Recensione Eve: Valkyrie

Mettersi a scrivere riguardo di qualcosa che ha riempito per tanto tempo la propria vita di nerding è sempre complicato. Soprattutto se si vuole rimanere oggettivi.

In questo caso mi trovo a recensire un fumetto Eve: Valkyrie nato come costola del mastodontico universo sci-fi di Eve Online. Questo gioco ha riempito le mie notti insonni di nerding dal 2007… a momenti alterni ma sempre per otto dannati anni.

Per chi non lo sapesse si tratta di un MMORPG di fantascienza dove ci si cala nei panni di un capsuleer, semi divinità immortale, alla guida di centinaia di navi diverse con ruoli specifici. Lo scopo del gioco è… crearsi il proprio obiettivo! La differenza fondamentale che Eve Online ha sempre avuto rispetto ai concorrenti è la libertà che deriva dall’essere un gioco sandbox.

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Questa libertà ha dato ai giocatori la possibilità di creare le proprie storie, diventate poi la base del primo adattamento, non proprio riuscitissimo, riguardante questo universo. Io stesso potrei raccontarvi decine di storie… la disperata difesa di 6VD-T dall’attacco di una forza soverchiante, la conquista del sud contro i tripla A fino alle operazioni nei wormhole con furto annesso e molte altre!

Ma basta fare il bittervet e veniamo a questa opera. Siamo di fronte alla creazione delle fondamenta del lore del nuovo gioco, che la CCP lancerà a breve: Valkyrie (quanta fantasia). In questo fumetto viene raccontata la storia di Ràn, la nostra futura guida nel videogioco (che tra le altre cose prenderà la voce di Katee Sackhoff!).ranrebirth1

fatalBrian Wood riesca a gestire molto bene l’adattamento nel media fumetto, bilanciando sapientemente le libertà artistiche e l’attinenza al canone consolidato. Impresa che non era riuscita affatto bene nel precedente Eve: True Stories. Ci viene raccontata una classica storia di formazione, niente di nuovo o sconvolgente, comprensiva anche della classica figura del maestro visionario che diventa l’antagonista.

Le tavole di Eduardo Francisco e Michael Atiyeth (disegni e colori rispettivamente) riescono anche loro a rispettare il mecha design ddeathfamilyi Eve pur mantenendo una personalità e raccontano con chiarezza anche i momenti più onirici e difficili, come gli attimi dopo il trasferimento della coscienza nel nuovo corpo di Ràn.

Tutto questo rende sicuramente l’opera migliore degli esperimenti precedenti e anche in senso assoluto è una buona storia di fantascienza, raccontata molto bene. Sono proprio curioso di leggere i prossimi due, e conclusivi, numeri di questa mini serie.

Menzione speciale va alle fantastiche copertine di Borkur Eiriksson il direttore artistico della CCP.

Riccardo Ascenzi

Riccardo Ascenzi

Musicista di scarso successo, Ingegnere fallimentare, Nerd straordinario.

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