Bepi Vigna

Nausicaa: il femminile ancestrale

CoverQuali sentimenti suscita nel cuore di Nausicaa il racconto di Odisseo?

È quello che si chiede Bepi Vigna in questo lavoro già pubblicato nel 2012 da Pavesio Editore e riproposto ora da Kleiner Flug.

Prova, come ammette lui stesso nella prefazione, a proporre una lettura femminile dell’Odissea, in opposizione e completamento alla lettura patriarcale, cercandovi i valori della fantasia, della sensualità, dell’accettazione del diverso. In contrasto con il maschile di Ulisse, del quale mai si capisce fino a che punto dica la verità, o se stia giocando con le reazioni di chi lo ascolta.

Da dove è venuto Ulisse, perché e come è arrivato sulla spiaggia, perché ha affrontato il mare che trasporta echi di suoni lontani?

Odissea è ormai sinonimo di avventura. Cosa spinge un uomo a lasciare la sicurezza della propria casa, dove è apparentemente osannato, per dirigersi verso l’ignoto?

Ulisse motiva l’aver abbandonato Itaca con la curiosità, l’orgoglio di comandare un esercito, la volontà di misurare il proprio valore.

Questo attira Nausicaa, ma allo stesso tempo le suscita sentimenti contrastanti, perché il lato oscuro di Ulisse emerge dai suoi racconti fin dall’inizio.

È evidente fin da subito il conflitto nella giovane principessa, che oscilla tra l’estatica ammirazione e la difficoltà di capire fino in fondo il misterioso ospite…

Affascinata, ammaliata persino, dal tenebroso straniero salvato dal mare, che ha vissuto avventure inenarrabili, da cui si è salvato con la forza e l’astuzia. Lo sguardo di lui rapisce completamente prima il cuore, poi la mente, infine il corpo della principessa di Scheria, ben oltre quanto raccontato da Omero nella versione ufficiale dell’Odissea.

Così l’abbandono, l’illusione, la paura dell’inganno alla fine si materializzano. E Nausicaa si trova nella più classica delle condizioni di sedotta e abbandonata. Si sono concretizzate le paure, che pure lei ha espresso al naufrago nell’ultima delle notti passate insieme:

È la paura dell’inganno… la paura che quello che credo di avere sia solo un’effimera illusione.

Ma non resta a lungo a compatirsi, reagisce, e si mette alla ricerca del suo uomo. C’è un cambiamento della condizione e dell’atteggiamento femminile, e anche la madre Arete, sovrana di riconosciuta saggezza, appoggia il suo gesto. E da qui parte la versione femminile dell’Odissea, quella della ricerca per capire. Nausicaa non parte all’avventura, per mettersi alla prova, ma alla ricerca di sé.

Il suo viaggio non è un ritorno, come quello Odisseo, ma una esplorazione, una ricerca, una iniziazione, come quella di tanti eroi antichi e moderni. Giovane abbandonata, cerca il suo essere donna abbandonando le certezze di una vita standard.

Una serie di tappe, che le permettono di scoprire se stessa, il suo destino. La prima è il punto di partenza (e inaspettatamente non quello di arrivo) di Ulisse: Itaca. E qui scopre che l’uomo che l’ha ammaliata è un vigliacco, approfittatore, infingardo.

Ma impara anche che

gli occhi di una donna vedono quello che una fanciulla non riesce a immaginare

…grazie a Penelope, che le regala uno sguardo di donna adulto e disilluso. Questo modifica il suo punto di vista: salpa da Itaca con una consapevolezza diversa. Pur avventurandosi poi verso l’ignoto, scopre che le storie che l’hanno affascinata in realtà sono solo illusioni: le sirene sono scogli, Circe una prostituta. C’è voluto poco per farsi trarre inganno, specie da parte di un uomo che ha fatto della fuga e dell’inganno il suo modo di vivere. Ma non si farà più irridere così facilmente, e continua il suo viaggio, per scoprire tutte le illusioni…

Fino a Napoli, dove tutto trova sintesi: Ulisse è in realtà sospeso tra Pulcinella e Omero, tra l’Odissea e il Margite, tra l’eroe e lo sciocco che molte cose sapeva, ma tutte male.

