Arturo Lozzi

Dampyr n° 192 – La Grande Bestia

Copertina Dampyr 192Dampyr sta quasi per raggiungere i duecento numeri e il centonovantaduesimo è incentrato sulla presentazione e caratterizzazione della attuale nemesi di Harlan Draka: Aleister Crowley.

Chi è Aleister Crowley?

Correggiamo dicendo “chi fu”, poiché costui visse realmente a cavallo tra il diciannovesimo ed il ventesimo secolo e fece discutere per le sue pratiche di occultismo che tanto hanno affascinato filosofi e artisti (la sua apparizione sulla copertina di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles, che fece sospettare la band di satanismo, è fin troppo famosa) e che Mauro Boselli si è divertito a riprendere e trasformare nel terribile nemico del protagonista. Inutile fare una biografia, poiché googlando il suo nome ne vedrete di cotte e di crude.

In Dampyr infatti è l’attuale acerrimo nemico del cacciatore di vampiri e Boselli ne ha conservato la leggenda, il fascino famigerato e il suo praticare l’occultismo e la magia nera. Qui è capace di viaggiare in vari universi con la propria anima (giusto per far capire: una specie di Dr. Strange dedito al male). La sua crudeltà è senza scrupoli tanto che “La Grande Bestia” indicata nel titolo è proprio lui. Questo numero è incentrato nel presentarci Crowley e le sfaccettature della sua crudeltà: il villain viene caratterizzato senza scrupoli e senza la ben che minima umanità, che non risparmia imbrogli degni del peggior Mefisto di goetheiana memoria. I due non si incontreranno mai, anche se si preannuncia uno scontro tra il cacciatore di vampiri e lo stregone capace di spostarsi tra mondi paralleli e incontrare se stesso da giovane, con conseguenze e sorprese non da poco.

Dampyr 192 Kingsport

Non solo Crowley…

Oltre ad Aleister ci sono delle divertenti apparizioni di personalità del passato come Vladimir Holan e Gustav Meyrink (a voi scoprire come e dove), ma soprattutto si attinge dichiaratamente a piene mani da quella ambientazione che non finirà mai di stupire le generazioni di oggi e di domani: i mondi fantastici di H.P. Lovecraft. Le creazioni dell’immaginifico scrittore di Providence continuano a ispirare da più di un secolo, e penso che lo faranno per ancora tantissimo tempo.

Dampyr 192 Yian

Che dire di questo numero di Dampyr?

La serie di Dampyr è sempre stata esemplare nella documentazione e nella ricerca di spunti fantastici e storici ove attingere per creare le avventure del cacciatore di vampiri. Personalmente ritengo che ci sia anche un altro lato della medaglia che rende ostico Dampyr, da sempre un fumetto fatto indiscutibilmente bene con uno staff di disegnatori davvero notevole (Majo e Bocci su tutti), ed è quello di essere eccessivamente prolisso nella narrazione. Boselli è un veterano che ha davvero mestiere e il fatto di essere attualmente il curatore e l’autore principale di Tex la dice tutta. Spesso mi diverto a suddividere la vita editoriale del mitico ranger in tre lunghi periodi sintetizzati dai tre sceneggiatori che hanno più lasciato il segno, ossia: G.L. Bonelli, Claudio Nizzi e appunto Mauro Boselli. Mentre quest’ultimo in Tex è un macchina creativa davvero senza ruggine, nelle pagine della sua “creatura” invece spesso si prodiga in lunghi dialoghi che possono appesantire il lettore occasionale (come me) e questo numero ne è una dimostrazione. Giusto per fare un esempio: le pagine che partono dalla 11 fino alla 34 sono zeppe di dialoghi, con sicuramente delle immagini suggestive (più avanti andrò nel dettaglio per quanto riguarda i disegni), ma ci sono quDampyr 192 Mostri Lovecraftasi tutti baloon con una media di venticinque parole. Un rilancio, in vista dell’imminente numero 200, tale da creare un nuovo punto di partenza per chi vuole conoscere Dampyr, che tenga conto di alcuni accorgimenti in tal senso, potrebbe essere un’ottima occasione.

Dampyr ha ovviamente il suo zoccolo duro di appassionati che apprezzano questo tipo di narrazione, ma vedere uno scontro vero e proprio solo alla settantatreesima pagina, dopo tanti colloqui fatti tra bar, negozi, palcoscenici e scantinati non è proprio una cosa leggera per chi si avventura casualmente nella serie. Il sottoscritto lo legge occasionalmente perché comunque, ripeto, è un fumetto fatto bene e la sua ambientazione dark/horror è suggestiva (specie quando vediamo il dipanarsi delle vicende nei vicoli dei paesi dell’est Europea). Non chiedo di farlo diventare un fumetto di pura azione ma suggerisco, da semplice lettore, di snellirlo e renderlo più agile con dialoghi brevi e più incisivi che sicuramente porterebbero giovamento al mensile.

Lozzi, questo fuoriclasse!

A livello visivo il numero conferma quello che ho detto precedentemente: Dampyr ha una scuderia di disegnatori notevoli ed Arturo Lozzi disegna dannatamente bene!Dampyr 192 casa misteriosa nella nebbia

Mentre già nella composizione dei volti e delle anatomie si presenta con un tratto deciso e fa il suo mestiere, è nelle architetture e negli ambienti che realizza delle vere delizie per gli occhi. I castelli, le vie e le mura di Praga disegnate da lui sono davvero delle opere d’arte, da rimanerne incantati. Il suo bianco e nero rende il clima freddo e aspro dei Balcani. Le rocce, il mare e anche gli stessi mostri lovecraftiani, con il suo tratto oscuro sono qualcosa di straordinario, che poche volte ho visto nel fumetto popolare. Anche le scene d’azione e gli scontri sono fatti con una cinetica e un’energia che farà spalancare gli occhi a non poche persone. Andate nel suo blog, vedrete cose davvero stupefacenti.

Dampyr 192 Scontro