Andrea Meucci

Il lago dei cigni – modernità di un classico

Il lago dei cigni, Kleiner Flug

Il lago dei cigni di Andrea Meucci e Elena Triolo, edito da Kleiner Flug: della serie “come i classici possano essere attuali e per niente noiosi”.

In questo caso poi, il classico è quanto mai fuori le righe, perché si tratta di un balletto, quello musicato da Tchaikovsky su libretto di Begičev: insomma non un librone di 1200 pagine, né consimili, ma un’opera musicale ispirata da un’antica fiaba tedesca. Il connubio tra teatro dell’800, balletto russo, tradizione orale popolare, cosa potrebbe creare mai?

Beh, Meucci e Tirolo ne hanno fatto un fumetto altamente divertente, istruttivo e perfettamente aderente all’originale (tranne il finale, ma meglio così). Sinceramente preferirei non raccontarvelo, perché è un’opera così fresca e ricca di sfumature che a parlarne posso solo rovinarla, come spiegando una barzelletta. Ma se sono qui vuol dire che, più o meno, sono costretta proprio a raccontarvelo e quindi… spero che conosciate già la storia originale… trovate le differenze!

Il principe Siegfrid, Sieg per gli amici, è un vanesio sfaccendato che può vantarsi solo di aver inventato il sauna-aperi-brunch e passa da una ragazza all’altra.

Il lago dei cigni, Kleiner Flug

La sera del suo compleanno, ubriaco, va con gli amici a caccia di cigni ma, sorpresa, nascosti da buoni segugi vedono i volatili trasformarsi in bellissime fanciulle. Una in particolare lo fulmina con la sua bellezza: Odette. La ragazza gli racconta che, sì insomma, è stata maledetta da un tipo cattivo perché non c’è stata, quindi ora ha l’aspetto di cigno di giorno e ritorna ragazza allo scoccare della mezzanotte. Sieg non è contrario alle stranezze, quindi iniziano a frequentarsi e in men che non si dica iniziano a convivere. Lei prepara una lista delle faccende da fare a casa e lo rimprovera per le sue abitudini antigieniche da scapolo incallito: in altre parole lo trasforma in un uomo civile a forza di rimbrotti e motti femministi.

Come sapete già il cattivo di turno ha però un piano malvagio per punire definitivamente Odette e raggiungere il potere: trasforma le fattezze della propria figlia Odile in quelle dell’altra e la manda al suo posto al ballo dove si deciderà la sposa del principe. Quest’ultimo non si accorge affatto dello scambio e finisce per sposarla. Sieg però non è felice con la “nuova” Odette, diventata remissiva, servile e pronta ad accontentarlo in tutto. Infine, un post-it con un motto maschilista snebbia la sua mente ottusa e capisce di essere stato ingannato…

Il lago dei cigni, Kleiner Flug

Non si può parlare di spoiler per un capolavoro che ha circa duecento anni, ma mi fermo qui, non vi svelerò il finale rivisitato, leggetevelo e non ve ne pentirete. Soprattutto se siete delle ragazze. Perché questa Odette un po’ forte di fianchi, con occhi tondi e sognanti ma anche decisi e apertissimi sulle cose, ha da insegnare qualcosa anche alle donne di oggi.

Meucci fa un lavoro brillante modificando gli elementi della trama classica applicati al mondo moderno: ne risultano personaggi naturalmente simpatici, ma anche verosimili, credibilissimi, quotidiani e amabili. I disegni di Triolo sono la bandiera di questa scoperta modernità: mostrano contorni netti e linee marcate, determinano con naturalezza espressività e connotati chiari e iconici. I colori sono piatti ed essenziali, e accompagnano il procedere della storia con semplicità.

Vabbeh, non ce la faccio, vi devo lasciare spiegandovi la barzelletta, perché Odette mi è entrata un po’ in testa e devo far sentire la sua voce: leggete fino in fondo la storia di queste cignette che volevano cambiare la testa degli uomini e si ritrovano con la loro testa un po’ cambiata.

Perché parlando di femminismo (e se ne parla ancora in modo sbagliato: come dice la protagonista «non è un insulto») la conclusione ci dice che quello che il femminismo davvero vuol dire è diventare consapevoli di chi si è e cosa si desidera, senza essere condizionate dall’immagine tradizionale di cosa dovrebbe fare una donna, o da quello che gli altri vogliono per noi, o quello che le convenzioni ci impongono. E questo vale anche per gli uomini. Cignette forever!

