

Allestimento dei tavoli del "Card Captor Sakura Cafe" all'Animate di Okayama.

Eccoci all’interno del Card Captor Sakura Cafe, dove in sottofondo scorre la colonna sonora della serie tv. La caffetteria è stata allestita con cura al dettaglio: i tavoli sono decorati con tante Clow Card coperte e due scoperte random (al signor Maiale sono capitate casualmente due delle sue preferite, The Erase e The Maze, che gioia). Il menù è a tema Libro di Clow e pure il portatovaglioli è decorato. I due bigliettini in basso a sinistra sono per l’acquisto dei gadget: per evitare che i clienti ne comprino troppi (per poi rivederli ai giapponesi su Yahoo! Auction a prezzi alti o ai poveri stranieri su eBay a prezzi esorbitanti), c’è un limite d’acquisto di massimo sei oggetti.

Hotcake e latte caldo col miele al "Card Captor Sakura Cafe" all'Animate di Okayama.

Dopo lunga e lacerante disputa interiore, il signor Maiale ha scelto il cibo e la bevanda meno in technicolor e più gustosi: i pancake di Sakura e il latte caldo col miele di Touya. Sono anche le scelte più otaku, dato che al contrario dei noodles verdi di Li Shaolan o della soda azzurra di Yue, questi due cibi appaiono davvero nella serie: i pancake (o meglio hotcake, come li chiamano i giapponesi) li prepara Sakura per Yuukito nel terzo episodio dell’anime, e il latte caldo col miele è una citazione raffinatissima perché proviene dalla storia breve autoconclusiva fuori serie presente nel primo libro d’illustrazioni del fumetto. Bonus dei bonus, gli hotcake si chiamano “«Se ti va… ti andrebbero degli hotcake?» Gli hotcake fatti a mano da Sakura!” e il latte è indicato sul menù come “Il latte caldo col miele preparato da Touya”, citando alla lettera addirittura le battute del cartone animato e del fumetto: veramente otaku.

Sottobicchieri al "Card Captor Sakura Cafe" all'Animate di Okayama.

Con ogni ordinazione, la cameriera portava al tavolo anche un esclusivo sottobicchiere random in regalo: il signor Maiale ha ordinato due cose e quindi ha ricevuto due sottobicchieri, uno dei quali particolarmente apprezzato perché presenta la fantastica coppia di baby lesbiche Sakura & Tomoyo.

Angolo fotografico al "Card Captor Sakura Cafe" all'Animate di Okayama.

L’angolo delle fotografie: ci sono Kero-chan, Spinel Sun, gli scettri della prima e seconda serie, e anche il cabinato della fantomatica carta The Guest in cui entrare per farsi una bella foto ricordo: il signor Maiale ne è stato molto, molto tentato.

Scatola di latta di biscotti di "Card Captor Sakura".

Come souvenir, il signor Maiale ha optato per la scatola di latta contenente una spilla di Card Captor Sakura e i biscotti al gusto tè nero a forma di cuoricini: un acquisto assolutamente irrinunciabile.

Alla fine, il Card Captor Sakura Cafe si è rivelato un’esperienza divertente per il fan, così come la caccia al tesoro, ovvero il volume di Nakayoshi, vendutissimo in tutti i negozi specializzati e nelle librerie, ormai esaurito ovunque e trovabile a fortuna nei supermercati.

Volume di "Nakayoshi" 07/2016.

Il signor Maiale vestito coi fiorellini di sakura (virilissimi in Giappone) e circondato dai fiorellini metaforici mentre stringe a sé tipo l’ultima copia disponile di Nakayoshi nell’intera prefettura di Okayama, trovata con un colpo di fortuna dopo aver girato quattro negozi in cui era già esaurito.