E Nausicaa trova se stessa, e conclude il suo viaggio di iniziazione: il suo essersi fidata e donata non è stato un errore, e il suo viaggiare alla ricerca di sé non è stato vano. Mentre l’uomo ha viaggiato per sfuggire alla guerra, per continuare a trovare terreno vergine per le sue menzogne, lei alla fine del suo viaggio ha trovato la sua forza, la verità di ciò che è.

Mai nella letteratura classica una donna viaggia da sola, lo hanno fatto tanti uomini, eroi e no. Ma una donna mai. È la prima volta che il viaggio iniziatico è compiuto da una donna, così i due autori danno una lettura al femminile del viaggio in generale, e dell’Odissea in particolare. Con Nausicaa che trova in Penelope quello che al maschile sarebbe stato un mentore e le apre lo sguardo. Una guida che le riapre gli occhi, rimasti fin lì chiusi (anche nei disegni) dopo la perdita di quello che sembrava il grande amore.

Una lettura femminile, ma anche fortemente caratterizzata dal mare, orizzonte libero per chi voglia partire. D’altra parte lo scrive lo stesso autore nella sua prefazione:

i disegni di Andrea Serio sarebbero stati perfetti per raccontare una storia ambientata nel bacino del Mediterraneo, che riflettesse i miti e i valori più autentici della nostra cultura.

I tratti dei visi ricordano le fisionomie tipiche delle popolazioni marinare. Non solo di quelle mediterranee. Infatti, se tanti sono i profili classicheggianti dei greci, se Penelope ha tratti egiziani, Circe la folta chioma bruna e riccioluta delle donne latine, Alcinoo sembra quasi un re vichingo, e l’algore di Nausicaa è quello dei Normanni che pure giunsero a Napoli (anche la nave su cui parte ricorda da vicino un drakkar normanno).

I colori pastello su carta ruvida sono in effetti molto efficaci per raccontare i paesaggi del Mediterraneo. Sono morbidi per l’effetto sgranato e le sfumature create dalla diversa pressione ma hanno comunque definizione e vividezza. Consentono di modificare continuamente il livello di dettaglio, e di passare dalla definizione netta delle figure a una sorta di fusione.

Il lavoro di Andrea Serio è stato molto preciso. Egli stesso ammette, nella sua parte di prefazione, di aver disegnato una tavola ogni due settimane circa. Sicuramente per inesperienza e indolenza, ma anche per la cura certosina.

La tecnica usata consente anche di definire i bordi dei soggetti in modo dettagliato mantenendo la morbidezza dei riempimenti. I colori stessi fanno da contorno delle figure e da linee di movimento. Vengono anche usati con un contrasto continuo tra il rosso e il blu, ancora una volta i colori che rappresentano tradizionalmente il femminile e il maschile.

Anche nella parte grafica troviamo citazioni, oltre al fatto che Serio è allievo di Mattotti e oltre alla lunga serie di citazioni esplicitate nella prefazione.

I soldati greci che prendono Ilio ricordano per aspetto e colori quelli del Leonida di Frank Miller; alcuni passaggi mi hanno fatto pensare alle regge hyperboreane di Conan.

Altre citazioni, sempre aggiungendosi a quelle che Serio elenca, mi sembrano meno fumettistiche e più dotte: i dettagli nei lineamenti, nelle espressioni, nelle sfumature dei colori e delle ombre hanno un che di futurista. Le ombre e i visi senza dettagli sembrano essere un riferimento a de Chirico o ad altri pittori italiani (Ivo Pannaggi ad esempio). Il passaggio continuo dal figurativo ricco di dettaglio a dei paessaggi quasi astratti possono forse essere collegati all’origine di illustratore di Andrea Serio.

Nausicaa L’altra odissea è anche un cortometraggio presentato a Venezia 2017, diretto dallo stesso Bepi Vigna (qui il trailer) e realizzato con la tecnica del motion comic. Come ammette lo stesso autore, sta “girando il mondo”, selezionato in diversi festival.

