Mumin – I troll a fumetti di Tove e Lars Jansson

Mumin è certamente uno dei franchise di maggior successo al mondo. Ideato nel 1945 dall’artista Tove Jansson come un divertissement infantile a fianco della sua più seria attività di pittrice e illustratrice, il mondo degli adorabili troll Mumin ha ben presto preso piede prima nella natìa Finlandia, poi nei paesi scandinavi, poi in Europa e negli USA e infine in tutto il mondo, trasformandosi già negli anni ’70 in un fenomeno di costume planetario e in un business miliardario.

Illustrazione di Tove Jansson con i personaggi di "Mumin".
Un’autoritratto di Tove Jansson attorniata dai suoi personaggi. Parallelamente al suo linguaggio pittorico espressionistico, l’artista ha maturato uno stile grafico particolarmente sintetico, efficace e tipicamente vignettistico grazie alla lunga collaborazione con la rivista satirica Garm, dove l’autrice è entrata a lavorare come illustratrice nel 1929 a 15 anni a fianco della madre, pure illustratrice. Le caricature particolarmente pungenti di Hitler e Stalin costarono alla Jansson la censura da parte delle autorità finlandesi.

 

Le origini

La leggenda narra che l’idea per queste bizzarre creature, un po’ spiriti silvestri e un po’ ippopotami bianchi, un po’ bourgeois e un po’ bohémien, un po’ infantili e un po’ filosofici, provenga dalla fusione fra un disegno satirico nei confronti di Immanuel Kant fatto dalla Jansson da bambina, e un fantasma che attacca chi va a rubacchiare cibo in cucina ideato dallo zio dell’artista. Mettendo insieme questi elementi apparentemente spuri, la Jansson è riuscita a creare un nuovo tipo di troll contemporaneo (inizialmente battezzato Snork, ispirata dallo Snark di Lewis Carroll) e poi a calarlo in un mondo narrativo vasto, coerente e incantevole, simile nell’aspetto e nel clima alla Scandinavia reale, ma al contempo irreale, pervaso da una qual certa magia e da un sottile umorismo che a volte sfiora il nonsense.

Immagine da "Mumin" di Tove Jansson e Lars Jansson.
Il cast principale nell’immagine di copertina per il primo volume dell’edizione integrale finlandese del fumetto Mumin. Anche se il nome originale della serie e dei troll protagonisti è “Mumin” con la U, per venire incontro al mercato anglofono viene spesso scritto anche come “Moomin” con la doppia O fonetica.

La formazione familiare e didattica di Tove Jansson come artista visuale (era infatti figlia di un celebre scultore e una celebre illustratrice) la spinse a donare alle sue creature sia incarnazioni scritte, sia disegnate, sia scritte & disegnate, ovverosia romanzi, libri illustrati e fumetti. In realtà anche le storie in prosa dei Mumin sono comunque illustrate dall’autrice, il che rende questi personaggi molto più vicini al mondo delle immagini che a quello delle parole.

Questo aspetto prevalentemente grafico dei Mumin si riflette con evidenza nelle loro storie: per la maggior parte si tratta infatti di vicende molto vaghe, quasi senza trama, in cui sembra succedere poco o niente, ma nondimeno conquistano lo spettatore in virtù della capacità di messinscena della Jansson, in grado di dare forte senso poetico a momenti minimi come un abbraccio, una passeggiata o anche solo la preparazione della confettura di mirtilli rossi. Nel momento in cui questi momenti minimi vengono tradotti in illustrazioni, poi, risplendono grazie alla squisita grazia lirica e formale dell’autrice, capace davvero di scaldare il cuore.

Dettaglio della copertina del romanzo "Magia di mezz'estate" di Tove Jansson.
Dettaglio della copertina del romanzo Farlig midsommar, edito in italiano da Salani con il titolo Magia di mezz’estate. I disegni dei Mumin, benché apparentemente “semplici”, sono spesso composti in maniera impeccabile e con un gusto per lo spazio molto teatrale. Vale la pena ricordare che la Jansson, prima di trovare nell’illustratrice Tuulikki Pietilä detta Tooti la compagna stabile di vita, è stata per un certo periodo legata sentimentalmente alla regista teatrale d’avanguardia Vivica Bandler e con lei ha anche messo in scena una commedia sui Mumin, come narrato nel film biografico del 2020 Tove: non è impossibile che quell’esperienza le abbia lasciato una forte fascinazione verso il teatro.

