Sottosopra di Luca Enoch e Riccardo Crosa – Recensione

Il fumetto Sottosopra è una delle numerose novità che la Bonelli sta sfornando in questo periodo.

Volume cartonato di 80 pagine, presentato a Lucca e disponibile in libreria, racconta di un ipotetico futuro (o presente?) ove il mondo, da un momento all’altro, è ribaltato e gli esseri viventi cadono verso il cielo e le cose inanimate rimangono a terra.

Di colpo il mondo non è più un luogo adatto per vivere e tutto è successo in un attimo.

Chi ha avuto la fortuna di avere un tetto sopra la testa un attimo prima del cosiddetto Ribaltone non è morto cadendo verso il cielo, ma deve cercare di sopravvivere agli squilibri che porta una situazione del genere.

Al tutto si aggiungono anche gruppi di persone fanatiche religiose che considerano quello che è successo una punizione divina.

In tutto questo i protagonisti sono Giorgia e Alessandro, due ragazzi che si conoscono nel bel mezzo del disordine collettivo.

Luca Enoch scrive probabilmente la sua storia più cupa e disperata (l’immagine della commessa morta mi è rimasta davvero impressa), ove ormai il cielo non è più un concentrato di pace e sogni ma di tormento e incubi. Fece già qualcosa di simile su una sua storia di Gea, ma in quel caso l’atmosfera era molto ironica e sdrammatizzante.

Qui no: qui tutti i ragionamenti e le conseguenze fisiche della situazione sono agghiaccianti.

Enoch sottolinea soprattutto di come l’uomo non può nulla contro ogni capriccio che alla natura va di creare, anche il più assurdo (come in questa storia), ma rende evidente come addirittura questo lo porterebbe a un punto di rottura tale da distruggerlo a livello psichico, aggravando la sua situazione.

Una parabola sulla fragilità dell’uomo, dunque, ricordandoci che ogni giorno che viviamo potrebbe essere l’ultimo di una esistenza normale.

E lo può capire chi, ad esempio, in pochi secondi ha visto la sua vita cambiare per sempre per colpa di un terremoto.

Giorgia e Alessandro in tutto questo sono un barlume di speranza per il lettore: nonostante siano scossi da quanto accaduto, cercano di trovare l’attimo di normalità, il gesto più quotidiano, per poter rimanere a galla (gioco di parole involontario) a livello mentale.

Questa è la morale della storia, al di là delle motivazioni e degli enigmi fisici che hanno portato a quella situazione.

Chi potrebbe accusare il fumetto di avere un finale aperto, o addirittura definirlo monco, dovrebbe ragionare sul vero modo di comunicare di Enoch. Leggete bene i dialoghi dell’ultima pagina: no spiegoni, no soluzioni facili, solo il messaggio.

Comunque non escluderei che il finale aperto sia anche voluto dall’autore per un eventuale seguito, e in caso il volume diverrebbe un (meritato) successo. Sicuramente una delle cose più belle e pregnanti che ho letto negli ultimi tempi.

Riccardo Crosa esegue un lavoro magistrale nei disegni e la colorazione di Paolo Francescutto si sposa bene con il suo tratto. A prima vista, se proprio vogliamo fare un accostamento, ricorda il miglior Mark Bagley, ma qui il meglio è dato dall’ambientazione che è riuscito a rendere magistralmente: immaginate quante volte ha dovuto girare la sua tavola di 180° per disegnare personaggi dritti con ambienti e paesaggi ribaltati e vice versa, dando comunque coerenza e un senso dello spazio a tutto. Ci sono pagine che vediamo dal punto di vista del mondo e altre osservate dal punto di vista delle persone, creando il dubbio su dove sia il sopra e il sotto in senso assoluto. Anzi, se non fosse per il senso di lettura dei dialoghi si potrebbe leggere la storia sia in un verso che nell’altro!

Crosa ha decisamente mostrato un vero esercizio di pazienza e capacità davvero notevoli.

Oltre che per il mercato attuale italiano lo vedo perfetto anche per il mercato Franco/Belga e ha le carte giuste per divenire un cult.

Trailer: https://youtu.be/FHO5iGuAa7w

 

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