Anche se la trasposizione è avvenuta cinque anni dopo la prima edizione del fumetto, fin da subito le inquadrature, la dinamicità delle figure, lo spostamento dei punti di vista tra le vignette risultano molto cinematografici. La gabbia stessa, che nelle prime tavole è molto regolare, poi si fa via via più dinamica, a dettare il ritmo, proprio come in un film. E fa da ulteriore elemento di distinzione tra la parte maschile e quella femminile del viaggio.

Il volume aggiunge nella parte finale sedici pagine di bozzetti, schizzi e altre illustrazioni, per lo più in bianco e nero, che completano bene l’opera.

Un lavoro significativo, che trova una nuova edizione a distanza di oltre sei anni, senza perdere nulla dell’evocativa forza originale. Una lettura moderna del viaggio come scoperta, fisica ma anche interiore. Se è vero, come dice lo stesso Vigna, che Nausicaa parte

spinta dal desiderio di comprendere le ragioni dell’abbandono e per capire è anche disposta a perdonare.

Perché solo avendo il coraggio di partire si può provare a cambiare, e, cercando gli altri, trovare sé stessi.

 

Vigna, Serio
Nausicaa, l’altra Odissea

Collana: Narrativa fra le nuvole
72 pag., Brossurato, colori
formato 21 x 28,5 cm
prezzo: 17,00

Universo Alfa: le cronache di Marte

Le premesse di questa miniserie, cominciata oltre tre anni fa, mi sono sembrate fin da subito veramente buone.

cronache_marte_1Non solo perché il titolo richiama gli storici racconti di Ray Bradbury, ma anche perché i temi trattati erano, come spesso accade nel mondo futuribile di Nathan Never, affatto banali.

Il razzismo, il potere e la sua autoreplicazione (fino alla clonazione dei potenti), l’accettazione della diversità dal punto di vista sociale e personale. Ma anche la lotta tra uomo e macchina, l’affermazione e il riscatto di sé, la coerenza fra pensiero e azione, il riscatto attraverso lo sport e la notorietà, fino a scoprire che è in stretta connessione con la ricchezza e il potere.

Inoltre in qualche modo questa storia in particolare, e in generale il mondo ormai venticinquennale di Nathan, mostrano una possibile evoluzione di alcuni aspetti del progresso che stiamo vivendo in questo periodo: oggi si parla anche nella nostra realtà di robot in forma umana e la scienza, l’antropologia e la psicologia si stanno chiedendo fino a che punto possiamo essere in grado di sopportare la somiglianza.

Oppure stanno diventando di utilizzo non più solo strettamente sperimentale tecniche di editing genetico come il CRISPR.

Sottendendo quindi anche l’etica che li contraddistingue: è giusto portare lo sviluppo fino alle estreme conseguenze? Non potrebbe questo alla fine rivoltarsi contro noi stessi? Esiste dunque un limite etico al progresso scientifico?

È in fondo un interrogativo che viviamo anche oggi, trovandoci in un mondo che cambia, per molti a causa dell’intervento umano, al punto che biologi e antropologi parlano ormai esplicitamente di antropocene.

Nonostante la storia sia proiettata su Marte circa tre secoli dopo rispetto all’epoca di Nathan, le tematiche sociali sono quindi fortissime, in perfetta adesione con quanto visto finora nella serie regolare e negli altri spin-off, da Agenzia Alfa, alle altre incarnazioni di Universo Alfa, utilizzando altre ambientazioni per parlare di quanto succede nell’uomo e nella società di oggi.

cronache_marte_3Bepi Vigna ha scritto e sceneggiato l’intera trilogia.

Nei primi due numeri lo scrittore sardo ha aperto una serie di linee narrative che chiedevano, in questo volume conclusivo, un degno epilogo, sintetico nella sua complessità.

Linee narrative che a loro volta si sviluppano su un quarto di secolo. Partendo dall’oligarchia dei Pretoriani e dalla guerra cosiddetta dei mondi (anche qui una citazione della fantascienza classica con H.G. Wells), sviluppatasi sulla serie regolare della testata principale tra il 2011 e il 2012.

Linee che vedono coinvolto il pianeta rosso e i suoi avamposti, senza dire nulla sulla situazione della Terra, almeno per ora.