 

La fortuna letteraria

Ora, questo patrimonio letterario portato avanti dall’autrice per quasi 50 anni dal 1945 al 1993, e concretizzatosi in otto romanzi, una raccolta di racconti, quattro volumi illustrati, un libro di canzoni e ben 74 storie a fumetti, soffre di un grande, enorme problema: non gode in tutto il mondo di quella diffusione popolare e considerazione artistica che le sono invece riconosciute nei Paesi scandinavi.

 

In Italia

La causa di questa mancanza sta nel fatto che i lavori della Jansson sono stati distribuiti nel mondo in maniera molto diseguale e spesso disordinata, come la situazione nostrana illustra alla perfezione.

In Italia i libri dei Mumin arrivarono prestissimo grazie al fu editore Vallecchi: già dalla fine degli anni ’50 vennero pubblicati Magia d’estate e Magia d’inverno, che al tempo erano freschi di stampa anche in patria, ma non i volumi precedenti né i successivi, rendendo questi due titoli orfani e monchi; quattro decenni dopo, la collana Gl’Istrici di Salani recuperò i libri dei Mumin, compresi gli illustrati, ma non tutti e non in ordine.

Per quanto riguarda i fumetti, dal 1969 la rivista linus ne pubblicò un florilegio esemplare, ma incompleto, in una versione curiosamente adattata. Nel 1975 la Milano Libri Edizioni diede alle stampe una selezione di fumetti in un singolo volume di grande formato nella stessa versione apparsa su linus. Per i successivi 35 anni i fumetti dei Mumin sono scomparsi dall’editoria italiana, finché dal 2010 il fu editore Black Velvet ne iniziò la ripubblicazione in edizione filologica integrale ritradotta da capo, edizione tristemente interrotta dopo soli quattro volumi per motivi di forza maggiore. Quanto ai prodotti audiovisivi, da noi è arrivata solo la terza delle sette serie TV prodotte e nessuno dei tre film animati, nemmeno l’ultimo del 2014.

In pratica, i Mumin in Italia sono arrivati poco, male e comunque in maniera incompleta, e nonostante gli sforzi di molti editori e in particolare di Salani, il franchise è tutt’ora molto di nicchia.

Copertine dei romanzi "Mumin - Magia d'esatate" e "Mumin - Magia d'inverno" di Tove Jansson nell'edizione Vallecchi.
Le belle e rare edizioni vintage dei romanzi Magia d’estate e Magia d’inverno, curati da Donatella Ziliotto e pubblicati da Vallecchi, si trovano oggi in vendita online a caro prezzo.

 

Negli altri Paesi

In altri Paesi la situazione non è dissimile: per esempio, Spagna e Francia avevano pochi e sparsi volumi tradotti, ma almeno dagli anni 2000 hanno iniziato a ripubblicare i romanzi in maniera più sistematica.

In Giappone invece il brand va fortissimo, al punto che è stato aperto persino un parco a tema fra i monti di Saitama, e il merito non è solo di romanzi e fumetti (questi ultimi pubblicati in maniera integrale in 14 volumi dall’editore Chikuma Shoten), ma soprattutto per via delle tre serie animate lì prodotte, la prima nel 1969 (fortemente giapponesizzata e disconosciuta dall’autrice, orrenda nonostante vi abbiano lavorato Rintarō e Hayao Miyazaki), la seconda nel 1972 (realizzata dallo stesso staff della precedente per emendare il contratto con l’autrice) e soprattutto la terza nel 1990 (questa amatissima, approvata dall’autrice e arrivata anche in Italia su Mediaset come Moominland, un mondo di serenità corredata dalla sigla di Cristina D’Avena).

Anche nei Paesi anglofoni i libri dei Mumin sono un po’ azzoppati. Benché sia esistita almeno un’edizione in lingua inglese di tutti i volumi in prosa e illustrati della Jansson, incluso il libro di canzoni del 1993, il fumetto invece non è mai uscito in volumi in forma integrale, il che è paradossale perché il fumetto è l’unica opera dei Mumin nata direttamente in lingua inglese e che quindi non avrebbe nemmeno bisogno di essere tradotta. La casa editrice canadese Drawn & Quarterly distribuisce i fumetti dei Mumin sul mercato anglofono: a partire dal 2006 ne ha curato l’edizione in grandi volumi antologici a cadenza annuale, ma nel 2015 si è fermata dopo 10 tomi contenenti circa metà delle storie; anche se quest’edizione è attualmente in pausa, nel frattempo la casa editrice ha pubblicato una selezione di storie anche in edizione gigante deluxe per collezionisti e in edizione piccola e colorata per i bambini nella collana Enfant.

