Sulla scrittura e sui personaggi “umani”

Scrivere è difficile. Ci si trova davanti a un foglio bianco e non si sa da dove cominciare, per questo considero gli scrittori persone eccezionali.

Per creare una buona storia ci vuole molto studio, impegno e ricerca; deve avere una trama avvincente, colpi di scena, comicità, dramma, ma soprattutto buoni personaggi. I personaggi, già, proprio questi ultimi sono fondamentali ai fini della riuscita di una buona opera, in fondo sono loro che vivono le avventure e ci fanno emozionare. Proprio per questo spesso, soprattutto nell’ambito fumettistico, il protagonista è una persona fuori dagli schemi, con un talento straordinario, supereroi fortissimi, cervelloni intelligentissimi, samaritani umilissimi e tutta una serie di -issimi che a volte portano sì ad ammirare quel personaggio, ma rendono difficile identificarcisi. Poi a volte spuntano qua e là loro questi volti diversi, figure che staccano dall’eccesso con una personalità più… umana. A mio parere questi sono i personaggi più difficili da creare, quelli più simili alle persone comuni che non hanno nulla di straordinario e tutto di ordinario, ma che comunque riescono ad avere il loro fascino. Generalmente sono quelli che preferisco.

Per spiegarmi meglio farò tre esempi.

Usopp

Usopp. Manco a dirlo, il mio personaggio preferito del fumetto One Piece. Citando Nonciclopedia : «In una ciurma piena di gente che abbatte i palazzi a mani nude, lui tira petardi e uova marce con la fionda». Usopp è il cecchino della ciurma e in sostanza è uno sfigato, non sa combattere ed è un gran codardo, in altre parole è una persona comune. Usopp è il lettore. Difatti, per quanto sia avvincente osservare come Luffy sconfigga il boss di turno, come Zoro sopravviva nonostante i fiumi di sangue versati o come Nami inventi una strategia intricatissima per cavarsela, ciò che farebbe con molta probabilità un normale lettore di fronte agli energumeni da affrontare è scappare. Qui però arriva la svolta. Usopp scappa, ha paura, piange e gli tremano le gambe, ma a metà strada dal salvarsi la pelle si ferma, sa di essere molto debole, anzi il più debole eppure decide di tornare indietro e combattere. E perde. Sì, spesso perde anche o vince per un colpo di fortuna, ma ci prova comunque. Per questo lui fa parte della ciurma di Cappello di Paglia e con lui tutti i lettori che rappresenta, non per qualche capacità innata ma per la volontà. Memorabile poi il combattimento contro Luffy quando dimostra come persino il più debole può dare filo da torcere al protagonista se ci si mette d’impegno.

Cersei & Sansa

Cersei Lannister e Sansa Stark. Due dei personaggi più odiati della serie di libri e telefilm de Il Trono di Spade, eppure (a mio modesto parere) sono fra quelli più riusciti. Siamo onesti, per quanto Daenerys sia figa e Arya intraprendente, sono Cersei e Sansa a rappresentare al meglio la donna comune nel Medioevo… e anche ai giorni nostri. Chiariamoci: è una donna che scrive e sarei ben felice di poter dire che il mondo è pieno di persone coraggiose e giuste, ma spesso non è così. La storia è piena di regine egoiste, anche oggi. Cersei è il perfetto ritratto della donna che sale al potere con modi meschini e che vive seguendo solo le sue regole, egocentrica e bugiarda. Dall’altra parte c’è Sansa, la donna che sopporta e che continua a vivere, colei a cui hanno rubato i sogni e che non ha lottato per tenerli, remissiva e accomodante. Due volti che nessuno vuole riconoscere di avere, ma che si incontrano quotidianamente.

Paperino

Paperino, o Donald Duck come dir si voglia, da Topolino. Eccolo là, il papero più amato del mondo, perché ammettiamolo tutti in fondo preferiamo lui, con la sua simpatia e semplicità, a quel rompiballe di Topolino! Perchè? Ovvio no? Ne parlo dall’inizio dell’articolo: perché ognuno di noi si sente un po’ Paperino. Sempre così sfortunato e svogliato, colui che sposerebbe il suo divano se non fosse fidanzato! Irritabile e goffo, racchiude in sé una marea di difetti tale che chiunque almeno una volta si è rivisto nei suoi panni. Nel suo essere così comune però nonostante tutte le sfortune mantiene sempre un animo buono (anche se a volte ci mette un po’ a tirarlo fuori), insegnandoci a convivere con i nostri difetti. Paperino è un maestro di vita niente male. E per concludere il tocco di classe finale: Paperinik. Nonostante sia la persona più ordinaria del mondo, Paperino riesce a essere un eroe (grazie a qualche aiutino di Archimede, c’è da dirlo) perché tutti possiamo essere eroi.

Creare un personaggio affascinante è difficile, ma farlo cercando di mantenerlo ordinario ha dell’incredibile. Grazie a tutti quegli autori che inseriscono quel qualcuno in cui ognuno di noi si può riconoscere e magari scoprire di poter migliorare, perché capita che siano persone che neanche esistono a essere i migliori esempi da seguire.

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