Nella nuova serie Card Captor Sakura: Clear Card il lettore ritrova i protagonisti esattamente dove li aveva lasciati quasi venti anni fa. Finita la scuola elementare, Sakura e i suoi compagnetti iniziano le medie, Touya e Yuukito iniziano l’università, il padre sorride 24/7, Li Shaolan si è trasferito stabilmente in Giappone, ovunque sbocciano fiori a profusione, tutto è immerso in una gioiosa nebbiolina rosa, e Sakura ha i soliti brutti sogni premonitori (stavolta vede le carte tutte trasparenti, appunto “clear card”): è di nuovo il vecchio, caro Card Captor Sakura di un tempo, con un forte effetto nostalgia dato che anche il tratto delle CLAMP è tornato quello gentile e leggero di un tempo, dopo che negli anni si era imbastardito lavorando alla mediocre serie action Tsubasa RESERVoir CHRoNiCLE. Non resta che continuare a leggere questo grande ritorno, sperando che la terza serie riesca a entrare nei cuori dei lettori come c’erano riuscire le due precedenti.

In arrivo il sequel di Card Captor Sakura

Come già annunciato il precedenza le CLAMP stanno lavorando ad un nuovo manga dedicato a Card Captor Sakura in occasione del ventennale del franchise.

Card Captor Sakura

Finalmente sono stati diffusi alcuni dettagli sul fumetto in questione. Sebbene si pensasse ad un capitolo celebrativo, non più di 20/30 pagine, pare che invece le CLAMP stiano lavorando ad un vero e proprio sequel.

Nell’ultimo Nakayoshi infatti è stato annunciato che a partire dal 3 Giugno sulla rivista comincerà la serializzazione del sequel della serie. Il manga sarà ambientato durante il primo anno di Junior High School: Sakura farà un sogno misterioso a seguito del quale accadrà un incidente.

Dettaglio dell'immagine di copertina del videogioco "Card Captor Sakura: Animatic Story Game".

Dettaglio dell’immagine di copertina del videogioco “Card Captor Sakura: Animatic Story Game”.

Come abbiamo già scritto quest’anno si celebra il ventennale del franchise di Card Captor Sakura ed il nuovo manga si inserisce nel programma dei festeggiamenti.

 

Una visione in rosa: la primavera in Giappone

Uno degli episodi più celebri di Card Captor Sakura è quello della carta del fiore. La maghetta è con i suoi compagnetti al festival sportivo scolastico, i genitori assistono alle gare dei loro figli, è una splendida giornata di primavera e i petali degli alberi di sakura “cadono danzando”, come dicono i giapponesi; pian piano però i petali cominciano a cadere in quantità e velocità sempre maggiori fino a formare una vera tempesta di fiori che rischia letteralmente di seppellire e uccidere gli astanti, finché Sakura non capisce che la causa è la carta The Flower e la cattura ristabilendo la tranquillità.

La cosplayer taiwanese ririka interpreta Sakura Kinomoto al WCS.

La cosplayer taiwanese Ririka interpreta Sakura Kinomoto, col celebre costume della terza sigla d’apertura dell’anime, davanti a una muraglia di sakura in fiore in occasione della sua partecipazione al World Cosplay Summit.

L’episodio è così paradossale e improbabile da essere ricordato dai fan come uno dei momenti più perplimenti della storia del fumetto giapponese, al livello della bambola di Maya, eppure una volta osservato effettivamente il Giappone effettivamente nel periodo di mankai (piena fioritura), ci si rende conto che effettivamente la folle ipotesi di venire soffocati dai troppi fiori non è poi così peregrina.

Strade e parcheggi ricoperti dai petali dei sakura.

Fenomeni di ordinaria amministrazione durante il periodo di fioritura dei sakura: strade imbiancate di petali e parcheggi dove quasi non si distingue più la segnaletica orizzontale, per non parlare di altri veri e propri problemi come le fogne intasate dai troppi petali. È tutto vero.

Oltre alle geisha, alle katana e al sushi, l’albero di sakura, ovvero il ciliegio giapponese, è diventato negli ultimi anni un’altra delle immagini stereotipiche del Giappone nel mondo, e la gran parte del merito è da attribuire proprio all’opera di evangelizzazione svolta da manga e anime. Il sakura è storicamente amato in patria, dove è assurto a livello di simbolo di unità nazionale, e quando viene usato a scopo narrativo si fa riferimento ad alcune sue caratteristiche legate essenzialmente al peculiare comportamento dei suoi fiori: essendo un albero solo da fiore che non dà frutto (una delle differenze coi ciliegi occidentali), il fiore rappresenta il fulcro stesso dell’esistenza della pianta, il motivo per cui viene piantato e per cui è stato studiato e selezionato dai botanici giapponesi nei secoli, piegandolo ai loro gusti fino a ottenere all’inizio del XX secolo la varietà Somei Yoshino, oggi la più diffusa, che produce fiori rosati alla base e particolarmente pallidi all’estremità dei petali.