Di seguito una tabella riassuntiva di tutti i libri dei Mumin con l’anno di pubblicazione, la tipologia editoriale e i titoli in svedese (Tove Jansson era parte della minoranza svedese in Finlandia), in inglese e in italiano.

Anno Tipo Titolo originale Titolo inglese Titolo italiano Note
1945 romanzo Småtrollen och den stora översvämningen The Moomins and the Great Flood
1946 romanzo Kometjakten Comet in Moominland Caccia alla cometa Ripubblicato nel 1968 come Kometen kommer
1948 romanzo Trollkarlens hatt Finn Family Moomintroll Il cappello del Gran Bau Anche noto in inglese come The Happy Moomins
1950 romanzo Muminpappans bravader The Exploits of Moominpappa Le memorie di papà Mumin Ripubblicato nel 1968 come Muminpappans memoarer (in inglese The Memoirs of Moominpappa)
1952 illustrato Hur gick det sen? Boken om Mymlan, Mumintrollet och Lilla My The Book about Moomin, Mymble and Little My E adesso, che succede?
1954 romanzo Farlig midsommar Moominsummer Madness Magia di mezz’estate
1957 romanzo Trollvinter Moominland Midwinter Magia d’inverno
1960 illustrato Vem ska trösta Knyttet? Who Will Comfort Toffle? Piccolo Knitt, tutto solo
1962 racconti Det osynliga barnet och andra berättelser Tales from Moominvalley Racconti dalla Valle dei Mumin
1965 romanzo Pappan och havet Moominpappa at Sea
1970 romanzo Sent i November Moominvalley in November
1977 illustrato Den farliga resan The Dangerous Journey
1977-1981 fumetto Mumin Moomin Mumin 1+73 storie. Edizioni integrali: filandese (cronologica, sette tomi, i primi due co-firmati con il fratello Lars Jansson e dal terzo in poi firmati dal solo Lars Jansson) e giapponese (non cronologica, 14 tomi). Edizione semi-integrale: canadese (filologica, cronologica, 10 tomi).
1980 illustrato Skurken i Muminhuset Villain in the Moominhouse
1993 illustrato Visor från Mumindalen Songs from Moominvalley Raccolta di canzoni, con Erna Tauro e Lars Jansson.

 

Il fumetto

Quando si parla di “fumetti dei Mumin” ci si riferisce a una lunghissima e fortunatissima serie di strip pubblicate sul quotidiano londinese The Evening News per ben 21 anni dal 1954 al 1975.

Striscia da "Moomin and the Brigands" di Tove Jansson pubblicata il 20 settembre 1954 sul quotidiano "The Evening News".
La primissima striscia di Mumin del 20 settembre 1954: andrà poi a comporre la storia Moomin and the Brigands.

Quando iniziò a pubblicare su The Evening News Tove Jansson non era digiuna di fumetto, avendo già pubblicato nel 1948 la strip Mumintrollet och jordens undergång (“Mumintroll e la fine del mondo”) sul quotidiano socialista finlandese Ny Tid, dal quale fu congedata dopo sole 26 strisce perché i suoi lettori trovavano i Mumin “troppo borghesi”. Dopo quella prima esperienza sfortunata, fortunatamente la Jansson, che aveva dei volumi tradotti nel Regno Unito già dal 1950, trovò sostegno in un suo fan, il magnate dell’editoria britannica Charles Sutton, il quale non solo le diede carta bianca, ma anzi le chiese di non focalizzarsi sul pubblico dei bambini e di usare la sua arte come strumento critico di satira sociale.

Il fumetto dei Mumin riveste una particolare importanza nell’economia del franchise. L’onore e l’onere di disegnare una striscia al giorno diede alla Jansson la possibilità di sbizzarrirsi in maniera particolarmente ricca, ben oltre i romanzi. Inoltre, il fumetto consente di esprimere al massimo quella suddetta natura mista scritta & disegnata che caratterizza i Mumin fin dalla loro nascita. Ancora, i due decenni di durata dell’opera consentono di osservare con lampante chiarezza l’evoluzione grafica e stilistica della serie molto meglio rispetto a quanto facciano i romanzi. Infine, ultimo ma assolutamente non meno importante, il fumetto ha fornito un immenso bacino iconografico da cui attingere sia per successive conversioni mediatiche (in serie TV, film e altro) sia per il merchandise, che rappresenta una delle ragioni fondamentali del successo anche economico dei Mumin.

