Orfani: Nuovo Mondo 5 – Fun and games no more

Orfani Nuovo Mondo 5_coverQuesta stagione di Orfani non mi stava appassionando come le prime. Lo dico sinceramente. Non tanto per la qualità tecnica con cui sono realizzati tutti i numeri, ma principalmente perché non mi sembrava particolarmente incisiva, mancante di un reale motore che portasse la storia in avanti. Il tema della fuga e della ricerca di un punto di arrivo si erano già visti in tutta la seconda stagione, e sembravano al momento l’unica spinta di tutta la narrazione. Sì, Rosa è incinta, ma si comportava in un modo tale per cui non sembrava poi questo grave problema, a parte quando è rimasta fuori gioco nella grotta di Lora.

Il nuovo gruppo, creatosi con Rosa e gli altri profughi, sembrava mancare di mordente e soprattutto dello spirito cameratistico che si era visto già nelle stagioni passate, fra gli Orfani prima, e Ringo, Nuè, Rosa, Seba poi. Insomma, ho avuto la sensazione di avere fra le mani qualcosa che vinceva, ma non convinceva.

Poi qualcosa è cambiato, dal numero 4 per la precisione. Con quel Benvenuti nella giungla, come come la canzone dei Guns and Roses ti colpisce e ti lascia senza fiato, e che ti fa capire che sul Nuovo Mondo non c’è spazio per “fun and games“.

Questo numero è stato spiazzante, con la presentazione di un personaggio diverso, al di fuori della cerchia di quelli a cui ci stiamo lentamente abituando. Ben definito, la sua descrizione e la narrazione di quanto gli sia accaduto ci ha tenuto compagnia in tutto il volume, e poi, improvvisamente, ci è stato tolto. Con una mossa degna del miglior George Martin, a fine lettura siamo rimasti con la bocca spalancata.

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Il numero 5, dal titolo Predatori, riparte esattamente da quel punto. Senza stacchi, senza passaggio di tempo. Un’ottima scelta, che a mio parere rende ancora più evidente il senso di precarietà e di pericolo che provano sulla pelle Cesar, Rosa, Paul e gli altri. Roberto Recchioni e Michele Monteleone sembrano volerci dire che non c’è mai un attimo di respiro nel Nuovo Mondo, non si finisce mai di essere in pericolo, nemmeno per un secondo. E lo dico subito. A fine di questo albo saremo ancora con lo stupore negli occhi per l’ennesimo cliffhanger ben piazzato. E questo ci piace, e funziona alla grande, forse più che nelle stagioni precedenti dove, salvo qualche raro caso, si avevano delle storie che si completavano all’interno dell’albo e che andavano a creare, tutte insieme, il quadro finale della narrazione totale della vicenda.

Senza scendere troppo nei dettagli, si può dire che in questo numero ci sono dei graditi ritorni, primo su tutti la Juric, ultimamente rimasta più in sordina, che ancora una volta ci regala uno dei suoi monologhi chiarificatori del fatto che lei è stronza, è fiera di esserlo e non è disposta a scendere a nessun compromesso. Inoltre ho particolarmente apprezzato lo spazio maggiore dato alla Mocciosa (Sam), che fino ad ora appariva solo come una macchina assassina senza sentimenti, e che (grazie ad un evento piuttosto inspiegabile per ora) ci mostra ancora una volta il suo lato psicopatico, ma allo stesso tempo lucido e mosso da precise volontà. Un tocco di classe per risaltare uno dei pochi personaggi che ci portiamo appresso dalla prima stagione.

Unico neo forse è la presenza di un deus ex-machina abbastanza evidente, volto a togliere un elemento narrativo che forse si stava trascinando da troppo tempo, ma che allo stesso tempo apre nuovi scenari parecchio interessanti per la seconda metà di questa terza stagione. Quale sia lo lascio scoprire a voi, ma se avete seguito Dimensione Fumetto saprete già che il prossimo numero sarà molto importante, come vi abbiamo detto qui  ed è facile anche immaginarne il motivo.

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Ai disegni abbiamo Davide Gianfelice che abbiamo potuto ammirare sia su Ringo (numero 5) che su Orfani (numero 8), e ai colori la sempre ottima Annalisa Leoni. Ho già detto che sul livello tecnico di realizzazione c’è davvero poco da dire, ogni albo è disegnato e colorato in modo davvero ineccepibile, senza se e senza ma, e l’unica parte a mio parere leggermente debole è stata fino ad ora la storia (che comunque è sempre ad altissimi livelli).

Fortunatamente la dichiarazione di casa Bonelli, che le prossime stagioni avranno meno numeri, sembra proprio venire incontro a questo problema, facendo supporre che in futuro si avrà una narrazione più concentrata e concisa rispetto a quanto siamo stati abituati.

Ultima nota di merito va sempre a Matteo de Longis, che fino ad ora non ha ancora sbagliato una copertina, con la buona pace di quelli che si erano schierati contro di lui come suoi detrattori.

In conclusione la serie sembra essere tornata finalmente sul giusto binario, senza troppe forzature e con una regia ben orchestrata. Questo volume 5 bisogna prenderlo e leggerlo tutto d’un fiato, per poi sedersi e aspettare un altro mese in trepidante ansia.

Giacomo Giorgi

Giacomo Giorgi

Il suo primo fumetto acquistato in edicola è Ranma, comprato a causa del motore universale del mondo. Le tette. Da quel momento non si stacca più dal mondo dei fumetti, ed oltre a spaccarsi di videogiochi e serie TV, collabora con Lega Nerd e cerca anche di fare l'informatico nelle ore lavorative.

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