Alberi di sakura modificati dall'uomo per assumere forme innaturali.

Alberi di sakura piegati alle esigenze dei giardinieri: i lunghi rami dell’albero sono plasmati fino ad aggiungere forme del tutto innaturali e creare vere e proprie tettoie sotto le quali godere dello spettacolo di una pioggia di petali.

Ora, la caratteristica saliente dei sakura è che la loro fioritura è tanto stupefacentemente bella, ricca ed emozionante, quanto inevitabilmente veloce: è una metafora del senso della vita. La fioritura dei sakura dura solitamente una settimana, tradizionalmente a inizio aprile (ma variabile in base alla latitudine fra metà marzo e metà maggio), durante la quale l’albero passa dalla fase di mezakura in gemma, a mankai in piena fioritura, e poi sfiorendo hazakura quando le foglie prendono il posto dei fiori, finché nel giro di pochi giorni non resta più nemmeno un fiorellino sui rami, ed ecco perché il significato più comune del sakura è lo scorrere del tempo, in maniera molto simile a come accade nella cultura europea col soggetto della vanitas, ovvero un monito alla brevità e fugacità della vita umana. Inoltre, la fase più spettacolare non è la piena fioritura, ma bensì quando si formano quelle giustamente celebri piogge di petali immortalate in mille cartoni animati, ovvero mentre l’albero sta sfiorendo, ovvero quando sta morendo: il momento di estremo splendore del sakura è proprio il momento della morte, e se il sakura è simbolo del tempo della vita umana, allora anche nella vita umana il momento di massimo splendore è quello della morte, il che spalanca le porte a tutte le metafore del caso sul suicidio rituale seppuku, sui kamikaze della seconda guerra mondiale e su tutta la cultura della morte di cui il Giappone è intriso e su cui Donatella Rettore ci ha pure scritto un album. Non c’è spettacolo più ricco e sfolgorante della piena fioritura (nascita e giovinezza), ma poi non c’è spettacolo piu splendido e commovente della sfioritura (vecchiaia e morte).

Stampa ukiyoe di Hiroshige III raffigurante un uccellino su un ramo di albero di sakura.

Un uccellino su un ramo di albero di sakura (in giapponese il nome della pianta si riferisce al prodotto, il frutto o in questo caso il fiore, e mai all’albero) in una stampa di Hiroshige III, allievo meno dotato del geniale e omonimo maestro dell’ukiyoe. Nel XIX secolo andavano ancora di moda i sakura dai fiori belli colorati, al contrario di adesso che si preferiscono sui toni pallidi.

Il collegamento fortissimo fra il ciclo del sakura e il ciclo della vita umana è uno dei motivi per cui il fiore è abbinato alla casta dei samurai, guerrieri aristocratici che combattevano seguendo un rigido codice morale, concettualmente non dissimili dai cavalieri della Tavola Rotonda. Benché la cosa sia in contraddizione con la domanda «Ti piacciono i fiori?» del test dei tre giorni, in Giappone i fiori sono la rappresentazione fisica della virilità e in particolare i sakura, poiché così strettamente collegati al concetto di morte, sono i fiori dei samurai, dei cavalieri, dei guerrieri e anche degli assassini. La forza di quell’albero apparentemente secco e spoglio che, dopo l’inverno, usa tutte le sue energie vitali per produrre le gemme e poi i fiori, è abbinata alla forza e all’energia del guerriero, guerriero che però uccidendo semina morte: la grande contraddizione dell’energia della vita che produce la morte è la stessa della filosofia dello yin & yang e in generale dell’intero pensiero orientale, che segue percorsi di pensiero circolari (com’è circolare il ciclo di vita & morte del sakura) e non necessariamente alla ricerca di una risposta alle domande, al contrario del pensiero filosofico occidentale che lavora sulla ricerca della verità e sulla logica.

Takeshi Kitano taglia un albero di sakura nel meraviglioso finale del film Gohatto di Nagisa Oshima: è la fine del mondo come lo conosceva, e quindi taglia il sakura così che finisca il suo ciclo di vita, morte e ancora vita la successiva primavera.