In altre parole, non è scorretto considerare il fumetto, e non i romanzi, come la massima espressione del genio artistico dell’autrice.

Al contrario dei romanzi, in cui le immagini rimangono in secondo piano rispetto alle parole, nei fumetti immagini e parole ricoprono pari importanza e scorrono insieme dando all’autrice la possibilità di graficizzare istantaneamente quello che in prosa avrebbe preso molto spazio, ed è proprio qui che la pittrice e illustratrice Tove Jansson trova la sua dimensione ideale. Al di là delle storie ingenue e un po’ sconclusionate, spesso nient’altro che meri pretesti narrativi, le vignette di Mumin sono perfette, bellissime, iconiche. Impeccabili nella loro asciuttezza grafica tipicamente scandinava. Togli una linea e non si capisce niente, aggiungi una linea e sembra tutto confuso. Un esempio cristallino di economia grafica, quasi una ligne claire scandinava.

Fotografia della mostra "Moomin Comic Strips Exhibition".
Gli eredi Jansson, che dopo la morte di Tove Jansson nel 2001 gestiscono il brand in tutto e per tutto come un’azienda familiare, hanno organizzato in Giappone una mostra itinerante dedicata ai fumetti dei Mumin in cui è illustrato molto bene il processo creativo dietro le strip.

La pubblicazione su quotidiano rappresentò una sfida grafica e narrativa. Al contrario della stragrande maggioranza dei fumetti pubblicati sui quotidiani, in cui le singole strisce presentano scenette autoconlusive che possono essere godute singolarmente anche dal lettore casuale (come ad esempio Peanuts), i fumetti dei Mumin raccontano storie dilungate su decine e decine di strip (ovvero mesi di pubblicazione) che devono essere seguite attentamente una per una dal lettore, come capitoli di una storia. La Jansson dovette quindi trovare il modo di distribuire le vicende in maniera equilibrata, di fare in modo che anche il lettore che perdeva una striscia potesse comunque capire la continuity della storia, e di dare una punch line all’ultima vignetta di ogni striscia: la soluzione è stata di disegnare un fumetto con storielle semplici, persino elementari e molto diluite, ma raccontate con soluzioni grafiche particolarmente efficaci.

Il risultato fu un successo straordinario, mai visto prima per un fumetto scandinavo, che portò Mumin a essere pubblicato su 120 quotidiani in 40 Paesi, e concesse alla sua autrice Tove Jansson di entrare post-mortem nella Will Eisner Hall of Fame nel 2016, il massimo riconoscimento mondiale per un fumettista.

Forografia di Tove e Lars Jansson.
Gli autori di Mumin: i fratelli Tove e Lars Jansson.

Nei 21 anni di pubblicazione 1954-1975, la serie propose sia adattamenti dei romanzi sia storie nuove. La durata delle singole storie varia grandemente da uno a nove mesi di pubblicazione, ovvero da poche decine a varie centinaia di strisce. Per i primi tre anni Tove Jansson realizzò 13 storie completamente da sola (l’editore le propose degli assistenti per le storie, i disegni e le traduzioni, ma lei rifiutò), ma col crescere del successo della serie, degli impegni e dello stress lavorativo, dal 1° maggio 1957 con la storia Moomin Goes Wild West la affiancò il fratello Lars, di 12 anni più giovane e anch’egli artista, finché dal 3 febbraio 1960 con la storia Moomin’s Lamp quest’ultimo divenne autore unico per ben 15 anni, fino alla conclusione della serie, sempre comunque sotto la supervisione della sorella che gli approvava i disegni preparatori (o gli forniva direttamente i suoi) e aveva l’ultima parola sulle storie.

Di seguito la tabella riassuntiva delle storie a fumetti dei Mumin con i l’indicazione dell’edizione in inglese Drawn & Quarterly. Ricordiamo che solo la “storia zero” Mumintrollet och jordens undergång venne pubblicata originariamente in lingua svedese, tutte le altre numerate da 1 a 73 sono state pubblicate direttamente in lingua inglese, quindi il titolo ufficiale è quello inglese.

