ReRe Hello – il segreto di un successo

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Guardando le classifiche di vendita in Giappone, tra giugno e luglio compare una novità: per la prima volta nei primi dieci posti si qualifica ReRe Hello 10, uno shoujo scolastico di Tōko Minami.

La settimana precedente l’opera appena pubblicata figurava al 19° posto, ma sette giorni dopo la troviamo nella Top Ten, mentre ha superato le vendite di One-punch man 11 e Billy Bat 19. Seguendo il manga e conoscendo la storia, la cosa ci ha incuriosito e abbiamo cercato di capire come è avvenuta questa “rivincita delle signorine”.

L’autrice si era già fatta notare in Italia con il titolo 360° material, una storia romantica tra i banchi di scuola, dall’impostazione non dissimile da questa di cui vogliamo parlare. La Star Comics ha serializzato per il momento 6 numeri di ReRe Hello, dei 10 disponibili, in corso di svolgimento, quindi non sappiamo come la storia si sia evoluta, tanto da conquistare nuovi lettori, quindi ci limiteremo a esaminare ciò che sappiamo.

La protagonista Ririko Hayakawa è, in tutto e per tutto, un personaggio positivo: ad appena quindici anni, essendo orfana di madre, deve occuparsi della famiglia composta da due fratelli e un padre poco affidabile. Quest’ultimo ha aperto un’agenzia di tuttofare, ma gli affari e soprattutto la salute non vanno molto bene e Riri decide di prendersi sulle spalle anche gli incarichi che non può evadere il genitore, sempre senza perdere in ottimismo e voglia di fare.

Così facendo entra in contatto con Minato Suō, un ragazzo della sua stessa età, molto benestante, ma che, come tanti adolescenti in Giappone, vive praticamente da solo. Il suo vero problema però non sono la solitudine o i rapporti sociali, quanto il fatto che lo disgusta il sapore del cibo commerciale e, non sapendo cucinare egli stesso, preferisce digiunare che acquistare cibi preparati.

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Riri lo salva dall’inedia preparandogli dei piatti genuini e deliziosi e lui decide di assumerla come tuttofare personale. Da qui, come possiamo immaginare, la loro storia si svilupperà tra avvicinamenti, tentennamenti, dubbi sui sentimenti che provano, nuovi personaggi, intriganti o gelosi, che li porteranno infine a dichiararsi e a coronare il loro sogno di coppia…

I disegni della Minami sono molto gradevoli: è molto abile a delineare corpi ed espressioni in vignette sempre vivaci, pulite e in perfetto equilibrio con la narrazione. Anche le copertine e le illustrazioni a colori non sono mai banali, ma accurate e, come sono state definite, “moderne”.

La sceneggiatura, per quanto semplice, è lineare: le fasi emotive della protagonista, i suoi dubbi interiori, il suo carattere, sono ben raccontati e rappresentati, senza indulgere in monologhi strappalacrime, o inutili pause per verbalizzare qualcosa che non si è riuscito a chiarire disegnando. La Minami, insomma, è “brava”, sa conquistare le lettrici con disegni accattivanti e una narrazione essenziale ma ritmata: soprattutto riesce a rendere il tuttotondo caratteriale dei personaggi, con le loro sfaccettature che creano sempre figure vitali, piacevoli, come quegli amici con cui stai bene anche se quel giorno c’è poco da stare allegri.

Tutto questo potrebbe anche bastare a delineare il successo di un manga, ma secondo me in ReRe Hello c’è anche altro.

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Prima di tutto il mai da sottovalutare fattore cibo, a sé stante e nel suo valore più generale. Ririko prepara a Minato cibi tradizionali giapponesi ma si esercita anche in piatti meno usuali perché vuole renderlo felice. E cosa fa più felice l’essere umano che un buon pasto cucinato con amore? Perché oltretutto, avere qualcuno che si prende cura della tua salute alimentare significa, per estensione, sentirsi coccolati e protetti in un nido sicuro e familiare. Riri rappresenta dunque la figura materna universale, è rassicurante, appare sempre sorridente e solida, il porto a cui tornare per sentirsi sereni.

Se questo elemento però può agire nel lettore in modo inconscio, c’è un altro fattore che conquista in questa storia, forse anche questo poco originale ma immortale: tra Minato e Ririko c’è una forte distanza sociale, lui è ricco, lei deve fare un lavoro da uomo per sbarcare il lunario. Come tra Elisabeth Bennet e il fantomatico Mr Darcy, all’inizio ci sono incomprensioni e pregiudizi, che mano a mano verranno cancellati grazie all’amorevole atteggiamento di lei e alla “normalizzazione” di lui che smette di essere distaccato e altezzoso e inizia a comportarsi in modo socievole e garbato.

Quindi ancora una volta la buona condotta, la dolcezza, l’onestà della protagonista vengono ripagati con la felicità che le porta il protagonista maschile, che la eleva al di sopra della sua normale condizione e la rende finalmente felice. Non il paradiso delle femministe, certo, ma uno scenario piacevole che fa sognare sicuramente molte lettrici.

Insomma, tradizione, cucina, buon intreccio romantico: cosa altro si può chiedere a un buon shoujo manga?

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Silvia Forcina

Silvia Forcina

Non pratico il nerding estremo pur essendo nerd nell'animo, ma non ho niente da condividere con i Merd che popolano il mondo. So solo quello che non sono. Come Balto.

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