Mr Higgins: Mignola reloaded

Mike Mignola è probabilmente il più influente scrittore di comics dell’ultimo ventennio. Al punto che, nella scrittura o nel disegno, ha coinvolto gran parte dello scenario fumettistico americano. E non solo nel campo delle storie noir, horror e legate in qualche modo al soprannaturale.

Ha collaborato con, e ispirato, scrittori e artisti in qualsiasi parte del mondo e le testate da lui create, principalmente legate all’universo di Hellboy, ma non solo, hanno dato origine al Mignolaverse. Rinnova storie ancestrali, che quindi il lettore sente sue, mescolando in modo sapiente atmosfere vittoriane, leggende di tutto il mondo, personaggi moderni ma, allo stesso tempo, già un po’ ingrigiti.

Higgins copertinaQuesta volta si dedica a un divertissement che torna alle sue origini gotiche e horror, con l’aiuto di Warwick Johnson-Cadwell (Tank Girl, Samurai Jack, Helena Crash), ma con un taglio molto ironico e ai limiti del comico.

Che la storia sia poco seria lo afferma lo stesso Mignola nelle dediche.

Questo libro è un omaggio ai grandi film della Hammer, ma in particolare al mio film di vampiri preferito Per favore non mordermi sul collo.

Il fumetto è pieno di stereotipi delle storie di vampiri: il cacciatore di vampiri, il castello tra i Carpazi e il Mar Nero, la notte di Valpurga, la giovane sposa vampirizzata, il castello, paletti di frassino e proiettili d’argento.

Anche se Mignola li legge in un modo leggero e ricco di facezie.

Il signor Higgins è una vittima del nobile Golga, che ne ha vampirizzato la giovane moglie e lo ha reso un licantropo, dopo che erano stati costretti a passare la notte nel Castello Golga da un incidente durante la luna di miele (toh, un altro classico).

E Higgins viene usato dal prof. Meinhardt, dell’Università di Ingolstadt (quella dove ha studiato Victor Frankenstein) per entrare nel castello e uccidere tutti i vampiri.

Il disegno, che sembra minato fin dall’inizio a causa dell’intervento del Barone Ladzo che visita nottetempo il professore e avvisa il padrone di casa, trova compimento proprio grazie a Mr. Higgins.  E a Satana che ne stimola la metamorfosi: lo porta ad accettare e ad usare ciò che egli è.

Anche se in modo rocambolesco, proprio come nei film. Quando tutto sembra perduto, il professore e il suo assistente per errore colpiscono con un piccolo proiettile d’argento la (fu?) signora Higgins. La rabbia che ne consegue porta alla distruzione del castello, alla distruzione di tutti i vampiri e affini, e alla fine alla incenerazione di Golga.

Alla fine il ritorno a casa di Higgins si conclude bene, tranne che per lui, che aspirava alla pace eterna, e invece sopravvive a tutti i non morti.

Mignola mette a frutto la sua passione per le storie horror e la sua ironia, di cui comunque il suo Mignolaverso Hellboyesco è riccamente intriso, per raccontare una storia classica, semplice. Le citazioni stavolta riguardano le classiche storie di vampiri e dell’orrore. E si alternano con alcune gag. Una tra tutte: l’evocazione satanica malriuscita che porta alla lite tra l’evocatore e la sacrificata…

Mignola tratteggia i personaggi con il sorriso sulle labbra. E stavolta non un sorriso noir, ma che ha del divertito.

Satana che prova una profonda antipatia per coloro che vogliono evocarlo, al punto di perorarne la distruzione da parte di Higgins. La coppia dei cacciatori di vampiri, che poco hanno del Van Helsing, e finiscono senza vestiti nella piazza di Ingolstadt. Il servitore di Golga che, pur non avendone i lineamenti, ricorda un po’ l’Aigor di Marty Feldman. Golga stesso, che “fa il superiore” ma alla fine vede crollare il castello e viene ucciso. I vampiri che rappresentano una sorta di nobiltà decaduta.

higgins3Il Mignola che conosciamo, quello che pur senza mai tralasciare la vena ironica, necessaria per non impazzire davanti agli orrori che ha raccontato nelle storie di Hellboy e dei suoi comprimari, non si è mai limitato nel raccontare ogni forma di crudeltà, qui fa vincere la leggerezza e crea una storia che forse neanche ci aspetteremmo. Anche se non è la prima volta.

Già Hellboy in altre storie brevi, come Pancakes, o altri personaggi creati o rivisitati dall’autore californiano sono stati interpretati in modo così leggero, quasi comico.

La parte grafica è coerente con la storia. Pur raccontando di licantropi e vampiri è del tutto priva di atmosfere oscure, addirittura quasi senza ombre. Il tratto di WJC ricorda un po’ Kevin O’Neill, anche nelle deformità. Interessante è l’utilizzo delle onomatopee come parte integrante del disegno.

La caratterizzazione che dà ai personaggi è a sua volta ironica, ma non li ridicolizza. Ci scherza su. Li deforma quanto basta per non renderli ridicoli.

Da lettore di Mignola non sono abituato a questo tratto: sottile, luminoso, poco realistico. Ma devo riconoscere che è del tutto adatto al taglio della storia. Anche se in qualche tratto fa pensare a un racconto illustrato per bambini.

Tutto è deforme ma senza orrore, mi piace paragonarlo in qualche modo alle illustrazioni tolkieniane di Mr Bliss.

Come in quelle, anche il paesaggio e le linee prospettiche servono a muovere lo sguardo del lettore. Oltre che a rendere la storia paradossale, irreale, al di là dei contenuti. Anche se a volte questa deformità è un po’ fastidiosa. E sempre ricca di dettagli. Spesso Mignola chiede a Johnson-Cadwell di soffermarsi sui dettagli e di cambiare inquadratura più volte nella stessa pagina.

Le vignette sono tutte piuttosto regolari e squadrate, di ampio respiro, con un continuo cambio di punto di vista e livello di dettaglio. È assai raro che si incontrino due vignette che raccontano in sequenza la storia, se non forse proprio all’epilogo della storia.

I colori sono pastello, e vividamente inadatti a una storia horror. Tranne forse nelle pagine rosse e nere dell’esplosione di violenza del Mr Higgins licantropo.

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L’azzurro del cielo, il verde splendente dei boschi della Transilvania, i luminosi ambienti del Castello Golga, persino durante l’evocazione satanica non preludono però a un finale altrettanto luminoso.

Alla fine, infatti, al povero Mr Higgins tornare nella casa dove è rinato per opera di Golga e dove sperava di porre fine alla sua esistenza eterna di licantropo non è servito a nulla.

Mr Higgins torna a casa
Mike Mignola, Warwick Johnson Cadwell
17×26, 56 pagg, colori, cartonato
€ 15

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