Anno Numerazione ufficiale Titoli inglesi Titoli svedesi Autore/i Note
1948 0 Moomintroll and the End of the World Mumintrollet och jordens undergång Tove Pubblicato su Ny Tid, interrotto.
1954-1957 Da 1 a 13 Moomin and the Brigands, Moomin and Family Life, Moomin on the Riviera, Moomin’s Desert Island, Moomin’s Winter Follies, Moominmamma’s Maid, Moomin Builds a House, Moomin Begins a New Life, Moomin Falls in Love, Moomin Valley Turns Jungle, Moomin and the Martians, Moomin and the Sea, Club Life in Moomin Valley Mumintrollet, Muminfamiljen, Mumin på Rivieran, Den ensliga ön, Den farliga vintern, Låtsaslek, Mumin bygger ett hus, Mumin börjar ett nytt liv, Mumin blir kär, Mumindalen blir djungel, Mumin och marsmänniskorna, Mumin och havet, Föreningsliv i Mumindalen Tove Raccolti nei volumi D&Q 1-3.
1957-1958 Da 14 a 17 Moomin Goes Wild West, Snorkmaiden Goes Rococo, Conscientious Moomin, Moomin and the Comet Mumintrollet i vilda västern, Snorkfröken i rokoko, Mumin och medborgarkänslan, Mumin och kometen Tove e Lars Volume D&Q 4.
1958 18 Moomin and the Golden Tail Mumin och den gyllene svansen Tove Ultima storia completamente autografa. Volume D&Q 4.
1959 Da 19 a 21 Moomin Winter, Moomin under Sail, Fuddler’s Courtship Muminvinter, Mumin till sjöss, Klåttdjurets frieri Tove e Lars Volume D&Q 5.
1960-1964 Da 22 a 41 Moomin’s Lamp, Moomin and the Railway, Moominpappa and the Spies, Moomin and the Circus, Moomin the Colonist, Moomin and the Scouts, Moomin and the Farm, Moomin and the Goldfields, Moomin Family Robinson, Artists in Moomin Valley, Sniff’s Holiday Camp, The Inspector’s Nephew, Damsel in Distress, Fuddler and Married Life, Sniff’s Sport Shop, Mymble’s Diamond, Moomin and the Vampire, Moomin and the TV, The Underdeveloped Moomins, Moomin and Aunt Jane Mumins lampa, Mumin och järnvägen, Muminpappa och spionerna, Mumin och cirkusen, Mumin Nybyggaren, Mumin och scouterna, Mumin brukar jorden, Mumin och guldgrävarna, Robinson Mumin, Mumin och konsten, Sniff’s badort, Polismästarens brorson, Dam i dilemma, Knappar och äktenskap, Sniff’s sportshop, Mymlans diamant, Mumin och vampyren, Mumin och TV, De underutvecklade mumintrollen, Mumin och moster Lars Volumi D&Q 6-10.
1965-1975 Da 42 a 73 Moomin and the National Park, Moomin and the Good Old Days, Moomin’s Pet, Moomin the Private Eye, Spring in Moomin Valley, Moomin Rescues a Princess, Moomin and Agent 008½, Moomin Lives Dangerously, Moomins in Torrellorca, Snorkmaiden Crashes Society, Moomins in Ancient Greece, Sniff Goes Good, Moomin the Journalist, Moomin and the Orphans, Sir Moomin, Horsey Moomin, Moomin and the Mermaid, Emancipated Moomins, Moomin and the Radicals, Moomin Christmas, Moomin in Ancient Egypt, Sniff Falls in Love, Moomin Engagement, Moomin and the Flying Dutchman, Snorkmaiden the Seer, Moomin and the Beach, Moomin Gets Rich, Moomin and the Guru, Moominpappa and Old Age, Moomin in Battle, Moomin in Neander Valley, Moomin and the Ten Piggy Banks Mumin och naturparken, Mumin och den Gamla Goda Tiden, Hundliv i Mumindalen, Mumin detektiven, Vårkänslor, Mumin räddar en prinsessa, Mumin och agent 008½, Mumin lever farligt, Mumin på Torrelorca, Snorkfröken i societeten, Redan de gamla grekerna, Sniff blir god, Redaktör Mumin, Mumin och de föräldralösa, Riddar Mumin, Mumin till häst, Mumin och sjöjungfrun, Missans återkoms, Mumin och Radikalerna, Mumin-Jul, Mumin i Egypten, Sniff blir kär, Mumin förlovar sig, Mumin och den flygande Holländaren, Snorkfröken blir synsk, Mumin och badstranden, Mumin blir rik, Mumin och Gurun, Muminpappan på ålderns brant, Batalj i Mumindalen, Mumin i Neanderdalen, Mumin och de tio sparbössorna Lars Inediti su volume.