Il tutto parte da una serie di leggi che mi hanno ricordato non poco (anzi, forse anche troppo esplicitamente) quanto è successo nello scorso secolo sul nostro pianeta con le leggi razziali nella Germania hitleriana, ma che hanno trovato casa un po’ in tutti i regimi totalitari.

Si spera che nel futuro le situazioni non debbano necessariamente ripetersi allo stesso modo e con le stesse peculiarità: volontà di repressione o cancellazione del diverso da parte del potere dominante, appigliandosi a ogni forma di ostilità; frasi del tipo prima i marziani.

Le parole pronunciate sugli schermi dal Numero Uno, Massimo Decimo, possono far pensare non solo ai discorsi di noti dittatori del passato, ma anche a quelli di altrettanto facinorosi odierni politici di casa nostra o giornalisti che quotidianamente appaiono sulle nostre TV, ribadendo l’attualità e l’attenzione che la casa editrice pone nel trattare i temi sociali più forti.

cronache_marte_2L’Agenzia Alfa in questo mondo marziano non esiste. Il legame con il mondo nathanneveriano è una società segreta che ha proprio la lettera Alfa per nome e simbolo e che aiuta i prigionieri terrestri dei marziani, con un legame con la colonia penale di Urano che non si svela fino alla fine della storia.

Colonia penale in cui si svolgono misteriosi esperimenti sui prigionieri umani, e alla quale le astronavi di Marte non riescono ad avvicinarsi.

Contemporaneamente, i prigionieri terrestri su Marte ricevono misteriosi aiuti, che hanno qualcosa di magico.

Insomma, un sacco di elementi, di storie parallele

La storia è godibilissima, le linee aperte tengono con il fiato sospeso e non fanno intravedere subito come finirà, gli elementi avventurosi e più strettamente legati alla trama si mescolano con i misteri di quello che c’è dietro.

Però alla fine sono rimasto un po’ deluso.

La conclusione infatti, viste le premesse, mi è parsa un po’ deludente. Mi ha lasciato l’amaro in bocca, quella sensazione di incompiuta che, se da una parte serve a lasciare aperte delle porte, tira le fila in un modo che sembra un po’ frettoloso.

Perché i buoni vincono un po’ troppo facilmente. E anche l’arma usata per sconfiggerli (il classico esperimento di laboratorio alla periferia dell’impero, trascurato dal capo e da tutta l’organizzazione, che alla fine è l’elemento chiave per la sconfitta) mi è sembrata davvero troppo fantascientifica. È vero che per sconfiggere una forza radicata come quella dei Pretoriani su Marte occorreva qualcosa di eccezionalmente efficiente, ma l’esperimento genetico che casualmente provoca, oltre alle mutazioni, la capacità di viaggiare in dimensioni parallele, anzi, di rimanere sospesi tra le dimensioni, secondo me rimane un po’ naif e toglie le castagne dal fuoco utilizzando un artificio quasi magico.

Per quanto storicamente sia accaduto proprio così alla caduta delle dittature, con il popolo che immediatamente voltava le spalle all’establishment tanto osannato fino a pochissimo tempo prima, e la notevole capacità di riciclarsi da parte dei gerarchi di regime che avevano fatto i loro interessi rimanendo borderline, la riproposta di questo canovaccio sociale non dà spessore alla fine della storia. Sembra un po’ un e tutti vissero felici e contenti.

Dal punto di vista emotivo, la ricomposizione degli affetti e la prospettiva di un ritorno insieme, mutati e umani, sul pianeta madre, lascia aperte speranze di pacificazione tra Marte e Terra, tra umani e mutati, e ha un impatto molto forte, ma secondo me non basta a bilanciare la sensazione di incompiuta.

Non mi hanno in tutti e tre i volumi del tutto convinto i disegni di GIéZ, soprattutto mi sono parsi non completamente adatti all’ambientazione fantascientifica. Uno stile molto scarno, cosa che in sé non è un male.

Però a volte lo stile mi è parso un po’ tirato via, eccessivamente abbozzato e con una dinamicità piuttosto limitata, soprattutto quando racconta quello che accade su Urano, in cui, per distinguere lo stile grafico, mi sembra che elimini quasi completamente le ombre.

Graficamente ho invece apprezzato (e molto) le copertine di Max Bertolini.