Un altro aspetto basilare dei sakura è che sbocciano tutti insieme: essendo per la maggior parte cloni dello stesso albero di Somei Yoshino, i sakura tendono a sbocciare all’unisono una volta passato il freddo inverno e raggiunte certe condizioni meteorologiche, e l’effetto è stupefacente: la sera prima tornando a casa vedi gli alberi ancora muti, ma la mattina dopo li ritrovi che esplodono di fiori. Il mondo diventa completamente rosa da un giorno all’altro, letteralmente. Dev’essere per questo che in Giappone ad aprile inizia l’anno scolastico, lavorativo, fiscale e in generale ricomincia a scorrere il tempo.

L’Università femminile di Kobe ha lanciato l’anno scorso un cortometraggio promozionale composto da scene surrealiste fortemente metaforiche che ipotizzano un futuro radioso per le studentesse; dal corto sono stati estratti segmenti da 30 secondi da usare come spot tv: uno di questi vede la protagonista che riflettendo sul proprio futuro si ritrova un albero di sakura in fiore in classe, a simboleggiare l’inizio di un nuovo splendido periodo della propria vita. In Giappone i sakura in fiore rappresentano la fine della scuola (fine marzo) come pure il suo inizio (inizio aprile), come si vede in qualunque manga ad ambizione scolastica come pure ad esempio nel film di Arrivare a te.

Quindi il sakura rappresenta la nascita, la rinascita, la bellezza giovanile, la maturità, la morte, il ciclo della vita: ce n’è abbastanza per abbinarlo a praticamente qualunque cosa, ed è proprio quel che fanno i giapponesi. Oltre alla vanitas, alla vita, alla morte, alla bellezza, ai samurai e ai ricordi di scuola, il sakura è il fiore matrimoniale dato che col suo rinascere ogni anno è propiziatorio per il ciclo della vita e, quindi, per avere dei bambini.

Foto matrimoniali al giardino Kourakuen di Okayama.

Il signor Maiale e la signora Girasole posano in abiti matrimoniali tradizionali giapponesi al giardino Kourakuen di Okayama sotto una pergola che ospita i rami di uno shidarezakura, una varietà particolarmente spettacolare di sakura piangente. Benché il Somei Yoshino sia attualmente il cultivar più diffuso, non è assolutamente né l’unico né il più bello.

Dato che per i giapponesi non c’è niente di meglio che bere alcol in compagnia, ecco che da oltre dieci secoli la fioritura dei sakura diventa un pretesto perfetto per unire la contemplazione estetica degli alberi al piacere di godersi la vita: hanami vuol dire letteralmente “guardare i fiori” ed è una pratica amatissima dai nipponici che ha ormai preso piede anche in Italia. Nei giardini, nei parchi, sulle sponde dei fiumi e in generale ovunque sia possibile, gli amanti dei fiori piazzano coperte per terra, barbecue, cestini da picnic e si danno ai convivi: si allestisce il pasto insieme, si mangia insieme, si passa del tempo insieme, perché la bellezza della vita è fuggevole come la fioritura di un delicato fiore rosa pallido e bisogna approfittare dei doni della natura e condividerli finché è possibile.

Sakura di notte con matsuri e pesca al pesce rosso.

L’hanami notturno è particolarmente amato dai giapponesi perché consente di bere alcolici (vietati di giorno) e di ammirare gli yozakura, cioè i sakura di notte: stagliati come spettri bianchi sul nero della notte, sono incredibili visioni fantasmatiche che l’immagine fotografica non coglie, bisogna vederli dal vivo. Per apprezzare al meglio gli yozakura non c’è posto migliore dei filari di alberi sulle sponde dei fiumi, che in aprile si popolano di mercatini con cose buone da mangiare come i dango e giochi retrò tipo la pesca al pesce rosso, proprio come si vede nell’episodio del matsuri di tanti anime.

Dati tutti questi motivi legati praticamente a qualunque aspetto della vita e della morte degli esseri umani, non stupisce quindi che il sakura sia onnipresente nella cultura giapponese, anche in quella pop dominata ovviamente dai manga.