 

Benché quindi la maggior parte dei fumetti siano in realtà del solo Lars Jansson, la base creativa della sorella e la sua figura di produttrice esecutiva rendono comunque sempre percepibile la sua presenza e influenza.

Per tutti i 21 anni di pubblicazione del fumetto si mantengono inalterati alcuni caratteri fissi decisi da Tove Jansson. Fra questi, alcuni dei principali sono:

  • La prima vignetta della prima striscia di tutte le storie rappresenta sempre il sederone tondo del protagonista Mumintroll in primo piano, mentre lui è accucciato per piantare fiori o cercare un oggetto smarrito o altro.
  • La closure fra una vignetta e l’altra non è mai uno spazio bianco, ma sempre una linea che molto spesso è sostituita da un oggetto di scena, ad esempio un albero se i personaggi sono nel bosco, o qualcosa che reggono in mano come pale, rastrelli, posate o altri oggetti stretti e lunghi.
  • I retini tipografici sono usati con parsimonia, sostituiti spesso da campiture nere o da tratteggi fitti e regolari, quasi dei pattern grafici.
  • Il tempo scorre: i lettori delle strisce su quotidiano forse non se ne accorgevano, ma leggendole di seguito si nota come siano ambientate di mattina, poi pomeriggio, poi sera, poi notte eccetera, dando alle vicende una ben precisa ciclicità.
  • Lo spazio della vignetta è bianco, quasi immateriale, e solo pochissimi ma efficacissimi elementi grafici contribuiscono a definire l’ambiente tridimensionale in cui sono collocati i personaggi; spesso non ci sono nemmeno questi elementi, ed è la giustapposizione e la proporzione fra i personaggi a far capire le loro posizioni nello spazio.

A queste e altre caratteristiche proprie del fumetto se ne aggiungono altre presenti già nei romanzi, fra cui l’aspetto volontariamente androgino o genderless di alcuni personaggi, e il loro riferimento più o meno diretto a persone reali (ad esempio Muminmamma è ispirata alla vera mamma della Jansson), che rende la famiglia allargata Mumin una trasposizione metaforica della vera famiglia allargata Jansson.

In tutto questo, Lars ci mette di suo una meravigliosa creatività visiva che porta i sobri fumetti della sorella a un livello eccezionale, in particolare nell’uso particolarmente fantasioso e articolato delle closure che man mano si fanno sempre più complesse, fino a raggiungere livelli meta-grafici particolarmente riusciti.

Striscia da "Moomin and the Ten Piggy Banks" di Lars Jansson.
Una striscia di Lars Jansson tratta dall’ultima storia dei Mumin del 1975, Moomin and the Ten Piggy Banks, mostra l’uso creativo degli oggetti di scena per realizzare le closure fra le vignette.

 

Il ritorno in Italia – La nuova edizione Iperborea: bene…

A distanza di quasi dieci anni dall’edizione (in)completa di Black Velvet, la casa editrice milanese Iperborea, specializzata in letteratura nord-europea, ha deciso di riportare in Italia i Mumin con un’operazione editoriale in grande stile, di ampio respiro e di estremo interesse non solo per gli amanti di Tove Jansson e dei suoi romanzi, ma anche per tutti i lettori di fumetti, sia quelli nostalgici che avevano conosciuto la famiglia di troll negli anni ’70, sia quelli che invece ne scopriranno adesso il fascino sottile.

Volumi di "Mumin" editi da Iperborea.
I primi cinque, splendidi volumi della Collana Mumin sono usciti molto velocemente fra il 2017 e il 2019. Nel 2020 e 2021 la pubblicazione è entrata in pausa, ma la casa editrice ha già annunciato che la collana sarà composta in totale da 21 volumi.

Iperborea, che già pubblica i romanzi per adulti di Tove Jansson, debutta con Mumin nel mercato dei fumetti e lo fa nella maniera migliore possibile: con un capolavoro pubblicato in un’edizione meravigliosa, quasi da bibliofili. La casa editrice ha infatti deciso semplicemente di ruotare di 90 gradi il suo celebre formato editoriale verticale stretto e lungo 1:2, che diventa quindi basso e largo 2:1, perfetto per ospitare una striscia per pagina. La centralità delle strisce nelle pagine (come fossero immagini di dipinti in un libro d’arte), la cura grafica affidata allo studio XXY e la qualità tattile della carta (in particolare delle copertine in carta telata Fedrigoni Imitlin) donano ai volumi uno status librario alto e riconoscibile a vista d’occhio, elevandoli al rango di letteratura disegnata senza ricorrere a formule editoriali abusate e puramente di facciata come la biasimata espressione “graphic novel” (peraltro mai usata sul sito web, sui social e in generale nella comunicazione di Iperborea, giustamente).