Vale la pena comunque di restare in attesa delle evoluzioni di questa linea narrativa, se ne avrà, perché spunti interessanti ce ne sono.

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25 ANNI DI NATHAN NEVER

Comunicato Stampa

LA PRIMA SERIE DI FANTASCIENZA DI SERGIO BONELLI EDITORE, NATA LO STESSO ANNO DEL WEB, FESTEGGIA IL SUO QUARTO DI SECOLO CON INIZIATIVE, MOSTRE ED EVENTI SPECIALI NELLE FIERE, IN EDICOLA, IN LIBRERIA, IN FUMETTERIA E IN TV

L’albo n. 300 con variant cover di Enki Bilal, una mostra a Napoli Comicon, una nuova miniserie, la pubblicazione del volume in brossura Visioni di un futuro remoto e due episodi in anteprima di The Editor is In  prossimamente su Sky Arte HD

Tutto raccontato e commentato sui social con #NathanNever25 proprio nei mesi in cui si festeggia la messa online del primo sito web della storia

“Molti personaggi dei fumetti vivono spesso un eterno presente, ma per Nathan Never non è mai stato così. Fin da subito, io e i miei colleghi decidemmo che nelle storie del nostro personaggio la freccia del tempo si sarebbe potuta indirizzare sia sui giorni trascorsi, sia su quelli a venire. Ci saremmo concessi abbondanti salti dentro i ricordi dei personaggi e prolessi narrative che avrebbero anticipato accadimenti futuri. Eravamo convinti che proprio questa possibilità di spaziare potesse diventare uno degli elementi chiave delle avventure che ci accingevamo a scrivere”.

Bepi Vigna

NathanNever25È il giugno del 1991.

I Queen hanno da poco dato alla luce Innuendo, il loro ultimo album con Freddie Mercury, Il Silenzio degli Innocenti con Anthony Hopkins ha terrorizzato il pubblico del cinema e, soprattutto, Tim Berners-Lee, ricercatore del Cern, sta per annunciare al mondo la soluzione al problema di come condividere i documenti tra studiosi grazie a un software basato sul concetto di ipertesto che lui stesso battezza come World Wide Web: il sito che mette in rete è il primo della storia e inaugura ufficialmente l’era di internet.

È in questo 1991 rivoluzionario che, 25 anni fa arrivava in edicola il primo numero di Nathan Never, la prima serie di fantascienza di Sergio Bonelli Editore ideata da Michele Medda, Antonio Serra e Bepi Vigna e subito amatissima dai lettori, primi tra tutti quelli che sono rimasti conquistati dal Blade Runner di Ridley Scott. Come spiegano gli autori, del resto, Nathan Never racconta un viaggio nel tempo dove, partendo dai ricordi, si va incontro al sogno.

Oggi l’Agente Speciale Alfa non ha bisogno di presentazioni. Eppure vale la pena, come in ogni celebrazione che si rispetti, ripartire da principio e ripercorrerne la storia. Nathan Never è un ex poliziotto e ha alle spalle un passato terribile. Sua moglie Laura è stata uccisa da un criminale e sua figlia Ann è stata ricoverata in una clinica psichiatrica, in stato di shock per avere assistito alla morte della madre. Per poter pagare le cure della figlia, Nathan, ritiratosi in un tempio shaolin per studiare arti marziali, è costretto a tornare al suo lavoro e ad accettare un incarico di agente speciale all’interno di un’agenzia privata di investigazioni…

Da qui prende le mosse la storia di Nathan Never. E ora, dopo 25 anni è finalmente tempo di festeggiamenti che, per l’occasione, saranno raccontati anche online sul sito http://www.sergiobonelli.it/ e con l’hashtag #NathanNever25. Cosa, questa, che diamo per scontata, ma che invece ha un sapore decisamente evocativo visto che il World Wide Web, proprio come Nathan, festeggia nel 2016 i suoi primi 25 anni.

Ma andiamo con ordine raccontando passo dopo passo tutte le tappe di queste celebrazioni.

