Settimana Raffaello – Zio Paperone e la pietra dell’oltreblù

Anno Domini MMXX: nel cinquecentesimo anniversario della morte di Raffaello Sanzio, Dimensione Fumetto dedica tutti gli articoli di questa settimana al massimo artista urbinate, la cui influenza nella storia dell’arte occidentale è cosi forte ed estesa da essere arrivata fino al fumetto contemporaneo.

In questo secondo articolo: Zio Paperone e la pietra dell’oltreblù di Bruno Enna e Alessandro Perina.


Una delle più grandi incomprensioni legate alle produzioni Disney è che, avendo come target di riferimento principale quello dei minorenni, la gran parte di quello che produce viene spesso genericamente bollata come “infantile”, “superficiale” e “di mero intrattenimento”. Questo accade per i film animati statunitensi, continuamente fraintesi come storie concilianti, innocue e vacue quando invece sono sempre state l’esatto contrario, e accade ancor di più per il settimanale italiano Topolino, come ha dimostrato più volte la recente cronaca italiana in cui la rivista è stata citata da molti come paradigma di povertà intellettuale. Ci si chiede cosa e quanto abbiano letto costoro quando erano nel target di riferimento di Topolino, dato che la funzione divulgativa, educativa, persino didattica della rivista non è mai stata messa in secondo piano fin dal 1949, anno del passaggio al formato “libretto”, e che non meno di quattro generazioni di italiani sono cresciuti con Topolino, o addirittura l’hanno avuta come prima lettura in assoluto.

Copertina di "Topolino" 3359.Questa nobile tradizione educativa di Topolino si è arricchita nel 2020 di una nuova gemma: Zio Paperone e la pietra dell’oltreblù, una storia in quattro episodi scritti da Bruno Enna e disegnati da Alessandro Perina sui numeri dal 3359 al 3362 usciti in edicola fra l’8 e il 29 aprile scorso. Si tratta di un fumetto realizzato appositamente per celebrare i 500 anni dalla scomparsa di Raffaello Sanzio, il 6 aprile 1520, e segue l’equivalente fumetto Paperino, Qui, Quo, Qua e il grande gioco geniale che uscì l’anno scorso in cinque episodi sempre sceneggiati da Enna (ma disegnati da cinque autori diversi, l’ultimo dei quali era Perina) in occasione del 500enario della scomparsa di Leonardo da Vinci e pubblicati su Topolino dal numero 3312 al 3316.

Proprio come nel fumetto del 2019, anche in questo del 2020 Zio Paperone e i nipoti partiranno per una caccia al tesoro in giro per l’Italia, stavolta visitando i luoghi raffaelleschi… anzi paperelleschi, dato che il pittore marchigiano è stato paperizzato in Paperello Sanzio. Il MacGuffin narrativo è un lapislazzulo che Paperello usava come materia prima per produrre un pigmento «più blu del blu» e che Zio Paperone deve trovare prima della strega Amelia, la quale potrebbe usare la pietra per realizzare un amuleto che le consentirebbe di raggiungere la Numero Uno. Ad aiutare Zio Paperone c’è lo storico dell’arte fiorentino Adalbecco Quagliaroli con la sorella Peppina e la nipotina Lucilla, tre personaggi introdotti nella storia leonardesca del 2019.

La sceneggiatura di Enna parte nella maniera più classica possibile immaginabile (nuvoloni si addensano sul deposito dello Zio Paperone) per poi prendere una piega decisamente inaspettata, quasi drammatica nel doppio finale prima di un non così ovvio lieto fine che conclude la storia con un espediente da giallo deduttivo.

"Ritratto di Agnolo Doni" di Raffaello Sanzio e copertina variant di "Topolino" 3359.
A sinistra il ritratto di Agnolo Doni di Raffaello Sanzio, a destra la copertina variant del numero 3359 di Topolino in cui Paperino appare “raffaellizzato” con gli abiti di Doni e i capelli di Raffaello su un tipico paesaggio raffaellesco (ma col deposito di Zio Paperone).

Zio Paperone e la pietra dell’oltreblù è un’ottima celebrazione di Raffaello Sanzio. Al di là della narrazione, scritta al meglio da Enna intrecciando due trame (una avventurosa e una comica, il tutto condito con citazioni da Gigi Proietti a Psyco) e illustrata al meglio da Perina con un tratto fluido e gentile, quello che colpisce di questo fumetto è il modo assolutamente naturale con cui gli autori riescono a tenere insieme la parte dell’intrattenimento con quella della didattica, entrambe perfettamente funzionanti ed entrambe perfettamente evidenti, ottenendo una piacevolissima opera di divulgazione. I paperi visitano i veri luoghi raffaelleschi a Urbino, Città di Castello, Firenze e Roma riportati con una certa fedeltà grafica, e attraverso dei flashback viene mostrata l’attività lavorativa nelle botteghe artistiche rinascimentali. L’unica concessione comica è la modifica dei dipinti di Raffaello, che nel pennello di Paperello hanno per soggetti gli animali disneyani al posto degli esseri umani. Assolutamente esilarante da questo punto di vista la modifica de La Muta in La Mucca, in cui Clarabella prende il posto dell’enigmatica nobildonna esposta alla Galleria nazionale delle Marche.

Vignetta da "Zio Paperone e la pietra dell'oltreblù" di Bruno Enna e Alessandro Perino.
La storica dell’arte Artemisia Ronfoni mostra ad Amelia il dipinto La Mucca di Paperello Sanzio. Le opere nel fumetto sono state leggermente modificate rispetto alle originali per essere funzionali alla trama.

Come se non bastasse, Zio Paperone e la pietra dell’oltreblù ha un’ampia parte redazionale extrafumettistica in cui i lettori vengono invitati in maniera giocosa ad approfondire il vero Raffaello Sanzio, le sue opere, il suo mestiere e altri aspetti della pittura del suo tempo. Chiude il tutto un grande quiz in 15 domande che funge da “compito in classe” per verificare quanto si è appreso dalla lettura della storia, che assume così un esplicito e dichiarato valore divulgativo.

Se tutto questo non fosse ancora sufficiente a inserire Zio Paperone e la pietra dell’oltreblù nel filone didattico disneyano, ci pensano le numerose parole rare, desuete o comunque non comuni per i piccoli lettori che, nella grande tradizione di Rodolfo Cimino, storicamente punteggiano i balloon delle storie di Topolino. Ecco quindi che Enna fa pronunciare ai paperi termini come ranno, bulbosa, spada di Damocle, manicaretto, palandrana, postulante, centellinare, pigmento, pendaglio, foggia, effluvio, tavolo a ciabatta, panca a balaustra, faldistorio, ubicazione, pici all’aglione, uscio e bottega, ciantella, imbarazzi, olezzo, traiettoria, brogliaccio, contratto di locazione, salassare, dislocazione, commissionare, megera, corroborante, indulgere e altre ancora, oltre al classico dei classici «Me misero, me tapino».

Zio Paperone e la pietra dell’oltreblù è l’ennesima conferma del fatto che Topolino è un patrimonio nazionale da conservare e di cui essere fieri. Dato che nel 2019 e nel 2020 sono stati così degnamente celebrati i 500enari di Leonardo e Raffaello, adesso non resta che aspettare il 2064 per leggere la storia che Bruno Enna e Alessandro Perina dedicheranno al 500enario di Michelangelo Buonarroti.


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Mario Pasqualini

Mario Pasqualini

Sono nato 500 anni dopo Raffaello e probabilmente morirò anche 500 anni dopo Raffaello (ma non credo nello stesso modo).

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