Il marito di mio fratello: una recensione senza pregiudizio

La paura è uno stato emotivo comune a tutti gli esseri viventi, di base ciò da cui scaturisce è l’ignoto, ed è uno degli strumenti di autodifesa che il nostro corpo utilizza per difenderci dalle insidie reali o presunte.
La crescita e l’esperienza aiutano però a riconoscere le situazioni che siano realmente pericolose per l’incolumità, è come se con la crescita noi costruissimo il nostro personale archivio al quale attingiamo nel momento del bisogno. Il bagaglio di esperienze, spesso condizionato dal contesto in cui viviamo, dà poi origine al pregiudizio, ovvero un’opinione preconcetta che ci porta spesso ad assumere atteggiamenti ingiusti nei rapporti sociali.
Coloro che però sono ancora immuni dall’avere un’opinione preconcetta sulle situazioni e ancor più sulle persone sono i bambini, ed è una di loro che Gengoroh Tagame usa ne Il marito di mio fratello per spiegare al protagonista, e di conseguenza al lettore, concetti come l’accettazione e la tolleranza.

Yaichi è un papà divorziato che vive da solo con la sua figlioletta Kana; la loro routine viene sconvolta dall’arrivo di Mike, un grosso omone barbuto canadese marito di Ryoji, defunto fratello del protagonista.
Come da tradizione nipponica Yaichi accoglie il suo ospite con educazione e cortesia, il tutto sarà però condito da un forte imbarazzo in quanto la sua presenza lo costringe ad affrontare il lutto del fratello e la sua omosessualità. Quello che più preoccupa il protagonista è infatti l’opinione altrui e soprattutto come esporre e affrontare tali tematiche con la piccola Kana, ma sarà proprio lei con la sua spontaneità ad aiutarlo e a illuminarlo in più di un’occasione.

Il tema dell’omosessualità non è di certo inesplorato nel mondo del fumetto e non è certo la prima opera sul tema che la Panini Comics pubblica in Italia, quello che però fa risaltare questo prodotto rispetto agli altri è proprio il suo autore: Tagame è infatti famoso per essere specializzato in manga erotici omosessuali a tema BDSM (sigla che sta per: BD Bondage & Disciplina, DS Dominazione & Sottomissione, SM Sadismo & Masochismo), per l’occasiona però abbandona totalmente l’ambito e si approccia invece al seinen con grande maestria e delicatezza.
Il suo tratto armonico delinea dei personaggi molto espressivi e in controtendenza con l’immaginario comune che si aspetta dei personaggi androgini, quelle che ci vengono presentate sono invece delle figure nerborute e pelose.

Nonostante la comunità LGBT sia la prima a battersi per l’abbattimento delle categorizzazioni, essa stessa non ne è esente e il genere bear è una di esse. Nata nella metà degli anni ’80 in modo trasversale in tutte le nazioni, ha lo scopo di sdoganare lo stereotipo gay dell’uomo curato e depilato e di mostrare in contrapposizione una figura maschile in carne e villosa. Mike, il cognato canadese di Yaichi appartiene proprio a questa categoria e un lato interessante della serie sono proprio i redazionali Lezioni di cultura gay a cura di Mike che spiegano al lettore inesperto i diversi aspetti della cultura omosessuale.

Ma il tema dell’omosessualità non è il solo a essere trattato, in quanto anche la tematica del lutto viene ampiamente approfondita pur se trattata con toni leggeri.

L’opera, composta in originale da quattro volumi, viene proposta nella collana 9L in due maxi volumi, l’ultimo dei quali dovrebbe uscire in primavera.

Una lettura che mi sento di consigliare a tutti, specialmente a coloro che soffrono di omofobia e razzismo, non sia mai che lo sguardo puro e incontaminato di Kana posso aprire loro la mente.


Gengoroh Tagame
Il marito di mio fratello vol. 1
Panini 9L / Planet Manga 2018
Brossurato con alette, 368 pag, cm 13×18

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