Vampiri & Texas / “Redneck” di Donny Cates & Lisandro Estherren

Ammettiamolo: attualmente, potremmo tranquillamente fare a meno di storie sui vampiri per i prossimi trent’anni e rimarremmo comunque stracolmi di pagine e pagine da leggere.

Senza scomodare Bram Stoker, potremmo passare mesi a leggere della Carmilla di Le Fanu, dell’invasione vampirica di Stephen King in Le Notti di Salem, del bizzarro dialogo di Anne Rice in Intervista Col Vampiro.
E da Intervista Col Vampiro si passerebbe al cinema, con il terrificante Nosferatu di Murnau, i Ragazzi Perduti di Joel Schumacher (che con i pipistrelli ha qualche precedente…) aggiungendoci anche gli esperimenti di Abel Ferrara in The Addiction o le atmosfere surreali di Matt Reeves in Let Me In.

Di vampiri, come ho detto, se ne sono lette e viste di tutti i colori.
È giusto, dunque, sottolineare quando un autore decide di provare nuove strade e tentare qualcosa di nuovo.


Redneck copertina

Astro nascente del fumetto americano, un po’ rockstar  e figlio del suo Texas, Donny Cates decide di lasciare la sua vena creativa scorrere liberamente e lasciare schizzi di sangue proprio sul Texas nella nuova serie Image Comics / Skybound: Redneck.

Accompagnato dal disegnatore argentino Lisandro Estherren, Cates vuole scrivere qualcosa di familiare, aggiungendo l’elemento soprannaturale: Redneck è infatti l’unione dell’esperienza texana dell’autore a Sulphur Springs, la sua città natale e ambientazione della storia, e la passione per i vampiri.

Al centro di questo primo volume di Redneck – In Fondo Al Cuore, pubblicato da SaldaPress, troviamo la famiglia Bowman: il padre-famiglia JV, lo zio sgangherato Bartlett, la piccola Perry e i figli più grandi, Slap, Seamus e Greg; nascosto, nel cuore della casa, vive ancora il Nonno… Ma, del Nonno, si parla sempre con gran timore.

Cates ed Estherren cominciano subito a storcere la formula tradizionale: questa famiglia di vampiri non vola nel cuore della notte, non cala sui passanti per mordere i loro saporiti colli umani, non si crogiola nel lusso di immense magioni tetre.

La famiglia Bowman è semplicemente una famiglia di vampiri che cerca di sopravvivere, che gestisce il ristorante barbeque in città e vive con il sangue delle mucche e dei maiali che portano al macello.
Confondersi con la gente, o almeno, evitare di tornare alla guerra costante con gli esseri umani significa sopravvivere un altro giorno; il world-building di Cates è silenzioso e, se in alcuni punti latita o sembra frettoloso una volta superate la prima ventina di pagine, risulta tutto più coeso e compatto passata la metà di questo primo volume.
C’è molto di più, in questo mondo, dietro la cittadina teatro dell’azione…

Sulphur Springs e la presenza della famiglia di vampiri si incastrano e si muovono insieme nella costruzione delle gerarchie, che, come Cates stesso racconta in varie interviste, passano tutte attraverso controverse ma familiari figure di potere come il sindaco, lo sceriffo, il prete.

La città diventa sempre più piccola e sempre più opprimente, comincia subito a porsi in secondo piano ed essere sempre più un pericolo per la famiglia: da un lato il potenziale distruttivo e sanguinario dei Bowman potrebbe venir scatenato in un istante, dall’altro abbiamo un serpeggiante senso di sfiducia e paura che rende gli animi tesi e bollenti.
Il pericolo è da entrambe le parti e coinvolge tutti.

Redneck eng
Gli stessi Phil ed Evil, aiutanti umani dei Bowman, vivono la collaborazione con i vampiri come un semplice lavoro, senza mai lasciarsi andare in esternazioni di gratitudine o di velato apprezzamento per i loro datori di lavoro.
I Landry, guidati dal capofamiglia Padre Landry, sono la frangia più violenta che mina alla tranquillità dei nostri “eroi” vampiri: Sulphur Springs si divide, dunque, tra chi “non vuole problemi e non ne cerca” e chi invece si trova sempre più infastidito e impaurito dalla presenza di mostri immortali.

È proprio questo conflitto interno a provocare il casus belli di Redneck: la cosiddetta goccia che fa traboccare il vaso arriva in maniera violenta e inaspettata a chiudere il primo capitolo della storia, lasciando i Bowman a raccogliere i cocci: i rapporti iniziano a stridere in maniera disturbante, mettendo a nudo la fragilità di esseri potentissimi eppure sempre più umani.

Da questo turbamento e questa rottura di status quo, la scrittura di Cates comincia a brillare davvero; anche in famiglia si inizia a respirare aria diversa, rarefatta quasi: gli istinti primordiali e bramanti sangue dei Bowman iniziano a spingere e a mettere in dubbio la stessa natura che la famiglia ha duramente costruito.
Testa contro testa, il capo-famiglia JV inizia a sentirsi scivolare il mondo dalle mani…C’è voluto davvero così poco per rompere l’equilibrio? Sarà possibile ricacciare indietro il mostro o per i Bowman il cambiamento è definitivo? Perché ci si fida così tanto dei nostri fratelli, anche quando questi continuano a deluderci?Redneck burn

Le matite di Estherren distorcono i volti e rendono tutto grottesco, cupo, quasi fosse davvero uscito da Nosferatu; a valorizzarli ancora di più troviamo i colori di Dee Cuniffe, che variano dalle calde tinte dei tramonti al rovente calore del fuoco, cullando poi i sogni di sangue nel blu notturno.
La combinazione dei due crea un’atmosfera orrorifica, raggiungendo picchi da vero incubo una volta conosciuto il Nonno, figura che si rivela fondamentale nelle dinamiche famigliari e che inizierà a scatenare angoscia non solo nei Bowman, ma anche nel lettore stesso.

La lettura di Redneck – In Fondo Al Cuore scorre freneticamente e cattura sin dalle prime battute, forte della sua natura in crescendo; un necessario flash-back costringe l’escalation a una battuta d’arresto improvvisa, necessaria alla già citata costruzione del mondo, in grado di rivelare importanti retroscena sull’origine della famiglia Bowman e su quanto profondo possa celarsi il seme del male, del dubbio, ma soprattutto del contrasto e del dissidio in una sola famiglia.

Gli ultimi due capitoli permettono al team creativo di chiudere in bellezza questo primo volume, con tanta azione, quasi inaspettata visto il ritmo della storia, e una rivelazione cruciale all’intero primo arco narrativo, impostando la rotta per il futuro della serie e cambiando parecchie carte in tavola.

Una consigliata lettura, non solo per l’originalità del concept iniziale, che mescola le atmosfere BBQ-southern drama di Southern Bastards di Jason Aaron, di cui Cates è pupillo, ma anche per la semplicità e la classe nell’esecuzione di un dramma familiare sapientemente costruito.
Aggiungeteci un buon mistero e il piatto è pronto… Al sangue, preferibilmente.

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