INFOGRAFICA_NN_15019 e 21 Aprile 2016: NATHAN NEVER. VISIONI DI UN FUTURO REMOTO IN FUMETTERIA E LIBRERIA

L’Agente Speciale Alfa comincia a festeggiare i suoi 25 anni in aprile, nelle fumetterie (dal 19) e nelle librerie (dal 21). Sì, perché proprio in questi giorni farà il suo debutto sugli scaffali Nathan Never. Visioni di un futuro remoto, il volume in brossura in tre capitoli che svela molti retroscena della vita di Nathan Never: dalle spiagge di El Teely, l’isola che diede i natali a sua madre, dove affronta i loschi interessi della multinazionale Chimer, passando per gli anni della giovinezza con la prima missione in polizia come scorta del procuratore Sara McBain, lo scontro con gli uomini di Aristotele Skotos, il matrimonio con Laura Lorring e la nascita di Ann, fino al coinvolgimento di un Nathan Never, ormai anziano, nel conflitto che determinerà le sorti del Pianeta Rosso. Tre imperdibili avventure scritte da Bepi Vigna e illustrate dagli eleganti tratti di Nicola Mari e Germano Bonazzi, racchiuse da una copertina inedita firmata da Bonazzi. La lettura ideale per ripercorrere alcuni dei momenti chiave della vita dell’Agente Speciale Alfa, ma anche per scoprirli per la prima volta.

 

22-23 Aprile 2016: COMICON di NAPOLI: mostre, incontri, variant di Nathan Never n.300

La festa continua al Comicon di Napoli dal 22 al 25 aprile: per l’occasione sono stati organizzati incontri, una mostra e la pubblicazione (in anticipo sui tempi) del numero 300 a colori, scritto da Bepi Vigna e visualizzato da Roberto De Angelis, che non solo sarà disponibile in anteprima rispetto all’uscita in edicola (prevista per il 18 maggio), ma verrà offerto a Napoli in Edizione Variant con la speciale cover di Enki Bilal. Nell’ambito del festival sarà inoltre organizzata una mostra che, grazie all’esposizione di alcune preziose tavole e materiali originali appositamente selezionati, regalerà un inedito itinerario storico sulle tracce di albi e speciali legati all’universo di Nathan Never, che dal 1991 ad oggi conta oltre 70 mila tavole e 582 copertine. La mostra è a cura di alino&alina con Glauco Guardigli, curatore della testata bonelliana, e con la collaborazione di importanti collezionisti: un omaggio ai 25 anni di Nathan Never e agli 80 anni del debutto della fantascienza a fumetti in Italia, che generalmente viene fatto coincidere con la pubblicazione, nel 1936, di “Saturno contro la Terra” di Federico Pedrocchi e Giovanni Scolari.

Sempre al Comicon, sabato 23 aprile alle 15 al Teatro Mediterraneo, è stato organizzato uno speciale incontro su #NathanNever25. Qui assieme a Michele Masiero, direttore editoriale di Sergio Bonelli, gli spettatori viaggeranno nel tempo attraverso mega proiezioni fotografiche alla scoperta dei segreti della storia di Nathan Never. Interverranno all’evento Serra, Medda, Vigna, Giardo, Guardigli e De Angelis. Subito dopo avrà luogo un’anteprima mondiale: quella dei due episodi della serie tv “The Editor is In”, con protagonisti rispettivamente Nathan Never e Legs Weaver. Per la prima volta nella storia i fan di Nathan Never vedranno sul grande schermo il loro beniamino.

“The Editor is In” è una serie in live-action e animazione, prodotta da Sky Arte HD, TIWI e Sergio Bonelli Editore, in onda, in prima visione, dal 28 aprile tutti i giovedì alle h 20.50 su Sky Arte HD (120 e 400 di Sky) che racconta la movimentata realtà quotidiana di un editor alle prese con collaboratori davvero eccezionali. Nei due episodi, l’Editor – interpretato da Alex Cendron – è a colloquio con Nathan Never e Legs Weaver. Sembra tutto tranquillo quando, inevitabilmente, la conversazione prende una piega inaspettata. Incastrato, suo malgrado, in situazioni surreali, tra citazioni e ammiccamenti a vecchie storie, l’Editor è di volta in volta un manager, un mentore, un confidente per eroi ed eroine, colti nelle pause tra un’avventura e l’altra.

