Miss Peregrine e i ragazzi speciali: le graphic novel

Confrontare un romanzo, la sua trasposizione a fumetti e il un film diretto da Tim Burton è complesso e certamente fa tremare i polsi.

Ma si può partire in qualche modo in vantaggio…

Miss Peregrine è infatti una invenzione dello scrittore americano Ransom Riggs, che ha scritto quattro romanzi, di cui due finora trasposti a fumetti, mentre il film è in qualche modo autoconclusivo. Storie ambientate in un mondo tra realtà e fantasia. Un mondo in cui ci sono persone diverse, che hanno bisogno in qualche modo di essere protette.

Lo stesso Riggs ha lavorato sull’edizione disegnata, collaborando nell’adattamento con la disegnatrice, Cassandra Jean Piedra.

E l’autore stesso si è detto entusiasta del lavoro cinematografico di Tim Burton, in un’opera che non segue del tutto la trama, per evitare di diventare una storia a puntate.

Che lo stile sia lo stesso è evidente: le foto in bianco e nero utilizzate per le copertine sono le stesse presenti sulle copertine dei romanzi. E che compaiono anche nel film. Lo stile grafico usato da Riggs nei libri infatti, ben si sposa con le caratteristiche del visionario Burton.

D’altra parte Riggs ammette di avere una passione per le vecchie foto, anche se non conosce chi viene immortalato, perché è possibile costruirci delle storie. E proprio da queste, dalle foto più strane in suo possesso, è partito per immaginare il mondo dei ragazzi speciali.

E le stesse foto saranno anche il legame tra Jakob, il giovane protagonista della vicenda, e suo nonno nel fumetto.

Che è stato uno dei ragazzi speciali.

E da qui parte tutta la storia dei volumi a fumetti. Che segue (pedissequamente) quella dei romanzi e (in parte) quella del film.

La morte del nonno Abe, i mostri, il viaggio alla ricerca del passato, la casa del falco pellegrino, la scoperta delle isole e della possibilità di viaggiare nel tempo, o meglio di finire in una specie di bolla temporale.

E i soliti cattivi, che da questi poteri vogliono trarre il massimo profitto, e, con poca fantasia, diventare dèi in terra. Mentre le ymbryne, come Miss Peregrine, appunto, mantengono lo status quo, cercando di tenere i due mondi il più possibile separati.

Rispetto al film, come si diceva ispirato al primo libro, ma senza velleità di sequel (per ora), ci sono alcune differenze. Infatti ci sono tutte le possibilità di infittire la trama, di introdurre personaggi, non avendo necessità di chiudere le linee narrative in tempi brevi.

Così la storia, in questi due primi volumi, si sviluppa lasciando molti sospesi. Lo sfondo è chiaro. Ci sono questi ragazzi peculiari, questo il termine usato da Riggs, di cui Jacob scopre di far parte, perché può vedere i mostri, come suo nonno. Con cui finisce per condividere anche i sentimenti per una ragazza.

Una storia fatta prima di iniziazione e di accettazione del diverso (e in primis della propria diversità) che inizialmente sembra per ragazzi,  ma poi vira, come contenuti e come modalità narrativa, verso la maturità.

Crudeltà, sotterfugi, fino alle morti violente con una atmosfera di tensione che non accenna a placarsi per tutto il secondo libro.

Fino a sciogliersi in una sorta di consapevolezza e maturità di Jacob.

Mi ha convinto molto la caratterizzazione dei personaggi. Certamente perché fedeli ai personaggi creati da Riggs. Le variazioni di ritmo sono abbastanza coinvolgenti. Si rende tangibile il cambiamento di percezione di sé e degli altri da parte del protagonista.

Forse meno convincente è la parte grafica.

Sebbene sia molto interessante l’alternarsi di foto d’epoca e disegni, sottolineando il fascino del passato, non sono riuscito ad apprezzare fino in fondo il mix con lo stile un po’ shonen manga usato da Cassandra Jean.

Che in effetti non appare adatto alle ambientazioni della storia, soprattutto per l’atmosfera british che invece Burton rende nel film.

I disegni sono dinamici, lo stile richiama pesantemente i fumetti giapponesi, anche nel modo di gestire i passaggi di scena. Le gabbie delle pagine sono molto irregolari. I colori (per lo più in bianco e nero e toni di grigio, ma spesso con inserti e viraggi pastello) restituiscono un ritmo più pacato, sottolineando senza troppi eccessi i momenti e i particolari più accesi. Nel primo volume, ci sono molte pagine a colori, anche molto realistiche, in alcuni casi al limite dell’illustrazione. Soprattutto nella rappresentazione e caratterizzazione delle ymbryne.

Uno stile però che a me è parso non sempre convincente, soprattutto perché sembra sospeso tra una idea molto vicina al manga, pensando ad esempio anche alle onomatopee che fanno parte della grafica, e uno stile più illustrativo, contaminato dalle influenze di tanti autori. Non so quanto questi richiami siano voluti (ci sono dei passaggi che fanno pensare a diversi illustratori e fumettisti di varie scuole).

Una molteplicità di tratti che sottolineano momenti diversi: flashback e racconti, cambi di scena. Con l’andare avanti della storia, il tratto si alleggerisce, perdendo in dettaglio e in qualità. Ci sono molte meno pagine a colori nel secondo tomo rispetto al primo, pur mantenendo viraggi e pagine monocromatiche.

L’evoluzione non segue la storia, che in realtà accelera e si fa più avventurosa, ma non si merita il cambio di registro grafico, eccessivamente semplificato. Così la storia perde in introspezione, diventa la lotta per salvare il mondo dai mostri e dagli speciali. E il fumetto perde in dettaglio, in colore e, sostanzialmente, in qualità.

Rizzoli Lizard garantisce una splendida edizione, in hard cover, cucita, carta patinata da 120 grammi (almeno), formato tascabile, e risguardi eleganti a un prezzo non impossibile.


Ransom Riggs, Cassandra Jean
Miss Peregrine – la casa dei ragazzi speciali
Rizzoli Lizard 2017
€ 19, 264 pagg., b/n e colore, cm 15.5 x 21.7

Ransom Riggs, Cassandra Jean
Hollow City

Rizzoli Lizard 2019
€ 20, 264 pagg., b/n e colore, cm 15.5 x 21.7

Andrea Cittadini Bellini

Andrea Cittadini Bellini

Scienziato mancato, appassionato divoratore di fumetti, collezionista di fatto, provo a capirci qualcosa di matematica, di scienza e della Nona Arte...

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