Caterina da Siena: una santa tra le nuvole

Caterina detta Nina Benincasa, conosciuta come Caterina da Siena, mistica ma anche donna di grande spessore politico. Testarda, ribelle, concreta, in una parola, innamorata. Accusata di blasfemia, carismatica e trascinatrice è una figura controversa anche se notissima, sia per i suoi stessi scritti, che per la Legenda maior scritta dallo stesso Raimondo che è voce narrante del volume, o anche solo per il suo stato di Patrona d’Italia e d’Europa.

Andrea Meucci, già sceneggiatore per Kleiner Flug del volume dedicato a Renato Serra, e Giorgio Carta alle matite, per questo tredicesimo numero dei Prodigi tra le nuvole, raccontano in modo diretto e coinvolgente la storia di una delle religiose più famose della cristianità, in collaborazione con l’Opera per Santa Maria Novella e in non casuale coincidenza con l’ottavo centenario della nascita dell’Ordine Domenicano.

E lo fanno mantenendo a pieno tutta la spiritualità della figura, infatti l’esperienza mistica si fa quanto mai fisica e concreta, nel corpo della giovane, ma anche nella vividezza dei suoi sogni.

Ed è in questi “sogni”, cominciati in tenerissima età, durante una passeggiata per Fontebranda con il fratello Stefano, la grandezza dell’esperienza mistica di Caterina, che vive una storia d’amore finanche fisica con Gesù.

La storia viene raccontata in modo molto preciso, facendo riferimento alle fonti note sia biografiche che agiografiche.

Tutto sembra così vivido, realistico, se non fosse per gli occhi di Caterina, sempre così grandi e spalancati, che oscillano fra l’inquietudine di una realtà costellata di dolore fisico e visioni ultraterrene, e la corrispondenza con un’anima grande e forte.

Infatti, qui è vero come non mai che gli occhi siano lo specchio dell’anima. Grandi, limpidi e con lo sguardo fisso sullo sposo, ma che bucano la pagina, guardando anche il lettore, dalla copertina alla pagina finale.

Gli stessi occhi che tradiscono il Malatasca nei suoi tentativi di irretire e sviare.

Il lavoro è agiograficamente corretto, riporta tutti i fatti salienti della vita: dall’infanzia, alle lotte con la madre, ai carismi, al processo in Santa Maria Novella. Anche se la sua vita fisica fa da sfondo, mescolata al racconto di Raimondo da Capua (a cui si rifà l’intero racconto della vita della santa, essendone discepolo e biografo) e alla dissezione del suo corpo per fare della sua testa una reliquia. In primo piano è il percorso interiore e la relazione con Gesù, che cresce con lei, e riempie il fumetto di una cosa che per il resto manca completamente: l’amore. Amore che non viene altrimenti percepito né nelle relazioni familiari, né in altri aspetti della storia.

Come si trova scritto in quarta di copertina: «la sua è una grande storia d’amore. E come tante storie d’amore, è anche una storia di morte». Ma questa morte, che in effetti permea tutta la storia di Caterina, dalla perdita della sorella gemella nel giorno stesso della sua nascita, e per tutto il suo lento consumarsi, sia per le sofferenze che si autoinfligge, che per le malattie che la affliggono, viene sconfitta.

Caterina vince sul Malatasca perché più forte di ogni altra cosa è l’abbraccio con il suo sposo.

E così, dopo la precocissima vocazione, le privazioni, le tentazioni, le estasi, le malelingue, i processi, le malattie, la visione iniziata sotto la neve, dopo la visita alla sorella Bonaventura, e diventata via via più concreta fino alle stimmate, finalmente si materializza in quell’abbraccio.

E l’amore non è più solo dolore, sofferenze, umiliazioni subite persino dai malati che tentava di curare, come la donna piena di piaghe dell’Ospedale di Santa Maria della Scala.

Non è più solo fame e lacrime.

Ma è la condivisione della storia di un ragazzo che aveva trentatré anni e pochissima voglia di morire.

Così è anche per lei, trentatré anni e pochissima voglia di morire. E nell’abbraccio finale di due figure anche biograficamente simili l’amore sconfigge finalmente la morte.