17 maggio 2016: LO SPECIALE A COLORI UNIVERSO ALFA N. 18, GENERAZIONE FUTURO – ATTACCO ALLA TERRA

Anche Universo Alfa, il semestrale contenitore che ospita diverse serie dell’universo narrativo di Nathan Never (“Dipartimento 51”, “La Squadra Fantasma”, “Sezione Eurasia”, “Guerra Futura”, “Le cronache di Marte” e “Il mondo dei robot”) festeggia i 25 anni dell’Agente Speciale Alfa con uno speciale a colori intitolato Generazione Futuro-Attacco alla Terra, con soggetto e sceneggiatura di Stefano Vietti, disegni di Ivan Fiorelli e copertina di Max Bertolini.

18 e 27 maggio 2016: LA NUOVA MINISERIE NATHAN NEVER ANNOZERO in fumetteria e in edicola

Sempre in primavera un’altra grande novità per tutti i lettori di Nathan Never: a maggio debutterà infatti Nathan Never. Annozero, la prima delle tre miniserie di sei numeri che “ri-narrano” il passato del nostro Agente Speciale Alfa. Ognuna delle tre miniserie sarà affidata a uno dei suoi tre padri, gli immancabili Medda, Serra e Vigna. Il primo a partire sarà Vigna, affiancato da un Roberto De Angelis scatenato, anche autore delle copertine. La miniserie avrà infatti due cover diverse per le due edizioni, quella da fumetteria (disponibile da mercoledì 18 maggio) e quella da edicola (in vendita da venerdì 27maggio).

In occasione delle celebrazioni, tutti i lettori di Nathan Never sono invitati a raccontare sui social la loro passione attraverso l’hasthag #NathanNever25, postando la propria cover preferita, raccontando quale dei 300 episodi della serie dell’Agente Speciale Alfa è quello che maggiormente ha colpito la loro immaginazione e quale tra i nemici di Nathan sono quelli che più li hanno segnati tra Aristotele Skotos, suo figlio Kal, Raven, la Fratellanza Ombra, i tecnodroidi, Athos Than…

I creatori di Nathan Never

Michele Medda

Nato a Cagliari il 7 dicembre 1962, Michele Medda si laurea in Lettere con una tesi sul giallo italiano. La passione per le nuvole parlanti lo conduce a partecipare, insieme con i corregionali Antonio Serra e Bepi Vigna, al gruppo “Bande Dessinée”. I tre sono avviati al professionismo da un incontro con Alfredo Castelli, che li invita a collaborare per Martin Mystère. Dal loro sodalizio nasceranno Nathan Never e Legs Weaver. In solitario, Michele Medda firma testi per Tex, Nick Raider e Dylan Dog. Al di fuori della produzione bonelliana, realizza, insieme a Stefano Casini, “Digitus Dei” (Magic Press), oltre a collaborare con Marvel/Panini per “X-Campus” e con Disney Italia per “Kylion”. Nel 2009 fa il suo esordio in edicola la miniserie Caravan, pubblicata da Sergio Bonelli Editore, di cui è creatore e sceneggiatore. Attualmente è al lavoro sulla miniserie Lukas, di cui è coautore con Michele Benevento, in edicola da marzo 2014.

