Settimana Raffaello – Raffaello: una biografia a volo di pettirosso

Anno Domini MMXX: nel cinquecentesimo anniversario della morte di Raffaello Sanzio, Dimensione Fumetto dedica tutti gli articoli di questa settimana al massimo artista urbinate, la cui influenza nella storia dell’arte occidentale è cosi forte ed estesa da essere arrivata fino al fumetto contemporaneo.

In questo terzo articolo: Raffaello di Chiara Stigliani ed Ernesto Anderle.


Copertina di "Raffaello" di Chiara Stigliani ed Ernesto Anderle.Arrivato sugli scaffali di fumetterie e librerie reali e virtuali lo scorso 28 maggio, in leggero ritardo rispetto all’aniversario del 6 aprile, ma comunque ancora perfettamente in tempo durante questo 2020, Raffaello è una biografia a fumetti scritta da Chiara Stigliani, illustrata da Ernesto Anderle e pubblicata da BeccoGiallo in occasione del 500enario della morte del grande artista marchigiano. Mentre la restauratrice e amante della storia dell’arte Stigliani debutta con questo volume nel campo delle sceneggiature a fumetti, Anderle è invece ormai avvezzo al genere, dato che proprio per la casa editrice veneta aveva già pubblicato negli scorsi anni anche i volumi dedicati a Vincent van Gogh e a Fabrizio De André, e la BeccoGiallo è più avvezza ancora avendo fatto delle biografie a fumetti uno dei punti di forza qualitativi e quantitativi della sua ormai quindicennale esperienza.

Raffaello è un volume ibrido, in cui ai testi della Stigliani arrichiti dalle illustrazioni di Anderle si alternano pagine di fumetto vero e proprio a opera del solo Anderle. A volte le pagine a fumetto sono singole e fungono un po’ da commento o approfondimento ai testi, altre volte sono apporti più consistenti, fino ad arrivare al blocco di ben 42 pagine continuative di solo fumetto all’interno del capitolo La conquista di Roma. Nel complesso, comunque, appare molto chiaramente dalla lettura del volume che gli autori hanno lavorato in tandem per offrire ai lettori un prodotto ben bilanciato fra una parte più analitica e divulgativa e una più narrativa e ricreativa, ben leggibile e scorrevole.

La recente proliferazione di biografie a fumetti, favorita anche dal progressivo sdoganamento culturale del fumetto in sé, è un lodevole fenomeno che sta venendo portato avanti con lodevole impegno da numerose case editrici, in particolare da quelle di piccole dimensioni come appunto BeccoGiallo, che hanno riconosciuto nel medium fumetto un linguaggio particolarmente adatto a questo genere letterario. È il caso anche della casa editrice toscana Kleiner Flug, che cinque anni fa ha pubblicato proprio una biografia a fumetti di Raffaello scritta e disegnata da Alessandro Bacchetta e di cui abbiamo già parlato. Lungi, lungissimi dal voler stabilire quale dei due fumetti sia migliore dell’altro (posto che sia mai possibile stabilirlo, poi), è comunque interessante metterli a confronto perché Raffaello di Bacchetta e Raffaello di Stigliani & Anderle si scambiano vicendevolmente, quasi programmaticamente i punti di forza e di debolezza.

La biografia di Bacchetta presentava una sceneggiatura che sapeva amalgamare la parte storiografica all’interno di quella narrativa in una fusione molto originale e per niente artificiosa. Esattamente quello che non succede nella biografia di Stigliani: i sui testi, pur ineccepibili, hanno un sapore molto scolastico e un livello di approfondimento francamente modesto. Molto probabilmente la Stigliani ha cercato di rimanere volontariamente su un livello semplice per poter includere anche i lettori più piccoli o quelli che scopriranno le prime informazioni su Raffaello proprio con questo volume: l’intento è sicuramente nobile, ma purtroppo la sensazione di star leggendo un sussidiario permane. La mancanza di una bibliografia, inoltre, impedisce di elencare le fonti della Stigliani, anche se alcune appaiono chiarissime, in particolare la biografia raffaellesca di Antonio Forcellino nelle descrizioni della Scuola di Atene e La Velata.

Pagine da "Raffaello" di Chiara Stigliani ed Ernesto Anderle.
Raffaello vola dal suo natio borgo (non) selvaggio alla conquista del mondo.

