Mendeleev, ovvero il Professor M

copertina

Un professore, di cui si conosce solo l’iniziale, alla guida di un posto dove elementi dotati di strani poteri possono stare insieme, studiare e confrontarsi.

In cui possono scoprire le loro caratteristiche, vedere come reagiscono l’uno con l’altro, capire le loro doti.

E il professor M capire le regole precise che essi seguono.

Per gli appassionati di fumetti, il richiamo è fin troppo scontato con il professor X e gli X-Men. Anche lì tutto comincia con un gruppo di studenti che devono scoprire i loro poteri sotto la guida di un mentore.

Il punto di partenza della nostra storia è invece il primo degli elementi di sintesi, scoperto come prodotto della fissione da Emilio Segré, e subito portato insieme agli altri elementi naturali.

Come d’uso, la sceneggiatura è ricca di citazioni storico scientifiche, da Lecoq (scopritore del Gallio), al numero univoco di matricola assegnato a ciascun atomo, in base al suo numero atomico. Anche l’avvicinarsi della seconda guerra mondiale e il pericolo dell’arma nucleare.

Troviamo anche qualche voluta imprecisione storica: ovviamente né Mendeleev, né il suo collaboratore Stanislao (Cannizzaro) hanno conosciuto Segré; e Pierrette Paulze Lavoisier è vissuta ben prima.

Ma nei fumetti per fortuna tutto si può. E in fondo la scuola ricorda un po’ anche l’atmosfera dei racconti di altri ragazzi speciali, quelli di Mrs Peregrine, che erano un po’ fuori dal tempo.

Giovanni Eccher si è divertito non poco ad antropomorfizzare gli elementi che Mendeleev ha ordinato nella sua tavola periodica. Ha fatto inoltre intravedere tantissime caratteristiche degli elementi chimici. E ha dato una serie di livelli di lettura delle 22 pagine disegnate che vanno dal godersi il fumetto all’esame approfondito di ogni vignetta. Nella quale trovare riferimenti e citazioni scientifiche.

Sergio Ponchione ha contribuito non poco, innanzitutto dando una forma riconoscibile alla sede dell’Accademia. Con tanto di dependance per gli elementi dal 52 al 71…
E poi interpretando ed arricchendo con uno stile asciutto e godibilissimo la sceneggiatura.

La gabbia è quasi bonelliana, anche se le vignette non hanno contorno. Lo stile è personale, ma anche quello ricco di richiami, da Will Eisner, a Mad! E gustosissimo da scorrere.

Mendeleev: la tavola e l'accademia

Anche se la tavola periodica originaria di Mendeleev era un po’ diversa da come la disegniamo oggi. Centocinquanta anni hanno consentito uno schema più preciso.

Ma la parte redazionale aiuta a capire la storia della chimica. Perché proprio a metà dell’800 c’era bisogno di mettere in ordine gli atomi.

Al solito l’intervista ai due autori esplora i loro legami con la scienza. E ancora una volta sono loro i primi a cambiare idea nei confronti della scienza grazie al fumetto.

E negli altri articoli l’uso bellico della chimica, la storia di come persone normali sono arrivate a classificare gli atomi (interessante il sottotitolo: Non sempre è necessario essere dei geni per fare cose geniali. Perché il duro lavoro e un po’ di buon senso possono portare là dove nessun chimico è giunto prima). Perché la scienza non è per i geni. È per gli appassionati, per chi ha voglia di lavorare duro. Poi, come in tutte le cose, c’è il genio, quello che tira fuori il guizzo del campione.

Ma la maggior parte delle partite si vincono anche con azioni ben costruite insieme.

Concludono il numero il buon Paco Lanciano di Davide La Rosa, che fa la mossa a Scienza in cucina, blog divulgativo di uno degli autori di questo issue, e una pagina de La scienza coatta.

Andrea Cittadini Bellini

Andrea Cittadini Bellini

Scienziato mancato, appassionato divoratore di fumetti, collezionista di fatto, provo a capirci qualcosa di matematica, di scienza e della Nona Arte...

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