Alla mostra di your name., a casa di Makoto Shinkai

Poster della mostra "'Kimi no na wa.' ten".

Il poster della mostra ‘Kimi no na wa.’ ten, ovvero molto didascalicamente “Esposizione di ‘your name.'”. Il pragmatismo nipponico.

Sono andato alla mostra dedicata al film your name. al Museo d’arte Kougen di Koumi, una cittadina turistica situata in un altopiano ai piedi del Monte Yatsugatake, nella prefettura di Nagano, che è anche la città dove è nato e cresciuto il regista Makoto Shinkai. Il museo è stato progettato dall’architetto di fama mondiale Tadao Andou, e costruito dall’azienda edile locale Niitsu Gumi: all’interno è possibile godersi la mostra in un’atmosfera rilassata, e in particolare la rampa dritta che conduce dall’ingresso alla zona espositiva è uno spazio meraviglioso e ricco di luce.

Esterno ed interno del museo d'arte Kougen di Koumi, prefettura di Nagano.

A sinistra: l’ingresso del museo con il poster della mostra. A destra: la rampa che connette l’ingresso del museo al piano terra con la zona espositiva al primo piano; è esageratamente stretta e lunga per staccare il visitatore dal mondo terreno e sollevarlo (anche fisicamente) verso la dimensione dell’arte.

L’esposizione rende nient’altro che felice il fan di your name., perché consente di entrare in contatto con i materiali di pre-produzione e di sviluppo creativo realizzati dallo staff del film.

Su uno schermo scorre uno spezzone dello storyboard animato originale, realizzato completamente da solo dal regista lavorandoci 15 ore al giorno per sei mesi: si tratta di un materiale preziosissimo per il fan, una sorta di bibbia per la comprensione del film, dato che in questo storyboard è possibile osservare non solo le illustrazioni originali di Shinkai, ma anche lo stile narrativo personale che il regista vi ha infuso. Spero fortemente che il video storyboard venga incluso fra gli extra del futuro Blu-ray di questo straordinario film.

Fra i vari materiali esposti vi sono anche dei disegni originali del direttore delle animazioni Masashi Andou selezionati da lui stesso. Per il fan che ha visto il film, sarà sorprendente trovare dei settei che ritraggono i protagonisti Taki e Mitsuha insieme e circondati da familiari e amici, dato che nel film invece viene mostrato che vivono separati l’uno a Tokyo e l’altra a Itomori: sono disegni che donano gioia al solo vederli. ❤️

Immagini della mostra "'Kimi no na wa.' ten".

Esposizione all’interno della mostra. In alto, storyboard cartacei realizzati interamente da Shinkai: in piena continuità con il suo celebre metodo lavorativo in solitaria, il regista si riserva interamente la parte creativa e si avvale di uno staff solo per la mera messa in opera del suo film già concluso e definito nel dettaglio. Al centro, settei (disegni preparatori) di oggetti e personaggi. In basso, un muro del museo è ricoperto di “foto” dei panorami del film esattamente come nella scena di your name. in cui Taki visita la mostra fotografica.

Nella sezione video, sono proiettati su grande schermo degli spot televisivi realizzati nel 2007 da Makoto Shinkai per lo Shinano Mainichi Shinbun, un quotidiano locale di Nagano. Sono davvero molto emozionanti❗️ Credo assolutamente debbano venire visti lì sul posto. ?

L’esposizione di your name. si svolgerà fino al 25 dicembre 2016.

Sulla strada del ritorno verso casa, istintivamente mi sono fermato a Yamanashi e ho scattato una foto all’ufficio locale dell’azienda edile Niitsu Gumi: il riflesso delle foglie di acero rosso sui vetri comunicava un’immagine di modernità e stile. ✨ Sembrava una elegante caffetteria più che la sede di un’azienda. ☕️

Sede dell'azienda edile Niitsu Gumi a Koumi.

L’esterno dell’ufficio della Niitsu Gumi a Yamanashi, progettato da Yoshihiko Iida.

D’altronde il presidente della Niitsu Gumi, che ha appunto costruito il Museo d’arte Kougen di Koumi, è anche il padre di Makoto Shinkai, il regista di your name..

I genitori di Makoto Shinkai alla mostra "'Kimi no na wa.' ten".

I genitori di Makoto Shinkai, il signor Masakatsu e la signora Hiromi, ammirano orgogliosi il lavoro del figlio apprezzandone la somiglianza coi paesaggi tipici di Nagano.

 

(Articolo originale: Harinezumi; Traduzione e adattamento: Mario Pasqualini)

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