Antonio Serra

Antonio Serra nasce ad Alghero il 16 febbraio 1963 e muove i suoi primi passi nel mondo dell’editoria e della fiction di carta alla fine degli anni Settanta, quando cura la rivista amatoriale di fantascienza “Fate largo”. Nel 1982, presso il Centro Culturale cagliaritano “Il Circolo”, conosce Michele Medda e Bepi Vigna, che formeranno con lui quella che, nel mondo della letteratura disegnata, è nota ai più come “la Banda dei Sardi”. Accomunati dalla passione per il fumetto, i tre fanno parte del gruppo “Bande Dessinèe”(insieme ad altri futuri autori, quali Vanna Vinci e Otto Gabos), per poi entrare da professionisti nel settore vedendosi sceneggiare da Alfredo Castelli alcuni soggetti scritti per Martin Mystère. Sempre lavorando insieme, Medda, Serra e Vigna realizzano altre sceneggiature per il detective archeologo e per Dylan Dog. Infine, dopo avere elaborato insieme il progetto di Nathan Never e Legs Weaver, si dedicano separatamente alla sceneggiatura delle singole storie. Serra è anche curatore redazionale delle due testate, cui si è aggiunta la serie dedicata all’Agenzia Alfa. Nel 1999, l’Editore Sergio Bonelli approva a Serra l’idea per un “nuovo” personaggio. Gregory Hunter (un tempo Gregory Hammer, creato all’epoca della “Bande Dessinèe”) che raggiunge le edicole nel 2001. Nel 2007 è alle redini anche del nuovo semestrale legato al mondo di Nathan Never: Universo Alfa. Dal 2005, insieme a Gianmauro Cozzi, lavora sul progetto che, nell’autunno del 2009, esordisce in edicola con il titolo Greystorm, miniserie in 12 albi. Nel 2012 esce “Sul pianeta perduto”, ottavo numero della collana Romanzi a Fumetti, disegnato da Paolo Bacilieri.

Bepi Vigna

Vigna nasce a Baunei (Nuoro) il 24 luglio 1957. Si laurea in Giurisprudenza e inizia a lavorare come procuratore legale. Affianca a questo impegno la collaborazione con il quotidiano L’Unione Sarda, oltre a occuparsi di fumetti. Percorso simile a quello di Serra e Medda (partecipazione al gruppo “Bande Dessinée”, quindi le prime sceneggiature in squadra per Martin Mystère, Dylan Dog, Zona X, infine, la creazione delle saghe fantascientifiche di Nathan Never e Legs). Da solo, Vigna, scrive testi per Nick Raider e Zagor e dà vita ad Asteroide Argo, spin-off della serie Nathan Never. Ha inoltre pubblicato romanzi e racconti (L’Estate dei dischi Volanti, La Pietra Antica, Niccolai in Mondovisione), è autore di diversi saggi sul fumetto (tra cui Il Fumetto Franco Belga, edito da Comic Art), ha diretto cortometraggi e scritto testi teatrali; un suo pamphlet ironico, intitolato Sardi, quelli con la testa dura (ed. Sonda, Torino) in Sardegna è stato a lungo in testa alle classifiche dei libri più venduti. I tre componenti della “Banda dei Sardi” insieme a Michele Masiero, hanno firmato anche “Raccontare Martin Mystère” (Glamour).

NATHAN NEVER N° 300

a colori

Sceneggiatura: Bepi Vigna

Disegni: Roberto De Angelis

Variant cover: Enki Bilal

Edizione speciale per Napoli Comicon, dal 22 al 25 aprile 2016,

con 16 pagine di un esclusivo apparato redazionale, creato appositamente dal team Bonelli

Pagine: 112

Prezzo: 6,00 euro

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NATHAN NEVER. VISIONI DI UN FUTURO REMOTO

Uscita: 19/01/2016 in fumetteria e 21/04/2016 in libreria

Soggetto: Bepi Vigna

Sceneggiatura: Bepi Vigna

Disegni: Nicola Mari e Germano Bonazzi

Copertina: Germano Bonazzi

Tipologia: Brossurato

Formato: 16×21 cm, b/n

Pagine: 464

ISBN 978-88-6961-030-1

Prezzo: 15 euro

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UNIVERSO ALFA N° 18

Periodicità: semestrale

GENERAZIONE FUTURO – ATTACCO ALLA TERRA

Uscita: 17/05/2016

Soggetto: Stefano Vietti

Sceneggiatura: Stefano Vietti

Disegni: Ivan Fiorelli

Copertina: Max Bertolini

Colori: Daniele Rudoni e Alessandro Musumeci

Pagine: 132

Prezzo: 6,00 euro

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NATHAN NEVER ANNOZERO

miniserie

Uscita: 23/05/2016 in fumetteria e 27/05/2016 in edicola

Soggetto: Bepi Vigna

Sceneggiatura: Bepi Vigna

Disegni e copertina: Roberto De Angelis

Pagine: 98

Prezzo: 3,50 euro

Online e sui social

#NathanNever25

http://www.sergiobonelli.it/sezioni/15/nathan-never 

https://www.facebook.com/NathanNeverSergioBonelliEditore