A una parte testuale migliorabile si contrappone un’ottima parte grafica, che invece nel volume di Bacchetta non era sempre all’altezza della sceneggiatura. Anche se il disegno di Anderle sfocia a volte in forme molto caricaturali, tipo in Agnolo (l’armadio umano assistente di Michelangelo) o nelle fattezze oltremodo oblunghe di Raffaello stesso (che invece aveva un volto particolarmente tondeggiante), appare comunque chiaro che si tratta di uno stile personale molto coerente con le altre opere dell’autore e attraversato da una gustosa vena ironica, in cui le grottesche romane diventano arzigogoli a penna, i disegni a sanguigna mutano in pastelli, gli affreschi si alleggeriscono in sereni acquerelli, e su tutto svolazza quel pettirosso che è diventato la firma di Anderle. Molto interessante la raccolta di schizzi preparatori alla fine del volume, con studi tratti dai disegni e dipinti di Raffaello reinterpretati in modo dissacrante. Bonus: i bellissimi cavalli.

Anche la parte fumettistica di Anderle però presenta due problemi, di cui uno particolarmente grave e, sorprendentemente, proprio lo stesso di Bacchetta: gli errori storici. È stato veramente sconfortante vedere a pagina 72, nella scena dell’arrivo di Raffaello a Roma nel 1508, una basilica di San Pietro in Vaticano finita e completa, con tanto di cupola di Giacomo Della Porta après Michelangelo e la facciata di Carlo Maderno che saranno edificate quasi un secolo dopo la morte dell’urbinate. L’errore è ulteriormente peggiorato due pagine dopo, quando la facciata della chiesa è addirittura vista prospetticamente da Via della Conciliazione, con in bella vista i propilei costruiti da Marcello Piacentini nel 1936, e nel mentre Donato Bramante viene presentato come «l’architetto di San Pietro»: se l’edificio è già bello che finito, a cosa serve l’architetto? Anche ammettendo che Anderle non conosca le fasi costruttive della basilica, la Stigliani dovrebbe saperle e avrebbe dovuto correggere l’errore del fumettista.

Confronto fra una vignetta da "Raffaello" di Chiara Stigliani ed Ernesto Anderle e un disegno della basilica di San Pietro in Vaticano di Maarten van Heemskerck.
Sopra, l’arrivo di Raffaello a Roma nel 1508 nel fumetto di Ernesto Anderle con la cupola di San Pietro svettante sulla città densamente edificata. Sotto, un disegno di Maarten van Heemskerck del 1535: non sono rovine antiche nel deserto bensì il cantiere di San Pietro, un edificio costruito un pezzo alla volta nell’arco di secoli in una Roma che si era ridotta quasi a campagna.

Sempre parlando di inesattezze storiche: in quarta di copertina compare quello che sembra essere un violino, ma questo strumento musicale ha cominciato a diffondersi in tempi e luoghi lontani da Raffaello, il quale ascoltava invece musica per liuto o comunque per strumenti più arcaici, come quelli dipinti ai piedi della sua Santa Cecilia.

L’altro problema è la presenza massiccia di Michelangelo Buonarroti. Ben 38 pagine, cioè un quarto dell’intero volume, sono dedicate completamente all’artista toscano, e di queste 30 raccontano, con un flashback in seppia, esclusivamente la fatica nel dipingere la volta della Cappella Sistina: pagine peraltro molto belle e vivaci, certo, ma totalmente avulse dal resto del volume che è, comunque, una biografia di Raffaello Sanzio. È vero, la vita dell’urbinate in effetti è stata così lineare, così monotona, così priva di un qualsivoglia scandalo o dramma da risultare noiosa, e Stigliani & Anderle devono aver pensato di ravvivarla raccontando il tormento e l’estasi michelangiolesche, magari anche per offrire un panorama più vasto ai succitati giovani lettori, ma questo non cambia il fatto che la lunghissima parte su Michelangelo è un blocco alieno al resto del volume. Verrebbe da consigliare agli autori di rimettersi al lavoro proprio su una biografia del Buonarroti, magari ripartendo proprio da queste validissime pagine.

In conclusione, Raffaello di Stigliani & Anderle si pone come un’ottima introduzione alla vita e alle opere dell’artista marchigiano, e grazie alla sua prosa semplice e pulita è assolutamente consigliato per un pubblico di giovani o per chiunque voglia scoprire il genio di quest’uomo considerato divino già in vita. Il livello di approfondimento storico e scientifico è sicuramente migliorabile (e speriamo venga corretto nelle future edizioni del volume), ma questo non deve distrarre dal fatto che la divulgazione del patrimonio artistico italiano, in special modo alle nuove generazioni e usando un linguaggio appropriato come in questo caso, è sempre e comunque un’attività meritoria.


Chiara Stigliani, Ernesto Anderle
Raffaello
BeccoGiallo, 28 maggio 2020
brossura con sovracoperta, 160 pagg., col., € 18.00
ISBN: 9788833141046


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Mario Pasqualini

Mario Pasqualini

Sono nato 500 anni dopo Raffaello e probabilmente morirò anche 500 anni dopo Raffaello (ma non credo nello stesso modo).

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