La Società dei draghi del tè e le sue delizie

La società dei draghi del tè saldapress

De La Società dei draghi del tè dell’artista neozelandese Katie O’Neill, edito da salda Press, quello che subito salta all’occhio è la bellezza, garbata, raffinata e sognante, dei disegni.

La copertina è una composizione di fiori, erba e piante varie che ricorda l’eleganza dei quadri rinascimentali e rallegra lo spirito: nonostante la semplificazione delle forme e la mancanza di particolareggiatura, sembra davvero di essere immersi in una natura libera, sul limitare di un bosco, e la sola immagine basta a invogliare la lettura.

Sfogliando le pagine si prova la strana sensazione di essere sollevati nello spazio e trasportati fuori dal tempo, in un luogo in cui le lancette non scorrono e che ci ricopre di pace e tranquillità.

Tocchiamo così il secondo elemento che sostanzia quest’opera: il tempo.

La Società dei draghi del tè è una compagnia segreta che raccoglie coloro che hanno la responsabilità di curare e accudire i rarissimi draghi del tè. Queste persone trascorrono la loro vita seguendo le esigenze delle magiche creature che hanno la facoltà di far crescere sul loro corpo erbe aromatiche con proprietà speciali. Usate in infusione nel tè queste piantine regalano a chi le beve visioni e ricordi. Non solo i draghetti, dunque, ma anche il tè è una pratica da perseverare con grande rispetto, come un rito.

Non occorre essere English per comprendere l’essenza profonda del tea time. Per avere un buon tè bisogna lasciare che le foglie rilascino la loro essenza: si ha bisogno di tempo e calma, e quando poi si gusta la bevanda lo si fa con rilassatezza, senza ansia, restando sospesi nel momento, senza pensare al dopo.

Quando non si ha fretta, allora, è semplice perdersi nei ricordi: e che cosa sono i ricordi se non un modo di riportare nel presente qualcosa di passato? Sono un astratto salto nel tempo, in cui, anche se quello che riviviamo non è più reale, ci tocca con una consistenza che rimane adagiata sull’animo e viene assorbita dall’inconscio.

Katie O’Neill non fa altro che mettere insieme, in questo racconto, alcune tra le cose che più ama: gli animali, le piante e il tè. Eppure riesce a fondere insieme a questi tanti piccoli strati di sentimento e riflessione, importanti per il lettore.

Il mondo in cui è ambientata la storia è lontano dal tempo che conosciamo, vi vivono creature strane, ibridi tra esseri umani e troll, draghi, elfi e fate. Non ci sono spiegazioni da dare, è naturale che questo mondo esista e sia abitato da tali creature, e che queste creature abbiano come animale domestico un drago e che amino fare una cosa semplice e piacevolissima come bere tè.

La piccola protagonista conoscerà gli ultimi membri della Società: sono rimasti in pochi, perché i draghi vivono molto a lungo e i custodi muoiono presto, e non saranno sostituiti perché prendersi cura di un drago è un impegno a tempo pieno e faticoso.

La società dei draghi del tè saldapress

Eppure saranno due giovani a portare avanti questa tradizione: una con una profonda coscienza di sé e una che ha perso se stessa per aver cercato di essere troppo.

Anche i disegni e la colorazione sono un esempio di fuori tempo: nonostante l’uso del computer per realizzarli, l’effetto finale della composizione è ricco di rimembranze. Il gusto decorativo dei ramoscelli, le gemme, e i fiorellini che contornano le immagini hanno il sapore di passato, come un’essenza preziosa che si mescola al gusto del tè.

Come il ricordo di cose trascorse che producono malinconia.

Come una pausa nel tempo in cui futuro, presente e passato si mescolano.

P.S.: grazie Katie per averci regalato la carrellata finale che spiega i diversi tipi di drago del tè, le loro caratteristiche, gusti, e proprietà. Ci aspettiamo un secondo capitolo che li riporti ancora nelle nostre librerie.


Katie O’Neill
La Società dei draghi del tè
saldaPress, 2019
cartonato, colore, pagg. 72, cm19×27.5, € 18,00
ISBN 9788869196362

Silvia Forcina

Silvia Forcina

Non pratico il nerding estremo pur essendo nerd nell'animo, ma non ho niente da condividere con i Merd che popolano il mondo. So solo quello che non sono. Come Balto.

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