Fumetti con sakura: "Arrivare a te", "Le situazioni di Lui & Lei", "Assassination Classroom", "One Piece" e "5 cm al secondo".

I fiori di sakura sono una costante dei fumetti a partire ovviamente da quelli per ragazze come Arrivare a te (in alto a sinistra) a quelli per giovani donne, ovvero la fetta di pubblico conosciuta dagli americani come “young adults”, come Le situazioni di Lui &; Lei (in alto al centro), ma non sono estranei neanche ai titoli per ragazzi come Assassination Classroom (in alto a destra). Ovviamente non potevano mancare piogge di petali nei fumetti trasversali dedicati al pubblico generalista come One Piece (al centro) né tantomeno nelle opere introspettive di Makoto Shinkai come 5 cm al secondo (in basso).

Fra tutti gli autori giapponesi di fumetti, forse quello più legato ai fiori di sakura è il celebre gruppo CLAMP, composto da quattro donne che hanno iniziato l’attività il primo aprile del 1989 e che tutti gli anni festeggia il compleanno con iniziative speciali per i fan. Profondamente legate al ciliegio giapponese, le CLAMP hanno insistito riferimenti al fiore o suo al nome (o a entrambi) in praticamente tutte le loro opere, hanno battezzato Sakura il loro personaggio forse più celebre, e hanno stabilito al primo aprile il compleanno di alcuni loro personaggi particolarmente significativi come la stessa Sakura di Card Captor Sakura, Watanuki di xxxHOLiC e Seishiro di Tokyo Babylon.

L'albero di sakura visto dalle CLAMP: "RG Veda", "X", "Kobato." e "Tokyo Babylon".

L’albero di sakura nella sfaccettata interpretazione delle CLAMP: dall’alto, Ashura e Karyoubinga nell’Arcadia di RG Veda, Fuuma e Kamui bambini ancora puri e felici in X, Kobato canta gioiosa fra i petali in Kobato, e infine Seishiro e Subaru di Tokyo Babylon in un fatale vortice di eros e thanatos.

La presenza dei fiori di sakura nella cultura popolare e collettiva non poteva non estendersi anche al mondo della musica: in Giappone il passaggio delle stagioni è un indicatore così sentito e così continuamente ricordato che i musicisti scrivono canzoni a tema col periodo dell’anno, un po’ come si fa in Occidente per Natale o per l’estate. Ecco quindi che alle canzoni autunnali e invernali dei cantautori si contrappongono i brani primaverili ed estivi degli idol; in particolare, ovviamente, il periodo dei sakura è quello più trattato, citato e cantato nell’intera storia della musica giapponese, da secoli.

Il musicista Michio Miyagi era cieco, ma questi non gli impedì di diventare fin da giovane il più importante compositore ed esecutore di musica per koto di tutti i tempi. Nel 1923 Miyagi affrontò la sfida di scrivere delle variazioni sul tema di Sakura sakura, uno dei motivi folk più noti al pubblico nipponico, e il risultato fu una splendida suite ancor oggi eseguita in occasione della fioritura degli alberi.

Sakura del gruppo pop-rock Remioromen è un tipico esempio di canzone di inizio amore giovanile: siamo in primavera, i fiori sbocciano e il cantante vuole abbracciare la sua bella.

Harusaki sentimental del gruppo rock Plastic Tree è invece la tipica canzone di fine amore adulto: il testo è una lettera che un uomo scrive alla donna amata e perduta, il cui ricordo è giunto all’improvviso osservando un sakura mentre camminava per strada di notte.

Infine, il gruppo visual kei D interpreta la componente memento mori dei sakura in Ouka saki some ni keri, che vuol dire qualcosa tipo “Ricordo quando i fiori di ciliegio si tinsero aprendosi” e che ha un testo tragicissimo.

Infine, più si avvicina la primavera e in particolare aprile, e più i sakura, i fiori in generale o anche solo il colore rosa invade letteralmente i negozi.

Conbini giapponese nel periodo dei sakura.

Il negozietto sotto casa fino a cinque minuti fa era rassicurantemente grigio e triste come sempre, e poi TA-DAAAN! ecco che diventa il negozio di Barbie.

Prodotti alimentari a base di sakura.

