Song of Tomm Moore

Come è stato detto molte volte, lo scopo di Dimensione Fumetto è fare cultura e mai come in questo articolo cercherò di essere all’altezza di tale compito.

Il mondo dell’animazione è folle. Creare un film, o anche solo un corto, con disegni o statue in movimento è a volte un processo incredibilmente più lungo e faticoso di un suo corrispettivo con attori (non che con questo voglia sminuire i film dal vivo!), eppure paradossalmente queste opere sono considerate “inferiori” dai più. Forse ciò accade perché l’animazione è una magia, la più bella che io abbia mai visto, e purtroppo molti crescendo smettono di crederci, perché è troppo complicata o non si ha abbastanza volontà. Ma questo non è il caso di Tomm Moore; lui è un artista, uno di quelli veri.

Fotogramma de "La canzone del mare" di Tomm Moore.
Bello vero? Ed è solo all’inizio del film!

Nato in Irlanda nel 1977, dopo aver concluso gli studi decide di fondare lo studio d’animazione Cartoon Saloon nel 1998 con i suoi compagni del college, ma l’impresa si rivela più ardua del previsto. Per creare un intero film i soldi necessari sono tanti, anche troppi e lo studio è sempre sul filo di lana (un po’ come Walt Disney che ipotecava la casa ogni due film per potersi auto-produrre). Comincia a ingranare solo nel 2007 con la serie televisiva per bambini Skunk Fu!. La serie ottiene una nomination che dona nuovo animo allo studio, due anni dopo infatti esce il primo lungometraggio: The Secret of Kells, facente parte di una trilogia di storie ispirate alle leggende irlandesi, e viene nominato all’Oscar come miglior film d’animazione. Una battaglia non fa la guerra, così lo studio si rimette subito in moto e nel 2015, dopo alcuni lavori minori, vede la luce il secondo della serie Song of the Sea, nuovamente candidato all’Oscar. A breve uscirà in dvd la nuova opera The Prophet.

Fotogramma di "The Secret of Kells" di Tomm Moore.
«Tempo fa mi giunse voce che per lavorare con me bisognava fare le spirali», comprensibile direi.

Tomm Moore è un uomo che ha lottato per il suo sogno, un self-made man dalla volontà di ferro. Dalle sue opere, di cui è regista, produttore e animatore, trasuda grande personalità e poesia. I personaggi iper cartooneschi e grafici si accompagnano a sfondi curati dai toni acquerellati, una meraviglia per gli occhi. In ogni gesto c’è una grande cura per il dettaglio e voglia di migliorare: se nel primo film alcuni avevano criticato la troppa attenzione ai disegni lasciando un po’ trascurata la trama, già nel secondo è evidente la crescita, con una storia ben strutturata. L’equilibrio tra tecnica tradizionale e digitale è perfetto, si sposano formando un’ottima armonia. Ad accompagnare il tutto c’è sempre una colonna sonora sognante che rende ogni film una piccola perla imperdibile.

Fotogramma di "The Secret of Kells" di Tomm Moore.
Macchie d’acquerello ed elementi grafici sono la firma di Cartoon Saloon.

Arriva ora la domanda scomoda: perché non si conosce Tomm Moore? Mi spiego: io stessa prima che fosse ospite alla mia scuola avevo letto dei suoi film solo scorrendo le nomination degli Oscar, in seguito, a chiunque chiedessi, nessuno (tranne rarissime eccezioni) conosceva quest’uomo.

Risposta facile: i suoi film non sono stati distribuiti in Italia. Tomm Moore è molto celebre in Irlanda e in altri paesi, ma da noi proprio no, dato che i cinema nostrani l’hanno snobbato. Questa argomentazione è ottima per persone tipo mia madre: gente che conosce solo ciò che è all’interno dei confini e normalmente non si interessa della cultura nerd, ai tempi di Internet però questa risposta non è più valida. Ormai le reti stesse decidono cosa importare in base ai suggerimenti dei fan: Madoka Magica, L’attacco dei giganti e il recente Fairy Tail sono stati acquistati sotto le pressioni di persone che avevano già visto quelle serie e desideravano una trasposizione italiana. Anche tutti i film dello Studio Ghibli stanno tornando sul grande schermo, ma di Cartoon Saloon neanche l’ombra.

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Piccola curiosità: la piccola doppiatrice di Saoirse fu pagata in caramelle

Risposta vera: Tomm Moore è diverso. Riporto una sua analisi: «L’animazione nei tre maggiori continenti si può così suddividere: in Asia abbiamo un sistema chiuso, uno stile chiaramente riconoscibile e affascinante che sta attraendo sempre più persone; in America troviamo le cose più “commerciali” (nel senso buono del termine, quelli famosi che fanno i soldi), sono quelli che gestiscono il proprio modo di lavorare in base alla richiesta del pubblico, anche se questo limita le potenzialità; infine in Europa troviamo gli artisti, quelli che fanno questo lavoro perché gli piace e sono più liberi, anche se spesso meno conosciuti». Le opere di Tomm Moore si distinguono molto da quelle dei colossi dell’animazione quali Disney, Dreamworks o Blue Sky, hanno uno stile tutto loro, ma è proprio questo il punto: sono diverse, e come sempre il diverso ha difficoltà a emergere. Eppure penso che a volte valga la pena cercare quel qualcosa che si distingue da tutto il resto, qualcosa di nuovo che può entusiasmarci.

Consiglio a tutti di immergersi nella poesia di Tomm Moore, di ascoltare le sue canzoni e farsi trasportare in un pacifico scenario irlandese. Prendetevi un’ora e poco più per viaggiare in un posto che non conoscete, potrete scoprire di averlo cercato da sempre.

3 pensieri riguardo “Song of Tomm Moore

  • Mauro Paone
    24 Febbraio 2016 in 9:12
    Permalink

    Il Makoto Shinkai d’Europa!

    Risposta
  • Maurizio Vannicola
    24 Febbraio 2016 in 13:23
    Permalink

    Grazie piccola Giulia per avermi fatto scoprire questa fantasticheria <3

    Risposta
    • Giulia
      25 Febbraio 2016 in 15:46
      Permalink

      Owww prego, ringrazia la mia scuola che fa venire degli ospiti bravi!

      Risposta

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