Rocketo: il viaggio nelle narrazioni di Frank Espinosa

Rocketo è una di quelle serie a fumetti che ha del leggendario.

Forse perché non è arrivata alla fine. Pensata per un totale di 48 uscite, ne ha inanellate “solo” 12, peraltro passando dalla canadese SpeakEasy Comics alla Image.

Ma ha avuto tempo di lasciare un segno, se Alex Ross ha scritto, nella raccolta dei primi sei numeri (2006):

Artisticamente, Frank ha raggiunto un meraviglioso stile ibrido che combina il miglior design di personaggi per i film di animazione con la più libera linea espressionista dei fumetti europei. Lo stile di Frank trascende le varie epoche del fumetto, con riferimenti che vanno dalle classiche strip di Chester Gould e Alex Raymond all’energia cinetica dei lavori di Jack Kirby. Uno stile ispirato dal passato, che ci spinge graficamente in avanti, verso il futuro.

Frank è Frank Espinosa, che dopo esperienze importanti nell’animazione con Disney e Warner Bros (chi non ricorda i Baby Looney Tunes?) ha sfondato anche nel campo dei disegni statici, e dopo esperienze accademiche importanti (al MIT e all’Ohio State University, per dirne due), ora è da due anni Direttore della Scuola Internazionale di Comics di Firenze.

L’associazione culturale DOUbLe SHOt ripropone in Italia, quasi quindici anni dopo, l’opera che ha portato Espinosa alle nomination per l’Eisner Award: Rocketo. O meglio Rocketo Garrison, cartografo.

E oltre a esplorare il Mondo Nuovo per disegnarne le mappe, ha consentito a Espinosa di esplorare le tecniche che ha fatto sue e che ha rielaborato per questa riedizione. Tecniche di scrittura e progettazione (ha aggiunto pagine per rastremare storie), tecniche di illustrazione e disegno. Partendo, per sua stessa ammissione, da Raymond, Kirby, Ditko, Caniff, Segar, fino a Alex Ross e Darwin Cooke, e che ha avuto anche epigoni importanti che ne hanno sentito l’influsso come David Rubin e, secondo me, in certa misura anche Mignola e i disegnatori del suo universo.

L’opera era stata già pubblicata in Italia da ItalyComics, ma in questa nuova edizione Espinosa ha incluso nuovi contenuti fra cui, ad esempio, Il canto della sirena nel contesto del Viaggio nel mare nascosto.

Rocketo e Spiro

È il vecchio amico e cercatore di tesori Spiro Turnstile a raccontare in un lungo flashback, insieme a quello che sembra un ologramma dell’esploratore, ormai canuto.

Una lunga genia di cartografi eroici (chissà se anche Enoch si sarà fatto influenzare per i cartografi di Dragonero…) di cui Rocketo Garrison è l’ultimo esponente, ma con lo stesso nome del capostipite. Finito in una piccola isola, St. Giles, che è anche il nome vero di una piccola isola dei Caraibi.

Una storia di avventure e coraggio, anticonformismo e rispetto. In una Terra lontana nel tempo, in cui la geografia è mutata, e quindi non è più nota. In cui vivono esseri fantastici come sirene e uomini-tigre, leviatani e uomini-uccello.

Una Terra in cui nell’antichità gli uomini erano evoluti a tal punto da

svelare non solo i segreti della scienza, ma anche i misteri del cuore, dell’arte, della letteratura, della musica… tutto elevato a un punto che non era mai stato toccato in precedenza.

Ma che poi aveva subito la distruzione e la ricostruzione, e i cartografi erano destinati ad unire l’umanità rinata. Dodici famiglie, tutte attirate in modo invincibile dal mare nascosto.

Il flashback ci racconta l’intera storia di Rocketo: l’infanzia spensierata nell’isola di Kova, la morte dei genitori a opera della Spira di Omarylla, lo spostamento su St. Giles, la formazione come cartografo, l’accensione della bussola.

Poi le avventure giovanili, l’incontro con Spiro, il tradimento, la Mano, le battaglie contro i mutanti.

La cattura, la trasformazione nell’arma che distrugge, l’esilio a Perdition’s Point “un posto dal nome perfetto”. Il ritorno di Spiro, e da qui anche quello di Rocketo.

Una serie continua di cambiamenti e situazioni, colpi di scena e battaglie. Con una storia che parla di avventura, i testi che parlano di poesia, i disegni che collegano tutto in modo dinamico e significativo.

Qualcuno, con cui peraltro siamo d’accordo, ci ha trovato delle affinità con Miyazaki. Non certo nel tratto, ma nel modo di mescolare poesia e orrore, guerra e amore per il mondo. Nella malcelata malinconia in fondo agli occhi del protagonista, che lotte e pericoli non riescono a spegnere. Come in tante opere di Miyazaki sembrano perdersi i riferimenti del tempo e dello spazio. Ma c’è la dinamicità degli eventi, lo spessore non solo fisico dei personaggi e il tratto da qualcuno definito espressionista a dare concretezza

L’opera mescola tanti generi. La fantascienza, il romanzo di viaggio, il romanzo di formazione. E trova una sintesi nello spessore dei personaggi, nell’equilibrio della trama, nella personalità dei disegni. Rocketo è effettivamente l’eroe tutto d’un pezzo che non può essere ignorato. Come Flash Gordon, come tanti eroi dei fumetti e del cinema del passato. La sua aura sembra riflettersi su chi è intorno a lui.

Rocketo e la sua aura

Non mancano delle trovate che fanno sorridere: nomi e aspetto di alcuni cattivi sembrano volontariamente parossistici (non so se sia la traduzione italiana, ma il supercattivo Scarletto mi ha fatto pensare sempre a un birichino vestito di rosso…), mescolando così all’avventura e alla poesia anche una giusta dose di umorismo.

Fino al coupe de thèâtre finale, quando tutto sembra finito.

La parte grafica, come detto, è estremamente dinamica, per le caratteristiche stesse delle tecniche usate. Sfondi acquerellati. Colori che sono asserviti alla rapidità di lettura e di svolgimento delle azioni, per cui evidenziano rapidamente i punti da notare, mentre trovano maggior definizione quando il ritmo si allenta.

La pagina orizzontale consente una struttura per lo più a due righe quasi tipica delle strisce. Ma anche in questo caso, la dinamicità e la variabilità la fanno da padrone, con gabbie e inquadrature non usuali. Le vignette sono definite dal bianco, che non sempre svolge questa opera di contenimento con precisione. Non si riesce a capire dove finisca una vignetta e ne cominci un’altra. In quello spirito espressionista già citato.

Completano il libro, insieme alle mappe del mondo distrutto e del Mare Nascosto, delle illustrazioni che più volte Espinosa chiama sketch, sottolineandone la provvisorietà.

Ma, anche se ancora meno definite dei disegni finali, sono dotate di una enorme espressività, nella caratterizzazione dei personaggi, nella vastità dei paesaggi, nelle inquadrature.

Una ulteriore prova di come Espinosa abbia in realtà

convissuto per molto tempo con il mondo di Rocketo Garrison, nel quale […] è diventato un po’ più sicuro della sua arte, la famiglia è cresciuta più forte e più grande, e la luce lo illumina ancora.


Frank Espinosa
Rocketo – Viaggio nel mare nascosto, volume 1
Double Shot 2020
256 pagg., brossura, colore, 24×16 cm, € 29.00

Andrea Cittadini Bellini

Andrea Cittadini Bellini

Scienziato mancato, appassionato divoratore di fumetti, collezionista di fatto, provo a capirci qualcosa di matematica, di scienza e della Nona Arte...

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