San Francesco: una conversione grafica

Ringrazio San Francesco per aver amato Dio e grazie a Dio per tutto!

Strano essere colpiti, nel leggere un fumetto, dai ringraziamenti nel colophon e quindi farsi ben disporre nella lettura e nell’apprezzamento.

D’altra parte Astrid ha già lavorato su storie in qualche modo legate al cattolicesimo, e ne abbiamo già parlato. E anche stavolta non si tira indietro. Dal San nel titolo, ai ringraziamenti a Don, frati e infine quello riportato sopra.

Ci racconta una storia nota, raccontata da tanti. Già nel medioevo di vite di Francesco ne erano state prodotte diverse al punto che nel 1500 già si cercava di fare un po’ di ordine.

Nelle sole Fonti Francescane si contano le Vite di Tommaso da Celano, le Leggende di San Bonaventura, insieme a due biografie non ufficiali. 1

Altri media si sono fatti affascinare dalla storia di Giovanni figlio di Pietro di Bernardone. Il cinema (dal 1911), il teatro (da Dario Fo a Forza Venite Gente), fino ai fumetti. Anche per la Nona arte, grandi maestri si sono fatti coinvolgere, da Dino Battaglia a John Buscema.  Nel 2015 il Cartoon Club di Rimini ha organizzato una mostra in proposito.

Fino ad oggi, ad Astrid Lucchesi, toscana di Barga, comune che ha per frazione Castelvecchio Pascoli, ai piedi dell’Abetone. In quella Lucchesia considerata spesso la zona bianca della Toscana.

In un tempo in cui è molto più facile dissacrare, e ne abbiamo migliaia di esempi, Kleiner Flug  propone invece una vera e propria agiografia, che rende umanissimo il percorso di Francesco.

Cimentandosi sia nella sceneggiatura che nei disegni (e nella copertina), Astrid si limita al periodo del cambiamento di vita del minor per eccellenza.

Che era tale per le sue origini non nobili, e quindi considerato inferiore dai majores.

Anche se il cambiamento modifica tutto, tranne proprio la sua minorità. È interessante infatti che questo suo essere minor, che gli veniva rinfacciato dai nobili assisani mentre si indebitavano con la sua famiglia, sarà poi il percorso della sua vita.

Questa è, in fondo, il centro della conversione di san Francesco: dall’aspirazione alla majoritas al percorso verso la affermazione finale:

andrò nudo incontro al Signore.

Dal voler dimostrare il proprio valore in combattimento, all’umiliarsi anche dentro la casa di suo padre.

Si accenna appena in un paio di passaggi al carattere festaiolo che invece tante leggende ci propongono. Giovanni di Bernardone, detto Francesco perché la madre era Francese e il padre commerciava con la Francia. Figlio tra i più ricchi di Assisi, certamente dedito al lusso e ai ricchi passatempi, ma ancor di più alle storie di uomini valorosi.

Le prime venti pagine ci raccontano della passione per le armi e le imprese, che però si scontrano con sconfitte e una salute  non certo marmorea.

Della prigione dopo la battaglia di Collestrada (1202) da cui, secondo Tommaso da Celano, parte il cammino di conversione.

Fino alla Crociata, indetta da Innocenzo III, con destinazione Puglia, poi Gerusalemme, che però Francesco conclude a Spoleto, ancora una volta per la sua salute cagionevole.

E proprio lì il cambiamento ha un momento decisivo.

In quattro pagine cambia tutto: la frase della donna che a Spoleto ospita i crociati …è quel ragazzo! Se ne sta andando! dà il LA.

La vita di Francesco si converte. Etimologicamente conversione: da converterecum rafforzativo e vértere: volgere. Una vera e propria inversione a U.

E non solo metaforica, ma quella che avviene nelle tre pagine intensissime dell’incontro con il lebbroso.

La conversione “fisica”

Francesco ferma il cavallo e torna indietro (si con-verte, appunto). E cambia definitivamente il suo cuore (biblicamente forse da cuore di pietra a cuore di carne, Ez 11,19).

Allo stesso modo si converte anche la parte grafica dell’opera. Il disegno ben delineato e con colori definiti e pieni diventa quasi schizzato, con una mescolanza di tecniche diverse, e passaggi molto evidenti nelle dimensioni del tratto. Le pagine finora colorate utilizzando viraggi sempre intensi o colori che ricordano affreschi o arazzi medievali, sbiadiscono. Bianco e nero diventano assolutamente predominanti, con l’aggiunta di colori caldi (principalmente ocra e rosso).

La conversione “grafica”

Astrid usa delle vere e proprie pietre miliari della Leggenda francescana. Frasi e parole di san Francesco e dei suoi interlocutori, umani o trascendenti, prese dalla tradizione ed entrate nell’immaginario collettivo. Attinge alle biografie (saranno questi i libri di cui ringrazia Don Luca nel colophon?) e a fonti più tradizionali. Sappiamo che l’agiografia è sempre stata ricca di storie popolari, che sono servite per avvicinare le figure dei santi a noi “normali” (che siamo cristianamente comunque chiamati a somigliare loro, no?) .

E usa anche le parole scritte da San Francesco, dal Cantico delle Creature, alla forse meno famosa ma almeno altrettanto poetica Preghiera davanti al Crocifisso.

E le usa in particolare proprio nel momento della conversione, quando appunto l’immagine perde definizione e colori.

L’uso del bianco e nero, con gli inserti colorati, non impoverisce l’immagine, ma si ha lo stesso passaggio che si ha dalla prosa alla poesia. Quando si fa una parafrasi, occorre usare molte parole per spiegare dei versi. Qui succede circa lo stesso, alla rovescia. Il messaggio grafico diventa un compendio di umanità.

La seconda parte dell’opera è pertanto più essenziale. E lo è tanto più quanto si riducono i colori. La tavola più piena di senso non solo per chi crede, ma anche solo per l’esperienza umana è la 39, la più bianca dell’intero albo. E viene alla fine di un altro trittico, in cui è quasi tutto bianco e nero. Ancora tre tavole per una conversione…

… che qui si completa, e San Francesco tornerà nel mondo.

Il fumetto recupererà definizione, e anche un po’ di colore, ma restando nella nuova prospettiva. Fino all’abbraccio finale con il Vescovo di Assisi, che non si limita a coprire per pudore le nudità, ma condivide, con lo stesso abbraccio del lebbroso.

Che San Francesco abbia convertito anche lui?

1. Le biografie ufficiali sono quelle commissionate dall’Ordine Francescano o dalla Curia Romana, in particolare quelle di San Bonaventura da Bagnoregio.

La conversione di San Francesco
Prodigi fra le nuvole n. 18
Astrid
Ottobre 2018, Kleiner Flug
Brossura, 62 pagg., colore

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