BaBAO

Uma del Mondo di Sotto – non dimenticare mai i tuoi desideri

Uma, Marta Baroni, Bao Publishing

Il titolo Uma del Mondo di Sotto, da poco edito dalla Bao Publishing nella collana BaBao dedicata ai più piccoli, è sbagliato: Uma, una piccola vichinga norvegese, non è “del” Mondo di Sotto, non vi appartiene, vi si intrufola creando il maggiore e massimamente grave scompiglio della sua eterna storia.

Come bambina umana, pur anche se appartenente a un passato che possiede un’aura di meraviglia, non può e non deve entrare in un mondo che invece vive di magia, è sbagliato, e infatti crea disastri.

Come fa Uma ad arrivarci è qualcosa che, nonostante la premessa, lo so, tutti vorrebbero sapere, perché anche se non è corretto e potenzialmente distruttivo, tutti vorremmo poter usufruire della magia: ma purtroppo per noi c’è bisogno di un pozzo dei desideri, collegato con il sopraddetto Mondo di Sotto, dove solerti impiegati che parlano solo in rima sono pronti a registrare i nostri desiderata e a giudicare la loro possibile o non possibile realizzazione.

Oltre al pozzo, però, ci vuole una buona dose di disubbidienza e di determinazione, e queste sono le caratteristiche che contraddistinguono Uma, la creatrice della Canzone delle Guerriere, la piccola orfana che getta la pietra nel pozzo chiedendo di conoscere la propria famiglia e che genera, invece, un turbine di avventure e disavventure per tanti personaggi.

Uma, Marta Baroni, Bao Publishing

Questa bellissima fiaba scritta e disegnata da Marta Baroni, giovane autrice emergente, romana di nascita, che sembra possedere le stesse caratteristiche che plasmano il carattere della piccola protagonista, almeno quelle positive, è infatti una storia corale che si dipana nel tempo e nello spazio e racconta non solo di un mondo e di alcuni personaggi, ma del nostro stesso mondo, la nostra stessa storia, e dei tanti difetti che anche noi abbiamo e che spesso non ci riconosciamo.

Uma, “nel” Mondo di Sotto, dal momento stesso in cui ha il potere di usare la magia diventa una despota senza più nulla di umano, forse perché essendo un corpo estraneo in un diverso organismo rompe i contatti con le proprie radici e le sorgenti della sua natura. Inizia a desiderare spasmodicamente, eternamente insoddisfatta di quello che riesce a ottenere, dimentica di cosa sia l’altruismo e la comprensione e dimentica di quello che realmente vuole.

Nel momento in cui si riproduce magicamente e dà vita ad Haper, l’altra non ha nessuna vera libertà, è costretta a dipendere da lei, dai suoi ordini e capricci, non può neanche conservare i propri ricordi, che vengono estratti da lei e catalogati in files nel computer. I desideri che Uma stessa ha creato e poi dimenticato, non hanno più nessuna libertà, sono emarginati dalla vita del Mondo, rigidamente controllato dalla polizia che indaga, interroga, arresta e opprime.

Nel Mondo di Sotto, per colpa dell’infiltrata regina umana Uma, non c’è più felicità, né libertà, né amore.

Sarà un ragazzo umano e il suo amore innocente per Haper a risvegliare gli ardori sopiti, creando scompiglio, e quel sano pericolo che pericolo non è perché è lotta per l’indipendenza, per la giustizia e per la liberazione dall’oppressore. La fine della storia oppone i diversi valori della disobbedienza, appunto, quella che finisce per nuocere a sé e agli altri, e quella che serve ad aiutare gli altri sacrificando sé stessi.

uma-del-mondo-di-sotto-Bao Publishing-Marta Baroni

Ed è abbastanza incredibile che tanto emerga da un fumetto che sembra una storia per bambini, ed è anche una storia per bambini, ragazzi e i sognatori di ogni età, ma molto altro.

La fervida e prolifica fantasia della Baroni crea un mondo pieno di esseri divertenti e bizzarri, completo in sé e credibile, con trovate ilari e di grande effetto. I colori piatti e vivaci, su un disegno semplificato ma ben leggibile e che segue sempre le regole dell’armonia anatomica (almeno nella realizzazione degli umani) sono l’elemento che più associa l’opera a un fumetto per l’infanzia, mentre lo stile personale e gradevole del comparto grafico si rivolge a un pubblico più ampio. La cura dei particolari è evidente, con soluzioni che spesso sembrano un divertissement decorativista pur mantenendo una forte impronta personale e continuità estetica.

La Baroni crea un vero e realistico mondo di magia, di cui allega una mappa come nei migliori romanzi fantasy, con proprie regole e caratteristiche, strizzando l’occhio a Rodari e ai suoi racconti: questo permette al lettore di immergersi nel raccontato con sicurezza e relax, lasciandosi andare a sorrisi divertiti per le trovate originali e lasciandosi coinvolgere nel dramma dei protagonisti, fino al finale, semplice ma di sicuro effetto, che riporta tutto alla normalità.

Un ottimo fumetto per famiglie per sognare nell’immaginifico, ma un ottimo spunto per riflettere sul passato del nostro stesso mondo e sul futuro e sulle sue ombre scure che da quel passato si proiettano: un’opera completa, gradevole, matura, che stupisce come tutte le cose che sembrano tutt’altro ma non lo sono, e che mostra quanto ancora l’autrice ha da dire e noi da leggere.

