Rosso Malpelo – un fumetto “dovuto”

Rosso Malpelo Kleiner Flug

Rosso Malpelo è uno di quei titoli che resta nella memoria di tutti, nel bene o nel male: di solito il ricordo si fissa ai tempi della scuola, quando studiando Giovanni Verga si arriva ad approfondire questa novella, che ha salvato (esperienza personale indiretta) moltissimi studenti all’esame perché ritenuta “semplice”. La definizione è sbagliata, anche perché induce a fraintendimento: è un racconto molto profondo, ricco di sfaccettature e soprattutto “vero”, ecco perché una volta spiegato resta nella testa e può adattarsi a variegate situazioni.

Curiosità e piacere si sono mescolati davanti alla copertina del volume edito da Kleiner Flug, adattato da Maurizio Palarchi e disegnato da Roberto Melis, perché questo Rosso Malpelo è a fumetti, una destinazione che secondo me era dovuta al capolavoro di Verga. Cosa ancora più bella, le pagine dedicate allo sfortunato adolescente siciliano vanno a riempire quei passaggi che sulla carta stampata sono rese con larghe ellissi dall’autore, che racchiude in poche righe un arco di tempo ed eventi che Palarchi, invece, per contrappunto, va a sviluppare.

Rosso Malpelo Kleiner Flug

Vediamo così come era la vita del ragazzo quando il padre è ancora vivo, l’incidente mortale di quest’ultimo, conosciamo il “vecchio grigio” e la malattia di Ranocchio. Vediamo, letteralmente, per la prima volta Malpelo piangere, quelle lacrime che Verga ci fa immaginare ma che mai descrive, intento come era a raccontare la scorza che il ragazzo si costruisce disgrazia dopo disgrazia, maltrattamento dopo maltrattamento. Quello che nella novella è subito dichiarato, che Malpelo è considerato da tutti un demonio per il colore dei suoi capelli, che deve essere per forza cattivo, e che per questo ci diventa davvero, in questo fumetto lo vediamo succedere, a forza di insulti e sassi in testa. E quello che tutti intuiamo leggendo, che la crudeltà del ragazzo è solo uno scudo per difendere il suo animo sensibile, qui è reso evidente con delicate vignette che mostrano senza essere mai troppo didascaliche e banali.

 

La scelta di Palarchi è più che apprezzabile, arricchisce e completa una storia di per sé già ricchissima, come dicevamo all’inizio, immagina con credibilità e verosimiglianza quello che l’autore siciliano tace, ma con umiltà e devozione verso Verga, restandogli fedele e omaggiandolo. Ce lo mostra anche, ipotizzando un incontro fugace tra l’autore seduto ad un fresco caffè all’aperto e il povero giovinetto che corre in cerca dei suoi demoni tra le strade polverose.

Rosso Malpelo Kleiner Flug

Anche la sua mano si ferma dove si fermò quella dello scrittore, davanti a quel cunicolo minaccioso e misterioso in cui Malpelo scompare. Non si può e non si deve descrivere, nessuno può saperlo e la fantasia di tutti deve immaginarlo.

I disegni di Melis sono adattissimi a questo racconto per immagini: sanno rendere il calore delle giornate siciliane e il sollievo delle notti piene di stelle e di speranze; ricostruiscono la scenografia barocca che in Verga ci sfugge, descrivendo egli solo la parte povera e degradata della sua terra; ci mostrano un Rosso magro e nervoso, ma dagli occhi cupi di solitudine e di amore inespresso.

La fine del fumetto è uguale alla fine della novella, e ci si emoziona a rileggere quelle righe dopo aver rivissuto un Malpelo nuovo ma uguale a quello conosciuto sui banchi di scuola. Personalmente sono grata alla Kleiner Flug per aver scelto questo soggetto: creando un fumetto davvero bello e che rimane nel cuore tanto quanto il suo protagonista.

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