Copertine dei volumi di "Mumin" editi da Iperborea.I primi cinque volumi già usciti dei 21 totali annunciati sono tutti autografi di Tove Jansson e provengono dal suo primo periodo (storie 1-13, 1954-1957): Mumin e le follie invernali (storia 5, 1955), Mumin e la vita in famiglia (storia 2, 1955), Mumin al mare (storia 12, 1957), Mumin in Riviera (storia 3, 1955) e Mumin e l’isola deserta (storia 4, 1955). Si tratta di alcune delle storie più celebri non solo dei fumetti, ma dell’intero franchise Mumin, e in particolare Mumin in Riviera ancora oggi brilla per la sua bizzarra, ma riuscita fusione fra un umorismo un po’ nonsense e una critica sociale leggera eppure nondimeno presente.

La stragrande maggioranza delle storie dei Mumin, ridotte ai minimi termini, celebrano il concetto di famiglia (aperta, tollerante, eterogenea, di sangue e amicale) come nucleo affettivo caldo e luminoso, e l’armonia con la natura circostante, vista né come amica né come nemica bensì come un mondo da scoprire e rispettare. Il parallelismo con la famiglia Jansson, e in particolare con Tove e Tooti che abitavano in un cottage su un’isola deserta senza elettricità o acqua corrente, è lampante.

Il denaro, il potere, il controllo, la paura, la competizione e tutti i valori del sistema capitalistico vengono costantemente sminuiti, ridicolizzati o criticati in maniera più o meno esplicita, esprimendo una visione politica estremamente chiara benché dissimulata all’interno di storielle apparentemente banali di fiorellini, funghettini e fantasmini. Potrebbe sembrare una narrazione naïf, semplicistica e bambinesca, e forse a tratti lo è, ma nondimeno è estremamente sentita dall’autrice e come tale trasmessa con forza a chi legge.

Sono in tutto e per tutto storie morali, sia per il pubblico dei bambini sia per quello degli adulti, che ne recepiranno aspetti diversi.

Striscia da "Mumin in Riviera" di Tove Jansson.
Grugnina vince milioni al casinò in Mumin in Riviera, ma non sa cosa farne e alla fine li usa per pagare il conto all’hotel, che i troll credevano fosse gratis, lasciando poi i molti soldi restanti come mancia al cameriere.

 

… ma non benissimo

Ringraziata l’intraprendenza e l’intelligenza editoriale di Iperborea per aver reso nuovamente disponibile al grande pubblico un’opera ormai introvabile da anni, ci sono però da sottolineare alcuni punti critici dell’edizione italiana.

Alcuni sono semplicemente dati tecnici che non interessano al lettore casuale. Ad esempio, non è specificato che i volumi di Iperborea sono la versione italiana dell’edizione per bambini nella collana Enfant di Drawn & Quarterly (che è in formato diverso e riporta due strisce per pagina), non è specificato da quale lingua proviene la traduzione di Sofia Sacchi (certamente inglese), e non è specificato chi è/sono il/la/i/le colorista/i/e (a discolpa di Iperborea, questo dato non è presente nemmeno nel colophon dell’edizione inglese).

Naturalmente questi aspetti potrebbero essere stati decisi in accordo con l’editore canadese o con la casa madre in Finlandia e non pregiudicano in alcun modo l’esperienza di lettura, ma sono comunque dettagli che non sfuggono al lettore di fumetti più esigente.

"Moomin's Winter Follies" nell'edizione in lingua inglese di Drawn & Quarterly, collana Enfant.
L’edizione in lingua inglese di Moomin’s Winter Follies nella collana per bambini Enfant dell’editore canadese Drawn & Quarterly. I volumi sono pensati per essere “letti da piccole mani”: piccoli e maneggevoli, sottili, presentano due strip per pagina e copertina con lucidatura UV.

Quello che invece pregiudica l’esperienza di lettura è che l’attuale edizione Iperborea è comunque ridotta e comunque alterata rispetto all’originale, perché nata come edizione semplificata per il pubblico dei bambini.

