Margherita Hack: in bicicletta tra le stelle, oltre lo spazio e il tempo

Margherita Hack copertina

Margherita Hack, dopo una lunga carriera scientifica, è diventata una icona della comunicazione scientifica, e non solo.

Ha attraversato l’ultimo decennio del millennio passato e il primo di questo portando la scienza in giro per l’Italia insieme alla sua visione del mondo. Dopo aver fatto crescere le istituzioni che ha diretto, ma anche contribuendo alla divulgazione di alto livello.

Il pretesto per raccontarne più il pensiero che la vita è un viaggio in bicicletta. Roberta Balestrucci Fancellu, scrittrice e operatrice del Centro Servizi Culturali di Macomer (NU), ha già raccontato storie di grandi donne, sempre usando il formato grafico, e per questo suo nuovo volume Margherita Hack. In bicicletta tra le stelle, edito da BeccoGiallo, si affida per la parte grafica a Laura Vivacqua, che è stata una collaboratrice di Attaccapanni Press.

Un viaggio in bici con il marito Aldo, da Trieste, dove ha condotto la maggior parte della sua vita scientifica insegnando e facendo crescere l’Osservatorio Astronomico e l’intero corso di Fisica, a Santa Maria di Leuca (almeno così dice la cartina a pagina 16).

Un viaggio in realtà in cui non sono importanti i riferimenti geografici e temporali, ma che è l’occasione di presentare le principali basi dell’astronomia e del pensiero a tutto tondo della Hack, che non si è mai tirata indietro, anche nel prendere posizione su questioni non strettamente scientifiche.

Margherita Hack. In bicicletta tra le stelle in realtà non contiene eventi particolari della vita della scienziata, ma la preparazione e la quotidianità del viaggio in bicicletta danno l’occasione di parlare con Aldo di tutto. E ogni argomento dà adito a introdurre o semplicemente accennare argomenti di fisica e astronomia.

Ad esempio, da una caduta in bici si parla di macchine del tempo e del saper vedere le soluzioni che spesso stanno davanti ai nostri occhi. O da un ostello di Chioggia, della presenza di altre forme di vita nell’universo.

La bicicletta è stata una grande passione della Hack, celebrata anche in un suo libro del 2011. Vicino all’amore per Aldo, durato davvero una vita, e alla smisurata professionalità scientifica.

Il libro corre via veloce, leggero, nonostante la ricca bibliografia e le ammissioni dell’autrice dei testi di aver esaminato a fondo molti lavori, biografie, racconti sulla Hack e della Hack.

Nell’immaginario collettivo, Margherita Hack è una signora anziana che si è occupata di stelle e che, soprattutto negli ultimi due decenni della sua vita, è diventata un personaggio pubblico, e ha parlato della sua esperienza di scienziata, ma anche un po’ de la vita, l’universo e tutto quanto. Tantissime sono le citazioni riportate in giro per il web sui più diversi aspetti (dall’etica all’importanza della cultura).

Il ritratto che emerge anche da Margherita Hack. In bicicletta tra le stelle è quello di una signora (siamo dopo il 1967, anno di uscita di Lucy in the Sky with Diamonds, con la Hack più che quarantenne) estremamente volitiva, e dal carattere spigoloso. Ricca di passioni, con delle convinzioni forti e con tanti aspetti biografici nascosti nelle vignette (dal fatto che, bambina, giocasse col futuro marito), ma senza appesantirne i dettagli. Probabilmente ci sono tanti piccoli aspetti nascosti. Mi hanno colpito ad esempio le persone che salutano la coppia. Probabilmente citazioni o camei che non ho capito…

Margherita Hack in bicicletta

Aiuta questa levità anche la scelta grafica: il tratto è quello di una linea chiara, peraltro in bianco e nero, con un terzo colore piatto simile al Dark Sea Green a riempire le ombre e le luci.

Un colore che sta bene con il mare e con il verde della natura attraversata in bicicletta. Un colore che è un viraggio antico ma moderno. Come il tratto usato dall’autrice. Come le due Margherita in copertina.

Il bianco e il nero invece si alternano tra il primo piano e lo sfondo, determinando anche il trascorrere del tempo tra notti e giorni durante il viaggio.

L’aspetto della protagonista è anche quello fuori dal tempo. Ricorda vagamente le immagini che si trovano online sulla Hack da giovane. Di sicuro non ne mostra l’età. Come detto qualche riferimento al passato c’è, nei dialoghi, quando si parla dei tempi della maestra ebrea espulsa dalla scuola o quando Margherita e Aldo si “beccano” sull’essere vecchi.

Ma i disegni sembrano presentare due persone più giovani del tempo che si può dedurre dagli indizi. Forse perché l’avventura della scienza e del pensiero umano, come quella di un viaggio in bicicletta su tutta la costa adriatica, è fuori dal tempo.

Le tavole non sono ricche di dettagli, a volte quasi spoglie, ma sempre molto dinamiche. Quando sono i personaggi e le loro riflessioni a dominare, infatti, sono loro al centro della scena. E spesso il contesto non è reale. A volte, durante il viaggio, ci si permette qualche momento descrittivo, con vignette più grandi, o pagine, che mettono in pausa, ci fanno cogliere anche il senso della meraviglia nel viaggiare. Sia in bicicletta che nella mente umana dello scienziato.

I disegni sono poveri di linee di movimento, ma c’è una bella dinamicità nelle pose dei personaggi e nei continui spostamenti del punto di vista.

Altrettanto dinamiche sono le gabbie delle vignette: mai uguali, ma non per questo confusionarie.

Il fumetto mi ha convinto più dal punto di vista della presentazione del personaggio Margherita Hack che nel contributo biografico o divulgativo. Certo, ci sono diversi accenni. Si usano le ruote della bicicletta per accennare alla struttura delle galassie ellittiche, oppure una caduta per spiegare il principio di inerzia. Einstein compare spessissimo, al punto che Aldo si dichiara quasi geloso, ma non potevano mancare i riferimenti al pensiero ambientalista e all’ateismo militante (ma mai irrispettoso).

Dice la stessa Hack (pag. 63):

Io non voglio imporre le mie credenze a nessuno. Ci mancherebbe altro. Ognuno può pensare quello che vuole e come vuole. Io non sono fondamentalista, lo sai. Per me viene prima il rispetto. […] Anche essere atei è una fede, non una scienza. Certo! Non posso mica dimostrare che Dio c’è, né che Dio non c’è, quindi non è una scienza, è fede.

Ma, più che la filosofia, o le scelte di vita, più dei risultati scientifici, emerge con forza l’atteggiamento aperto e indagatore che ha fatto di Margherita Hack un’icona, certamente involontaria, della scienza e delle donne di libero pensiero, in Italia e nel mondo.


Roberta Balestrucci Francellu, Laura Vivacqua
Margherita Hack. In bicicletta tra le stelle

BeccoGiallo, 2020
114 pagg., colore, brossura con alette, €17.00
ISBN: 9788833141442

Andrea Cittadini Bellini

Andrea Cittadini Bellini

Scienziato mancato, appassionato divoratore di fumetti, collezionista di fatto, provo a capirci qualcosa di matematica, di scienza e della Nona Arte...

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