Rita Levi Montalcini: per conoscerla meglio

Per Rita Levi Montalcini sono state spese moltissime parole.

Alcune fortemente a sproposito.

E alcuni hanno pensato bene di dedicarle anche una biografia a fumetti. Supportata dalla Fondazione EBRI (European Brain Research Institute) e presentata presso il Senato della Repubblica oltre due anni fa.

Un libretto di poco più di quaranta pagine, di cui trentadue di fumetto. Sicuramente un po’ autocelebrativo, ma curato con molta attenzione da Manfredi Toraldo e disegnato da Francesco Mobili, nel 2016 alla Scuola Internazionale di Comics di Jesi, ma da allora passato anche per la Marvel.

Attualmente il fumetto è scaricabile nella versione anteprima e in attesa di essere messo in vendita online.

Una biografia stringata ma completa, dalla famiglia, alla storia scientifica, agli ultimi anni. Ricca di citazioni e momenti importanti, di persone che hanno incrociato la vita del Premio Nobel per la medicina, primo tra tutti Renato Dulbecco.

Sottolineandone anche il carattere per nulla facile.

Nonostante la brevità del lavoro e il tipo di opera, che lascia poco spazio al lavoro di sceneggiatore e disegnatore, la figura di Rita Levi Montalcini viene tratteggiata con alcuni espedienti nella storia e nella grafica abbastanza interessanti.

Come il fatto che gran parte del racconto sia in prima persona, vissuto dalla stessa Montalcini sulla poltrona, in attesa della chiamata per l’assegnazione del Premio Nobel.

Nelle ultime pagine un incontro con una classe di studenti, in cui si riassume un po’ la filosofia di vita e di lavoro della Montalcini.

Graficamente la scelta di uno schema classico, quasi bonelliano, risulta vincente. In questo modo la lettura è semplice, didascalica e non ci sono fattori che la infastidiscano.

La scelta di un viraggio monocromatico è altrettanto interessante.

Il tratto di Mobili è chiaro, e ben si adatta a un fumetto descrittivo. Infatti lo scopo è quello della divulgazione e del racconto biografico, quindi non c’è bisogno di particolari artifici grafici.

Ancora una volta il fumetto, stavolta tutto made in Italy, consente di lanciare nei confronti del pubblico più giovane una figura non sempre nota, e delle ricerche non facilmente comprensibili.

Testimoniando ancora una volta come dietro lo scienziato ci sia spesso una persona ricca di storia personale e di cultura, la cui autorevolezza va al di là del limitato campo del sapere di cui si occupa.

La vita non finisce con la morte. Quello che resta, è quello che trasmetti. L’immortalità non è il tuo corpo, che un giorno morirà. Non m’importa di morire… La cosa importante è il messaggio che lasci agli altri. Questa è l’immortalità.

Andrea Cittadini Bellini

Andrea Cittadini Bellini

Scienziato mancato, appassionato divoratore di fumetti, collezionista di fatto, provo a capirci qualcosa di matematica, di scienza e della Nona Arte...

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