Non so se fosse nelle intenzioni degli autori, ma l’ho trovato un’opera veramente ricca di spiritualità, in cui la fisicità di certe scene, anche il bacio sulla bocca tra Caterina e Gesù nel loro sposalizio mistico, non turba in nessun modo, anche per me che ho un punto di vista, diciamo così, tradizionale.

Un fumetto che avvicina alla figura umana della santa. Che non sorride sardonicamente delle visioni, ma le racconta, le contestualizza, e dà loro un senso. Ma che non allontana dalla sua santità, anzi, come detto, ruota attorno al suo rapporto con lo Sposo, senza mai diventare irridente, anzi, con una delicatezza e una simpatia che avvicinano il lettore anche a questo aspetto.

C’è una pagina finale in cui vengono riassunti i fatti storici che riguardano Caterina, donna e religiosa, che non spezza affatto la tensione in qualche modo ultraterrena, perché mostra dei fatti che si integrano alla perfezione con quanto viene illustrato nel resto del fumetto.

Il segno di Giorgio Carta, con un tratto realistico quanto basta, con l’espediente degli occhi enormi e spiritati, i colori pastello, che attenuano in qualche modo anche la durezza del Medioevo nella casa di un tintore senese, sono il naturale complemento alla storia.

Un modo efficace di presentare una figura grande della storia della Chiesa, ma anche della storia italiana e dell’umanità, che apre alla curiosità del lettore i molteplici aspetti di una donna malata, che è vissuta solo trentatré anni, ma ha lasciato una impronta profonda.

E spinge a conoscerla meglio, ad approfondire, anche per chi vi si accosta solo con curiosità terrena.

La lettura e la grafica sono piacevoli, il contenuto stimolante e mai banale. Penso che tutti possano imparare qualcosa, o trovarci stimoli per approfondire e ricercare ulteriormente, dal punto di vista umano, storico, o anche agiografico e mistico.

Andrea Meucci, Giorgio Carta
Caterina da Siena

Edizioni Kleiner Flug
Collana: Prodigi fra le nuvole
64 pag., brossurato, colori
Formato 21×28,5 cm
prezzo: 13,00 €

Kleiner Flug presenta: IL LAGO DEI CIGNI

Comunicato Stampa

Il fumetto è un libero adattamento del celebre balletto Il lago dei Cigni, musicato dal compositore russo Tchaikovsky.
Primo dei suoi tre balletti, fu scritto tra il 1875 e il 1876 e venne messo in scena l’anno successivo al teatro Bolshoi di Mosca.
Il libretto fu scritto dall’allora direttore dei teatri imperiali di Mosca, Begicev, ed è basato su un’antica fiaba tedesca.

La storia, superbamente riscritta da Andrea Meucci (già autore del volume Renato Serra per la stessa casa editrice) e disegnata da Elena Triolo (Carote e Cannella, Pop Porno per Hop Edizioni) racconta la storia del principe Sigfried che, nel giorno del suo compleanno, decide di andare a caccia insieme agli amici.
Questa battuta lo porta a raggiungere un lago dove nuotano dei cigni, che in realtà sono delle bellissime fanciulle vittime di un sortilegio del malvagio Rothbart che gli consente di riassumere la forma umana solo durante la notte.
Proprio mentre Sigfried e gli amici si apprestano a colpirli, questi si trasformano in donne e la bella Odette spiega al principe l’incantesimo che le imprigiona.
Sigfried si innamora di Odette e le chiede di raggiungerla la sera dopo al ballo che si terrà al castello. Ballo durante il quale l’uomo dovrà scegliere la sua sposa.
Ma Rothbart ha in serbo una sorpresa per i due. Imprigiona le donne cigno e fa assumere a sua figlia Odile le sembianze di Odette, in modo da poterla fare salire al trono.

Diversamente dal balletto, comunque già realizzato con 5 diversi finali alternativi, gli autori del fumetto ne immaginano un sesto azzeccando, con dialoghi molto brillanti, un epilogo sorprendente e ben strutturato che rende ancor più godibile questa bella prova dei due giovani autori.

Un volume imperdibile che arricchisce la collana TEATRO FRA LE NUVOLE di Kleiner Flug dopo e precedenti Verdi, le opere a fumetti e Enrico IV.

LagoCigni_1Meucci – Triolo IL LAGO DEI CIGNI

Collana: Teatro fra le nuvole

64 pag., brossurato, colori

formato 21 x 28,5 cm

prezzo: 13,00 €

ISBN: 978-88-98439-46-1

Data di uscita: Maggio 2016