Una minuscola, anzi microscopica rappresentanza di cibi contenenti, o al sapore di, o profumati al, o al colore di, o comunque a base di sakura. In alto, da sinistra: dolci tradizionali giapponesi composti da una sfoglia soffice al sakura con dentro anko koshian (marmellata di fagioli dolci passati) e mochi (preparazione morbida di riso); nikuman dolce con pasta esterna cotta al vapore al sakura e ripieno di anko tsubushian (marmellata di fagioli dolci in pezzi); versione primaverile al gusto sakura & cioccolato di un gelato che il resto dell’anno è al gusto panna & cioccolato; snack al mais senza nessunissimo collegamento coi sakura a parte che la mascotte sulla confezione indossa un copricapo coi fiori rosa. Al centro alcuni prodotti da forno, da sinistra: manjuu cotti al vapore rosa sakura, dorayaki con esterno standard e ripieno al sakura, e corrispettivi dorayaki con esterno con impasto al sakura e interno standard con anko. infine, in basso, a sinistra una quantità e varietà di tè verdi, neri e bianchi variati al sakura, puro o con altri aromi, accompagnati dai relativi biscottini e dolcetti e cosettini vari; a destra i realtivi dolcetti da tè, essenzialmente gelatine al sakura semplici o arricchite con petali e altri ingredienti dolci.

Bevande collegate al sakura.

E col mangiare, ovviamente il bere. Dall’alto a sinistra: versione primaverile del bicchiere per il caffè del conbini FamilyMart; Red Bull in «Spring Edition» (???); Pepsi al gusto e colore di sakura, veramente terribile; due marche di tè verde sulla cui confezione sono spuntati rami di sakura piangente e sakura Somei Yoshino; una rassegna di lattine di quattro marche di birra che, essendo probabilmente la bevanda più amata dai giapponesi (sì, più del tè verde, sì), si sono cambiate d’abito vestendosi di rosa per l’arrivo di aprile; infine una lattina di chuu-hai, ovvero una famiglia di bevande frizzanti leggermente alcoliche (sui 5° o meno) aromatizzate in vari gusti: questa è alla fragola, ma la cosa non ha impedito al grafico di decorare la confezione con una ventata di fiori.

Cosmetici a base di sakura.

Con la scusa dei sakura simbolo di rinascita della vita, i giapponesi ne approfittano per produrci qualunque prodotto, compresa un’infinità di cosmetici che vado dalle cremine passando per le maschere facciali fino alle bombe di sapone da buttare nella vasca da bagno, come fa sempre Usagi Tsukino.

Per la ricchezza di significato, la diffusione, la celebrità e l’influenza culturale, non c’è forse un elemento che riesca a sintetizzare l’intero Giappone in un solo simbolo come ci riesce il fiore di sakura. Il primo aprile rappresenta, più che l’inizio dell’anno, la rinascita dell’anno, in un significato perfettamente simile quello che avevano le feste in onore di Proserpina nell’antica Roma. È tornato il sakura, è tornata la primavera, è tornata la vita: si ricomincia e, come diceva Kyoko a Godai in Maison Ikkoku, ganbatte kudasai, “forza e coraggio”!

Alberi di sakura nel centro commerciale Aeon Mall di Okayama.

La signora Girasole e il signor Maiale gioiosi davanti a una composizione di sakura all’interno di un centro commerciale: la vita è più bella sotto un albero tutto rosa.

Le CLAMP tornano su Card Captor Sakura

Sull’ultimo numero di Nakayoshi della Kodansha è stato annunciato che le CLAMP sono al lavoro su un nuovo manga di Card Captor Sakura. Nell’annuncio non si danno dettagli sul prossimo lavoro ma le voci dicono che non si tratterà di una serie lunga.

Logo del 20esimo anniversario del fumetto "Card Captor Sakura".

Il logo ufficiale del 20esimo anniversario di Card Captor Sakura, o meglio del fumetto visto che il cartone animato arrivò due anni dopo, nel 1998, e venne realizzato addirittura dalla Madhouse con cui le CLAMP avevano già lavorato per l’ambizioso, visionario e sgangherato film di X.

Come abbiamo già scritto quest’anno si celebra il ventennale del franchise di Card Captor Sakura ed il nuovo manga si inserisce nel programma dei festeggiamenti.