I 21 volumi annunciati nelle quarte di copertina non coprono nemmeno un terzo delle 1+73 storie dell’intera serie Mumin. Inolte si tratta comunque di versioni colorate, che sono certamente più appetibili al pubblico generalista, ma non sono comunque le versioni originali di Tove e Lars Jansson con tutte le succitate soluzioni grafiche brillanti pensate espressamente per la stampa in bianco e nero.

Infine, e questo è piuttosto grave, i volumi sono sprovvisti di qualsivoglia contributo critico. Larga parte del pubblico italiano, e in particolare quello dei bambini, ignora completamente chi siano i Mumin, eppure vengono proposti loro dei fumetti di cui non si conosce il contesto artistico, né la storia editoriale, e nemmeno alcuni dati minimi indispensabili come l’anno di pubblicazione originale. La stringata biografia della Jansson e la quarta di copertina forniscono solo poche note e non del tutto esatte. Il risultato è che chi legge questi volumi potrebbe non rendersi conto del loro valore storico, artistico e culturale.

Azzardando un parallelismo, questa versione colorata di Mumin è come la versione colorata di Candy Candy pubblicata da Fabbri Editori negli anni ’80: appetibile per i bambini, ma comunque parziale, alterata rispetto all’originale e privata del contesto.

Confronto fra la versione originale in bianco e nero e la versione colorata di "Mumin" di Tove Jansson.
Il confronto fra la versione originale in bianco e nero e quella colorata volge spesso a sfavore di quest’ultima. A parte le palette cromatiche non sempre azzeccate e la colorazione a volte molto vistosa, al punto da far perdere leggibilità al tratto della Jansson, la criticità principale sta nel fatto che il colorista tenta spesso di dare un piano d’appoggio alle figure che però non necessariamente era possibile o anche solo utile inserire. Nella strip in alto, tratta da Mumin e l’isola deserta, il colorista tenta di seguire lo spostamento di Mimla e disegna una specie di duna grigia su cui il personaggio si inerpica, duna che poi si affloscia fino al livello di quello che viene interpretato come il mare (e colorato di viola): nell’originale Mimla sembrava semplicemente allontanarsi su un piano infinito. Nella strip in basso, tratta da Mumin e la vita in famiglia, si arriva all’assurdo per cui viene identificata una sorta di apparente distinzione fra cielo e terra, ma poi nella seconda vignetta i personaggi camminano su un’isoletta fluttuante nel cielo al di là della linea dell’orizzonte: nell’originale non c’era bisogno di niente di tutto ciò.

Drawn & Quarterly può permettersi di pubblicare una versione alterata e non annotata di Mumin indirizzata al target infantile perché nel frattempo ne pubblica anche una antologica per adulti e addirittura una deluxe filologica con ricchi approfondimenti e apparati critici per connoisseur: in base all’età, al portafoglio e all’interesse il lettore anglofono può scegliere la versione preferita.

Questo purtroppo non accade in Italia, almeno per ora. Con tutta probabilità Iperborea ha comprensibilmente deciso di investire nella versione colorata perché più facilmente vendibile a un pubblico (di bambini e non) che ancora conosce poco i Mumin, nel tentativo di renderli più popolari. Si tratta di un tentativo encomiabile, certo, ma migliorabile.

La speranza quindi è che la serie abbia abbastanza successo da spingere l’editore a proporne anche una versione filologica in bianco e nero, magari nel formato dell’apprezzatissimo mook The Passenger, poiché Mumin di Tove e Lars Jansson è un’opera d’arte che ha fatto la storia del fumetto mondiale e come tale va trattata, celebrata e amata.


Tove Jansson, Lars Jansson
Mumin, volumi 1-5 (in corso)
Iperborea, Collana Mumin, dal 6 dicembre 2017 al 4 dicembre 2019
da 74 a 112 pagg., colore, brossura, 20×10 cm, volumi 1-2 €12.00 cadauno, volumi 3-5 €12.50 cadauno
ISBN: Mumin e le follie invernali 9788870912128, Mumin e la vita in famiglia 978870912340, Mumin al mare 9788870912357, Mumin in Riviera 9788870912364, Mumin e l’isola deserta 9788870915754


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Mario Pasqualini

Sono nato 500 anni dopo Raffaello, ma non sono morto 500 anni dopo di lui solo perché sto aspettando che torni la cometa di Halley.

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