Palla Rossa e Palla Blu, l’amicizia arrotonda tutto. E anche la genialità

COVER PALLA ROSSA E PALLA BLULa cosa bella di Maicol&Mirco, autore di Palla Rossa e Palla Blu – l’amicizia arrotonda tutto, è che è fondamentalmente matto.
Sia perché ha il nome doppio ma è un autore solo (originariamente erano due), sia perché nei suoi fumetti convivono in un mix originalissimo follia e tenerezza, coadiuvate dalla perenne presenza della morte. E nonostante questo, è riuscito a pubblicare un libro per bambini.

Palla Rossa e Palla Blu, edito da Bao Publishing nella linea editoriale BaBAO dedicata all’infanzia, è un libro a episodi che narra delle avventure di, appunto, Palla Rossa e Palla blu e di come l’amicizia e la diversità possono avvicinare le distanze. Sì, perché Palla Blu in realtà è un quadrato. In ogni episodio, i lettori (principalmente bambini, ma non solo), vengono catapultati in un mondo fatto di sfere, cubi e colori, nei quali, più che leggerne le vicende dei protagonisti, ci fanno amicizia, diventano loro complici e vivono assieme a loro emozioni e avventure. Lo stile grafico essenziale e minimale, devoto a classici della lettura per infanzia come Piccolo Blu e Piccolo Giallo, aiuta il piccolo lettore ad identificare subito i personaggi e a stringere un legame con loro, aiutandolo a immergersi nella lettura. Anche il registro linguistico, nel libro una voce narrante a mo’ di didascalia, è pensato per essere pacato e gentile, semplice e diretto, perfetto per guidare il mini lettore nelle avventure di Palla Rossa e Palla Blu.

PALLA ROSSA E PALLA BLU p12Un libro, quindi, pensato e realizzato per accompagnare la crescita intellettuale e artistica, e ci riesce benissimo, dei più piccoli.
Ma non è solo questo.

Infatti Maicol&Mirco, come abbiamo detto prima in maniera bonaria, è matto, ma di un matto originale e fresco, tipico dell’artista controcorrente capace di originare fumetti e opere al limite del geniale, nelle quali far confluire tutte le sue paure e ansie, manie e fantasmi: suoi sono Gli Scarabocchi di Maicol&Mirco, cinici sketch virali in cui i protagonisti sbeffeggiano la vita, l’uomo, Dio e trovano quasi sempre la pace dei sensi nella morte; suo è Il Suicidio Spiegato a mio Figlio, un vero e proprio manuale del suicidio in cui quest’ultimo, nella società moderna in cui viviamo, è visto come l’atto più coraggioso; suo è anche Hanchi Pinchi e Panchi, un teatrino di vite tristi nella confezione di un fumetto per bambini, a cominciare dalla carta rosa.
Proprio Hanchi Pinchi e Panchi è forse il fumetto più identificativo dell’autore, in cui quel mix di follia e tenerezza, accennato sopra, si manifesta: i protagonisti sono dei piccoli esserini molto teneri e graziosi, che però sono la metafora del vuoto umano e del nero della vita, esseri viventi desolati e storpi che si muovono senza un fine nel loop malvagio che è l’esistenza. Il tutto rappresentato con una cifra stilistica molto devota al manga e al pop underground, esteticamente molto alta ma al contempo molto delicata, quasi al sapor di favola.
Palla Rossa e Palla Blu, come la sua precedente, non scampa al suo autore, non si presenta come un’opera “esterna” alla poetica di Maicol&Mirco, anzi, probabilmente ne è la sua summa.
In Palla Rossa e Palla Blu, i personaggi, per quanto siano semplicemente delle forme giocose agli occhi di un lettore più piccolo, si presentano come due soggetti intenti a cercare loro stessi, a fronteggiare una società che non accetta il diverso e che spesso è troppo soffocante: non a caso i volti di Palla Rossa e Palla Blu sono dei sorrisi statici, immobili, come delle inquietanti maschere che, come l’uomo moderno, nascondono qualcosa di più profondo, magari un’infelicità.PALLA ROSSA E PALLA BLU p26Il tema della fuga, infatti, in più di un racconto tra quelli inseriti nel libro, è fortemente presente. In una storia che vede protagonista Palla Blu si parla addirittura di soldi e di come siano inutili, tema cinicamente dissacrato dall’autore nei suoi Scarabocchi. Anche gli scenari in cui Palla Rossa e Palla Blu si muovono e agiscono sono indicativi di questa chiave di lettura cinica e adulta: sono semplicemente linee e fiori neri, asettici, ridotti all’osso, come a voler rappresentare una sorta di povertà dell’habitat in cui l’uomo è condannato a vivere e soffrire.
Ovviamente non sappiamo se questo lato cinico e più “adulto” di Palla Rossa e Palla Blu sia un fattore voluto da Maicol&Mirco, non sappiamo se abbia agito con intenzione o meno, ma quello che è chiaro è che l’opera di presenta come un libro molto maturo, adattissimo ad un pubblico di bambini (soprattutto per il valore educativo) e fruibile anche ad un pubblico adulto, inserendosi con totale armonia tra le opere altre dell’autore, miscelando perfettamente cinismo e tenerezza, classico della sua cifra stilistica. In definitiva questo libro è la quadratura, fino ad adesso, della carriera fumettistica di Maicol&Mirco.