Pikachu, scelgo te… da vent’anni!

Questa metà degli anni ’10 si sta rivelando ricchissima di splendidi ventennali: solo per riassumere i più recenti e significativi, nel 2014 è stato festeggiato quello del cartone animato di Sailor Moon, nel 2015 ha soffiato sulle candeline la serie tv di Neon Genesis Evangelion e in questo 2016 appena iniziato si lanciano già i coriandoli per il fumetto di Card Captor Sakura, per non parlare del fatto che l’anno prossimo 2017 sarà la volta del videogioco Final Fantasy VII. Continue conferme del fatto che gli anni ’90 del secolo scorso sono stati un periodo di fertilità creativa difficilmente ripetibile.

Ma c’è un altro titolo che quest’anno festeggia il suo ventesimo compleanno: Pokémon! La serie di videogiochi partita con i due episodi Rosso e Blu è infatti stata messa in vendita in Giappone a partire dal 27 febbraio 1996 benché concepito ben prima.

Composizione di Pokémon.

Dalla prima generazione ad oggi sono stati creati qualcosa come oltre 700 Pokémon, ovviamente in espansione: in pratica una fauna parallela a quella terrestre.

Il videogame venne ideato da Satoshi Tajiri immaginando di spostare in versione elettronica il collezionismo di insetti, ancora oggi così comune fra i bambini giapponesi; ad esempio, un celeberrimo collezionista fu nientemeno che Osamu Tezuka. Evidentemente l’idea, benché bizzarra, non era del tutto peregrina dato che, con le sue quasi 300 milioni di copie vendute in tutto il mondo, Pokémon è diventato il secondo titolo in assoluto più venduto nella storia dei videogiochi, superato solo da Super Mario pure della Nintendo.

Regalini dell'account giapponese della Nintendo su LINE.

Regalini dell’account giapponese della Nintendo su LINE: nella prima immagine il professor Oak annuncia «Benvenuti nel mondo dei Pokémon», le altre tre non hanno assolutamente bisogno di spiegazione essendo più famose di Gesù (cit.).

Per festeggiare i mostri tascabili, questo 2016 sarà tutto un fuoco pirotecnico di iniziative varie, dalle più grandi come il lancio dei nuovi capitoli Pokémon Sole e Pokémon Luna a quelle più piccole e quotidiane come i regali di Toad, la mascotte di Nintendo, che sull’account giapponese di LINE ha regalato agli utenti le icone con i primi tre storici Pokémon Charizard, Squirtle e Bulbasaur in 8bit.

Screenshot dell'account giapponese della Nintendo su LINE.

Uno screenshot dell’account giapponese della Nintendo su LINE: la tastiera è diventata il laboratorio del professor Oak e digitando le sfere poké si ottengono le icone dei primi tre Pokémon; digitando Toad artista invece si ottiene un disegno fatto da lui (?) che ritrae un bel Pikachu ciccione.

Oltre ai regalini gratis, la Nintendo deve anche fatturare sul franchise sia coi suddetti titoli nuovi sia con quelli vecchi. Per prima cosa ha prodotto delle edizioni speciali del Nintendo 2DS in plastica colorata trasparente come erano i gloriosi GameBoy, e poi ha rimesso sul mercato i primi quattro capitoli Rosso, Blu, Verde e Pikachu in edizione da collezione solo su prenotazione: il cofanetto è composto dalla card per scaricare il gioco su DS, una guida cartacea al gioco, una mappa del mondo esplorabile, un magnete a forma di replica esatta della cartuccia per GameBoy, e infine il codice segreto per catturare il Pokémon leggendario Mew.

Giorgio Vanni power.

Insomma un anniversario coi fiocchi, di cui hanno parlato anche tutti i telegiornali dei canali tv giapponesi essendo ormai i Pokémon in tutto e per tutto un prodotto culturale noto all’intera popolazione locale con infiniti fumetti, film e merchandising in aggiunta ai videogiochi, i quali comunque restano ancora e sempre il cuore principale della serie: forse la cura e l’attesa per i nuovi episodi del videogame e il lasciare volontariamente tutto il resto come un contorno è proprio la ragione del successo dei Pokémon, una saga fedele a sé stessa. Quindi, oggi come vent’anni fa, gotta catch ‘em all!